{"id":1000013271,"date":"2025-03-05T10:26:15","date_gmt":"2025-03-05T13:26:15","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013271"},"modified":"2025-03-05T10:26:17","modified_gmt":"2025-03-05T13:26:17","slug":"medici-di-famiglia-a-rischio-estinzione-gimbe-lancia-lallarme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013271","title":{"rendered":"\u00abMedici di famiglia a rischio estinzione\u00bb: Gimbe lancia l&#8217;allarme"},"content":{"rendered":"\n<p>Mancano oltre 5.500 medici di medicina generale (Mmg) e sempre pi\u00f9 cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle grandi Regioni. A fronte di migliaia di pensionamenti, il numero di giovani medici che scelgono questa professione continua a diminuire. Con una popolazione sempre pi\u00f9 anziana e malata: nel 2023 gli over 65 erano oltre 14,2 milioni, di cui pi\u00f9 della met\u00e0 affetti da due o pi\u00f9 malattie croniche. Intanto, la politica propone la dipendenza dei medici di famiglia come soluzione, senza alcuna valutazione d&#8217;impatto economico, contributivo, organizzativo e professionale. Cos\u00ec la Fondazione Gimbe in un comunicato. &#8216;L&#8217;allarme sulla carenza dei Mmg- afferma Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe- riguarda ormai tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che non ha garantito il ricambio generazionale in relazione ai pensionamenti attesi. Negli ultimi anni poi la professione ha perso sempre pi\u00f9 attrattivit\u00e0, rendendo oggi spesso difficile per i cittadini trovare un MMG vicino a casa, con conseguenti disagi e rischi per la salute, soprattutto per anziani e persone fragili&#8217;. &#8216;I criteri per definire il numero massimo di assistiti per Mmg- spiega Cartabellotta- non hanno mai considerato l&#8217;evoluzione demografica degli ultimi 40 anni, n\u00e9 oggi tengono presenti le proiezioni per il prossimo decennio&#8217;. Infatti, la percentuale di residenti di et\u00e0 =65 anni \u00e8 quasi raddoppiata, passando dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1984 al 24% (14,18 milioni) nel 2024. Ancora pi\u00f9 marcato l&#8217;aumento degli over 80, la cui prevalenza \u00e8 pi\u00f9 che triplicata: dal 2,4% (1,4 milioni) del 1984 al 7,7% (4,5 milioni) nel 2024. Questa tendenza \u00e8 confermata dalle previsioni Istat per il 2034, quando gli over 65 rappresenteranno il 29,4% della popolazione (17,04 milioni) e gli over 80 saliranno al 9,1% (5,28 milioni). Inoltre, l&#8217;indagine Istat sullo stato di salute della popolazione rileva che, nel 2023, 11,1 milioni di over 65 (77,6%) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 7,8 milioni (54,5%) con due o pi\u00f9 cronicit\u00e0. &#8216;Di conseguenza \u2013 commenta il presidente- il massimale di 1.500 assistiti per Mmg, adeguato nel 1984 rispetto alla distribuzione demografica, \u00e8 ormai divenuto insostenibile. L&#8217;invecchiamento della popolazione e l&#8217;aumento delle patologie croniche richiedono maggiori bisogni clinico-assistenziali e impongono ai Mmg un carico di lavoro sempre pi\u00f9 elevato, con un impatto negativo sulla qualit\u00e0 dell&#8217;assistenza&#8217;. L&#8217;Acn fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per Mmg, con la possibilit\u00e0 di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di indisponibilit\u00e0 di Mmg o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti). Parallelamente, alcune condizioni riducono il numero di assistiti per MMG: scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, incarichi in altri servizi (es. continuit\u00e0 assistenziale), avvio dell&#8217;attivit\u00e0 professionale o esercizio della professione in zone