{"id":1000014142,"date":"2025-03-19T11:15:45","date_gmt":"2025-03-19T14:15:45","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014142"},"modified":"2025-03-19T11:15:47","modified_gmt":"2025-03-19T14:15:47","slug":"cinque-anni-fa-i-camion-con-le-bare-a-bergamo-la-giornata-in-memoria-delle-vittime-del-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014142","title":{"rendered":"Cinque anni fa i camion con le bare a Bergamo. La Giornata in memoria delle vittime del Covid"},"content":{"rendered":"\n<p>A cinque anni dal passaggio dei camion militari con le bare dei morti di Covid a Bergamo, ieri \u00e8 &nbsp;ricorsa la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell&#8217;epidemia di Coronavirus. \u00abTroppo profonde sono le ferite, troppo diffuse sono le lacrime che la pandemia del Covid ha lasciato nelle nostre terre, troppo deprimenti sono le memorie\u00bb. A cinque anni dalla tragica immagine dei camion militari che trasportano in processione i morti di Bergamo, la Conferenza episcopale lombarda ha invitato cos\u00ec a far suonare a lutto tutte le campane della Lombardia alle ore 12. Un&#8217;occasione, dicono i vescovi lombardi, di \u00abpregare per le vittime e per le persone ferite dalla morte in quei mesi\u00bb, ma anche di ricordare quell&#8217;eroica capacit\u00e0 di resilienza che ha fatto di Bergamo, e di tutta la regione, un simbolo di resistenza. Se per qualcuno la pandemia sembra un lontano ricordo, non lo \u00e8 certamente per chi ha impresso nella memoria quella fila interminabile di camion carichi di bare avviarsi da Bergamo verso i cimiteri di tutta Italia. Gli impianti orobici non bastavano pi\u00f9, perch\u00e9 i morti erano troppi. \u00abPreghiamo e invitiamo a pregare &#8211; dicono i vescovi lombardi &#8211; perch\u00e9 tutti possiamo trovare buone ragioni per superare la sofferenza senza dimenticare la lezione di quella tragedia: la solidariet\u00e0 necessaria, la vigilanza attenta, la speranza invincibile che nasce dalla fede nel Risorto\u00bb. Al tema &#8216;La memoria e della scoperta&#8217; \u00e8 ispirata la ricorrenza del 18 marzo a Bergamo, oltre 16 mila morti nell&#8217;anno del Covid e oltre 8.500 residenti in meno. La memoria \u00abcome atto necessario per onorare e rispettare chi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 e quanto vissuto\u00bb, si legge sul sito internet del Comune di Bergamo. La scoperta \u00abcome necessit\u00e0 di rielaborare, in una dimensione di comunit\u00e0 la pi\u00f9 ampia possibile, l&#8217;esperienza collettiva e individuale che il Covid ha rappresentato\u00bb. Al Cimitero monumentale, nella Chiesa di Ognissanti svuotata dai banchi per rievocare la stessa situazione che nel 2020 la vide trasformata in una camera mortuaria, la riflessione \u00e8 stata del vescovo, monsignor Francesco Beschi. Con l&#8217;installazione sonora &#8216;Oltre il Silenzio&#8217;, realizzata da un allievo dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Bergamo, Giotto Orsini, e due allieve dell&#8217;Istituto Rigoni Stern leggeranno il testo della lapide dedicata alle vittime Covid. A Palazzo Frizzoni, sede del Municipio, ricreata una sorta di piazza dove le strutture metalliche della mostra fotografica &#8216;Primavera&#8217; di Lorenzo Zelaschi fungeranno, per tutta la giornata, da postazioni di ascolto del podcast &#8216;La memoria \u00e8 oggi&#8217;. Il coro &#8216;Intelletto d&#8217;amore&#8217; accompagner\u00e0, in apertura e in chiusura, alcune testimonianze. Al Bosco della Memoria, infine, il musicista Tino Tracanna seguito da un&#8217;azione di memoria con protagonisti oltre 100 alunni di alcuni istituti superiori della citt\u00e0. \u00abPerch\u00e9 la memoria \u00e8 la base per ricostruire &#8211; osserva il Comune di Bergamo -. Perch\u00e9 la memoria di ieri \u00e8 l&#8217;essenza della forza di oggi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cinque anni dal passaggio dei camion militari con le bare dei morti di Covid a Bergamo, ieri \u00e8 &nbsp;ricorsa la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell&#8217;epidemia di Coronavirus. \u00abTroppo profonde sono le ferite, troppo diffuse sono le lacrime che la pandemia del Covid ha lasciato nelle nostre terre, troppo deprimenti sono le memorie\u00bb. 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