{"id":1000011041,"date":"2025-01-15T14:28:15","date_gmt":"2025-01-15T17:28:15","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011041"},"modified":"2025-01-15T14:28:17","modified_gmt":"2025-01-15T17:28:17","slug":"ad-asiago-una-mostra-dedicata-a-haring-banksy-e-obey-e-allevoluzione-della-street-art","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000011041","title":{"rendered":"Ad Asiago una mostra dedicata a Haring, Banksy e Obey e all\u2019Evoluzione della Street Art"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 23 Febbraio 2025 si potr\u00e0 ammirare al Museo Le Carceri di Asiago Vicenza la mostra dedicata <em>Haring, Banksy, Obey: libert\u00e0 non autorizzata<\/em>, con un percorso espositivo che esplora la nascita e l\u2019evoluzione della Street Art internazionale. Curata da\u00a0<strong>Matteo Vanzan<\/strong>\u00a0e promossa dall\u2019Amministrazione Comunale di Asiago in collaborazione con l\u2019agenzia MV Arte di Vicenza, l\u2019iniziativa intende gettare luce su un linguaggio artistico che ha segnato l\u2019estetica della controcultura in aperto dialogo con la dimensione urbana. L\u2019esposizione presenta oltre 50 opere provenienti da collezioni italiane ed estere, in un mosaico che comprende tele, poster, serigrafie, memorabilia e sketch. Il percorso tocca nomi storici e contemporanei della scena internazionale, tra cui\u00a0<strong>Keith Haring, Banksy, Obey (Shepard Fairey), JR, Mr. Brainwash, Futura 2000, Swoon, King 157, Toxic<\/strong>, dalle origini newyorkesi della fine degli anni Sessanta fino alla dimensione globale raggiunta dalla Street Art negli ultimi decenni. In una mia ricerca storiografica e scientifica sulla Street Art\u00a0 e su Haring, Banksy e Obey e sulla evoluzione di questo movimento \u00a0apro il mio saggio dicendo:\u00a0 \u00c8 molto difficile stabilire dove e quando sia nato il graffitismo, l\u2019arte murale, o, come viene definita oggigiorno, la \u201cstreet art\u201d. \u00c8 addirittura molto difficile assegnare a questa o queste pratiche un nome che venga riconosciuto globalmente dagli stessi artisti e dagli spettatori. Street Art: Complesso di pratiche ed esperienze di espressione e comunicazione artistico-visuali che intervengono nella dimensione stradale e pubblica dello spazio urbano, originariamente provviste di una fisionomia alternativa, spontanea, effimera e giuridicamente illegale salvo poi essere, in una fase posteriore, parzialmente sanzionate e fatte proprie dalla cultura popolare di massa, dal mercato e dalle istituzioni, prospettiva che contribuisce a rendere molto problematica a oggi una puntuale individuazione del campo, che rimane estremamente liquido e aperto a molteplici visioni. \u201cEnciclopedia Treccani s.v. street art\u201d Secondo questa definizione, all\u2019interno del termine Street Art risiedono anche pratiche quali il graffitismo e il writing in tutte le loro sfaccettature, dal momento che anch\u2019esse potrebbero essere definite come \u201cpratiche ed esperienze di espressione e comunicazione artistico-visuali\u201d. Nonostante ci\u00f2, per\u00f2, non tutti sarebbero d\u2019accordo nell\u2019includere quei terribili scarabocchi disegnati sui muri delle nostre case all\u2019interno del grande mondo della street art. Quindi posto una domanda come definire questi movimenti? La stessa Treccani afferma la difficolt\u00e0 di offrire \u201cuna puntuale identificazione del campo\u201d e di conseguenza spetta ad ogni singolo creatore o fruitore di queste \u201copere\u201d stabilire se siano artistiche o meno, se siano belle o brutte e siano giuste o sbagliate. Dovendo cercare le origini della street art non si pu\u00f2 che risalire a tempi antichissimi in cui l\u2019uomo dipingeva le ruvide pareti di grotte e caverne. Vista la principale attivit\u00e0 del tempo le immagini rappresentate erano soprattutto scene di caccia o animali stilizzati i cui significati erano probabilmente magici e propiziatori. Tra i pi\u00f9 illustri esempi ci sono la grotta di Altamira con dipinti di circa 18.500 anni e le famosissime grotte francesi di Lascaux e Pech-Merle che oltre ad avere raffigurazioni create circa 25.000 anni fa, al\u00a0 suo interno sono visibili alcune impronte in negativo di mani ottenute attraverso la colorazione della parete attorno alla mano appoggiata. Parlando di mani bisogna anche ricordare le famosissime rappresentazioni di mani in negativo della Cueva de las manos in Argentina . Volendo fare un paragone