{"id":1000012122,"date":"2025-02-12T15:48:45","date_gmt":"2025-02-12T18:48:45","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000012122"},"modified":"2025-02-12T15:48:46","modified_gmt":"2025-02-12T18:48:46","slug":"lasteroide-yr4-minaccia-la-terra-aumentano-le-probabilita-di-impatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000012122","title":{"rendered":"L&#8217;asteroide YR4 minaccia la Terra, aumentano le probabilit\u00e0 di impatto"},"content":{"rendered":"\n<p>Comparso per la prima volta a dicembre, l&#8217;asteroide YR4 preoccupa la Nasa che negli ultimi giorni ha aggiornato al rialzo il bollettino sulle probabilit\u00e0 che possa colpire la Terra nel 2032. Le possibilit\u00e0 di impatto sono passate dall&#8217;1,2 al al 2,3 per cento: circa 1 su 43. Intanto si prepara il primo ciclo di osservazione tramite il telescopio Webb (gestito dalle agenzie spaziali di Europa, Stati Uniti e Canada), che dovrebbe restituire dettagli pi\u00f9 precisi su dimensioni e traiettoria dell&#8217;asteroide. Il diametro di YR4 al momento \u00e8 stimato tra i 40 e i 90 metri. Finora, infatti, \u00e8 stato possibile studiare l&#8217;asteroide solo&nbsp; tramite la luce che riflette dal Sole, ma i dati del nuovo telescopio potrebbero fornire informazioni pi\u00f9 precise. Il primo ciclo di osservazione con il telescopio Webb inizier\u00e0 a marzo, quando YR4 sar\u00e0 al massimo della sua luminosit\u00e0. Una seconda fase \u00e8 prevista per maggio 2025, con l&#8217;obiettivo di permettere le misurazioni finali dell&#8217;orbita prima che il corpo celeste scompaia definitivamente dalla nostra vista fino al 2028. In ogni caso, le dimensioni di YR4 non sarebbero sufficienti per generare una catastrofe globale: per quanto distruttivi, gli eventuali danni si registrerebbero su scala locale. A tal proposito gli esperti hanno calcolato le possibili aree interessate dall&#8217;impatto. Le zone che rientrano nel cosiddetto \u00abcorridoio di rischio\u00bb sono indicate in un documento dello Iawn (International Asteroid Warning Networl), presieduto dalla Nasa. Secondo le stime, le aree pi\u00f9 a rischio impatto comprendono l&#8217;Oceano Pacifico orientale, la parte settentrionale del Sud America, l&#8217;Oceano Atlantico, l&#8217;Africa, il Mar Arabico e l&#8217;Asia meridionale. Nonostante \u00abla possibilit\u00e0 di impatto sia molto ridotta e l&#8217;asteroide piuttosto piccolo, tanto che gli effetti di un potenziale impatto sarebbero su scala locale\u00bb, l&#8217;Agenzia spaziale europea sottolinea che \u00abla situazione \u00e8 abbastanza significativa da giustificare l&#8217;attenzione della comunit\u00e0 globale di difesa planetaria\u00bb. Non a caso, il gi\u00e0 citato Iawn e lo Space Mission Planning Advisory Group (Smpag) sono stati incaricati dall&#8217;Onu di monitorare costantemente l&#8217;asteroide nei prossimi anni allo scopo di mettere a punto una strategia per analizzare le conseguenze dei possibili impatti nelle varie zone del mondo e assistere i governi nell&#8217;implementare attivit\u00e0 di prevenzione e mitigazione dei danni.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Basile<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comparso per la prima volta a dicembre, l&#8217;asteroide YR4 preoccupa la Nasa che negli ultimi giorni ha aggiornato al rialzo il bollettino sulle probabilit\u00e0 che possa colpire la Terra nel 2032. Le possibilit\u00e0 di impatto sono passate dall&#8217;1,2 al al 2,3 per cento: circa 1 su 43. 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