{"id":1000013318,"date":"2025-03-05T11:28:58","date_gmt":"2025-03-05T14:28:58","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013318"},"modified":"2025-03-05T11:29:00","modified_gmt":"2025-03-05T14:29:00","slug":"storie-di-donne-del-sud-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013318","title":{"rendered":"Storie di donne del Sud globale"},"content":{"rendered":"\n<p>Vengono da diversi Paesi e fanno parte di dieci reti indipendenti di giornaliste: sono le protagoniste del progetto&nbsp;<em>\u00abDonne senza frontiere\u00bb,<\/em>&nbsp;che a partire dall&#8217;8 marzo sul quotidiano&nbsp;<em>Avvenire<\/em>&nbsp;racconteranno la realt\u00e0 femminile nei loro luoghi di origine. L&#8217;iniziativa, che punta ad accendere i riflettori sulle storie di donne dei Paesi nel sud globale, \u00e8 stata presentata questa mattina a Roma e d\u00e0 alle precedenti campagne del quotidiano della CEI, che hanno avuto come tema prima le donne afghane e poi le donne di pace.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer il terzo anno consecutivo&nbsp;<em>Avvenire<\/em>&nbsp;decide di valorizzare lo specifico femminile.\u00bb, racconta ai media vaticani Viviana Daloiso, giornalista del quotidiano, che spiega:&nbsp; \u00abQuest&#8217;anno diamo voce e penna alle donne perch\u00e9 parlino dei loro Paesi, l\u00e0 dove le donne non hanno diritti, dove raccontare la loro condizione implica rischiare la vita, rischiare la libert\u00e0\u00bb. La novit\u00e0 dunque \u00e8 nell&#8217;eliminazione di ogni intermediazione, per permettere a loro stesse di narrarsi. \u00abAbbiamo incontrato queste giornaliste &#8211; spiega Daloiso &#8211; e abbiamo chiesto loro di raccontare le storie che venivano dai loro Paesi\u00bb. I contributi verranno resi disponibili in formato multimediale, e sarano fruibili anche in lingua originale, in inglese o in spagnolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall&#8217;8 marzo verr\u00e0 dunque pubblicato un reportage di questa serie ogni 15 giorni, che far\u00e0 luce su Uganda, Somalia, Afghanistan, Nigeria, Libano, India, Messico, Iraq e Per\u00fa. \u00abIn questi Paesi del sud globale &#8211; afferma Antonella Mariani, cronista di&nbsp;<em>Avvenire<\/em>&nbsp;&#8211; fare le giornaliste non \u00e8 affatto semplice e abbiamo dunque pensato di amplificare la loro voce. Grazie a questa &#8216;sorellanza&#8217;, conosceremo aspetti della vita delle donne nei rispettivi Paesi che&nbsp;normalmente&nbsp;non sono molto illuminati dai mass media\u00bb. Tra questi, la condizione delle scuole religiose femminili in Afghanistan, i matrimoni precoci in Uganda, l&#8217;attivismo femminile per l&#8217;ambiente in Messico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCredo fortemente nel giornalismo che riafferma la necessit\u00e0 e il potere dei diritti umani &#8211; osserva Nello Scavo, giornalista di \u00abAvvenire\u00bb &#8211; . Viviamo un tempo in cui non si racconta abbastanza la condizione degli scartati,&nbsp;in molte societ\u00e0&nbsp;le donne sono gli scartati tra gli scartati per il solo fatto di essere donne\u00bb. Da l\u00ec l&#8217;importanza di questo progetto, che punta attraverso storie dalle frontiere a ispirare anche il giornalismo italiano. Come presidente dell&#8217;Associazione Carta di Roma ha ribadito poi la necessit\u00e0 che questi temi siano pi\u00f9 presenti nel dibattito pubblico. Emerge infatti, il ricorso a storie di donne solo in casi marginali, come evidenziato anche dalla presentazione di alcuni dati sui media italiani. Dare spazio alle voci di donne, nel caso del progetto, significa anche per una volta \u00abcedere la penna\u00bb&nbsp; e provare semplicemente ad \u00abaccogliere le loro parole\u00bb, ha sottolineato la giornalista di \u00abAvvenire\u00bb Lucia Capuzzi.<\/p>\n\n\n\n<p>In videocollegamento sono intervenute poi alcune protagoniste del progetto&nbsp;<em>\u00abDonne senza frontiere\u00bb<\/em>: \u00abQuesta campagna &#8211; spiega Zahra Joya, afghana della rete Rukhshana Media, che vive in esilio a Londra &#8211; ci d\u00e0 la speranza che almeno a una parte del mondo importi di noi, mentre il resto \u00e8 impegnata a fare altro\u00bb. Hinda Abdi, della rete Bilan Media da Mogadiscio ha parlato invece della difficolt\u00e0 di essere una donna reporter in Somalia, tra commenti sessisti e sfide quotidiane. Juwan Shro, attivista irachena yazida, ha messo l&#8217;accento sul valore della denuncia delle donne yazide, che \u00e8 diventata una chiamata all&#8217;azione e alla mobilitazione per i diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOspitare un progetto del genere significa dare voce al racconto diretto e vero della condizione femminile attraverso voci femminili del sud del mondo\u00bb, ha commentato ai media vaticani&nbsp;<strong>Marco Girardo<\/strong>, direttore di&nbsp;<em>Avvenire<\/em>. Il giornale apre dunque a una collaborazione con reti di giornaliste, scelte \u00abper reciproca conoscenza, quindi una selezione sostanzialmente attraverso contatti diretti delle nostre corrispondenti, dei nostri corrispondenti e segnalazioni anche individuali di chi era venuto a conoscenza di questo progetto in base a quelli precedenti\u00bb. Si tratta dunque di una costruzione di alleanze tra donne, di cruciale importanza: \u00abIn questo momento in cui si alzano muri &#8211; conclude Girardo &#8211; costruire ponti \u00e8 una necessit\u00e0 impellente in tutti i settori, anche in quello dell&#8217;informazione in cui il muro pi\u00f9 evidente \u00e8 quello costruito dalle piattaforme social, che sono guidate dagli algoritmi. Non raccontano storie vere, ma storie che sono frutto di manipolazioni dell&#8217;informazione. Senza fiducia, quindi rapporto con chi racconta, non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di raccontare la verit\u00e0. Senza raccontare i fatti, non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di creare fiducia. Questo \u00e8 un tentativo ideale di mettere insieme queste tre dimensioni: fatti, fiducia e verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Beatrice Guarrera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vengono da diversi Paesi e fanno parte di dieci reti indipendenti di giornaliste: sono le protagoniste del progetto&nbsp;\u00abDonne senza frontiere\u00bb,&nbsp;che a partire dall&#8217;8 marzo sul quotidiano&nbsp;Avvenire&nbsp;racconteranno la realt\u00e0 femminile nei loro luoghi di origine. 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