si potrebbe ironicamente affermare\u00a0 che queste rappresentazioni di mani siano le prime forme di firma individuale di uomini che anticiparono il fenomeno moderno del tagging . Ovviamente, altri illustri esempi possono essere ritrovati in Africa come nelle grotte di Laas Gaal in Somalia con dipinti risalenti al IX-VIII millennio a.C. o in Sudamerica come nel Parco nazionale Serra da Capivara dove sono rappresentate circa 30.000 figure dipinte su roccia, le pi\u00f9 antiche datate 26.000 \u2013 20.000 anni fa. Tralasciando alcuni aspetti importanti della storia dell\u2019arte che all\u2019interno di questo elaborato non assume una rilevanza fondamentale al fine della comprensione di alcuni ambiti della street art, non bisogna dimenticare l\u2019utilizzo artistico-espressivo dei muri nella civilt\u00e0 egizia, in quella assira, in quella greca e romana e cosi via fino ai giorni nostri. Un accenno va per\u00f2 fatto in particolare all\u2019Europa medievale dove veniva spesso utilizzato l\u2019affresco per comunicare o semplicemente lasciare un messaggio alla comunit\u00e0. Ancora pi\u00f9 spesso questo tipo di arte veniva utilizzato a fini didascalici come nel caso di cattedrali e chiese dove si potevano, e si pu\u00f2 tutt\u2019ora, trovare raccolte di immagini che narrano scene della vita di Ges\u00f9. Se la norma era dunque dipingere all\u2019interno non mancano esempi di affreschi e pitture murali anche all\u2019esterno; esempio ne \u00e8 la recentemente restaurata facciata di una casa a Mantova dipinta per mano di Mantegna o alcuni monasteri rumeni tra cui quello di Moldovi\u021ba risalente al 1532. Anche all\u2019interno del testo sacro, la Bibbia, troviamo un esempio di utilizzo di scrittura murale al cui interno \u00e8 racchiusa una profezia decifrata da Daniele per il re Baldassarre. Anche in questo caso si pu\u00f2 osservare come l\u2019utilizzo della scrittura su parete non \u00e8 fine a s\u00e9 stesso ma ha un qualche scopo. Le origini dell\u2019arte murale vanno ricercate soprattutto all\u2019interno della cultura messicana post-rivoluzionaria, dunque intorno agli anni \u201920 e \u201830 del secolo scorso. In questo periodo grandi artisti come Diego Rivera, Jos\u00e9 Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros realizzano grandi opere che verranno riconosciute a livello internazionale. I tre artisti erano accumunati dalla voglia di creare un arte che fosse fortemente ideologica, narrativa, educativa e popolare, quattro caratteristiche tipiche della street art in generale, antica e contemporanea. Diego Rivera dopo una giovinezza tra Messico, Spagna e Italia nel quale conosce importanti artisti come Picasso e Modigliani che lo introducono alla scena artistica, nel 1922 si iscrisse al Partito Comunista Messicano e cominci\u00f2 a dipingere i suoi murales sugli edifici pubblici di Citt\u00e0 del Messico. Attraverso le sue opere ha la grande capacit\u00e0 di rappresentare vicende del suo popolo, dei peones e della loro schiavit\u00f9. Protagonisti dei suoi murales furono anche le tre figure fondamentali della rivoluzione messicana Hidalgo, Juarez, Zapata e in seguito anche Marx e Lenin; quest\u2019ultima opera Man at the Crossroads, creata nel New York City&#8217;s Rockefeller Center venne subito distrutta da Nelson Rockefeller per via della propaganda anti-capitalista rappresentata e lui venne licenziato. Jos\u00e9 Clemente Orozco\u00a0 fu anche lui, insieme a Diego Rivera\u00a0 promotore del cosiddetto Rinascimento Murale Messicano. Grande muralista, gir\u00f2 le pi\u00f9 importanti citt\u00e0 americane ed europee facendosi conoscere per le sue grandi opere. Differentemente dal suo compagno Diego Rivera era un personaggio pessimista e cupo che rappresentava le difficolt\u00e0 e la sofferenza che ogni uomo deve patire per ottenere i suoi diritti. Questa sua visione della vita e soprattutto della rivoluzione messicana al quale \u00e8 molto legato si traduce in dipinti il cui tema \u00e8 sempre drammatico e i colori sempre forti e scuri. David Alfaro Siqueiros\u00a0 non fu soltanto un pittore ma anche uno dei 10 grandi protagonisti della rivoluzione messicana al fianco di Zapata.