{"id":1000013539,"date":"2025-03-10T10:47:35","date_gmt":"2025-03-10T13:47:35","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013539"},"modified":"2025-03-10T10:47:37","modified_gmt":"2025-03-10T13:47:37","slug":"boom-di-disturbi-alimentari-il-bambino-gesu-64-in-6-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013539","title":{"rendered":"Boom di disturbi alimentari, il Bambino Ges\u00f9: \u00ab+64% in 6 anni\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Dal 2019, ultimo anno prima della pandemia di Covid-19, al Bambino Ges\u00f9 le diagnosi annuali di disturbi della nutrizione e dell&#8217;alimentazione (Dna) sono aumentate del 64% circa. In Italia, secondo i dati del ministero, l&#8217;aumento \u00e8 stato di circa il 35%. In occasione della Settimana del Fiocchetto Lilla (10\/15 marzo), l&#8217;ospedale presenta i dati aggiornati sulla presa in carico dei pazienti e le strategie terapeutiche adottate per affrontare questa crescente emergenza. \u00abI dati raccolti negli ultimi anni- spiega la responsabile dell&#8217;Unit\u00e0 operativa semplice di Anoressia e Disturbi Alimentari del nosocomio capitolino, Valeria Zanna- evidenziano un aumento dell&#8217;incidenza dei disturbi alimentari in et\u00e0 pediatrica e adolescenziale\u00bb. Anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata, disturbo evitante-restrittivo dell&#8217;assunzione di cibo (Arfid), disturbi alimentari non altrimenti specificati (Nas). In Italia circa 3,5 milioni di persone, pari al 6% della popolazione, soffrono di disturbi della nutrizione e dell&#8217;alimentazione: il 90% sono donne, anche se sempre pi\u00f9 numerosi sono gli uomini che manifestano questi sintomi e si rivolgono a strutture specializzate (sono il 20% nella fascia di et\u00e0 12-17 anni). L&#8217;esordio di questi disturbi \u00e8 sempre pi\u00f9 precoce. Negli ultimi anni si \u00e8 infatti registrato un abbassamento dell&#8217;et\u00e0 fino agli 8\/9 anni. Ci\u00f2 \u00e8 verosimilmente dovuto sia all&#8217;abbassamento dell&#8217;et\u00e0 puberale nelle bambine che al sempre pi\u00f9 diffuso impiego dei social network che facilitano confronti con modelli di bellezza irraggiungibili. Per la loro complessit\u00e0, si tratta di disturbi che richiedono la maggiore collaborazione possibile tra figure professionali con differenti specializzazioni: psichiatri, pediatri, psicologi, dietisti, specialisti in medicina interna e altri. Sia l&#8217;anoressia che la bulimia possono essere causa di complicanze mediche gravi se non trattate tempestivamente e adeguatamente. I disturbi alimentari nell&#8217;ambito delle patologie psichiatriche presentano il pi\u00f9 alto indice di mortalit\u00e0, in particolare, nel caso dell&#8217;anoressia nervosa il rischio di morte \u00e8 5-10 volte maggiore di quello di persone sane della stessa et\u00e0 e sesso. In Italia, i Dna causano ogni anno circa 4.000 morti. Dal 2020, l&#8217;Unit\u00e0 operativa semplice di Anoressia e disturbi alimentari del Bambino Ges\u00f9 ha registrato un incremento del 38% nell&#8217;attivit\u00e0 clinica. I day hospital sono infatti passati da 1.820 a 2.420 del 2024. I dati raccolti negli ultimi anni evidenziano un aumento dell&#8217;incidenza dei disturbi alimentari in et\u00e0 pediatrica e adolescenziale. NB: il seguente testo annulla e sostituisce il precedente. Nel periodo 2019-2024 l&#8217;aumento dei nuovi casi nella fasce di et\u00e0 pi\u00f9 giovani (&lt;10 anni e 11-13 anni) \u00e8 stato del 50%, l&#8217;aumento delle diagnosi di anoressia nervosa \u00e8 stato del 68% e di ARFID del 65%. Le principali linee guida nazionali e internazionali sul trattamento dei disturbi della nutrizione e dell&#8217;alimentazione in et\u00e0 evolutiva, come le linee guida della Society for Adolescent Health and Medicine, del National Institute for Health and Care Excellence (Nice), e della Societ\u00e0 italiana di neuropsichiatria dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza (Sinpia) sottolineano l&#8217;importanza del coinvolgimento familiare per un buon esito del trattamento. Il modello terapeutico adottato dal Bambino Ges\u00f9 si basa su un lavoro multidisciplinare che coinvolge professionisti delle aree psicologica, nutrizionale, psichiatrica, endocrinologica e cardiologica, al fine di garantire un approccio integrato ed efficace. \u00abUn recente studio condotto dalla nostra equipe, attualmente in fase di revisione- evidenzia Zanna- ha messo in luce una preoccupante evoluzione dei disturbi alimentari. Negli ultimi anni, i pazienti pi\u00f9 giovani presentano quadri psicopatologici pi\u00f9 gravi, sia per la sintomatologia alimentare che per le caratteristiche psicologiche associate. Inoltre, i nuclei familiari di questi pazienti risultano pi\u00f9 sofferenti, con difficolt\u00e0 comunicative, una maggiore fragilit\u00e0 emotiva e un funzionamento complessivo compromesso\u00bb. Per fare fronte a questa sfida, l&#8217;ospedale Pediatrico Bambino Ges\u00f9 adotta un trattamento calibrato su diversi livelli di intensit\u00e0 e frequenza, garantendo una presa in carico tempestiva e personalizzata. Il programma di Alta Assistenza, in particolare, prevede accessi in day hospital con pasto assistito, monitoraggio psichiatrico e nutrizionale, psicoterapia di gruppo per genitori e pazienti e incontri di psicoterapia familiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco Demofonti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2019, ultimo anno prima della pandemia di Covid-19, al Bambino Ges\u00f9 le diagnosi annuali di disturbi della nutrizione e dell&#8217;alimentazione (Dna) sono aumentate del 64% circa. In Italia, secondo i dati del ministero, l&#8217;aumento \u00e8 stato di circa il 35%. 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