disagiate. \u00abPer ciascun Mmg- commenta Cartabellotta- il rapporto tra carico potenziale e reale di assistiti restituisce un quadro molto eterogeneo: accanto a una quota di Mmg \u00abultra-massimalisti\u00bb che supera il 50%, ci sono medici con un numero molto basso di iscritti&#8217;. Secondo i dati 2023 del Ministero della Salute, il 51,7% dei Mmg ha pi\u00f9 di 1.500 assistiti; il 30,7% tra 1.001 e 1.500 assistiti; il 10,5% da 501 a 1.000; il 5,6% tra 51 e 500 e l&#8217;1,5% meno di 51 (figura 2). In particolare, il massimale di 1.500 assistiti \u00e8 superato da oltre la met\u00e0 dei Mmg in 10 Regioni: Liguria (50,7%), Friuli Venezia Giulia (52,4%), Piemonte (54,1%), Marche (55,5%), Provincia autonoma di Trento (56,1%), Emilia-Romagna (57,6%), Campania (58,8%), Sardegna (60,6%), Valle d&#8217;Aosta (61,1%) e Provincia autonoma di Bolzano (65,1%). La percentuale sale oltre i due terzi in Veneto (68,7%) e sfiora i tre quarti in Lombardia (74%). &#8216;Questo livello di sovraccarico- commenta Cartabellotta- riduce il tempo da dedicare ai pazienti, compromettendo la qualit\u00e0 dell&#8217;assistenza. Inoltre influisce sulla distribuzione omogenea e capillare sul territorio dei Mmg in rapporto alla densit\u00e0 abitativa e limita la possibilit\u00e0 per il cittadino di esercitare il diritto della libera scelta&#8217;. L&#8217;ultimo ACN ha innalzato il rapporto ottimale tra medici e popolazione, passando da un MMG ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. Questo parametro viene utilizzato per individuare le cosiddette \u00abzone carenti\u00bb, ovvero le aree dove il numero di medici di famiglia \u00e8 insufficiente a coprire il fabbisogno della popolazione. &#8216;Questa modifica- osserva Cartabellotta \u2013 \u00e8 solo un escamotage per mascherare la carenza, perch\u00e9 si aumenta il numero di cittadini privi di MMG necessario per attivare un bando in un territorio carente&#8217;. Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), tra il 2024 e il 2027 ben 7.345 MMG hanno raggiunto\/raggiungeranno il limite di et\u00e0 per la pensione fissato a 70 anni, deroghe a parte. Il numero di pensionamenti varia significativamente tra le Regioni: dagli 11 della Valle D&#8217;Aosta ai 1.000 della Campania. Nel periodo 2014-2017, il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale si \u00e8 mantenuto intorno a 1.000, un numero largamente insufficiente a coprire il fabbisogno di nuovi Mmg rispetto ai pensionamenti attesi. Successivamente, il numero \u00e8 aumentato sino a 4.362 nel 2021, grazie al sovrapporsi di due finanziamenti straordinari: 3.277 borse stanziate dal DL Calabria (2019-2022) e 2.700 dai fondi del Pnrr (2021-2023). Dal 2022, il numero di borse \u00e8 progressivamente diminuito, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024 (figura 4). Secondo il Ministero della Salute e i dati forniti dalla Provincia Autonoma di Bolzano, nel 2024 i partecipanti al concorso nazionale sono stati inferiori ai posti disponibili: 2.240 candidati per 2.623 borse, con un gap di 383 posti (-15%). La mancata presentazione di candidati \u00e8 molto evidente in alcune Regioni: Marche (-68%), Molise (-67%), Provincia autonoma di Bolzano (-57%), Lombardia (-45%), Liguria (-42%), Veneto (-41%). &#8216;Questa spia rossa- commenta Cartabellotta- gi\u00e0 accesa da anni in alcune Regioni, da un lato segnala il crescente disinteresse verso la professione di Mmg, dall&#8217;altro evidenzia gravi criticit\u00e0 in varie Regioni, come Lombardia e Veneto, dove la carenza di MMG \u00e8 gi\u00e0 rilevante&#8217;. Le stime sono state elaborate dalla Fondazione Gimbe sui dati della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (Sisac) al 