\u00a0 Dopo una serie di viaggi, torna in patria nel 1922 ed, insieme a Rivera ed Orozco, partecipa alla grande nascita della pittura murale messicana. \u201cSenza la rivoluzione non ci sarebbe stata la pittura messicana\u201d. Queste le sue parole sul quale basa tutta la sua arte. La sua idea era quella secondo cui l\u2019arte ha lo scopo di parlare direttamente al popolo affinch\u00e9 quest\u2019ultimo intervenga e cambi la societ\u00e0 corrotta; proprio per questo motivo le sue opere trovano dimora lungo le strade, in luoghi aperti a chiunque e gratuiti; dell\u2019arte devono poterne fruire tutti. Imprigionato pi\u00f9 volte per i suoi ideali nel 1966 gli venne conferito il massimo riconoscimento governativo, il Premio Nazionale d\u2019Arte. Questi tre artisti, Rivera, Orozco e Siqueiros, vengono considerati a livello internazionale come i precursori dell\u2019arte murale moderna. Gli obiettivi e i temi delle loro opere differiscono sicuramente da quelli di oggi, ma la base rimane la stessa e le motivazioni anche: la voglia di esprimersi e la voglia di comunicare qualcosa a tutto il mondo; la voglia di protestare e di andare contro il sistema. Per quanto molte persone non lo vogliano accettare, anche la pi\u00f9 piccola ed insignificante scritta che troviamo sui muri della nostra citt\u00e0, ha in fondo un perch\u00e9 e potrebbe essere ritenuta come una minuscola forma di protesta. Le prime forme di arte murale in Italia differiscono, in parte, da quelle della rivoluzione messicana. Per quanto anch\u2019esse rappresentassero la cultura di un popolo e la situazione di uno stato, non provenivano da un movimento rivoluzionario bens\u00ec dal potere stesso. Durante il periodo fascista\u00a0 dal 1922 al 1943 \u00e8 il regime che detta le regole e che vuole creare un\u2019arte pubblica con forte rilevanza sociale, autocelebrativa e propagandistica. Nel 1933 il pittore nonch\u00e9 muralista Mario Sironi pubblica il Manifesto della pittura murale nel quale afferma: \u00abLa pittura murale \u00e8 pittura sociale per eccellenza. Essa opera sull&#8217;immaginazione popolare pi\u00f9 direttamente di qualunque altra forma di pittura, e pi\u00f9 direttamente ispira le arti minori.\u201d\u00a0 Questa un\u2019altra frase indicativa dell\u2019utilizzo dell\u2019arte che veniva fatto nel periodo fascista: \u201cNello Stato Fascista l&#8217;arte viene ad avere una funzione educatrice. Essa deve produrre l&#8217;etica del nostro tempo. Deve dare unit\u00e0 di stile e grandezza di linee al vivere comune. L&#8217;arte cos\u00ec torner\u00e0 a essere quello che fu nei suoi periodi pi\u00f9 alti e in seno alle pi\u00f9 alte civilt\u00e0: un perfetto strumento di governo spirituale.\u201d Il Graffitismo, o meglio il writing, nasce negli anni \u201970, come parte della sottocultura dei ghetti (conosciuta come Hip-hop), attorno alle citt\u00e0 americane, tra le quali, la pi\u00f9 importante, New York. Difficile stabilire una data precisa nella quale sia nata o un percorso ben definito che abbia seguito questa nuova pratica. Diverse ragioni rendono questo compito molto arduo: l\u2019enorme numero di graffiti sparsi per il mondo; la lontananza di questa \u201carte\u201d dai canali tradizionali e legali; la spesso repentina cancellazione. Nonostante i media e il senso comune non facciano alcuna distinzione, sarebbe pi\u00f9 consono definire come due pratiche differenti il graffitismo e il writing. Molto vicine tra loro e spesso con fini pressoch\u00e9 identici, si differenziano principalmente per la forma e la tecnica utilizzata. Si potrebbe affermare che il graffitismo nasca a partire dal writing a seguito di una ricerca e uno studio pi\u00f9 attento del lettering . La nascita del Graffitismo \u00e8 dovuta alle problematiche socio-culturali di alcuni quartieri disagiati della New York degli anni \u201970 e di altre metropoli; Come afferma Baudrillard le 14 scritte nascono a partire da spinte assai differenti: La tendenza ad affermare la propria esistenza o identit\u00e0 individuale, la protesta delle minoranze e qualche volta anche pretese artistiche. In questo periodo la forte emarginazione dei giovani dei ghetti, neri e latinos ha portato gli stessi a ribellarsi e a reagire alla forte repressione e discriminazione delle minoranze cercando una maniera per esprimersi, far sentire la propria voce e soprattutto protestare. Agli albori del graffitismo lo scopo principale di un writer era quello di bombardare (\u201cBombing \u00ab) pi\u00f9 pareti possibili con la sua firma (\u201ctag\u201d). Il pi\u00f9 famoso tra di essi \u00e8 TAKI 15 183 al quale addirittura il New York Times dedic\u00f2 un articolo rendendo cosi ufficiale la\u00a0 nascita del nuovo movimento. Non era per\u00f2 l\u2019unico: la voglia di riappropriarsi di