{"id":1000010859,"date":"2025-01-08T11:45:21","date_gmt":"2025-01-08T14:45:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010859"},"modified":"2025-01-08T11:45:23","modified_gmt":"2025-01-08T14:45:23","slug":"nasce-a-28-settimane-con-un-tumore-di-600-grammi-lincredibile-storia-di-anna-bimba-guerriera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010859","title":{"rendered":"Nasce a 28 settimane con un tumore di 600 grammi: l&#8217;incredibile storia di Anna, bimba &#8216;guerriera&#8217;"},"content":{"rendered":"\n<p>Una patologia rarissima, un teratoma sacrococcigeo, che colpisce un bambino ogni 35 mila: \u00e8 quella che ha colpito Anna (nome di fantasia), una bimba che \u00e8 nata a 28 settimane con un tumore di 600 grammi. Il tumore pesava 600 grammi, lei in tutto un chilo e seicento grammi. I medici del policlinico di Milano sono riusciti ad operarla rimuovendo del tutto la grande massa tumorale, senza ripercussioni per gli organi urogenitali. Cos\u00ec i medici di Milano hanno salvato questa piccolina, che adesso sta bene, cresce e proprio in questi giorni \u00e8 finalmente tornata a casa dopo una lunga degenza nella terapia neonatale. Lo racconta Monica Fumagalli, direttrice della Terapia intensiva neonatale del policlinico di Milano: \u00abAnna cresce bene e, grazie all&#8217;assistenza dell&#8217;\u00e9quipe della terapia intensiva neonatale e alle cure dei suoi genitori, ha superato anche le problematiche della prematurit\u00e0. Il momento del ritorno a casa tanto desiderato da tutta la famiglia \u00e8 finalmente arrivato\u00bb. La storia di Anna comincia con una ecografia alla 16esima settimana di gravidanza che ha scoperto il tumore e la terribile diagnosi: la bimba presentava una massa cellulare anomala, dal volume significativo, che rischiava di compromettere la vita della bambina nel grembo. I genitori, che vivono in una provincia del nord est d&#8217;Italia, sono stati subito inviati alla clinica Mangiagalli del policlinico di Milano, centro di riferimento per le gravidanze difficili e con una grande esperienza nel trattamento di questa neoplasia benigna, che si verifica in un bambino ogni 35mila. La bimba ha un teratoma sacrococcigeo, un tumore raro che si sviluppa alla base del coccige. Le cause sono sconosciute ma si sa che la sua caratteristica pi\u00f9 pericolosa \u00e8 quella di crescere velocemente, compromettendo la funzionalit\u00e0 degli organi in fase di sviluppo del feto: per i genitori di Anna questo ha significato trovarsi di fronte alla possibilit\u00e0 di dover interrompere la gravidanza. Il fattore tempo in certe situazioni pu\u00f2 destabilizzare, ma la scienza corre pi\u00f9 veloce: la diagnostica prenatale permette oggi di individuare precocemente l&#8217;aumento anomalo di cellule nei tessuti e fornisce agli specialisti informazioni preziose per intraprendere il percorso terapeutico pi\u00f9 appropriato. \u00c8 cos\u00ec che il primo intervento Anna l&#8217;ha ricevuto nel grembo della sua mamma, alla 26esima settimana: il team della chirurgia fetale del policlinico di Milano &#8216;spegne&#8217; con tecnologia laser alcuni vasi sanguigni che alimentano il tumore e questo permette alla piccola di crescere per altre due settimane nell&#8217;ambiente migliore possibile, la pancia della sua mamma.