{"id":1000013980,"date":"2025-03-18T16:53:22","date_gmt":"2025-03-18T19:53:22","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013980"},"modified":"2025-03-18T16:53:23","modified_gmt":"2025-03-18T19:53:23","slug":"la-lezione-di-draghi-trump-mette-a-rischio-la-nostra-sicurezza-per-la-difesa-serve-una-catena-di-comando-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013980","title":{"rendered":"La lezione di Draghi: \u00abTrump mette a rischio la nostra sicurezza. Per la difesa serve una catena di comando europea\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abLa nostra prosperit\u00e0, gi\u00e0 minacciata dalla bassa crescita per molti anni, si basava su un ordine delle relazioni internazionali e commerciali, oggi sconvolto dalle politiche protezionistiche del nostro maggiore partner. I dazi, le tariffe e altre politiche commerciali che sono state annunciate avranno un forte impatto sulle imprese italiane e europee. La nostra sicurezza \u00e8 oggi messa in dubbio dal cambiamento nella politica estera del nostro maggiore alleato rispetto alla Russia, che con l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina ha dimostrato di essere una minaccia concreta per l&#8217;Unione europea\u00bb. Lo ha detto Mario Draghi, consulente speciale della presidente della Commissione Ue, in audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio, Attivit\u00e0 produttive e Politiche Ue di Camera e Senato in merito al Rapporto sul futuro della competitivit\u00e0 europea. Riguardo alla difesa, dice Draghi, \u00aboccorre definire una catena di comando di livello superiore che coordini eserciti eterogenei per lingua, metodi, armamenti e che sia in grado di distaccarsi dalle priorit\u00e0 nazionali operando come sistema di difesa continentale. Dal punto di vista industriale e organizzativo. questo vuol dire favorire le sinergie industriali europee concentrando gli sviluppi su piattaforme militari comuni, aerei, navi, mezzi terrestri, satelliti che consentano l&#8217;interoperabilit\u00e0 che oggi non abbiamo, o abbiamo molto limitatamente tutti noi e riducano la dispersione e le attuali sovrapposizioni nelle produzioni degli Stati membri\u00bb. \u00abNelle ultime settimane la Commissione ha dato il via a un ingente piano di investimenti nella difesa europea. Mentre si pianificano nuove risorse, quindi, il succo di questo \u00e8 che occorre avviare anche una riflessione su come spendere: non solo decidere un ammontare di spesa, occorrerebbe soprattutto che l&#8217;attuale procurement europeo per la difesa pari a circa 110 miliardi di euro nel 2023 fosse concentrato su poche piattaforme evolute invece che su numerose piattaforme nazionali, nessuna delle quali veramente competitiva, perch\u00e9 essenzialmente dedicata ai mercati domestici. L&#8217;effetto del frazionamento \u00e8 deleterio, a fronte di investimenti complessivi comunque elevati, perch\u00e9 gi\u00e0 spendiamo molto, siamo secondo il terzo continente per spesa militare, sicuramente molto pi\u00f9 della Russia\u00bb. \u00abSpendiamo molto, ma i Paesi europei alla fine acquistano gran parte delle piattaforme militari dagli Stati Uniti- ha sottolineato Draghi- Tra il 2020 e il 2024 gli Stati Uniti hanno fornito il 65% dell&#8217;importazione di sistemi di difesa degli Stati europei aderenti alla Nato. Nello stesso periodo l&#8217;Italia ha importato circa il 30% dei suoi apparati di difesa dagli Stati Uniti. Se l&#8217;Europa decidesse di creare la sua difesa e di aumentare i propri investimenti superando l&#8217;attuale frazionamento invece