{"id":1000012067,"date":"2025-02-12T10:01:49","date_gmt":"2025-02-12T13:01:49","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000012067"},"modified":"2025-02-12T10:01:51","modified_gmt":"2025-02-12T13:01:51","slug":"terres-des-hommes-revenge-porn-e-cyberbullismo-i-pericoli-maggiori-su-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000012067","title":{"rendered":"Terres des Hommes: revenge porn e cyberbullismo i pericoli maggiori su web"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 58 per cento dei giovani sotto i 26 anni individua nel \u00abrevenge porn\u00bb il rischio maggiore che si corre sul web. Seguono l&#8217;alienazione dalla vita reale (49%), le molestie (47%) e il cyberbullismo (46%). \u00c8 quanto emerge dall&#8217;indagine dell'\u00bbOsservatorio indifesa\u00bb, realizzato da Terre des Hommes insieme alla community di \u00abScomodo\u00bb, che ha coinvolto oltre 2.700 ragazzi e ragazze sotto i 26 anni, in occasione del \u00abSafer Internet Day\u00bb, l&#8217;odierna Giornata mondiale per la sicurezza in rete, istituita e promossa dalla Commissione europea, che si celebra in contemporanea in oltre 100 nazioni di tutto il mondo. Fondamentale resta aiutare la riflessione di ragazze e ragazzi non solo sull&#8217;uso consapevole della rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di Internet come luogo positivo e sicuro. \u00abLe conseguenze delle espressioni di violenza sono infinite \u2013 spiega ai media vaticani Federica Giannotta, responsabile programmi Italia e advocacy di Terre des Hommes \u2013 la perdita di autostima, ma anche un crescendo di ansia, di isolamento. Se andiamo a vedere le reazioni c&#8217;\u00e8 una differenza evidente: le ragazze sono pi\u00f9 portate ad avere quest&#8217;ansia che le accompagna nel momento in cui sono appunto esposte a violenza, mentre i ragazzi sono pi\u00f9 portati all&#8217;isolamento, a rompere le relazioni con gli altri\u00bb. Ci\u00f2 che chiedono i ragazzi \u00e8 una maggior regolamentazione del web: il 70% ritiene, infatti, che regole pi\u00f9 severe potrebbero essere utili nel limitare la violenza online. Il 13% rimane scettico, sostenendo che una regolamentazione non servirebbe a niente; solo il 6% \u00e8 convinto che ci\u00f2 potrebbe limitare la libert\u00e0. \u00abCome Terres des Hommes \u2013 ricorda Giannotta &#8211; stiamo lavorando a delle proposte di riforma dell&#8217;attuale quadro normativo per rendere comunque pi\u00f9 tutelante la vittima di reati sul web. Abbiamo visto che le campagne di sensibilizzazione stanno riscontando effetti positivi\u00bb. Se il &#8216;revenge por&#8217; \u00e8 il fenomeno pi\u00f9 temuto, \u00e8 perch\u00e9 i ragazzi si rendono conto dei rischi di condividere materiale intimo, come foto e video: l&#8217;86% riconosce questa pratica come pericolosa. Percentuale che si alza tra le donne e si abbassa leggermente col crescere dell&#8217;et\u00e0. I ragazzi sono inoltre consapevoli di poter denunciare la condivisione di materiali a contenuto intimo e chiederne la rimozione, anche se il 12,5 per cento non sa cosa fare o pensa di non poter fare niente. Dall'\u00bbOsservatorio indifesa\u00bb, inoltre, emerge una generazione che ha esperienze di violenza e che la sa riconoscere. La met\u00e0 dei ragazzi intervistati dichiara di aver subito un episodio di violenza. Le forme pi\u00f9 comuni sono quella verbale e psicologica, catcalling, bullismo, molestie sessuali. La violenza verbale e psicologica viene subita in egual misura da maschi e femmine. Sale moltissimo la percentuale di maschi under 14 che ha subito bullismo, dimostrando che questa forma di violenza \u00e8 sentita nei contesti scolastici o tra gruppi di coetanei. Sebbene tra la &#8216;Gen Z&#8217; sia forte la consapevolezza dei pericoli della rete, resta la scuola il luogo dove \u00e8 pi\u00f9 probabile che avvengano episodi di violenza, \u00e8 cos\u00ec per il 56,5 per cento dei ragazzi e delle ragazze. Sono percepiti come pericolosi anche la strada e i luoghi di divertimento. Le forme di violenza verbale pi\u00f9 frequenti sono insulti e offese, pettegolezzi e dicerie, offese ad amici e parenti, minacce. Quelle di violenza psicologica: umiliazione ed emarginazione, discriminazione, messaggi in chat o sui social. Alla domanda: \u00abSe tu fossi vittima di bullismo e cyberbullismo con chi ne parleresti?\u00bb \u00e8 confortante notare che la maggioranza tra loro si confiderebbe con qualcuno. Solo il 7,5% degli adolescenti non ne parlerebbe con nessuno, mentre il 45% ne parlerebbe con amici, il 31% con i genitori, e solo il 2,23% si rivolgerebbe a un insegnante. \u00abDall&#8217;Osservatorio indifesa di quest&#8217;anno &#8211; afferma Paolo Ferrara, direttore generale Terres des Hommes Italia &#8211; emerge quanto i ragazzi e le ragazze siano consapevoli di ci\u00f2 che accade sul web e dei rischi che corrono. La proposta di riforma legislativa elaborata dai nostri esperti mira proprio a una tutela pi\u00f9 effettiva alle minori vittime di reati online\u00bb. Passi avanti nel contrasto sono indicati anche dal protocollo di intesa siglato dalla ong con la polizia postale \u00abproprio sul contrasto alla violenza online \u2013 conclude Ferrara \u2013 e siamo felicissimi che si siano uniti a noi gli amici di \u00abScomodo\u00bb, la comunit\u00e0 reale di under30 con cui intendiamo avviare nuovi percorsi di partecipazione giovanile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Michele Raviart<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 58 per cento dei giovani sotto i 26 anni individua nel \u00abrevenge porn\u00bb il rischio maggiore che si corre sul web. 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