{"id":1000011550,"date":"2025-01-30T10:58:27","date_gmt":"2025-01-30T13:58:27","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011550"},"modified":"2025-01-30T10:58:29","modified_gmt":"2025-01-30T13:58:29","slug":"caso-almasri-human-rights-watch-bacchetta-litalia-larresto-dei-criminali-di-guerra-e-un-obbligo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011550","title":{"rendered":"Caso Almasri, Human Rights Watch bacchetta l&#8217;Italia: \u00abL&#8217;arresto dei criminali di guerra \u00e8 un obbligo\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abCome tutti gli Stati parte dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (Cpi), l&#8217;Italia ha l&#8217;obbligo di arrestare gli individui ricercati dalla corte. Tuttavia, gli sviluppi recenti suggeriscono che le autorit\u00e0 italiane stiano cercando di eludere tale obbligo\u00bb. Inizia cos\u00ec una nota di Claudio Francavilla, direttore associato della sezione Eu advocacy dell&#8217;ong Human Rights Watch (Hrw). Francavilla ricorda: \u00abIl 19 gennaio, Osama Almasri, ricercato dalla Cpi per crimini di guerra e crimini contro l&#8217;umanit\u00e0 in Libia, anche nei confronti dei migranti, \u00e8 stato arrestato a Torino. Ma due giorni dopo \u00e8 stato liberato dalla Corte d&#8217;appello di Roma per &#8216;motivi procedurali&#8217; legati all&#8217;arresto, e rimandato in Libia a bordo di un aereo di Stato italiano. Il governo italiano, che supporta materialmente la Guardia costiera libica nonostante il rischio di complicit\u00e0 in gravi abusi contro migranti e richiedenti asilo, ha risibilmente affermato che il rilascio di Almasri era necessario perch\u00e9 &#8216;presentava un profilo di pericolosit\u00e0 sociale&#8217;. Le autorit\u00e0 italiane hanno aperto un&#8217;indagine nei confronti del primo ministro Giorgia Meloni e di altri membri del suo governo per il ritorno di Almasri in Libia\u00bb. L&#8217;esperto di Hrw continua: \u00abC&#8217;\u00e8 ancora una possibilit\u00e0 per la giustizia. Con Almasri tornato in Libia, le autorit\u00e0 libiche dovrebbero arrestarlo e consegnarlo alla Cpi. Ma la vicenda mette ulteriormente in discussione la credibilit\u00e0 dell&#8217;impegno del governo italiano verso la giustizia internazionale\u00bb. Come evidenzia Francavilla, \u00abpochi giorni prima del rilascio di Almasri, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, aveva annunciato che l&#8217;Italia non avrebbe eseguito i mandati d&#8217;arresto della Cpi contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ricercato per crimini di guerra e crimini contro l&#8217;umanit\u00e0 a Gaza. Tajani ha affermato che, in quanto primo ministro in carica, Netanyahu godrebbe di immunit\u00e0. Ma la Cpi \u00e8 stata chiara: non esiste tale immunit\u00e0 davanti alla Corte. Gli Stati parte della Cpi hanno l&#8217;obbligo di arrestare gli individui ricercati dalla Corte, siano essi capi di governo in carica o meno\u00bb.\u00bbL&#8217;Italia- denuncia ancora il responsabile di Human Rights Watch- sembra accettare quest&#8217;obbligo quando si tratta del presidente russo Vladimir Putin, anch&#8217;egli ricercato dalla Cpi: quando gli \u00e8 stato chiesto di chiarire, Tajani si \u00e8 limitato a dire che Putin non verr\u00e0 mai in Italia\u00bb. Francavilla aggiunge: \u00abNel maggio 2024, Tajani aveva criticato la richiesta di mandati di arresto contro Netanyahu e l&#8217;ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant da parte del procuratore della Cpi e aveva ribadito le sue critiche a novembre quando la Corte ha emesso i mandati. Tajani ha anche costantemente negato che Israele abbia commesso crimini di guerra a Gaza, nonostante l&#8217;enorme quantit\u00e0 di prove che dimostrano il contrario raccolte da molteplici organizzazioni, tra cui Human Rights Watch, e organismi delle Nazioni Unite. L&#8217;Italia \u00e8 anche tra i Paesi che si oppongono all&#8217;adozione di una serie di misure da parte dell&#8217;Unione Europea nei confronti delle autorit\u00e0 israeliane responsabili di gravi abusi\u00bb. L&#8217;esperto di Human Rights Watch conclude: \u00abProteggendo presunti criminali di guerra come Netanyahu e Almasri dalla giustizia, il governo italiano viola i propri obblighi ai sensi dello Statuto di Roma e danneggia la propria credibilit\u00e0 internazionale. Oltre a ci\u00f2, il governo manda un messaggio agghiacciante alle vittime dei crimini pi\u00f9 atroci: la giustizia pu\u00f2 essere selettivamente negata quando prevalgono altri interessi politici\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo Croce<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCome tutti gli Stati parte dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (Cpi), l&#8217;Italia ha l&#8217;obbligo di arrestare gli individui ricercati dalla corte. Tuttavia, gli sviluppi recenti suggeriscono che le autorit\u00e0 italiane stiano cercando di eludere tale obbligo\u00bb. 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