di ricorrere in maniera cos\u00ec massiccia alle importazioni, essa ne avrebbe certamente un maggior ritorno industriale, nonch\u00e9 un rapporto pi\u00f9 equilibrato con l&#8217;Alleato Atlantico anche sul fronte economico\u00bb. \u00abQuesta grande trasformazione (delle spese per la difesa europea, ndr) \u00e8 in realt\u00e0 necessaria non solo per le complessit\u00e0 geopolitiche a cui stiamo assistendo, ma anche per via della rapidissima evoluzione della tecnologia che ha stravolto il concetto di difesa e di guerra. Se consideriamo ad esempio i droni, una stima delle forze armate ucraine rivela che dall&#8217;inizio del conflitto circa il 65% degli obiettivi centrati \u00e8 stato colpito da velivoli senza pilota. Non solo i droni, ma anche l&#8217;intelligenza artificiale, i dati, la guerra elettronica, lo spazio, i satelliti e la silenziosa cyberguerra hanno assunto un ruolo importantissimo dentro e fuori i campi di battaglia. La difesa oggi non \u00e8 solo armamento, ma anche tecnologia digitale. \u00c8 il concetto stesso di difesa che evolve nel pi\u00f9 ampio concetto di sicurezza globale\u00bb. Per Draghi \u00abla convergenza tra tecnologie militari e tecnologie digitali porta alla sinergia dei diversi sistemi di difesa, dell&#8217;aria, del mare, di terra e dello spazio. Occorre quindi dotarsi di una strategia continentale unificata per il cloud, il supercalcolo, l&#8217;intelligenza artificiale, la cybersicurezza. Questo sviluppo non pu\u00f2 che avvenire su scala europea. La difesa comune dell&#8217;Europa diventa pertanto un passaggio obbligato per utilizzare al meglio le tecnologie che dovranno garantire la nostra sicurezza\u00bb. Secondo l&#8217;ex premier \u00abpersino la nostra valutazione dell&#8217;investimento in difesa, oggi basata sul computo delle sole spese militari, andr\u00e0 modificata per includere gli investimenti su digitale, spazio e cybersicurezza che diventano necessari alla difesa del futuro. Per tutto ci\u00f2 occorre iniziare un percorso che ci porter\u00e0 a superare i modelli nazionali e a pensare a livello continentale. Tutto questo riguarda non solo la nostra sicurezza, ma anche la presenza dell&#8217;Europa tra le grandi potenze\u00bb. \u00abLe decisioni a cui il Rapporto chiama l&#8217;Europa sono ancora pi\u00f9 urgenti oggi, quando la necessit\u00e0 di difendersi e di farlo presto \u00e8 al centro dell&#8217;attenzione e delle preoccupazioni della maggioranza dei cittadini europei. Un&#8217;Europa che cresce finanzier\u00e0 pi\u00f9 facilmente un fabbisogno finanziario che ormai supera le previsioni del rapporto. Un&#8217;Europa che riforma il suo mercato dei servizi e dei capitali vedr\u00e0 il settore privato partecipare a questo finanziamento, ma l&#8217;intervento dello Stato rester\u00e0 necessario. Gli angusti spazi di bilancio non permetteranno ad alcuni Paesi significative espansioni del deficit, n\u00e9 sono pensabili contrazioni nella spesa sociale e sanitaria. Sarebbe non solo un errore politico, ma soprattutto la negazione di quella solidariet\u00e0 che \u00e8 parte dell&#8217;identit\u00e0 europea, quell&#8217;identit\u00e0 che vogliamo proteggere difendendoci dalla minaccia dell&#8217;autocrazia\u00bb. Per Draghi \u00abil ricorso al debito comune \u00e8 l&#8217;unica strada. Per attuare molte delle proposte presenti nel rapporto, l&#8217;Europa dovr\u00e0 dunque agire come un solo Stato. Questo pu\u00f2 voler dire o una maggiore centralizzazione delle decisioni e delle capacit\u00e0 di spesa, oppure un coordinamento pi\u00f9 rapido ed efficace