1\u00b0 gennaio 2024. I dati Sisac documentano una progressiva riduzione dei Mmg in tutte le Regioni, ad eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+1%). Tra il 2019 e il 2023, il numero di Mmg \u00e8 diminuito di 4.749 unit\u00e0 (-12,8%), passando da 42.009 a 37.260. Le differenze regionali sono rilevanti: il calo pi\u00f9 marcato si registra in Sardegna (-39%), mentre quello pi\u00f9 contenuto nelle Marche (-1,7%) (figura 6). Secondo i dati Sisac, al 1\u00b0 gennaio 2023 i 37.260 Mmg avevano in carico quasi 51,2 milioni di assistiti, con una media di 1.374 assistiti per medico e variazioni significative tra Regioni: dai 1.100 del Molise ai 1.548 della Provincia autonoma di Bolzano. &#8216;Il quadro reale- precisa Cartabellotta- \u00e8 ancora pi\u00f9 critico di quanto mostrano i numeri. Infatti, con un livello di saturazione cos\u00ec elevato, non solo viene compromesso il principio della libera scelta, ma diventa difficile, se non impossibile, trovare un Mmg vicino a casa. Un problema che non riguarda solo le aree desertificate (bassa densit\u00e0 abitativa, aree montane e rurali), dove i bandi vanno spesso deserti, ma anche le grandi citt\u00e0 metropolitane&#8217;. Stima della carenza di Mmg al 1\u00b0 gennaio 2024. \u00ab\u00c8 possibile stimare- spiega Cartabellotta- solo il fabbisogno medio regionale di Mmg in base al numero di assistiti, poich\u00e9 la carenza in ciascun ambito territoriale viene identificata dalle ASL secondo variabili locali\u00bb. Per garantire la distribuzione omogenea e capillare rispetto alla densit\u00e0 abitativa, la prossimit\u00e0 degli ambulatori e l&#8217;esercizio della libera scelta, la Fondazione Gimbe ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 Mmg ogni 1.200 assistiti. Sulla base dei dati SISAC al 1\u00b0 gennaio 2024, la carenza complessiva \u00e8 stimata in 5.575 MMG, distribuiti in 17 Regioni e Province autonome. Le situazioni pi\u00f9 critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.525), Veneto (-785), Campania (-652), Emilia Romagna (-536), Piemonte (-431) e Toscana (-345). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise, Umbria e Sicilia (figura 8). &#8216;Ovviamente \u2013 commenta il Presidente \u2013 trattandosi di stime sulla carenza media regionale, non si pu\u00f2 escludere che anche in queste Regioni vi siano aree prive di Mmg&#8217;. Se tutti i Mmg andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2021 e il 2024 fossero assegnate e completate, nel 2027 le nuove leve coprirebbero i pensionamenti attesi e le carenze rilevate nel 2023. \u00abIn realt\u00e0 \u2013 spiega Cartabellotta \u2013 questo scenario \u00e8 poco realistico: sempre pi\u00f9 medici si ritirano prima dei 70 anni e, soprattutto, sta aumentando il divario tra borse finanziate e iscritti che completano il ciclo formativo. Un gap legato da un lato alla mancata partecipazione al concorso, con il 15% delle borse non assegnate nel 2024, dall&#8217;altro agli abbandoni durante il percorso formativo, che coinvolgono almeno il 20% degli iscritti&#8217;. La quota di spesa sanitaria pubblica destinata all&#8217;assistenza medico-generica da convenzione (medici di famiglia, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali) \u00e8 diminuita dal 6,2% nel 2012 al 5,2% nel 2023. Se la spesa percentuale si fosse mantenuta ai livelli del 2012, negli ultimi 11 anni il personale convenzionato non avrebbe perso 4,93 miliardi di euro, di cui 3,49 miliardi tra il 2020 e il 2023. &#8216;Questo trend- spiega Cartabellotta- riflette da un lato la progressiva riduzione del numero dei Mmg in attivit\u00e0, dall&#8217;altro dimostra come, analogamente al