un\u2019identit\u00e0 e di uno spazio urbano ha portato molti giovani a scrivere quante pi\u00f9 volte possibile la propria tag in giro per il quartiere o per la citt\u00e0. Con il tempo, i cosiddetti writers cominciano a voler qualcosa di pi\u00f9 e la tecnica viene affinata attraverso uno studio pi\u00f9 attento del lettering. La semplice tag o scritta non basta pi\u00f9 per poter prevalere e farsi riconoscere all\u2019interno dell\u2019enorme panorama venutosi a creare. Tra le migliaia e migliaia di \u201cbanali\u201d scritte \u00e8 necessario ora far risaltare la propria firma attraverso una pi\u00f9 raffinata ricerca stilistica dei caratteri e utilizzando \u201cattrezzi\u201d che rendessero pi\u00f9 appetibili le opere come la bomboletta spray. Esempi di lettering potrebbero essere il bubble style, bar style, computer style, 3D style o wild style che si differenziano tra loro in base all\u2019utilizzo di, rispettivamente, lettere arrotondate, lettere squadrate, lettere \u201cdigitali\u201d, lettere 3D o lettere di difficile comprensione ed intricate. Detta anche Aerosol-art si presenta inizialmente come un\u2019evoluzione del writing per poi trovare una propria indipendenza e dignit\u00e0 artistica. Intorno al 1974 c\u2019\u00e8 poi un\u2019ulteriore evoluzione che porta gli artisti ad incorporare all\u2019interno dei loro lavori anche figure, personaggi e scenari extra-alfabetici divenendo cosi a tutti gli effetti una branca dell\u2019arte. Nello stesso periodo, parallelamente comincia a svilupparsi una nuova tecnica che acquisir\u00e0 poco a poco sempre pi\u00f9 importanza fino a raggiungere il culmine con i lavori di Banksy di cui si parler\u00e0 nei capitoli successivi: la Stencil Art . Da questo periodo in poi, o meglio, dagli anni \u201980 in poi, con la nascita di nuove tecniche e con lo sviluppo sempre pi\u00f9 indipendente dal punto di vista artistico di queste pratiche, gli artisti stravolgono l\u2019idea iniziale di writing e graffitismo puntando ad un pubblico. Mentre negli anni \u201970 lo scopo principale di un writer era quello di bombardare con la propria firma pi\u00f9 muri possibili per riappropriarsi dello spazio urbano e per acquisire una certa notoriet\u00e0 all\u2019interno della subcultura dell\u2019Hip hop, ora il writer cessa di essere solamente un writer e diventa un artista, con dei messaggi universalmente comprensibili e con la speranza di un riconoscimento a livello pubblico. \u00c8 per questo motivo che, proprio in questi anni, cominciano a nascere le prime esposizioni il cui tema \u00e8 proprio l\u2019arte di strada. Posso dire che Keith Haring faceva parte della fascia di giovani istruiti, appartenenti a famiglie benestanti, i quali si avvicinavano alla Graffiti Art grazie ai proprio studi. Da un piccolo paesino della Pennsylvania, decise di trasferirsi a New York, dove l\u2019incontro con bande anonime di graffitisti di strada, fa s\u00ec che comprenda ogni aspetto di questa forma d\u2019arte. Il graffitismo praticato su muri e vagoni, pu\u00f2 essere considerato secondo rispetto ad uno di tutt\u2019altra natura, presente ormai da decenni e decisamente pi\u00f9 raffinato: il cartellonismo pubblicitario, che \u00e8 come una seconda e artificiale pelle sui muri di tutta la citt\u00e0. Nel 1980 si accorge dei fogli neri opachi che coprono le pubblicit\u00e0 a cui \u00e8 scaduta la tassa di affissione nei corridoi delle stazioni della metropolitana . Sono una specie di lavagna che gli permette di comunicare con un pubblico ampio, popolare, che quasi di sicuro non mette mai piede n\u00e9 in una galleria d\u2019arte n\u00e9 in un museo. Per cinque anni produce centinaia di questi graffiti, denominati subway drawings, facendosi multare ripetutamente e persino arrestare per atti di vandalismo. La gente per\u00f2 inizia ad accorgersi di lui, e la sua arte semplice e simbolica diventa una compagnia familiare per i pendolari che vanno in ufficio, tanto che qualcuno inizia a strappare i disegni per portarseli a casa; molti di questi lavori saccheggiati, furono rivenduti a diversi musei. L\u2019artista viaggi\u00f2 nelle diverse capitali del mondo, spesso con mezzi di fortuna come il semplice autostop, e in ognuna di questa citt\u00e0 lasci\u00f2 il riconoscibile disegno dell\u2019omino stilizzato e colorato, il suo segno caratteristico pi\u00f9 noto. Dopo essere divenuto famoso grazie ai murales, espose i suoi lavori fra Club di vario genere e vernissage pi\u00f9 o meno