tra i Paesi che condividendo quei Paesi, che condividendo gli indirizzi di fondo, riusciranno a raggiungere i compromessi necessari per una strada comune\u00bb. In ogni momento di questo processo, ha sottolineato l&#8217;ex premier, \u00abi Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo avranno un ruolo essenziale. Le scelte che ci sono davanti sono di grande momento, come forse non mai dalla fondazione dell&#8217;Unione Europea. La politica, in particolare la politica interna ad ogni Stato membro, ne sar\u00e0 al centro. Voi parlamentari ne sarete protagonisti rispondendo con le vostre decisioni alle aspirazioni ma anche alle preoccupazioni dei cittadini. Cos\u00ec per\u00f2, solo cos\u00ec, costruiremo un&#8217;Europa forte e coesa perch\u00e9 ogni Stato, ogni suo Stato, \u00e8 forte solo se \u00e8 insieme agli altri e solo se \u00e8 coeso al suo interno\u00bb. \u00abL&#8217;Europa \u00e8 oggi pi\u00f9 sola nei fori internazionali, come \u00e8 accaduto di recente alle Nazioni Unite, e si chiede chi difender\u00e0 i suoi confini in caso di aggressione esterna e con quali mezzi. L&#8217;Europa avrebbe dovuto comunque combattere la stagnazione della sua economia e assumere maggiori responsabilit\u00e0 per la propria difesa in presenza di un minore impegno americano da tempo annunciato- ha sottolineato Draghi- ma gli indirizzi della nuova amministrazione hanno drammaticamente ridotto il tempo disponibile. Speriamo ci spingano con uguale energia ad affrontare le complessit\u00e0 politiche e istituzionali che hanno finora ritardato e rallentato la nostra azione\u00bb. \u00abQuando la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mi ha chiesto di redigere un rapporto sulla competitivit\u00e0, i ritardi accumulati dall&#8217;Unione apparivano gi\u00e0 preoccupanti. L&#8217;Unione europea ha garantito per decenni ai suoi cittadini pace, prosperit\u00e0, solidariet\u00e0 e, insieme all&#8217;alleato americano, sicurezza, sovranit\u00e0, indipendenza. Questi sono i valori costituenti dell&#8217;Unione europea, della nostra Unione europea. Questi valori sono oggi posti in discussione\u00bb. \u00abIl dato che meglio riassume la persistente debolezza dell&#8217;economia del nostro continente \u00e8 la quantit\u00e0 di risparmio che ogni anno fuoriesce dall&#8217;Unione Europea, 500 miliardi di euro nel solo 2024. Risparmi a cui l&#8217;economia europea non riesce a offrire un tasso di rendimento adeguato.\u00e1Il rapporto analizza estesamente le cause strutturali di questa inadeguatezza. Oggi voglio soffermarmi su tre aspetti che sono diventati ancor pi\u00f9 urgenti nei sei mesi trascorsi della pubblicazione del rapporto: si tratta del costo dell&#8217;energia, della regolamentazione e della politica dell&#8217;innovazione\u00bb. \u00abUna seria politica di rilancio della competitivit\u00e0 europea deve porsi come primo obiettivo la riduzione delle bollette per imprese e famiglie. In Europa, tra settembre e febbraio, il prezzo del gas naturale all&#8217;ingrosso \u00e8 aumentato in media di oltre il 40%, con punte di oltre 65%, per poi attestarsi a pi\u00f9 15% nell&#8217;ultima settimana- ha sottolineato Draghi- Anche i prezzi dell&#8217;elettricit\u00e0 all&#8217;ingrosso sono aumentati in modo generalizzato nei diversi Paesi europei e continuano a essere due o tre volte pi\u00f9 alti dei prezzi negli Stati Uniti. Questo problema \u00e8 ancora pi\u00f9 marcato in Italia, dove i prezzi dell&#8217;energia all&#8217;ingrosso nel 2024 sono stati in media superiori dell&#8217;87% rispetto a quelli francesi, del 