{"id":1000012917,"date":"2025-02-27T16:24:04","date_gmt":"2025-02-27T19:24:04","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000012917"},"modified":"2025-02-27T16:24:06","modified_gmt":"2025-02-27T19:24:06","slug":"a-pompei-riemerge-unaltra-villa-dei-misteri-con-un-enorme-affresco-dedicato-a-dioniso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000012917","title":{"rendered":"A Pompei riemerge un&#8217;altra \u00abvilla dei Misteri\u00bb con un enorme affresco dedicato a Dioniso"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abTra 100 anni la giornata di oggi verr\u00e0 vissuta come storica perch\u00e9 storica \u00e8 la scoperta che mostriamo\u00bb. Cos\u00ec, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha definito, questa mattina, la presentazione a Pompei, a pi\u00f9 di 100 anni dalla scoperta della villa dei Misteri, di un nuovo grande affresco che getta luce sui misteri di Dioniso nel mondo classico. In una grande sala per banchetti, scavata in queste settimane nell&#8217;area centrale di Pompei, nell&#8217;insula 10 della Regio IX, \u00e8 emerso un fregio a dimensioni quasi reali, ovvero una \u00abmegalografia\u00bb che gira intorno a tre lati dell&#8217;ambiente; il quarto era aperto sul giardino. Il fregio mostra il corteo di Dioniso, dio del vino: baccanti rappresentate come danzatrici, ma anche come cacciatrici feroci, con un capretto sgozzato sulle spalle o con una spada e le interiora di un animale nelle mani; giovani satiri con le orecchie appuntite che suonano il doppio flauto, mentre un altro compie un sacrificio di vino in stile acrobatico, versando dietro le proprie spalle un getto di vino da un corno potorio in una \u00abpatera\u00bb, ossia una coppa bassa. Al centro della composizione c&#8217;\u00e8 una donna con un vecchio sileno che impugna una torcia: si tratta di una inizianda che, tramite un rituale notturno, sta per essere iniziata nei misteri di Dioniso, il dio che muore e rinasce, promettendo altrettanto ai suoi seguaci. Un dettaglio curioso, evidenziano dal Parco archeologico, consiste nel fatto che tutte le figure del fregio sono rappresentate su piedistalli, come se fossero delle statue, mentre al tempo stesso movimenti, carnagione e vestiti le fanno apparire molto vive. Gli archeologi hanno battezzato la dimora con il fregio \u00abcasa del Tiaso\u00bb, con riferimento al corteo di Dioniso. Nell&#8217;antichit\u00e0 esistevano una serie di culti, tra cui quello di Dioniso, che erano accessibili solo a chi compiva un rituale di iniziazione, come suggerito nel fregio di Pompei. Tali culti si chiamavano \u00abmisterici\u00bb, perch\u00e9 solo gli iniziati potevano conoscerne i segreti. Spesso erano legati alla promessa di una nuova vita beata, sia in questo mondo sia in quello dell&#8217;oltretomba. Il fregio scoperto a Pompei \u00e8 attribuibile al II Stile della pittura pompeiana, che risale al I sec. a.C. Pi\u00f9 precisamente, il fregio pu\u00f2 essere datato agli anni 40-30 a.C. Questo significa che nel momento dell&#8217;eruzione del Vesuvio, che seppell\u00ec Pompei nel 79 d.C. sotto lapilli e ceneri, il fregio dionisiaco era gi\u00e0 vecchio di circa un secolo. L&#8217;unico altro esempio di una megalografia con rappresentazioni di simili rituali \u00e8 il fregio detto \u00abdei Misteri\u00bb nella omonima villa fuori le porte di Pompei, anche esso in II Stile pompeiano. Il nuovo fregio trovato a Pompei, rispetto alla villa dei Misteri aggiunge un altro tema all&#8217;immaginario dei rituali iniziatici di Dioniso: la caccia, che viene evocata non solo dalle baccanti cacciatrici, ma anche da un secondo, pi\u00f9 piccolo fregio che corre al di sopra di quello con baccanti e satiri: qui sono raffigurati animali vivi e morti, tra cui un cerbiatto e un cinghiale appena sventrato, galli, uccelli vari, ma anche pesci e molluschi. \u00abLa caccia delle baccanti di Dioniso \u2013 spiega il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, co-autore di un primo studio del nuovo rinvenimento pubblicato sull&#8217;E-Journal degli Scavi di Pompei \u2013 a partire