improvvisati. Le novit\u00e0 da lui proposte, risultano esplosive e non mancano di attirare l\u2019attenzione degli intenditori pi\u00f9 smaliziati: trasmette ed inventa un nuovo linguaggio urbano. All\u2019inizio degli anni \u201980, Haring si ripropone di ripassare i fumetti con l\u2019aiuto di uno scanner, ma per rendere le immagini pi\u00f9 scarne, li trasforma in tracciati schematici e volutamente poveri . Le caratteristiche di tutte le sue opere, dalle prime produzioni fino alle ultime, rispecchiano perfettamente lo stile della Graffiti Art: le immagini vengono sempre riportate su superfici bidimensionali, per questo vengono trattate in modo semplice e ridotto, con contorni schematici e generalizzati. Nei primi tempi, l\u2019artista riporta anche il riquadro, che nei fumetti serviva a separare una scena da un\u2019altra a scopo narrativo; ne ritroviamo un esempio in alcune opere senza titolo del 1984 . Ben presto, si rese conto che utilizzare un riquadro risultava limitante, cos\u00ec se ne liber\u00f2 definitivamente, per fare in modo che il flusso degli intrecci grafici sulle sue opere, si prolungasse il pi\u00f9 possibile. Nel 1983, Haring in una celebre serie di interventi, tracci\u00f2 dei profili incredibilmente puri ed incisivi, privi di ripensamenti su un fondo nero: sono presenti solo due colori, ovvero il nero dello sfondo ed il bianco utilizzato per creare la traccia. Per alcune opere, come si \u00e8 gi\u00e0 detto, si ispir\u00f2 a dei fumetti: un soggetto comune a Roy Lichtenstein che tra l\u2019altro era amico dell\u2019artista, \u00e8 Topolino , che pu\u00f2 essere considerato come l\u2019eroe principale dell\u2019epica fumettistica. Ma sono presenti anche dei pagliacci e Pierrot: il suo intento resta comunque quello di far perdere consistenza alle icone, per svuotarle dall\u2019interno. Nelle opere, compaiono semplicemente dei profili di corpi interi; al loro interno, sono presenti dei segni grafici, e spesso questi corpi si intrecciano tra di loro: l\u2019arto di una figura entra nella fessura di un\u2019altra. Possono variare i colori, sia dello sfondo che del contorno delle opere, ma alcune caratteristiche non cambiano mai: tutte le linee sono spesse e i fondi sono piatti, sempre privi di sfumature. I segni grafici che riempiono la superficie, sono spesso dei bastoncini o dei puntini: \u00e8 grazie alla loro presenza, che le opere perdono ogni iconismo, divenendo un qualcosa di completamente astratto. La ripetizione di questi segni diventa quasi ossessiva, ma mai monotona. La sua \u00e8 un\u2019arte di segni, simboli, icone, che per la loro stessa natura veicolano un messaggio chiaro, semplice, immediatamente accessibile ed universale, in un certo senso. L\u2019elemento che pi\u00f9 viene ridotto nei lavori di Haring per\u00f2, \u00e8 il colore: anche sotto quest\u2019aspetto, va contro ad uno dei principi sacri dell\u2019arte, ovvero il fatto che i colori andassero stesi con delle sfumature. I colori chiave si riducono ad un massimo di tre per dipinto e spesso sono il nero, il rosso ed il bianco. L\u2019artista non si limit\u00f2 alla bidimensionalit\u00e0, come invece facevano altri graffitari: si divertiva a dipingere vestiti ed oggetti. Tra gli abiti, ricordiamo quelli indossati dall\u2019amica e cantante Madonna nel video Into the groove, nel 1985. Crea grandi sculture di bambini in metallo\u00a0 o dell\u2019uomo mezzo cane e mezzo uomo\u00a0 ma oltre a queste, Haring disegn\u00f2 su macchine, biciclette, statue\u00a0 e vasi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:66.72424%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Banksy_Silver-Flag_Serigrafia-1024x730.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000011046\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000011046\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Banksy_Silver-Flag_Serigrafia.jpg?fit=1575%2C1123&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1575,1123\" data-comments-opened=\"0\" 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Con quest\u2019ultima, \u00e8 possibile fare un confronto con la cultura primitiva: anche nell\u2019antichit\u00e0 si usava dipingere il corpo, in particolare quello dello sciamano chiamato ad officiare qualche rito; in generale, la Graffiti Art rimanda ai dipinti rupestri della preistoria. In un evento, l\u2019artista armato di spray, si avvent\u00f2 sugli spettatori e cominci\u00f2 a firmarli dal vivo, lasciando sul corpo di ognuno