{"id":1000011179,"date":"2025-01-21T12:27:09","date_gmt":"2025-01-21T15:27:09","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011179"},"modified":"2025-01-21T12:27:11","modified_gmt":"2025-01-21T15:27:11","slug":"muore-la-moglie-chi-resta-vedovo-ha-un-rischio-di-morte-piu-alto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011179","title":{"rendered":"Muore la moglie? Chi resta vedovo ha un rischio di morte pi\u00f9 alto"},"content":{"rendered":"\n<p>Restare vedovi o vedove in anzianit\u00e0 aumenta il rischio di mortalit\u00e0. Soprattutto tra gli uomini. \u00c8 la conclusione a cui \u00e8 giunto uno studio, il primo nel suo genere, realizzata sulla base dei dati Inps dagli statistici dell&#8217;Alma Mater di Bologna, nell&#8217;ambito del progetto &#8216;Age-It&#8217; finanziato con risorse Pnrr. In buona sostanza, si \u00e8 visto che&nbsp;<strong>per i pensionati italiani maschi che subiscono la perdita del coniuge il rischio di mortalit\u00e0 \u00e8 del 35% maggiore&nbsp;<\/strong>rispetto ai loro coetanei sposati, mentre per le donne l&#8217;incremento \u00e8 del 24%. Ma questi effetti negativi variano anche a seconda della regione di residenza e dello status socio-economico. In alcune regioni del nord Italia, ad esempio, come Valle d&#8217;Aosta e Veneto, questo rischio di mortalit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 marcato, mentre \u00e8 meno accentuata in altre aree del Paese come Molise e Sardegna. Rispetto al quadro socio-economico, invece,&nbsp;<strong>i pensionati maschi con redditi medio-alti sono pi\u00f9 vulnerabili nel breve periodo<\/strong>, con un&nbsp;<strong>rischio maggiore di mortalit\u00e0 immediata<\/strong>&nbsp;dopo la perdita del coniuge. Le donne con redditi pi\u00f9 bassi dimostrano invece una maggiore resilienza iniziale, che tende per\u00f2 a svanire nel lungo periodo, con un successivo peggioramento delle condizioni di salute. \u00abI risultati che abbiamo ottenuto evidenziano la complessit\u00e0 delle conseguenze del<strong>&nbsp;lutto coniugale<\/strong>, che non solo agisce come&nbsp;<strong>uno choc emotivo e psicologico<\/strong>\u2013 spiega Chiara Ludovica Comolli, docente del Dipartimento di Scienze statistiche &#8216;Paolo Fortunati&#8217; dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna- ma pu\u00f2 anche interagire con&nbsp;<strong>disuguaglianze economiche e sociali pre-esistenti<\/strong>. In un contesto come quello italiano, caratterizzato da un rapido invecchiamento della popolazione e da un numero crescente di famiglie composte da anziani soli, questa ricerca offre spunti concreti per interventi mirati di supporto psicologico, sociale ed economico\u00bb.&nbsp;<strong>Nel 2023 sono state quasi 4,4 milioni le persone rimaste vedove in Italia<\/strong>. I ricercatori dell&#8217;Alma Mater sottolineano come sia un \u00abevento traumatizzante, che pu\u00f2 avere forti conseguenze negative sulla salute e che diventa sempre pi\u00f9 pericoloso con il progressivo invecchiamento della popolazione\u00bb. Lo studio evidenzia in particolare che \u00ab<strong>i primi mesi dopo la morte del coniuge sono quelli pi\u00f9 critici, con un sensibile aumento del rischio di mortalit\u00e0<\/strong>\u00ab. Le differenze tra i vari soggetti, continua poi Comolli, \u00absuggeriscono che fattori socio-economici e istituzionali regionali influenzano in modo rilevante la capacit\u00e0 di far fronte a un evento critico come il lutto. La mappatura dettagliata che abbiamo realizzato permette di individuare le aree geografiche e i gruppi sociali pi\u00f9 colpiti, fornendo alle istituzioni strumenti preziosi per implementare politiche di supporto psicologico, sociale ed economico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Sangermano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Restare vedovi o vedove in anzianit\u00e0 aumenta il rischio di mortalit\u00e0. Soprattutto tra gli uomini. \u00c8 la conclusione a cui \u00e8 giunto uno studio, il primo nel suo genere, realizzata sulla base dei dati Inps dagli statistici dell&#8217;Alma Mater di Bologna, nell&#8217;ambito del progetto &#8216;Age-It&#8217; finanziato con risorse Pnrr. 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