{"id":1000013293,"date":"2025-03-05T11:01:55","date_gmt":"2025-03-05T14:01:55","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013293"},"modified":"2025-03-05T11:01:57","modified_gmt":"2025-03-05T14:01:57","slug":"nella-striscia-di-gaza-situazione-umanitaria-al-collasso-rischio-epidemie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013293","title":{"rendered":"Nella Striscia di Gaza situazione umanitaria al collasso, rischio epidemie"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo il blocco degli aiuti verso la Striscia di Gaza, la situazione umanitaria per migliaia di palestinesi rischia di aggravarsi. Alfio Nicotra, dell&#8217;esecutivo Aoi, l&#8217;Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidariet\u00e0 internazionale, racconta di una situazione vicina al collasso. \u00abNella Striscia di Gaza &#8211; spiega &#8211; il blocco \u00e8 totale e in questo momento si stanno verificando anche dei blocchi nell&#8217;erogazione dell&#8217;energia elettrica. Hanno smesso di funzionare alcuni desalinizzatori e questo chiaramente crea allarme nella popolazione civile. Israele sostiene che in questi quarantadue giorni (da quando \u00e8 scattata la tregua, ndr) sono stati forniti aiuti a sufficienza per la popolazione di Gaza. A noi non risulta che sia cos\u00ec. Secondo le Nazioni Unite \u00e8 entrato appena il 30% di quello che era pattuito e in particolar modo non sono arrivate le case mobili che dovevano dare almeno un riparo. Si tratterebbe di un conforto per la popolazione civile che non ha pi\u00f9 una propria casa e vive in tende di fortuna\u00bb. Aoi aveva organizzato un anno fa una spedizione al valico di Rafah in Egitto per chiedere l&#8217;aumento del flusso di aiuti umanitari verso la Striscia. Le Nazioni Unite e le organizzazioni non governative associate hanno portato circa 100.000 tende, mentre centinaia di migliaia di palestinesi cercavano di tornare alle loro case, spesso distrutte o troppo danneggiate per viverci. Ma i progressi umanitari si basano sulla continuit\u00e0 del flusso di aiuti. L&#8217;Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha ora 22.500 tende nei suoi magazzini in Giordania, dopo che i camion di rifornimento hanno riportato il loro carico non consegnato una volta che l&#8217;ingresso alla Striscia \u00e8 stato bloccato, dichiara Karl Baker, coordinatore regionale dell&#8217;agenzia per le crisi. L&#8217;International Rescue Commission ha tutt&#8217;ora 6,7 tonnellate di medicinali e forniture mediche in attesa di entrare a Gaza. Proprio il tema di dove far alloggiare i palestinesi che stanno rientrando nel nord della Striscia di Gaza \u00e8 tra i pi\u00f9 difficili da affrontare. \u00abI bagni chimici &#8211; sottolinea ancora Nicotra &#8211; sono fondamentali perch\u00e9 non potendo ripristinare la rete fognaria, la rete idrica, il rischio \u00e8 che con l&#8217;arrivo della stagione pi\u00f9 calda si diffonda, come gi\u00e0 avvenuto quest&#8217;estate, il colera e il tifo o altre malattie che colpiscono specialmente la popolazione pi\u00f9 fragile dopo la fine della prima fase della tregua. Noi siamo presenti ovviamente con i nostri partner nella Striscia di Gaza, ma anche in Cisgiordania, dove ci sono continue tensioni tra coloni e popolazione residente. Ci appelliamo quindi al diritto internazionale, perch\u00e9 \u00e8 una bandiera di civilt\u00e0 che caratterizza la comunit\u00e0 internazionale rispetto alla barbarie della guerra\u00bb. Ad oggi, a Gaza il 90% della popolazione \u00e8 sfollata, il 60% delle infrastrutture sono danneggiate, dei 37 ospedali presenti prima della guerra oggi ne funzionano in pieno non pi\u00f9 di una decina. C&#8217;\u00e8 da aggiungere che con lo scoppio delle ostilit\u00e0, i prezzi di alcuni generi alimentari sono anche triplicati, ad esempio un chilo di pollo due anni fa costava 5 dollari e ora invece ne costa 14. E questo sta facendo crescendo a ritmo esponenziale i casi di malnutrizione. Per l&#8217;organizzazione Azione contro la fame, la sospensione degli aiuti umanitari a Gaza minaccia di invertire i progressi raggiunti finora, mettendo a rischio le vite di milioni di palestinesi a Gaza e il lavoro delle organizzazioni umanitarie. \u00abDal momento in cui \u00e8 iniziata la tregua a Gaza, in media quasi 300 camion al giorno sono entrati attraverso i valichi disponibili, ma questo non \u00e8 ancora sufficiente rispetto alle necessit\u00e0 attuali della popolazione e molto al di sotto di quanto concordato nella tregua\u00bb, dice un comunicato. Natalia Anguera, responsabile delle operazioni in Medio Oriente, aggiunge: \u00abPrima di domenica, era consentito l&#8217;ingresso a Gaza di una quantit\u00e0 maggiore di beni alimentari e questo ci aveva permesso di intervenire in modo pi\u00f9 adeguato e rafforzare il nostro contributo dove non potevamo accedere prima. In Azione Contro la Fame, stavamo programmando di inviare aiuti alimentari a Gaza la prossima settimana per sostenere una cucina comunitaria con sede a Gaza che avrebbe assistito oltre 4.000 persone durante il mese del Ramadan, ma la restrizione attuale ci impedisce di farlo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandro Guarasci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il blocco degli aiuti verso la Striscia di Gaza, la situazione umanitaria per migliaia di palestinesi rischia di aggravarsi. 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