{"id":1000011858,"date":"2025-02-06T08:25:57","date_gmt":"2025-02-06T11:25:57","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011858"},"modified":"2025-02-06T08:25:59","modified_gmt":"2025-02-06T11:25:59","slug":"lacqua-come-carburante-per-viaggiare-nello-spazio-ecco-la-ricerca-delluniversita-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011858","title":{"rendered":"L&#8217;acqua come carburante per viaggiare nello spazio? Ecco la ricerca dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna"},"content":{"rendered":"\n<p>Usare l&#8217;acqua come carburante per viaggiare nello spazio. Si potrebbe dire che \u00e8 quasi ai limiti della fantascienza il nuovo progetto di ricerca coordinato dall&#8217;Alma Mater di Bologna, finanziato con fondi europei del programma Horizon Europe. Chiamato &#8216;WET \u2013 Water-based Electric Thrusters&#8217;, lo studio punta a sfruttare l&#8217;acqua come propellente per i propulsori, trasformandola in plasma e utilizzando l&#8217;energia elettrica prodotta per generare spinta cinetica. A lavorare su questa sfida \u00e8 un consorzio di nove universit\u00e0, tra cui l&#8217;Ateneo di Padova, e istituti di ricerca provenienti da Europa, Africa e Oceania che metter\u00e0 in campo competenze di ingegneria avanzata, sulla fisica del plasma e su sistemi tecnologici innovativi. La ricerca sar\u00e0 ospitata all&#8217;Alma Propulsion Laboratory, nel Campus di Forl\u00ec dell&#8217;Alma Mater. \u00abCon questo progetto vogliamo fare un passo decisivo verso la standardizzazione di tecnologie di propulsione sostenibili, in grado di ridurre l&#8217;impatto ambientale delle missioni spaziali e di sfruttare le risorse disponibili nello spazio\u00bb, spiega Fabrizio Ponti, docente del Dipartimento di Ingegneria industriale dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna al Campus di Forl\u00ec, che coordina l&#8217;iniziativa. \u00abGrazie all&#8217;acqua, un propellente ecologico e versatile\u2013 prosegue Ponti- potranno aprirsi possibilit\u00e0 inedite per l&#8217;esplorazione dello spazio profondo, con un occhio di riguardo alla sostenibilit\u00e0 economica e ambientale\u00bb. I laboratori utilizzati, spiega l&#8217;Ateneo di Bologna, \u00abverranno potenziati per permettere la validazione sperimentale delle nuove tecnologie e saranno anche testati strumenti per misurare e caratterizzare il plasma a base d&#8217;acqua, garantendo cos\u00ec risultati precisi e ripetibili\u00bb. Il gruppo di ricerca si concentrer\u00e0 sui processi che regolano la formazione e il comportamento del plasma generato a partire dall&#8217;acqua per arrivare a progettare un propulsore elettrico capace di azionare i veicoli spaziali. L&#8217;intenzione \u00e8 dar vita a un nuovo modello di propulsore spaziale pensato per operare in un range di potenza tra i 500 e i 1000 watt, adatto in particolare ai piccoli satelliti, ma col potenziale anche per applicazioni nello spazio profondo. \u00abIl progetto &#8216;Wet&#8217; mira non solo a sviluppare una tecnologia innovativa, ma anche a creare una nuova visione per il futuro dell&#8217;esplorazione spaziale\u2013 aggiunge Ponti- grazie alla collaborazione tra istituzioni di eccellenza da tutto il mondo, possiamo immaginare un futuro in cui l&#8217;accesso allo spazio sar\u00e0 sempre pi\u00f9 sostenibile e democratico, aprendo nuove opportunit\u00e0 per la ricerca e l&#8217;industria\u00bb. Rendere standard la propulsione a base d&#8217;acqua, rimarca l&#8217;Alma Mater, rappresenta \u00abun passo avanti fondamentale per rendere le tecnologie spaziali pi\u00f9 accessibili e sostenibili, aprendo anche la strada ad altre possibili applicazioni. Tutto questo offrendo opportunit\u00e0 di crescita professionale a giovani ricercatori e ricercatrici di tutto il mondo, con un&#8217;attenzione particolare alla diversit\u00e0 di genere e all&#8217;inclusione sociale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Sangermano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Usare l&#8217;acqua come carburante per viaggiare nello spazio. Si potrebbe dire che \u00e8 quasi ai limiti della fantascienza il nuovo progetto di ricerca coordinato dall&#8217;Alma Mater di Bologna, finanziato con fondi europei del programma Horizon Europe. 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