{"id":1000013146,"date":"2025-03-03T15:38:36","date_gmt":"2025-03-03T18:38:36","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013146"},"modified":"2025-03-03T15:38:38","modified_gmt":"2025-03-03T18:38:38","slug":"uomo-sepolto-dal-fango-nel-sonno-cosa-racconta-lo-scheletro-del-custode-di-ercolano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000013146","title":{"rendered":"Uomo sepolto dal fango nel sonno: cosa racconta lo scheletro del &#8216;custode&#8217; di Ercolano"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 1961, durante gli scavi a cielo aperto dell&#8217;antica Herculaneum, in un ambiente del Collegio degli Augustali, una vittima dell&#8217;eruzione del 79 d.C., un uomo di circa 20 anni, fu trovato disteso su un letto di legno, sepolto dal fango vulcanico. Amedeo Maiuri lasci\u00f2 lo scavo del letto con il giovane uomo ritrovato in posizione prona, volontariamente incompiuto per consentire al pubblico una prospettiva di visita immersiva lasciando la porzione pi\u00f9 superficiale del letto e i resti scheletrici a vista, protetti da una teca in vetro, per attirare l&#8217;attenzione dei visitatori sul fatto che il giovane era stato sorpreso nel sonno dall&#8217;eruzione. Sul luogo stesso del rinvenimento, la stanza del custode del Collegio degli Augustali, nel Parco archeologico di Ercolano, oggetto nei mesi scorsi di un intervento di ricerca e restauro in fase di conclusione, \u00e8 stato realizzato, in collaborazione con l&#8217;Universit\u00e0 di Bordeaux, con la guida di Henri Duday, il micro scavo dello scheletro appartenuto al giovane. Il progetto in corso, oltre allo scavo, ha previsto anche restauri che hanno consentito di conoscere meglio l&#8217;edificio e in particolare questa enigmatica stanza, che prendeva luce ed aria non dall&#8217;esterno ma grazie a una finestra all&#8217;interno del sacello, dotata di una doppia serie di barre verticali. Gli studiosi si chiedono: perch\u00e9 tanta accortezza? Per proteggere questo ambiente da intrusioni esterne o impedire chi vi si trovava di uscire? Rilievi submillimentrici consentono di riprodurre, virtualmente o con stampa digitale 3D, anche tutto l&#8217;allestimento lasciato da Amedeo Maiuri. \u00abL&#8217;avanzamento degli studi di antropologia fisica \u2013 spiega il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano -, insieme agli studi sul contesto di rinvenimento, permetteranno in breve di avere un&#8217;idea sempre pi\u00f9 chiara di quello che successe nella notte dell&#8217;eruzione ad Ercolano, ma anche di chi e di perch\u00e9 si trovava su quel letto. Ercolano si conferma anche sotto questo aspetto un laboratorio a cielo aperto per le pi\u00f9 varie discipline\u00bb. \u00abI resti delle vittime dell&#8217;eruzione \u2013 aggiunge \u2013 continuano a fornirci sempre nuovi elementi per ricostruire le ultime ore, talvolta minuti, di vita di questa cittadina affacciata sul mare al centro del Golfo di Napoli e sulla sua popolazione, dalle abitudini alimentari allo stato di salute, dai mestieri al rango sociale di appartenenza, alle sue credenze e preoccupazioni. Queste ultime in alcuni casi talmente prossime alle nostre da creare l&#8217;incredibile empatia che questi luoghi Unesco stabiliscono con chiunque li visiti o ne venga semplicemente a conoscenza\u00bb. Le ricerche di antropologia fisica in corso si inquadrano nell&#8217;ambito di un progetto complessivo pi\u00f9 ampio che il Parco di Ercolano sta promuovendo sia in laboratorio che sul campo. Il progredire delle ricerche sull&#8217;antica popolazione di Ercolano, come ricordato da Sirano, \u00e8 reso possibile dalla collaborazione tra varie \u00e9quipes nazionali e internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nadia Cozzolino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1961, durante gli scavi a cielo aperto dell&#8217;antica Herculaneum, in un ambiente del Collegio degli Augustali, una vittima dell&#8217;eruzione del 79 d.C., un uomo di circa 20 anni, fu trovato disteso su un letto di legno, sepolto dal fango vulcanico. 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