una traccia di s\u00e9; firm\u00f2 persino una carrozzina con dentro un neonato, che stava passando in quel preciso istante. Col passare degli anni, gli interventi si fecero sempre pi\u00f9 estesi e monumentali, come se fosse impegnato in una corsa con la quale doveva bruciare un carburante interiore: dalle pareti delle metropolitane, a facciate intere di palazzi. Divenuto famoso a met\u00e0 degli anni \u201980, Keith Haring venne chiamato un po\u2019 ovunque, a confezionare murales, vetrine, apparati decorativi. Dalle vetrate della National Gallery of Victoria di Melbourne in Australia distrutte per protesta, perch\u00e9 i suoi disegni appaiono come un insulto alla pittura aborigena al muro di Berlino dai tessuti per una collezione dello stilista Stephen Sprouse all\u2019etichetta d\u2019artista per i vini Ch\u00e2teau Mouton Rothschild inserendosi in una lista che comprende nomi del calibro di Picasso, Dal\u00ec, Cocteau, Mir\u00f2, Chagall e Kandinsky da un muro nell\u2019ospedale per bambini del principato di Monaco. Gli varr\u00e0 un\u2019onorificenza ufficiale raramente concessa a chi non \u00e8 monegasco da parte della principessa Carolina. Nella lista \u00e8 incluso un dirigibile che vola sopra Parigi, un casin\u00f2 in Belgio accanto alle decorazioni originali di R\u00e9n\u00e9 Magritte, una giostra per un parco di divertimenti a tema in Germania, un invito a forma di disco inciso a 45 giri per una festa di compleanno della principessa Gloria von Thurn und Taxis. Tra gli interventi pi\u00f9 importanti, ricordiamo quello del 1983 a Milano per Fiorucci; la maggior parte dei lavori realizzati in quell\u2019occasione, in un giorno e una notte in un happening non stop, nel 1998 verranno messi all\u2019asta dalla galleria d\u2019arte parigina Binoche; riemp\u00ec di graffiti i muri, i mobili e perfino i soffitti con colori fosforescenti. Altra svolta epocale della sua carriera \u00e8 l\u2019incontro personale con Andy Warhol, a cui fu legato da amicizia sincera e profonda; possiamo dire che sotto certi aspetti, l\u2019allievo superer\u00e0 colui che egli considerava il suo maestro. A differenza di Warhol, sar\u00e0 un omosessuale pubblicamente dichiarato e nel momento in cui si scoprir\u00e0 sieropositivo diventer\u00e0 un attivista che lotta in prima linea insieme ad Act Up. Nel 1988, gli venne diagnosticata l\u2019AIDS; le ripercussioni della diagnosi, furono evidenti sia nella sua vita che nella sua arte. L\u2019annuncio della malattia, fatto tramite un\u2019intervista a \u201cRolling Stone\u201d, crea un generale shock e non fa che incrementare la sua fama. Nelle opere, cominciano a comparire numerosi riferimenti sessuali; i segni rappresentati, diventano messaggi in cui si intuisce la tragedia. Affronter\u00e0 e rappresenter\u00e0 a modo suo, i temi di attualit\u00e0 della sua epoca: dalla minaccia dell\u2019annientamento nucleare all\u2019oscenit\u00e0 dell\u2019apartheid in Sud Africa fino all\u2019orrore dell\u2019Aids simbolizzato come un serpente in una delle sue opere , e il bisogno che le persone hanno di avere uno scambio emotivo in un mondo che iniziava a conoscere le rivoluzioni della tecnologia. Anche la sua sessualit\u00e0, inquieta e senza sosta, lascer\u00e0 tracce inequivocabili nel suo linguaggio visuale, ma \u00e8 rarissimo vederle nelle grandi mostre retrospettive che gli si dedicano. La sua produzione omoerotica, che rasenta la pornografia elevata ad arte, \u00e8 quella che indubbiamente rappresenta la pi\u00f9 grande e censurata pietra dello scandalo nel percorso artistico di Haring. Una rarissima testimonianza al riguardo sono i murales, tuttora visitabili, che dipinse nei bagni del Gay Lesbian Community Service Center nel Greenwich Village, a poca distanza da dove si trova un suo innocente murale dipinto sulla parete di una piscina pubblica all\u2019aperto. In queste opere compaiono molte scritte, recanti il messaggio che l\u2019artista vuole trasmettere, mentre la qualit\u00e0 delle opere non cambia: il tipo di disegno, le linee, i segni ed i colori restano invariati. Prima della sua morte, fonda la Keith Haring Foundation, che si propone tutt\u2019oggi di continuare le lotte che l\u2019artista stesso aveva cominciato. L\u2019ultima grande opera di Keith Haring, fu dipinta in Italia, precisamente sulla parete esterna del convento di Sant\u2019Antonio a Pisa: credeva che l\u2019arte fosse capace di trasformare il mondo, poich\u00e9 le attribuiva un\u2019influenza