&nbsp; Anna continua a crescere nella pancia della mamma, ma anche il tumore cresce con lei e alla 28esima settimana \u00e8 necessario il cesareo urgente, il peso della piccola alla nascita \u00e8 di 1,6 kg e include i quasi 600 grammi di teratoma. \u00abCi siamo trovati di fronte a una situazione unica per la sua complessit\u00e0\u2013 ha spiegato Ernesto Leva, chirurgo pediatrico e direttore del Dipartimento Area Materno-Infantile del nosocomio lombardo- e abbiamo giocato tutte le carte di cui la medicina dispone e che in questo Ospedale coesistono. Anna e la sua famiglia ci hanno insegnato molto dal punto di vista umano: le risposte della piccola all&#8217;evolversi della patologia e la fiducia della famiglia nella vita e nelle nostre possibilit\u00e0 ci hanno permesso di muoverci attivando tutte le nostre pi\u00f9 qualificate risorse. Il preciso trattamento fetale ha agevolato la chirurgia neonatale, la cui azione \u00e8 stata possibile soltanto grazie alla straordinaria collaborazione delle tante specialit\u00e0 coinvolte per permettere di operare la piccola\u00bb. Spiegano ancora i medici: \u00abLa terapia intensiva neonatale \u00e8 stata fondamentale per gestire le necessit\u00e0 di una bambina pretermine cos\u00ec piccola e garantire la stabilit\u00e0 clinica necessaria per poter affrontare questa nuova fase chirurgica. Per capire se la massa cos\u00ec estesa intaccasse la cavit\u00e0 addominale \u00e8 stato necessario l&#8217;imaging della radiologia pediatrica, mentre la cardiologia pediatrica ha potuto confermare che la piccola sarebbe stata in grado di affrontare l&#8217;intervento con il supporto fondamentale degli anestesisti pediatrici e con la collaborazione gomito a gomito con infermieri e personale sanitario: proprio questa sinergia, necessaria su situazioni cos\u00ec complesse, ha reso a questo caso unico nel suo genere di essere trattato nel modo pi\u00f9 appropriato\u00bb. Durato circa 2 ore, l&#8217;intervento \u00e8 riuscito perfettamente e la rimozione del teratoma non ha comportato danno agli organi urogenitali. \u00abSu un corpicino cos\u00ec piccolo- ha sottolineato Ernesto Leva- l&#8217;azione chirurgica \u00e8 finalizzata a rimuovere la massa ma, soprattutto, a preservare le funzionalit\u00e0 degli organi circostanti. Con questa famiglia \u00e8 come se avessimo stretto un lungo fidanzamento: continueremo a vedere Anna per molto tempo, la pubert\u00e0 sar\u00e0 un periodo sensibile ma noi saremo con lei e i suoi genitori\u00bb. Ora \u00abAnna cresce bene- ha informato la direttrice della Terapia intensiva neonatale del policlinico di Milano, Monica Fumagalli- e, grazie all&#8217;assistenza dell&#8217;\u00e9quipe della terapia intensiva neonatale e alle cure dei suoi genitori, ha superato anche le problematiche della prematurit\u00e0. Il momento del ritorno a casa tanto desiderato da tutta la famiglia \u00e8 finalmente arrivato\u00bb. La piccola continuer\u00e0 a essere seguita nel follow up multidisciplinare che vedr\u00e0 coinvolti neonatologi, pediatri e chirurghi ma anche molti altri professionisti sanitari, fondamentali per promuovere lo sviluppo dei bambini nati pretermine. La rete di sostegno dell&#8217;ospedale, in grado di accogliere e dare ospitalit\u00e0 ai familiari che non abitano nelle vicinanze dell&#8217;Ospedale in caso di lungodegenze, toglie sicuramente qualche preoccupazione a mamma e pap\u00e0. \u00abCurare bambini come Anna- le parole del direttore generale del policlinico di Milano, Matteo Stocco- \u00e8 possibile solo in grandi centri in grado di seguire le famiglie e i piccoli pazienti dall&#8217;et\u00e0 gestazionale fino a 100 anni. Sono le realt\u00e0 multispecialistiche in grado di mettere in rete le proprie professionalit\u00e0 a dare risposte coraggiose e complesse\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Marcella Piretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una patologia rarissima, un teratoma sacrococcigeo, che colpisce un bambino ogni 35 mila: \u00e8 quella che ha colpito Anna (nome di fantasia), una bimba che \u00e8 nata a 28 settimane con un tumore di 600 grammi. 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