{"id":1000011089,"date":"2025-01-16T10:50:31","date_gmt":"2025-01-16T13:50:31","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011089"},"modified":"2025-01-16T10:50:34","modified_gmt":"2025-01-16T13:50:34","slug":"linfanzia-interrotta-dei-bambini-ad-haiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011089","title":{"rendered":"L&#8217;infanzia interrotta dei bambini ad Haiti"},"content":{"rendered":"\n<p>Le bambine e bambini di Haiti porta ancora addosso le ferite del catastrofico terremoto di magnitudo 7.0 sulla scala Richter che ha devastato il Paese caraibico il 12 gennaio del 2010. Una tragedia che ha lasciato il segno nella vita di un&#8217;intera generazione di minori, cresciuti tra violenza, sfollamenti e carenza di istruzione. Cicatrici indelebili sul futuro di centinaia di migliaia di bambini, aggravate ora dalla dilagante violenza perpetrata dalle bande armate. A causa dell&#8217;isolamento del Paese e della distruzione delle infrastrutture di comunicazione, non fu possibile definire con certezza il numero esatto delle vittime del sisma, uno dei pi\u00f9 potenti mai registrati al mondo. Secondo la Croce rossa internazionale e l&#8217;Onu, il terremoto avrebbe coinvolto pi\u00f9 di 3 milioni di persone, uccidendone oltre 222.500 e provocando un milione e mezzo di sfollati. Il sisma \u2014 e la conseguente epidemia di colera \u2014 colp\u00ec in modo particolare la capitale Port-au-Prince, radendo al suolo o danneggiando gravemente molti edifici della citt\u00e0, tra cui il Palazzo presidenziale, la sede dell&#8217;Assemblea nazionale, la cattedrale, oltre alla torre di controllo dell&#8217;aeroporto internazionale \u00abToussaint Louverture\u00bb. Tutti gli ospedali della citt\u00e0 furono distrutti o risultarono talmente lesionati da dovere essere evacuati, e centinaia di scuole interruppero le lezioni per essere trasformate in rifugi per trovare soluzioni abitative dignitose agli sfollati. La crisi che attraversa il Paese caraibico da diversi anni \u00e8 passata per alcuni punti di svolta: dalle proteste di massa del 2019, al sisma dell&#8217;anno successivo, fino all&#8217;uccisione del presidente Jovenel Mo\u00efse, nel luglio 2021, e all&#8217;attuale dilagare delle scorribande delle gang, che nella prima met\u00e0 del 2024 si sono coalizzate innescando una nuova spirale di violenza, nonostante la nomina di un nuovo premier. Secondo fonti dell&#8217;Onu, nel 2024 oltre 5.600 persone sono state uccise nelle violenze, pi\u00f9 di 2.000 ferite e oltre 1.400 rapite. Oggi i gruppi armati hanno trasformato gran parte del Paese \u2014 uno dei pi\u00f9 poveri al mondo \u2014 e Port-au-Prince in prigioni a cielo aperto per i bambini. Nessun luogo \u00e8 sicuro. Non possono andare a scuola, n\u00e9 giocare all&#8217;aperto, n\u00e9 uscire dai loro quartieri. \u00abIl loro futuro sta scivolando via\u00bb, ha dichiarato Chantal Sylvie Imbeault, direttore di Save the Children nel Paese caraibico. Con l&#8217;aggravarsi della crisi umanitaria e grazie a un fondo di emergenza stanziato dalla Conferenza episcopale italiana, Caritas Italiana, presente ad Haiti dal 2010, sta cercando di rispondere ai molteplici bisogni umanitari della stremata popolazione. L&#8217;intervento, coordinato da Caritas e implementato da 5 partner locali, tra cui Caritas Haiti, ha come obiettivo quello di fornire, oltre un&#8217;assistenza alimentare, anche assistenza sanitaria e protezione all&#8217;infanzia e alle categorie pi\u00f9 vulnerabili. Solo nell&#8217;ultimo anno, pi\u00f9 di 700.000 persone, su una popolazione di 11,7 milioni, hanno lasciato le proprie case a causa dell&#8217;avanzata ormai senza controllo e delle efferate brutalit\u00e0 dei gruppi armati e almeno 1.000 scuole sono rimaste chiuse. Pi\u00f9 della met\u00e0 di questi sfollati \u00e8 composta da bambini e adolescenti, maggiormente esposti alla violenza, in particolare alle aggressioni, allo sfruttamento e agli abusi sessuali. La violenza ha anche imitato la consegna degli aiuti, ha causato l&#8217;aumento dei prezzi e ha portato a un&#8217;impennata nei livelli di fame, paralizzando i progressi. La disperazione ha spinto i bambini a unirsi ai gruppi armati, alla ricerca di cibo e protezione, lasciando il futuro dei minori sull&#8217;orlo del baratro.<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco Citterich<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le bambine e bambini di Haiti porta ancora addosso le ferite del catastrofico terremoto di magnitudo 7.0 sulla scala Richter che ha devastato il Paese caraibico il 12 gennaio del 2010. Una tragedia che ha lasciato il segno nella vita di un&#8217;intera generazione di minori, cresciuti tra violenza, sfollamenti e carenza di istruzione. 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