{"id":1000013678,"date":"2025-03-11T23:59:34","date_gmt":"2025-03-12T02:59:34","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013678"},"modified":"2025-03-11T23:59:35","modified_gmt":"2025-03-12T02:59:35","slug":"carburante-spaziale-ad-acqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013678","title":{"rendered":"Carburante spaziale ad acqua"},"content":{"rendered":"\n<p>Grazie all&#8217;acqua, un propellente ecologico e versatile, potranno aprirsi possibilit\u00e0 inedite per l&#8217;esplorazione dello spazio profondo, con un occhio di riguardo alla sostenibilit\u00e0 economica e ambientale. Un nuovo progetto europeo, coordinato dall&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, studier\u00e0 i processi fondamentali che regolano la formazione e il comportamento del plasma generato a partire dall&#8217;acqua per arrivare a progettare un propulsore elettrico capace di azionare i veicoli spaziali Il nuovo progetto di ricerca Horizon Europe \u00abWET \u2013 Water-based Electric Thrusters\u00bb, coordinato dall&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, esplora la possibilit\u00e0 di usare l&#8217;acqua come carburante, per viaggiare nello spazio. \u00abCon questo progetto vogliamo fare un passo decisivo verso la standardizzazione di tecnologie di propulsione sostenibili, in grado di ridurre l&#8217;impatto ambientale delle missioni spaziali e di sfruttare le risorse disponibili nello spazio\u00bb spiega Fabrizio Ponti, professore al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna (Campus di Forl\u00ec), che coordina l&#8217;iniziativa. Ospitato all&#8217;Alma Propulsion Laboratory, il progetto WET vede impegnato un consorzio di nove universit\u00e0 e istituti di ricerca provenienti da Europa, Africa e Oceania che metter\u00e0 in campo competenze di ingegneria avanzata, sulla fisica del plasma e su sistemi tecnologici innovativi. Tutto questo per dare vita a un nuovo modello di propulsore spaziale pensato per operare in un range di potenza tra i 500 e i 1000 watt, che sar\u00e0 particolarmente adatto ai piccoli satelliti (SmallSats) e avr\u00e0 il potenziale per applicazioni nello spazio profondo. \u00abIl progetto WET mira non solo a sviluppare una tecnologia innovativa, ma anche a creare una nuova visione per il futuro dell&#8217;esplorazione spaziale\u00bb aggiunge il professor Ponti. La standardizzazione della propulsione a base d&#8217;acqua \u00e8 infatti un passo avanti fondamentale per rendere le tecnologie spaziali pi\u00f9 accessibili e sostenibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianni Gentile<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie all&#8217;acqua, un propellente ecologico e versatile, potranno aprirsi possibilit\u00e0 inedite per l&#8217;esplorazione dello spazio profondo, con un occhio di riguardo alla sostenibilit\u00e0 economica e ambientale. 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