{"id":1000013334,"date":"2025-03-05T12:00:24","date_gmt":"2025-03-05T15:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013334"},"modified":"2025-03-05T12:00:25","modified_gmt":"2025-03-05T15:00:25","slug":"vi-porto-nelloceano-di-acqua-su-marte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013334","title":{"rendered":"Vi porto nell&#8217;oceano di acqua su Marte"},"content":{"rendered":"\n<p>Quattro miliardi di anni fa Marte era un pianeta molto diverso dal deserto di sabbia rossa che conosciamo oggi. Aveva infatti una densa un&#8217;atmosfera, un clima caldo e ampia disponibilit\u00e0 di acqua liquida superficie. Addirittura un vero e proprio oceano, con spiagge sabbiose i cui resti oggi giacciono sepolti a decine di metri di profondit\u00e0 nel sottosuolo marziano, come ha scoperto la sonda cinese Zhurong, grazie a una serie di misurazioni radar analizzate di recente in uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences. Le immagini radar sono state riprese dal rover cinese nel 2021 durante la sua missione di un anno nell&#8217;area a Sud di Utopia Planitia, il principale bacino d&#8217;impatto di Marte, ritenuto da molti scienziati la possibile sede di un oceano nel lontano passato del pianeta. Il rover ha utilizzato uno strumento noto come ground penetrating radar (Gpr), capace di sondare il sottosuolo fino a una profondit\u00e0 di 80 metri, e di identificare la presenza di caratteristiche salienti, come ad esempio il confine tra strati differenti di roccia. \u00c8 cos\u00ec che gli autori dello studio, un team di ricercatori americani e cinesi, sono riusciti identificare uno spesso strato di roccia dalla forma peculiare, che si snodava per tutti i quasi due chilometri percorsi dal rover lungo quella che le immagini satellitari hanno fatto ipotizzare rappresentasse l&#8217;antica riva di un oceano marziano oggi scomparso. Con le immagini radar i ricercatori hanno potuto calcolare persino la dimensione delle particelle che compongono lo strato roccioso, identificate cos\u00ec come granelli di sabbia. La composizione sarebbe quindi stata compatibile con quella delle dune formate dal vento sulla superficie di Marte, ma la forma del deposito ha lasciato perplessi i ricercatori. \u00abQuelle strutture non sembravano dune di sabbia \u2013 conferma Michael Manga, ricercatore dell&#8217;Universit\u00e0 della California che ha contribuito allo studio \u2013 ed \u00e8 a quel punto che abbiamo iniziato a pensare ad un oceano. L&#8217;orientamento delle strutture \u00e8 parallelo a quello che avrebbe avuto l&#8217;antica riva. Orientamento e pendenza sono quindi perfetti per supportare l&#8217;idea che ci sia stato un oceano per un lungo periodo di tempo, e che questo abbia creato delle spiagge di sabbia\u00bb. Per creare delle spiagge per\u00f2 non basta un grande bacino di acqua. Servono sedimenti, e fiumi che li trasportino in mare e li ridistribuiscano lungo le coste. \u00abLa presenza di questi depositi implica che almeno una buona parte del pianeta deve essere stata idrogeologicamente attiva per un periodo prolungato di tempo, in modo da rifornire questa costa di acqua, sedimenti e potenziali nutrienti\u00bb, spiega Benjamin Cardenas, della Pennsylvania State University. \u00abLe coste sono solitamente un ottimo posto per cercare tracce di antiche forme di vita. Si ritiene che le prime forme di vita sulla Terra siano nate in un luogo simile a questo, tra aria e acque basse\u00bb. Non \u00e8 la prima volta che vengono individuate prove credibili della presenza di bacini di acqua liquida sulla superficie di Marte. Perseverance ad esempio le ha trovate nel cratere di Jezero. E Curiosity ha fatto lo stesso di recente nel cratere di Gale. In entrambi i casi per\u00f2 si tratterebbe dei resti di antichi laghi, e non di grandi oceani come quello scoperto grazie ai dati della sonda cinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Simone Valesini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattro miliardi di anni fa Marte era un pianeta molto diverso dal deserto di sabbia rossa che conosciamo oggi. Aveva infatti una densa un&#8217;atmosfera, un clima caldo e ampia disponibilit\u00e0 di acqua liquida superficie. 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