70% rispetto agli spagnoli, del 38% rispetto a quelli tedeschi. Anche i prezzi dell&#8217;ingrosso in Italia nel 2024 sono stati mediamente pi\u00f9 alti rispetto agli altri mercati europei. Nei prezzi finali ai consumatori incide anche la tassazione, in Italia tra le pi\u00f9 elevate in Europa\u00bb. \u00abNel primo semestre del 2024 l&#8217;Italia risultava il secondo Paese europeo con il pi\u00f9 alto livello di imposizione e prelievi non recuperabili per i consumatori elettrici non domestici- ha rilevato Draghi- Costi dell&#8217;energia cos\u00ec alti pongono le aziende, europee e italiane in particolare, in perenne svantaggio nei confronti dei concorrenti stranieri. E&#8217; a rischio non solo la sopravvivenza di alcuni settori tradizionali, ma anche lo sviluppo di nuove tecnologie ad elevata crescita. Si pensi ad esempio all&#8217;elevato consumo necessario per i data center\u00bb. \u00abA livello europeo nel mercato del gas naturale \u00e8 necessario esercitare il nostro potere d&#8217;acquisto, sfruttando la posizione di essere il pi\u00f9 grande consumatore al mondo di gas. Possiamo anche coordinare meglio la domanda di gas tra Paesi, ad esempio anche riempiendo gli stoccaggi con flessibilit\u00e0, in modo da evitare l&#8217;irrigidimento della domanda complessiva, cosa successa soprattutto nel 2022. Inoltre \u00e8 necessario pretendere una maggiore trasparenza dei mercati. \u00c8 indispensabile evitare rischi di concentrazione e rafforzare il livello di vigilanza\u00bb. \u00abGran parte delle transazioni finanziarie legate al gas- ha sottolineato Draghi- \u00e8 concentrata in poche societ\u00e0 finanziarie, senza che vi siano forme di vigilanza su di esse paragonabili neanche lontanamente a quelle che esistono su altri intermediari finanziari. In linea con le indicazioni del rapporto, la Commissione ha fatto proposte sostanziali per rafforzare la supervisione e le regole dei mercati energetici e finanziari. Occorre sostenere l&#8217;azione della Commissione in quest&#8217;area, ma \u00e8 anche necessaria una rapida attuazione dei provvedimenti\u00bb. Per Draghi \u00abanche per quanto riguarda il gas, \u00e8 necessaria una maggiore trasparenza sui prezzi d&#8217;acquisto alla fonte. Il beneficio dei pi\u00f9 bassi costi operativi delle rinnovabili raggiungeranno pienamente gli utenti finali solo tra molti anni. I cittadini ci stanno dicendo che sono stanchi di aspettare. La stessa decarbonizzazione \u00e8 a rischio. I prezzi all&#8217;ingrosso dell&#8217;elettricit\u00e0 dipendono dal mix di generazione ma anche da come si forma il prezzo. In Europa nel 2022, pur rappresentando il gas soltanto il 20% del mix di generazione elettrica, ha determinato il prezzo complessivo dell&#8217;elettricit\u00e0 per pi\u00f9 del 60% del tempo, e in Italia per circa il 90% del tempo\u00bb. \u00abOccorre certamente accelerare lo sviluppo di generazione pulita e investire stesamente nella flessibilit\u00e0 e nelle reti, ma occorre anche disaccoppiare il prezzo dell&#8217;energia prodotta dalle rinnovabili e dal nucleare da quello dell&#8217;energia di fonte fossile. Non possiamo per\u00f2 aspettare unicamente le riforme a livello europeo. In Italia sono disponibili decine di gigawatt di impianti rinnovabili in attesa di autorizzazione o di contrattualizzazione\u00bb. \u00ab\u00c8 indispensabile accelerare e semplificare gli iter autorizzativi. Questo- ha proseguito Draghi- abiliterebbe nuova produzione a costi pi\u00f9 bassi di quella a gas, che rappresenta in Italia ancora il 50% del mix elettrico, a fronte