{"id":1000011437,"date":"2025-01-27T13:45:43","date_gmt":"2025-01-27T16:45:43","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011437"},"modified":"2025-01-27T13:45:45","modified_gmt":"2025-01-27T16:45:45","slug":"la-suora-giusta-della-sacra-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011437","title":{"rendered":"LA SUORA \u201cGIUSTA\u201d DELLA SACRA FAMIGLIA"},"content":{"rendered":"\n<p>di Generoso D\u2019Agnese<\/p>\n\n\n\n<p>Miranda Servi, trenta anni,&nbsp; e sua&nbsp; madre Pia Aj\u00f2 (nata a Siena nel 1886) in quel settembre del 1943 vivevano al centro di Firenze. L\u2019armistizio dell\u2019 8 settembre aveva portato una ventata di illusione che era durata solo lo spazio di qualche settimana. Fino al 1938 Miranda Servi aveva insegnato materie letterarie all\u2019Istituto Magistrale Pascoli ma le leggi razziali le valsero l\u2019espulsione e la conseguente ricollocazione in una scuola media ebraica.&nbsp; In quel settembre del 1943 Miranda sper\u00f2 nella fine dell\u2019incubo, senza immaginare di essere invece alle porte dell\u2019inferno. L\u2019insegnante sopravvisse al primo bombardamento di Firenze dopo il primo bombardamento di Firenze, avvenuto il 25 settembre del 1943, e dopo aver dato credito alle continue voci di liste ebraiche in mano ai tedeschi, insieme alla madre e si trasferirono a San Piero a Sieve, alla periferia del capoluogo toscano. Una scelta fortunata che evit\u00f2 loro la cattura e la deportazione da parte delle autorit\u00e0. Il fratello di Miranda, scampato alla cattura, riusc\u00ec a raggiungere Roma ma per le due donne inizi\u00f2 un periodo di grandissime sofferenze.&nbsp;Le due donne infatti capirono che l\u2019unica possibilit\u00e0 di salvezza era dettata dalla fuga e si rivolsero al Monsignor Sommazzi che riusc\u00ec a farle accogliere alla Protezione della giovane, presso le Suore della Sacra Famiglia. Fu qui che conobbero Suor Benedetta Pompiglioni, che del convento situato in via dei Serragli era la Superiora. Il 16 novembre Suor Benedetta accolse le due donne ma dopo alcuni giorni dovette aiutarle nuovamente a fuggire, avendo saputo delle perquisizioni nel vicino convento del Carmine.&nbsp; Dopo alcuni mesi trascorsi nascosti nella casa dell\u2019amica professoressa Nella Bianchi, le due donne rientrarono nel convento della Sacra Famiglia dal17 marzo del 1944 per restarvi fino al 30 luglio dello stesso anno, protette dall\u2019amore delle suore fino all\u2019evacuazione generale decisa dal Comando tedesco. La storia delle due donne \u00e8 rimasta sepolta per decenni ed \u00e8 tornata alla luce grazie alla storica Marta Baiardi che nell\u2019archivio della Comunit\u00e0 ebraica di Firenze, ha ritrovato la testimonianza firmata da Miranda Servi. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"729\" height=\"1024\" data-attachment-id=\"1000011438\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000011438\" data-orig-file=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-scaled.jpe\" data-orig-size=\"1824,2560\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"SUOR-B_1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-214x300.jpe\" data-large-file=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-729x1024.jpe\" src=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-729x1024.jpe\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000011438\" srcset=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-729x1024.jpe 729w, https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-214x300.jpe 214w, https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-768x1078.jpe 768w, https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-1094x1536.jpe 1094w, https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-1459x2048.jpe 1459w, https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-1425x2000.jpe 1425w, https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-750x1053.jpe 750w, https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-1140x1600.jpe 1140w, https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/SUOR-B_1-scaled.jpe 1824w\" sizes=\"(max-width: 729px) 100vw, 729px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per l\u2019opera svolta durante i terribili anni della persecuzione nazifascista, Suor Benedetta Pompignoli, il 1\u00b0 luglio 2018, \u00e8 stata insignita del titolo di \u201cGiusta tra le nazioni\u201d dallo <em>Yad Vashem<\/em> di Gerusalemme.<\/p>\n\n\n\n<p>Nata a Modigliana (Forl\u00ec) l\u20198 giugno del 1876 con il nome di&nbsp; Lucrezia e&nbsp; figlia di Battista, suor Benedetta il 3 aprile del 1895 entr\u00f2 nel convento delle&nbsp; Suore della Sacra Famiglia presente nel piccolo comune che allora faceva parte della provincia di Firenze, e il 5 novembre del 1896 prese l\u2019abito&nbsp; scegliendo il nome di&nbsp; Suor Maria Benedetta. Il 26 maggio del 1913emise la professione perpetua&nbsp; entrando definitivamente nell\u2019ordine per poi trasferirsi nel convento di Firenze, di cui sarebbe diventata la Superiora fino al 5 settembre del 1962, data in cui venne deposta dall\u2019incarico per l\u2019anziana et\u00e0. Il primo dicembre di quello stesso anno lasci\u00f2 la sua amata Firenze per trasferirsi&nbsp; a Brisighella, in provincia di Ravenna, luogo in cui, a quasi 92, il 19 febbraio 1968 lasci\u00f2 la vita terrena senza raccontare mai a nessuno quello che era successo durante la guerra<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo paese di nascita, Modigliana ha intitolato a suo nome&nbsp; il giardino di fianco al Duomo, con il monumento che ne ricorda l&#8217;operato e per il quale \u00e8 stata riconosciuta dallo Stato di Israele come \u00abGiusta fra le nazioni\u00bb&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Generoso D\u2019Agnese Miranda Servi, trenta anni,&nbsp; e sua&nbsp; madre Pia Aj\u00f2 (nata a Siena nel 1886) in quel settembre del 1943 vivevano al centro di Firenze. L\u2019armistizio dell\u2019 8 settembre aveva portato una ventata di illusione che era durata solo lo spazio di qualche settimana. 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