{"id":1000013663,"date":"2025-03-11T23:47:08","date_gmt":"2025-03-12T02:47:08","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013663"},"modified":"2025-03-11T23:47:09","modified_gmt":"2025-03-12T02:47:09","slug":"la-cosmopolita-ischia-di-800-anni-avanti-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013663","title":{"rendered":"La cosmopolita Ischia di 800 anni avanti Cristo"},"content":{"rendered":"\n<p>&nbsp;Il Mediterraneo dell&#8217;Et\u00e0 del Ferro (tra l&#8217;VIII e il VII secolo a.C.) si trovava agli albori della Magna Grecia ed era un luogo dinamico di incrocio per le interazioni bio-culturali e per la mobilit\u00e0 umana. Attorno all&#8217;800 a.C. l&#8217;isola vulcanica di Ischia vede il primo insediamento greco nel Mediterraneo occidentale e diventa un vero emporio cosmopolita di convivenza tra comunit\u00e0 locali, greci e fenici. Analizzato i resti umani della necropoli di Pithekoussai, a Ischia, uno studio di un team internazionale di ricerca coordinato da Melania Gigante del Dipartimento dei Beni Culturali dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova ha dimostrato la complessit\u00e0 delle interazioni culturali e biologiche in questo sito chiave per lo studio della nascita della Magna Grecia. Lo studio si basa sull&#8217;analisi degli isotopi dello stronzio di denti e ossa di individui sepolti nella necropoli di Pithekoussai, molti dei quali sono stati identificati come immigrati fin dai tempi pi\u00f9 antichi. \u00abGrazie all&#8217;analisi di campioni di tessuto mineralizzato di ossa e denti da pi\u00f9 di 50 individui, sia inumati sia cremati, il nostro studio ha identificato un&#8217;importante componente di stranieri a Pithekoussai, rivelando una societ\u00e0 fortemente eterogenea in cui i nuovi arrivati \u2013 greci, fenici, italici \u2013 convivevano e interagivano, contribuendo alla formazione di un&#8217;identit\u00e0 sociale sfaccettata e cosmopolita\u00bb spiega Melania Gigante, prima autrice dello studio e docente al Dipartimento dei Beni Culturali dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova. \u00abL&#8217;integrazione tra dati archeologici, antropologici e biogeochimici ha permesso di ricostruire gli spostamenti e le interazioni tra le genti che popolavano l&#8217;isola di Ischia con un livello di dettaglio mai raggiunto prima e confermando l&#8217;immagine di un Mediterraneo di dialogo e mobilit\u00e0 durante il I millennio a.C.\u00bb aggiunge Carmen Esposito, coautrice dello studio e Marie Sk\u0142odowska-Curie Actions Research Fellow all&#8217;Universit\u00e0 di Bologna. Contrariamente a quanto ci si aspettasse, i dati dimostrano inoltre che la mobilit\u00e0 femminile, e non solo quella di coloni maschi e mercanti, fu un elemento strutturale nella costruzione della comunit\u00e0 di Pithekoussai. Uno degli aspetti pi\u00f9 significativi della ricerca riguarda la celebre Tomba della Coppa di Nestore, una delle sepolture pi\u00f9 iconiche di Pithekoussai e dell&#8217;archeologia del Mediterraneo, datata alla seconda met\u00e0 dell&#8217;VIII secolo a.C. La tomba \u00e8 nota per la presenza di una coppa che reca una delle pi\u00f9 antiche iscrizioni in alfabeto greco a oggi conosciute, evocando il leggendario calice dell&#8217;eroe omerico Nestore. \u00abIl caso della Tomba della Coppa di Nestore \u00e8 emblematico della complessit\u00e0 di Pithekoussai come comunit\u00e0 multiculturale, ma anche di come la cultura omerica si diffondeva lontano dal mondo geografico greco. L&#8217;evidenza di un individuo (forse) nato localmente in una sepoltura con elementi di prestigio di chiara matrice greca apre nuove prospettive sulla costruzione delle identit\u00e0 e sulle dinamiche di integrazione sociale nel primo insediamento greco d&#8217;Occidente\u00bb spiega Gigante.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Paolo Grassi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Il Mediterraneo dell&#8217;Et\u00e0 del Ferro (tra l&#8217;VIII e il VII secolo a.C.) si trovava agli albori della Magna Grecia ed era un luogo dinamico di incrocio per le interazioni bio-culturali e per la mobilit\u00e0 umana. 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