{"id":1000012771,"date":"2025-02-25T19:05:57","date_gmt":"2025-02-25T22:05:57","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000012771"},"modified":"2025-02-25T19:05:58","modified_gmt":"2025-02-25T22:05:58","slug":"solo-l11-degli-italiani-e-pienamente-soddisfatto-della-qualita-della-vita-nella-propria-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000012771","title":{"rendered":"\u00abSolo l&#8217;11% degli italiani \u00e8 pienamente soddisfatto della qualit\u00e0 della vita nella propria citt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Solo l&#8217;11% degli italiani \u00e8 pienamente soddisfatto della qualit\u00e0 della vita nella propria citt\u00e0<\/strong>&nbsp;e il 39% ha registrato negli ultimi anni peggioramenti significativi, soprattutto nei grandi centri urbani\u00bb. Sono i dati principali che emergono dal secondo Rapporto One Health &#8216;La salute della citt\u00e0 e dei territori&#8217;, realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma, in collaborazione con l&#8217;Istituto Piepoli, e presentato al Senato. La ricerca, in particolare, ha esaminato<strong>&nbsp;l&#8217;evoluzione prevista delle aree urbane italiane entro il 2050<\/strong>, analizzando le principali sfide e opportunit\u00e0 in un contesto di profondi cambiamenti, come l&#8217;invecchiamento della popolazione e le trasformazioni economiche, sociali e culturali. Adottando un approccio integrato, il modello &#8216;One Health&#8217; si propone come guida per affrontare le problematiche sanitarie, urbane e legate alla sostenibilit\u00e0 per supportare e migliorare la qualit\u00e0 della vita. \u00abCi si immagina&nbsp;<strong>un tecnofuturo determinato dal progresso inarrestabile della tecnologia (per il 68% dei cittadini)<\/strong>\u2013 si legge nel Rapporto- e un orientamento sempre pi\u00f9 concreto verso la sostenibilit\u00e0 (51%), l&#8217;efficienza (48%), l&#8217;inclusione (42%). La qualit\u00e0 della vita dipende inevitabilmente da alcuni elementi essenziali, il cui principio fondamentale pu\u00f2 essere riassunto nel concetto di accessibilit\u00e0:<strong>&nbsp;alla salute, al lavoro, alla casa, all&#8217;istruzione<\/strong>. L&#8217;immagine della citt\u00e0 del futuro \u00e8 pienamente in linea con le priorit\u00e0 espresse dalle persone. Infatti, i cittadini si aspettano che le citt\u00e0 del futuro siano ambienti sicuri e verdi, dove sia possibile accedere facilmente a cure (56%), servizi (55%), formazione (53%), opportunit\u00e0 professionali (51%), mobilit\u00e0 sostenibile (50%), integrazione e socialit\u00e0 in ogni fase della vita\u00bb.&nbsp;<strong>Citt\u00e0 inclusive, dotate di spazi verdi, una sanit\u00e0 accessibile e innovativa<\/strong>, una mobilit\u00e0 sostenibile nonch\u00e9 una gestione efficiente della manutenzione urbana, intanto, sono gli aspetti principali che la progettazione urbana \u00e8 chiamata ad affrontare nel prossimo futuro, a partire dalla creazione di spazi sicuri e inclusivi, il miglioramento della salute pubblica e la prevenzione delle disuguaglianze. Ma da cosa \u00e8 caratterizzato il panorama urbano in Italia? Da una rete di piccole e medie citt\u00e0, con poche grandi metropoli, fa sapere ancora la ricerca, e&nbsp;<strong>una popolazione che si prevede rimarr\u00e0 sostanzialmente stabile nei prossimi 20-25 anni<\/strong>. Il Rapporto evidenzia che, a differenza di altri Paesi europei, le grandi citt\u00e0 italiane non vedranno un aumento significativo di abitanti, mentre quelle di medie dimensioni registreranno una crescita demografica. In questo contesto,<strong>&nbsp;raggiungere gli obiettivi di sostenibilit\u00e0 fissati per il 2030 e il 2050 rappresenta una \u00absfida cruciale\u00bb<\/strong>: sebbene permangano difficolt\u00e0 nel rispettare le scadenze a breve termine, c&#8217;\u00e8 maggiore fiducia nella possibilit\u00e0 di migliorare le condizioni di vivibilit\u00e0 entro il 2050, a patto di \u00abintervenire con decisione\u00bb su ecosostenibilit\u00e0 e trasporto pubblico. Lo studio ha permesso dunque di tracciare due scenari possibili per il futuro delle citt\u00e0. Il primo, denominato<strong>&nbsp;&#8216;citt\u00e0 da usare&#8217;, immagina i grandi centri urbani come centri di eccellenza economica, culturale e sanitaria<\/strong>, da vivere principalmente come luoghi di lavoro e servizi, con una popolazione residente limitata e flussi giornalieri intensi. Il secondo, invece, chiamato &#8216;citt\u00e0 da vivere&#8217;, concepisce il tessuto urbano come uno spazio orientato a favorire l&#8217;inclusione sociale, la coesione tra centro e periferie e aree urbane progettate per migliorare la qualit\u00e0 della vita, con abitazioni accessibili, verde pubblico e servizi di prossimit\u00e0. Per il futuro delle citt\u00e0 italiane, in conclusione, risulta \u00abcruciale\u00bb puntare sullo sviluppo di una rete di trasporto pubblico interurbano efficiente, privilegiando soluzioni sostenibili come il trasporto intermodale e il modello della &#8216;citt\u00e0 dei 15 minuti&#8217;, che mira a rendere tutti i servizi essenziali facilmente accessibili. Allo stesso tempo, sar\u00e0 necessario avviare una \u00abtransizione verso citt\u00e0 pi\u00f9 coese e solidali\u00bb, anche attraverso interventi mirati alla rigenerazione degli spazi pubblici e alla riduzione del consumo di suolo. Nel settore sanitario, l&#8217;integrazione tra pubblico e privato giocher\u00e0 poi un ruolo chiave per migliorare l&#8217;accesso alle cure e ridurre i costi, grazie anche all&#8217;utilizzo di tecnologie avanzate come l&#8217;intelligenza artificiale e la telemedicina. L&#8217;attenzione verso la prevenzione sar\u00e0 \u00abpi\u00f9 che mai centrale\u00bb e consentir\u00e0 di far fronte al progressivo invecchiamento della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlotta Di Santo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo l&#8217;11% degli italiani \u00e8 pienamente soddisfatto della qualit\u00e0 della vita nella propria citt\u00e0&nbsp;e il 39% ha registrato negli ultimi anni peggioramenti significativi, soprattutto nei grandi centri urbani\u00bb. 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