dalle &#8216;Baccanti&#8217; di Euripide del 405 a.C., una delle pi\u00f9 amate tragedie dell&#8217;antichit\u00e0, diventa una metafora per una vita sfrenata, estatica, che mira a &#8216;qualcosa di diverso, di grande e di visibile&#8217;, come dice il coro nel testo di Euripide. La baccante esprimeva per gli antichi il lato selvaggio e indomabile della donna; la donna che abbandona i figli, la casa e la citt\u00e0, che esce dall&#8217;ordine maschile, per danzare libera, andare a caccia e mangiare carne cruda nelle montagne e nei boschi; insomma, l&#8217;opposto della donna &#8216;carina&#8217;, che emula Venere, dea dell&#8217;amore e delle nozze, la donna che si guarda nello specchio, che si &#8216;fa bella&#8217;. Sia il fregio della casa del Tiaso sia quello dei Misteri mostrano la donna come sospesa, come oscillante tra questi due estremi, due modalit\u00e0 dell&#8217;essere femminile a quei tempi. Sono affreschi con un significato profondamente religioso, che per\u00f2 qui avevano la funzione di adornare spazi per banchetti e feste\u00e0 un po&#8217; come quando troviamo una copia della Creazione di Adamo di Michelangelo su una parete di un ristorante italiano a New York, per creare un po&#8217; di atmosfera\u00bb. \u00abDietro queste meravigliose pitture \u2013 conclude Zuchtriegel- con il loro gioco con illusione e realit\u00e0, possiamo vedere i segni di una crisi religiosa che stava investendo il mondo antico, ma ci possiamo anche cogliere la grandezza di una ritualit\u00e0 che risale a un mondo arcaico, almeno fino al II millennio a.C., al Dioniso dei popoli micenei e cretesi, che era chiamato anche Zagreus, signore degli animali selvatici\u00bb. L&#8217;ambiente del Tiaso dionisiaco sar\u00e0 visibile per il pubblico fin da subito nell&#8217;ambito delle visite al cantiere, gi\u00e0 avviate dall&#8217;inizio dello scavo per i vari ambienti via via indagati. Tutti i giorni dal luned\u00ec al venerd\u00ec alle ore 11 \u2013 previa prenotazione al numero 327 2716666 \u2013 sar\u00e0 possibile accedere in due gruppi da 15 persone, accompagnati dal personale di cantiere che illustrer\u00e0 i principali rinvenimenti e ambienti emersi e la metodologia di scavo. Per accedere alle visite sar\u00e0 necessario munirsi del regolare biglietto di ingresso al parco archeologico. Le indagini nella cosiddetta Regio IX di Pompei \u2013 uno dei nove quartieri in cui \u00e8 suddiviso il sito \u2013 sono partite a febbraio 2023, in un&#8217;area estesa per circa 3.200\u00e1mq, quasi un intero isolato della citt\u00e0 antica sepolta nel 79 d.C. dal Vesuvio. Oggi il cantiere \u00e8 nella sua fase di conclusione, che prevede gli ultimi interventi di messa in sicurezza, al termine dei quali un progetto di valorizzazione consentir\u00e0 anche una futura fruizione permanente dell&#8217;area da parte di tutti i visitatori. Il progetto di \u00abScavo, messa in sicurezza e restauro dell&#8217;Insula 10 Regio IX\u00bb era stato intrapreso ai fini della riconnessione con il tessuto urbano di via di Nola e della riduzione dei rischi connessi ai cambiamenti climatici. Lo scavo, in cui sono stati individuati oltre 50 nuovi ambienti distribuiti su di una superficie di oltre 1500 metri quadrati, ha restituito due case ad atrio, gi\u00e0 parzialmente indagate nell&#8217;800, costruite in et\u00e0 Sannitica e trasformate nel I secolo d.C. in officine produttive: una lavanderia e un panificio con il forno, con gli spazi per le macine e gli ambienti per la lavorazione dei prodotti alimentari. A sud di queste due case officine sono emersi alcuni ambienti di soggiorno, pertinenti ad una grande domus. Restano ancora inesplorati l&#8217;ingresso, il quartiere dell&#8217;atrio e gran parte del peristilio. Della nuova scoperta si occuper\u00e0, questa sera, Alberto Angela su Rai Uno.<\/p>\n\n\n\n<p>Giuseppe Pagano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abTra 100 anni la giornata di oggi verr\u00e0 vissuta come storica perch\u00e9 storica \u00e8 la scoperta che mostriamo\u00bb. 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