personale dipendente, il sottofinanziamento del Ssn sia stato scaricato in larga misura sul personale sanitario&#8217;. Alla crisi della medicina generale, oggi la politica intende rispondere con una riforma radicale. Governo e Regioni concordano sulla necessit\u00e0 di passare dal rapporto di convenzione a quello di dipendenza per i Mmg, con l&#8217;obiettivo primario di garantirne la presenza nelle Case di Comunit\u00e0 e negli altri servizi della Asl. &#8216;Eppure- spiega Cartabellotta- non \u00e8 stata condotta alcuna valutazione di impatto che dimostri l&#8217;efficacia di questa soluzione: un&#8217;analisi approfondita dovrebbe considerare gli effetti economici, contributivi, organizzativi e professionali di una riforma di tale portata&#8217;. Se da un lato \u00e8 pienamente condivisibile l&#8217;istituzione di una scuola di specializzazione in Medicina Generale, per allinearla alle altre discipline mediche, dall&#8217;altro \u00e8 indispensabile un ripensamento globale del ruolo del Mmg nel Ssn. Un cambiamento che, al di l\u00e0 della riforma dell&#8217;assistenza territoriale prevista dal PNRR, non pu\u00f2 essere ridotto alla dicotomia tra dipendenza e convenzione. &#8216;Ancor pi\u00f9 perch\u00e9- aggiunge il Presidente- i diretti interessati hanno appreso della riforma solo tramite indiscrezioni di stampa, senza alcun coinvolgimento istituzionale. Un avvio nel peggiore dei modi, che la rende gi\u00e0 un fallimento annunciato&#8217;. Errori di programmazione e politiche sindacali hanno inizialmente determinato la progressiva carenza di Mmg- spiegano da Gimbe-, impedendo di bilanciare pensionamenti attesi e numero di borse di studio. Nel tempo, la professione \u00e8 diventata sempre meno attrattiva per i giovani, che non solo abbandonano in itinere il corso di formazione, ma sempre pi\u00f9 spesso non partecipano nemmeno al bando. In questo contesto, le soluzioni adottate si sono rivelate insufficienti, perch\u00e9 non hanno risolto il problema alla radice: innalzamento dell&#8217;et\u00e0 pensionabile a 72 anni, deroghe sull&#8217;aumento del massimale, e possibilit\u00e0 per gli iscritti al Corso di Formazione in Medicina Generale di acquisire sino a 1.000 assistiti. &#8216;Il timore- conclude Cartabellotta- \u00e8 che dalla mancata programmazione il problema si sia spostato sulla scarsa attrattivit\u00e0 della professione. Per attuare l&#8217;agognata riforma dell&#8217;assistenza territoriale prevista dal Pnrr (Case di comunit\u00e0, Ospedali di Comunit\u00e0, assistenza domiciliare, telemedicina), si punta su un cambiamento tanto radicale quanto poco realistico per colmare la carenza di medici di famiglia. Una riforma cos\u00ec complessa, oltre a richiedere una valutazione d&#8217;impatto, necessita di un coinvolgimento diretto delle parti in causa. Nel frattempo, se la professione di MMG continuer\u00e0 a perdere appeal, il rischio concreto \u00e8 lasciare milioni di persone senza medico di famiglia, peggiorare la qualit\u00e0 dell&#8217;assistenza territoriale e compromettere la salute delle persone, soprattutto dei pi\u00f9 anziani e fragili. Oltre, ovviamente, a legittimare il flop della riforma prevista dal Pnrr, per la quale abbiamo indebitato le generazioni future&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Marisa Castagna<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mancano oltre 5.500 medici di medicina generale (Mmg) e sempre pi\u00f9 cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle grandi Regioni. A fronte di migliaia di pensionamenti, il numero di giovani medici che scelgono questa professione continua a diminuire. 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