{"id":1000011673,"date":"2025-02-03T12:08:50","date_gmt":"2025-02-03T15:08:50","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011673"},"modified":"2025-02-03T12:08:52","modified_gmt":"2025-02-03T15:08:52","slug":"inquinamento-del-suolo-ripulire-i-campi-dai-residui-del-ddt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011673","title":{"rendered":"Inquinamento del suolo: ripulire i campi dai residui del DDT"},"content":{"rendered":"\n<p>Un nuovo metodo per gestire i rischi ecologici della tossina potrebbe consentire la coltivazione di alcune colture su terreni attualmente considerati inutilizzabili a causa dei rischi ambientali. L&#8217;inquinamento del suolo da DDT \u00e8 ancora un problema importante in molte parti del mondo. Negli anni &#8217;50 e &#8217;60 del secolo scorso questa sostanza pesticida veniva usata per controllare i parassiti in silvicoltura e in agricoltura e, sebbene sia stata vietata da oltre 50 anni, ci sono ancora migliaia e migliaia di siti in tutto il mondo in cui il suolo \u00e8 contaminato dal DDT. La tossina \u00e8 stata collegata a una serie di effetti negativi sulla salute dell&#8217;uomo e degli animali e si decompone molto lentamente. Rappresenta un rischio ecologico perch\u00e9 pu\u00f2 essere assunta da organismi terrestri come i lombrichi. Quando questi vengono a loro volta mangiati da uccelli e altri animali, il DDT inizia ad accumularsi nella catena alimentare, il che significa che i predatori principali sono colpiti dalle concentrazioni pi\u00f9 elevate di tossina. I ricercatori della Chalmers University of Technology di Gothenburg in Svezia hanno sviluppato un nuovo metodo per ridurre i rischi ecologici della tossina, sperimentandolo in un ex vivaio di alberi contaminato dal DDT nel sud della Svezia. \u00abAbbiamo mescolato il terreno con il biochar e abbiamo coltivato diverse piante. Abbiamo scoperto che il biochar lega efficacemente il DDT, in modo che non venga assorbito dagli organismi del suolo\u00bb spiega Paul Drenning, ricercatore post-dottorato presso il Dipartimento di Architettura e Ingegneria Civile di Chalmers e primo autore dello studio. Il biochar, simile al carbone di legna, \u00e8 un prodotto ecologico ed economico da produrre. Questa riduzione dei rischi ambientali potrebbe a sua volta portare i proprietari terrieri a riprendere l&#8217;attivit\u00e0 agricola su terreni attualmente inutilizzati. \u00abIl trattamento di terreni contaminati in grandi volumi \u00e8 costoso e complicato. Una soluzione comune \u00e8 quella di scavare il terreno e poi trasportarlo in una discarica per rifiuti pericolosi, ma questo significa distruggere terreni di buona qualit\u00e0 e non \u00e8 una soluzione ragionevole per grandi aree contaminate\u00bb spiega Paul Drenning. Il trattamento con biochar in loco potrebbe quindi rendere utile il terreno invece di lasciarlo incolto o degradato, e anche a un costo significativamente inferiore sia per il proprietario del terreno, sia per l&#8217;ambiente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo metodo per gestire i rischi ecologici della tossina potrebbe consentire la coltivazione di alcune colture su terreni attualmente considerati inutilizzabili a causa dei rischi ambientali. L&#8217;inquinamento del suolo da DDT \u00e8 ancora un problema importante in molte parti del mondo. 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