positiva sugli uomini. Forse non \u00e8 a caso che il suo ultimo capolavoro pubblico lo intitol\u00f2 Tuttomondo ,ed \u00e8 un coloratissimo murale di centottanta metri quadri, in cui riproduce tutti i simboli che lo hanno reso celebre. Le caratteristiche principali di questa tecnica sono: la rapidit\u00e0 di realizzazione dell\u2019opera una volta preparata la maschera e la possibilit\u00e0 di riprodurla, ipoteticamente, all\u2019infinito. Questo ha consentito a Banksy di dipingere, negli anni, in luoghi molto sorvegliati e difficili da raggiungere: giunge sul luogo prescelto, sempre molto simbolico e mai a caso, applica la maschera sulla parete, dipinge e scappa, senza che nessuno abbia nemmeno il tempo di accorgersene. Durante un\u2019intervista Banksy afferm\u00f2: \u201c\u00c8 questa la chiave dei graffiti: l\u2019ubicazione\u201d .\u00a0 Come dargli torto? Per essere veramente efficace , la street art di Banksy deve essere collocata nel contesto giusto. L\u2019arte di strada deve comunicare con il luogo nel quale viene creata, deve interagire con l\u2019ambiente circostante; solo cosi il pubblico riuscir\u00e0 a non vederla pi\u00f9 come un semplice \u201cdisegno\u201d esteticamente bello ma come qualcosa di pi\u00f9. Quando dunque le sue opere vengono rimosse dal loro luogo originale per poi essere vendute ed affisse ad una parete di qualche ricco salotto, perdono tutto il loro valore, perdono la loro anima. \u00c8 cosi che con il tempo l\u2019artista di Bristol decise di non firmare pi\u00f9 le proprie opere; cosi facendo avrebbe, in primis, evitato un possibile arresto e soprattutto avrebbe evitato che le sue opere, rivolte a tutti, libere e gratuite venissero rimosse da qualche \u201cbusinessman\u201d: in assenza della sua firma infatti sarebbe stato difficile autenticare le opere; l\u2019unico modo per farlo era, ed \u00e8 tutt\u2019ora, quello di rivolgersi all\u2019agenzia Pest Control letteralmente \u201cservizio di disinfestazione\u201d che certifica le stampe e i dipinti\u00a0 autentici di Banksy. L\u2019unico problema \u00e8 che non vengono autentificati i pezzi di strada perch\u00e9 \u201ci proprietari delle case tendono ad incazzarsi parecchio quando gli sparisce una porta perch\u00e9 c\u2019era dipinto uno stencil\u201d. Ogni pezzo di Banksy ha una fattore molto forte di critica verso un problema della societ\u00e0. Ogni sua opera apre un dibattito che potrebbe durare ore, questiona su argomenti fondamentali per il nostro tempo, mette in discussione ogni cosa. In base alle interviste effettuate risulta molto spesso che Banksy venga visto come una vox populi, come un Robin Hood contemporaneo. Non si sa chi sia; un uomo che ha mandato avanti la forza del suo messaggio a discapito della fama della sua persona. Un uomo che la gente apprezza per la sua presunta sincerit\u00e0. Dico presunta perch\u00e9 nessuno sa in realt\u00e0 quali siano i suoi scopi, cosa lo spinga a perseguirli e chi ci sia dietro alla maschera. C\u2019\u00e8 chi pensa che sia solamente un prodotto commerciale, che non sia pi\u00f9 solo una persona ma che sia un\u2019azienda. C\u2019\u00e8 chi dice che sia ricchissimo e che quindi non sia pi\u00f9 coerente con quello che predica. Dicono che tutto ci\u00f2 che ha fatto l\u2019abbia fatto solo per la fama. Tutto ci\u00f2 \u00e8 possibile, anzi probabile; nessuno mette in dubbio che ormai non sia pi\u00f9 solo uno: sarebbe impossibile aver creato questo impero da solo. Ma anche i cartoni animati e i supereroi sono finti; dietro si nasconde sempre qualche ricca e avida casa di produzione e nonostante questo continuano a farci sognare. Quindi perch\u00e9 dovremmo smettere di farlo? Dipingere Graffiti \u00e8 il modo pi\u00f9 onesto in cui puoi essere un artista. Non servono soldi per farlo, non \u00e8 necessaria una formazione per comprenderli e non c&#8217;\u00e8 alcuna tassa di ammissione. Due artisti le cui pi\u00f9 celebri opere mai realizzate sono loro stessi: \u201cNel futuro ognuno sar\u00e0 famoso per 15 minuti\u201d diceva Warhol e Banksy risponde: \u201cOgnuno nella vita avr\u00e0 15 minuti di anonimato\u201d. Figure geniali, capaci di creare un cocktail potente di celebrit\u00e0, satira e voyerismo e che hanno saputo trasformare la loro arte in un evento straordinario. Si affronteranno, inoltre, i grandi temi comuni a entrambi gli artisti: la musica e il cinema, che costituiranno un faccia a faccia unico. \u00a0Infine il percorso della mostra si conclude con che