{"id":1000010902,"date":"2025-01-10T07:48:23","date_gmt":"2025-01-10T10:48:23","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010902"},"modified":"2025-01-10T07:48:25","modified_gmt":"2025-01-10T10:48:25","slug":"trasformare-il-debito-in-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010902","title":{"rendered":"Trasformare il debito in speranza"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abCambiamo la rotta, trasformiamo il debito in speranza\u00bb, questo il titolo con cui un&#8217;ampia coalizione di enti e associazioni cattoliche lanciano la nuova campagna per la cancellazione del debito dei paesi poveri. Un&#8217; iniziativa che si iscrive nel Giubileo appena iniziato e che sar\u00e0 presentata alle 17.00 presso l&#8217;Universit\u00e0 Pontificia Lateranense. I lavori promossi dall&#8217;Istituto di Diritto internazionale per la pace &#8216;Giuseppe Toniolo&#8217; possono essere seguiti in diretta streaming attraverso il sito della Caritas italianala, mentre sono gi\u00e0 online tutti i materiali di approfondimento consultabili all&#8217;indirizzo&nbsp; https:\/\/cambiarelarotta.it\/ . Tra i promotori della campagna anche Acli, Agesci, Aimc, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Comunit\u00e0 Papa Giovanni XXIII, CVX Comunit\u00e0 di Vita Cristiana, Earth Day Italia, Focsiv ETS, Fondazione Banca Etica, MCL, Missio, Movimento dei Focolari Italia, Pax Christi e Sermig. \u00abIl debito dei Paesi poveri \u00e8 un tema che appartiene ad ogni Giubileo\u00bb, spiega ai media vaticani Massimo Pallottino, coordinatore dell&#8217;unit\u00e0 studi ed advocacy di Caritas italiana. Gi\u00e0 nel 2000, San Giovanni Paolo II, con l&#8217;indizione dell&#8217;ultimo anno giubilare, aveva portato con forza l&#8217;attenzione sulla questione del debito e delle ingiustizie sociali. \u00abDopo 25 anni il problema del debito \u00e8 tornato ad essere grave. Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale stimano che il 60% dei Paesi poveri sia in crisi debitoria o sul punto di entrarci\u00bb. Attualmente &#8211; sottolinea Massimo Pallottino &#8211; a detenere le quote maggiori del debito dei paesi poveri sono i creditori privati, che imponendo pagamenti insostenibili ostacolano gli sforzi volti a ridurre le disuguaglianze. Il debito dei paesi poveri \u00e8 stato alimentato a dismisura a partire dalla crisi finanziaria del 2007, per poi aggravarsi con la pandemia da Covid-19 e le guerre che stanno funestando il mondo\u00bb. I paesi poveri sono stati imprigionati in una spirale debitoria &#8211; spiega l&#8217;esperto &#8211; che a causa degli interessi molto alti si alimenta da sola, per cui sono stato costretti a rifinanziare continuamente un debito contratto per gestire delle crisi che, certamente, non dipendevano da loro. \u00abE&#8217; necessario tenere i riflettori accesi su questo tema, certamente sfruttando i prossimi eventi internazionali, ma anche a livello individuale ciascuno pu\u00e0 fare qualcosa, come chiedere alle banche di non finanziare con i nostri risparmi l&#8217;economia fossile e le armi\u00bb. Riccardo Moro, economista e membro del comitato scientifico dell&#8217;Istituto Giuseppe Toniolo, ha spiegato ai media vaticani come per molti Paesi del sud del mondo non vi sia alcun spazio di manovra per una possibile dilazionare il debito. \u00abOggi il debito internazionale dei Paesi poveri impedisce a questi ultimi di finanziare la sanit\u00e0, la scuola e tutto ci\u00f2 che potrebbe portare ad un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini\u00bb. Esiste, secondo Moro, \u00abun&#8217;architettura finanziaria internazionale inadeguata a tener conto delle esigenze dei creditori e dei debitori\u00bb, ovvero \u00abcome si disegniano i contratti di prestito internazionale e come si definisce la loro sostenibilit\u00e0\u00bb. In conclusione, Riccardo Moro, rispondendo alla domanda se sia o meno un&#8217;utopia la cancellazione del debito, ha sottolineato come gi\u00e0 \u00abnel 2000, con la prima grande campagna di cancellazione del debito, si riusc\u00ec a convincere la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale a mondificare le regole del prestito e le modalit\u00e0 con cui il debito veniva analizzato, ottenendo la cancellazione di debiti che nel tempo erano diventati insostenibili\u00bb. \u00abIl punto \u00e8 &#8211; ha specificato Moro- che ora siamo in una situazione di emergenza e abbiamo bisogno di riformare questo sistema di regole\u00bb. \u00abIl debito dei paesi poveri rappresenta una forma di controllo delle ricchezze ambientali e delle materie prime da parte dei paesi creditori\u00bb. A delineare il collegamento tra la questione del debito e quello dello sfruttamento delle risorse di questi paesi \u00e8 Pierluigi Sassi, presidente di Earth day Italia. I paesi del sud del mondo dal punto di vista del cambiamento climatico e della transizione ecologica devono, secondo Sassi, essere accompagnati ed sostenuti con modelli di riferimento sostenibili e tenendo conto che la crisi ambientale e climatica non \u00e8 loro diretta responsabilit\u00e0. Secondo Sassi uno degli obiettivi della campagna deve essere quello di cambaire il modello emerso lo scorso novembre alla Cop29, di Baku, in Azerbaigian, ovvero \u00abla sostanziale mancanza di volont\u00e0 da parte dei paesi ricchi di aiutare economicamente i pi\u00f9 poveri nella transizione ecologica, al fine di mantenerli fondamentalmente sotto ricatto e proseguirne lo sfruttamento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Silvia Giovanrosa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCambiamo la rotta, trasformiamo il debito in speranza\u00bb, questo il titolo con cui un&#8217;ampia coalizione di enti e associazioni cattoliche lanciano la nuova campagna per la cancellazione del debito dei paesi poveri. Un&#8217; iniziativa che si iscrive nel Giubileo appena iniziato e che sar\u00e0 presentata alle 17.00 presso l&#8217;Universit\u00e0 Pontificia Lateranense. 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