{"id":1000011086,"date":"2025-01-16T10:49:25","date_gmt":"2025-01-16T13:49:25","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011086"},"modified":"2025-01-16T10:49:27","modified_gmt":"2025-01-16T13:49:27","slug":"bruxelles-il-futuro-dellitalia-dellue-al-meeting-di-connact","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011086","title":{"rendered":"Bruxelles, il futuro dell&#8217;Italia dell&#8217;Ue al meeting di \u00abConnact\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abCreare una rete, creare scambi e poi passare all&#8217;azione\u00bb. Le parole di apertura del primo meeting annuale di \u00abConnact\u00bb, piattaforma di eventi che favorisce il confronto tra soggetti privati e istituzioni attraverso momenti di incontro e networking, delineano quelli che sono stati gli obiettivi dell&#8217;incontro, che \u00e8 si \u00e8 svolto il 15 gennaio a Bruxelles e che ha avuto come tema \u00abIl Sistema Italia nella Nuova Legislatura Ue\u00bb. \u00abL&#8217;Europa deve tornare a essere motore di crescita. Il primo cantiere \u00e8 quello della competitivit\u00e0 e occorre una vera politica industriale comune, capace di fare del sistema produttivo europeo molto pi\u00f9 della semplice somma dei sistemi produttivi nazionali\u00bb, ha affermato Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano in un messaggio rivolto ai partecipanti, circa 300 rappresentanti delle istituzioni, fra europarlamentari nazionali e funzionari di Parlamento, Consiglio e Commissione e 22 grandi aziende e 12 associazioni, che insieme valgono oltre un milione di imprese, 4,6 milioni di persone impiegate, mille miliardi di euro di ricavi e il 47% del Pil italiano. \u00abL&#8217;Italia \u00e8 il secondo esportatore europeo, \u00e8 la seconda manifattura ed \u00e8 l&#8217;economia pi\u00f9 diversificata che c&#8217;\u00e8 nell&#8217;Ue. Subito dopo la Germania ci siamo noi\u00bb, ha commentato Carlo Corazza, portavoce del Parlamento europeo in Italia, ai media vaticani, partner dell&#8217;evento. \u00abAbbiamo delle associazioni molti presenti e molto forti a Bruxelles e abbiamo dei politici molto attenti, non solo i rappresentanti del governo e la vicepresidenza della Commissione, parlo anche dei parlamentari europei che tutti i giorni lavorano nelle diverse commissioni e possono veramente incidere moltissimo sulla qualit\u00e0 della legislazione\u00bb, ha ribadito, sottolineando quello che \u00e8 il ruolo dell&#8217;Ue nelle norme dei vari Stati membri. \u00abIl primo legislatore italiano, e questo vale per tutti i Paesi europei, \u00e8 il Parlamento europeo, prima del Senato della Camera e degli altri parlamenti nazionali. Circa il 70% di tutte le regole che ci riguardano sono approvate &#8211; ha sottolineato Corazza &#8211; dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei ministri. Per le imprese andiamo invece molto vicini al 90%\u00bb. \u00abIl contesto per il business, per gli investimenti, le procedure amministrative, l&#8217;export, il mercato interno, l&#8217;energia, la sicurezza dei prodotti &#8211; ha proseguito &#8211; sono tutte regole politiche decise da Bruxelles, quindi \u00e8 fondamentale per le imprese italiane e europee in generale poter avere un confronto costruttivo e mettere se necessario pressione sul legislatore e spiegare cosa va e cosa non va, dove si ostacola il business e dove invece delle buone regole possono attirare investimenti e produrre pi\u00f9 competitivit\u00e0\u00bb. Da parte sua la vicepresidente del parlamento europeo Antonella Sberna, presente al meeting, ha evidenziato la necessit\u00e0 di capire qual sia \u00abil bene della nostra Italia incastonata in un sistema europeo, perch\u00e9 il nostro interesse nazionale deve essere compatibile e deve essere forte, per\u00f2 rispetto a un&#8217;Europa che, se anche essa diventa forte, diventa importante, diventa competitiva, ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di essere uno scacchiere reale, uno scacchiere di confronto\u00bb. Il dibattito al meeting &#8211; cui hanno inviato il proprio salutio anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana &#8211; si \u00e8 sviluppato attraverso otto tavole rotonde a porte chiuse sui temi centrali dello sviluppo europeo e le principali sfide della nuova commissione Von der Leyen. Dal ruolo cruciale delle infrastrutture energetiche nel raggiungimento dell&#8217;obiettivo Net Zero, alla decarbonizzazione dei trasporti e gli investimenti infrastrutturali; dalle politiche industriali necessarie per rilanciare la manifattura Ue e gli sviluppi del Mercato unico per garantire approvvigionamenti adeguati e nuovi mercati di sbocco, al tema del credito e della finanza per lo sviluppo economico sostenibile; dal tavolo dedicato al ruolo fondamentale del settore agroalimentare e dell&#8217;industria farmaceutica per il benessere dei cittadini europei, al tema difesa e sicurezza; dallo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazioni e dei servizi digitali, indispensabili per mantenere la competitivit\u00e0 dell&#8217;Ue rispetto a Usa e Cina, all&#8217;industria dei media, con particolare attenzione all&#8217;implementazione del Media Freedom Act. \u00abSe noi pensiamo che il Pil dell&#8217;Europa 16 anni fa era sensibilmente maggiore di quello degli Stati Uniti e oggi siamo pi\u00f9 o meno al 50% del Pil degli Usa\u00bb, conclude Carlo Corazza nella sua analisi, \u00abcapiamo quanto ritardo abbiamo accumulato sull&#8217;innovazione in alcuni settori strategici come lo spazio e le telecomunicazioni. Quindi abbiamo bisogno da un lato di investire di pi\u00f9, di pi\u00f9 economia di scala, di completare il mercato interno e dall&#8217;altro di avere un quadro normativo pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 amico delle imprese\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Michele Raviart<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCreare una rete, creare scambi e poi passare all&#8217;azione\u00bb. 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