nei primi anni Ottanta con JonOne, uno dei primi e principali esponenti della graffiti art, che ha il grande merito di aver portato i graffiti da Harlem (NY) a Parigi e dalla strada alla tela. Passando per JonOne si arriva dunque alla scena europea, dove Blek le Rat e poco dopo Jef A\u00e9rosol hanno cambiato il volto delle citt\u00e0 francesi con i loro innovativi <em>stencil<\/em>. Considerato padre della Stencil Art, Blek le Rat con il suo famoso \u00abratto\u00bb, simbolo della ribellione e della pervasivit\u00e0 dell&#8217;arte urbana, ha influenzato generazioni di artisti fra cui Banksy. Il celebre artista britannico con le sue opere provocatorie e socialmente consapevoli, ha portato la stencil art dall&#8217;Europa all&#8217;attenzione globale. Le sue creazioni sono diventate iconiche, definendo la Street Art come una potente forma di espressione politica e sociale. Se si parla di arte e attivismo \u00e8 impossibile non menzionare Shepard Fairey, aka Obey, le sue opere &#8211; fra cui il suo celebre ritratto di Barack Obama \u201cHope\u201d e le sue campagne a favore dei diritti e della salvaguardia dell&#8217;ambiente\u00a0 hanno un forte impatto sulla cultura popolare e sulla politica. Il percorso espositivo continua con la \u201cEuropean Wave\u201d portando all\u2019attenzione del pubblico artisti contemporanei come D*Face, Invader, Alexandre Farto aka Vhils e The London Police. Questi artisti hanno portato la Street Art a nuove vette con stili distintivi e tecniche innovative. Ad essi si aggiungono poi i PichiAvo che combinano l\u2019estetica classica con il linguaggio delle <em>tag<\/em>per dare vita a opere che fondono passato e presente in un dialogo visivo affascinante. Si possono inoltre ammirare pezzi unici e limited edition di Mr Brainwash e Pure Evil, artisti che portano un tocco pop alla Street Art, con opere che richiamano il lavoro di Warhol e aggiungono un commento contemporaneo sulla cultura delle celebrit\u00e0 e sulla societ\u00e0. Infine, la mostra dedica una sezione agli artisti italiani che hanno lasciato il segno sulla scena internazionale. Da Sten Lex con la tecnica dello stencil poster a Microbo e Bo130, Hogre, Orticanoodles e Biancoshock con le sue installazioni provocatorie, l&#8217;Italia ha dato un contributo significativo alla crescita e all&#8217;evoluzione della Street Art.<\/p>\n\n\n\n<p>Museo Le Carceri Asiago<\/p>\n\n\n\n<p><em>Haring, Banksy, Obey: libert\u00e0 non autorizzata<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>dal 6 Dicembre 2024 al 23 Febbraio 2025 <\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 19.00 <\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00 <\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>dal Luned\u00ec al Venerd\u00ec Chiuso <\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Foto Mostra <em>Haring, Banksy, Obey: libert\u00e0 non autorizzata dal 6 Dicembre 2024 al 23 Febbraio 2025 Courtesy Museo Le Carceri Asiago <\/em><em><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Cardone Fino al 23 Febbraio 2025 si potr\u00e0 ammirare al Museo Le Carceri di Asiago Vicenza la mostra dedicata Haring, Banksy, Obey: libert\u00e0 non autorizzata, con un percorso espositivo che esplora la nascita e l\u2019evoluzione della Street Art internazionale. Curata da\u00a0Matteo Vanzan\u00a0e promossa dall\u2019Amministrazione Comunale di Asiago in collaborazione con l\u2019agenzia MV Arte di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000011045,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3,5],"tags":[47,48],"class_list":{"0":"post-1000011041","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte","8":"category-giovanni-cardone","9":"tag-arte","10":"tag-giovanni-cardone"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Haring-Keith_Acrilico_Carta.jpg?fit=1575%2C1091&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000011041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000011041"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000011041\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000011047,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000011041\/revisions\/1000011047"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000011045"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000011041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000011041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000011041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}