del 15% in Spagna e di meno del 10% in Francia. Inoltre, senza aspettare una riforma europea, possiamo slegare la remunerazione rinnovabile da quella a gas, sia sui nuovi impianti sia su quelli esistenti, adottando pi\u00f9 diffusamente certe tipologie contrattuali gi\u00e0 vastamente impiegate in altri Paesi dell&#8217;Unione europea, si pensi soprattutto alla Svezia\u00bb. \u00abMi \u00e8 stato chiesto come facciamo andare avanti tutti insieme, e questo \u00e8 un altro aspetto a cui il Rapporto dedica delle pagine. \u00c8 chiaro che la prima cosa \u00e8 vedere di limitare l&#8217;unanimit\u00e0 ad alcune decisioni particolari e muoversi a maggioranza qualificata. Secondo me questa sar\u00e0 la discussione pi\u00f9 immediata e pi\u00f9 importante, specialmente quando ci spostiamo verso aree come la difesa\u00bb. La difesa, ha sottolineato Draghi, \u00abimplica anche la politica estera in certa misura, perch\u00e9 se io mi devo mettere in comune con la difesa bisogna che tu ed io siamo d&#8217;accordo su chi \u00e8 il nemico. E se non siamo d&#8217;accordo su chi \u00e8 il nemico non ci vado con te, questo \u00e8 chiaro. E allora man mano si arriva a decisioni molto importanti, quindi la prima discussione che ci sar\u00e0, sar\u00e0 proprio tra i Paesi che vogliono muoversi verso un sistema di maggioranza qualificata e Paesi invece che difendono l&#8217;unanimit\u00e0\u00bb. Qui per\u00f2, ha ricordato l&#8217;ex premier, \u00abi nostri trattati prevedono delle forme per andare avanti separatamente, uno di questi \u00e8 la cooperazione rafforzata con cui i Paesi si mettono insieme ma devono avere l&#8217;autorizzazione di tutti gli altri e il controllo del Parlamento europeo. E poi c&#8217;\u00e8 una strada invece del trattato intergovernativo in cui due o tre Paesi si mettono d&#8217;accordo, fanno le cose che devono fare o che vogliono fare e non c&#8217;\u00e8 il controllo europeo\u00bb. In quel caso, per\u00f2, \u00abil ruolo della Commissione \u00e8 naturalmente pi\u00f9 limitato, perch\u00e9 la Commissione \u00e8 al servizio di tutti e non solo di chi si mette d&#8217;accordo\u00bb. Questi, ha chiosato Draghi, \u00absono tre schemi, ma \u00e8 probabile che alla fine su certe cose ci si muova in tre, quattro, cinque Paesi. D&#8217;altronde ci sono obiettivamente certe differenze tra Paesi e ci sono soprattutto delle differenze nella valutazione di chi \u00e8 il nemico, nelle valutazioni di politica estera\u00bb. \u00abGli Stati Uniti sono il nostro maggior partner commerciale, pi\u00f9 del 20 per cento delle esportazioni europee va negli Stati Uniti. Quindi la costruzione di un muro tariffario, come ho l&#8217;impressione che stia succedendo, per forza di cose ci porter\u00e0 a dirottare queste esportazioni verso, verso altre destinazioni. Ma a questo punto, siamo sicuri che vogliamo mantenere questo gigantesco surplus commerciale con il resto del mondo? Piuttosto non \u00e8 meglio sviluppare la domanda interna, non trascurare le nostre infrastrutture, spendere per la ricerca, per l&#8217;innovazione, per il clima?