{"id":1000014151,"date":"2025-03-19T11:23:10","date_gmt":"2025-03-19T14:23:10","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014151"},"modified":"2025-03-19T11:23:12","modified_gmt":"2025-03-19T14:23:12","slug":"struttura-ed-eta-della-calotta-ghiacciata-di-marte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014151","title":{"rendered":"Struttura ed et\u00e0 della calotta ghiacciata di Marte"},"content":{"rendered":"\n<p>Il polo nord di Marte \u00e8 ricoperto da una calotta ghiacciata spessa 3 km. Studiando come il peso di questi ghiacciai abbia deformato la crosta del \u00abpianeta rosso\u00bb, una ricerca internazionale, a cui ha contribuito la Sapienza, ha fornito nuove informazioni sulla composizione del sottosuolo marziano. La ricerca si basa su un&#8217;analisi geofisica simile a quella utilizzata sulla Terra per studiare la deformazione della crosta sotto il peso delle masse glaciali. La superficie di Marte, come quella della Terra, \u00e8 costituita perlopi\u00f9 da roccia e metalli. Nonostante l&#8217;aspetto apparentemente inalterabile, la crosta di un pianeta \u00e8 soggetta a una serie di deformazioni. Rispetto al mantello terrestre, per\u00f2, quello marziano risulta essere molto pi\u00f9 resistente. Gli scienziati del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza sono partiti dallo studio del polo nord di Marte per capire come la superficie del pianeta risponda alla pressione esercitata da una vasta calotta di ghiaccio, documentando per la prima volta in ambito planetario processi di isostasia post-glaciale (l&#8217;equilibrio gravitazionale tra la crosta e il sottostante mantello litosferico, NdR). L&#8217;applicazione a Marte del metodo di misurazione ha rappresentato una sfida significativa a causa della limitata disponibilit\u00e0 di dati. Se sulla Terra si possono sfruttare sismometri distribuiti in una rete complessa per monitorare con precisione la risposta della crosta al carico glaciale, su Marte le opportunit\u00e0 di osservazione sono molto pi\u00f9 limitate. A oggi, infatti, \u00e8 stato posizionato solo un sismometro sul \u00abpianeta rosso\u00bb, a bordo della missione InSight. Per superare questa difficolt\u00e0, il gruppo di ricerca ha combinato le misure provenienti dal sismometro con l&#8217;analisi delle variazioni temporali delle anomalie gravitazionali su Marte. A ci\u00f2 si aggiungono modelli di evoluzione termica. \u00abGrazie a questo approccio combinato, \u00e8 stato possibile misurare il tasso di deformazione della crosta marziana, che risulta estremamente lento. Questo implica che l&#8217;interno di Marte \u00e8 estremamente freddo e resistente alla deformazione\u00bb spiega Antonio Genova della Sapienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il polo nord di Marte \u00e8 ricoperto da una calotta ghiacciata spessa 3 km. Studiando come il peso di questi ghiacciai abbia deformato la crosta del \u00abpianeta rosso\u00bb, una ricerca internazionale, a cui ha contribuito la Sapienza, ha fornito nuove informazioni sulla composizione del sottosuolo marziano. 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