\u00bb. Dopo la crisi finanziaria, i tagli alla spesa pubblica, la compressione dei salari e l&#8217;austerit\u00e0, ha sottolineato Draghi, \u00abnon abbiamo fatto nulla per aprire il mercato interno e quindi permettere alle nostre imprese di vendere e di estendersi nel resto dell&#8217;Unione, soprattutto nei servizi. Tenete presente che i servizi sono il 70% del Pil, quindi \u00e8 fondamentale aprire e fare un mercato. Noi abbiamo un mercato pi\u00f9 o meno unico sui prodotti, anche se come avete visto il Fondo monetario stima che ci siano delle barriere che equivalgono a una tariffa del 40%-45%, ma sui servizi \u00e8 del 110%. E in effetti quello che ho scoperto parlando con imprenditori europei che si sono spostati negli Stati Uniti \u00e8 che di fatto, soprattutto per le piccole imprese innovative nel campo dei servizi pi\u00f9 avanzati e pi\u00f9 tecnologici, in Europa \u00e8 impossibile estendersi, \u00e8 impossibile crescere\u00bb. E in molti casi, ha spiegato l&#8217;ex premier, \u00abnon riescono ad aprire altre filiali, altre filiali in altri paesi, perch\u00e9? Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un&#8217;eterogeneit\u00e0 di normative che richiederebbe una filiale con la sua rappresentanza legale. Questo, paradossalmente, \u00e8 possibile solo per le grandi imprese, i Google, gli Amazon e cos\u00ec via, mentre le piccole imprese, che sono le nostre, sono sacrificate. Non abbiamo espanso il mercato interno e a quel punto si \u00e8 creato questo gigantesco surplus che \u00e8 andato verso il resto del mondo. Ma nel frattempo abbiamo continuato a diventare sempre pi\u00f9 poveri rispetto agli Stati Uniti, che invece non avevano questo surplus, e quindi forse quella l\u00ec non era la strada giusta. Oggi \u00e8 venuto il momento di pensare alla crescita interna\u00bb. \u00abUna seria politica di rilancio della competitivit\u00e0 europea deve porsi come primo obiettivo la riduzione delle bollette per imprese e famiglie\u00bb. \u00abIn Europa, tra settembre e febbraio, il prezzo del gas naturale all&#8217;ingrosso \u00e8 aumentato in media di oltre il 40%, con punte di oltre 65%, per poi attestarsi a pi\u00f9 15% nell&#8217;ultima settimana- ha sottolineato Draghi- Anche i prezzi dell&#8217;elettricit\u00e0 all&#8217;ingrosso sono aumentati in modo generalizzato nei diversi Paesi europei e continuano a essere due o tre volte pi\u00f9 alti dei prezzi negli Stati Uniti. Questo problema \u00e8 ancora pi\u00f9 marcato in Italia, dove i prezzi dell&#8217;energia all&#8217;ingrosso nel 2024 sono stati in media superiori dell&#8217;87% rispetto a quelli francesi, del 70% rispetto agli spagnoli, del 38% rispetto a quelli tedeschi. Anche i prezzi dell&#8217;ingrosso in Italia nel 2024 sono stati mediamente pi\u00f9 alti rispetto agli altri mercati europei. Nei prezzi finali ai consumatori incide anche la tassazione, in Italia tra le pi\u00f9 elevate in Europa\u00bb. \u00abNel primo semestre del 2024 l&#8217;Italia risultava il secondo Paese europeo con il pi\u00f9 alto livello di imposizione e prelievi non recuperabili per i consumatori elettrici non domestici- ha rilevato Draghi- Costi dell&#8217;energia cos\u00ec alti pongono le aziende, europee e italiane in particolare, in perenne svantaggio nei confronti dei concorrenti stranieri. E&#8217; a rischio non solo la sopravvivenza di alcuni settori tradizionali, ma anche lo sviluppo di nuove tecnologie ad elevata crescita. Si pensi ad esempio all&#8217;elevato consumo necessario per i data center\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriele Narducci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa nostra prosperit\u00e0, gi\u00e0 minacciata dalla bassa crescita per molti anni, si basava su un ordine delle relazioni internazionali e commerciali, oggi sconvolto dalle politiche protezionistiche del nostro maggiore partner. I dazi, le tariffe e altre politiche commerciali che sono state annunciate avranno un forte impatto sulle imprese italiane e europee. 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