{"id":1000010668,"date":"2025-01-03T12:05:44","date_gmt":"2025-01-03T15:05:44","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010668"},"modified":"2025-01-03T12:05:46","modified_gmt":"2025-01-03T15:05:46","slug":"lavventura-della-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010668","title":{"rendered":"L\u2019Avventura della Fede"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>LA \u201cMADRE BUONA\u201d DELLA TERRA DEL FUOCO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di Generoso D\u2019Agnese<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo fu Giovanni&nbsp; Cagliero. Arriv\u00f2 nel 1875 divenendo di fatto l\u2019apripista dei Salesiani nelle terre estreme del&nbsp; Sud dell\u2019Argentina e del&nbsp; Cile. Due anni dopo lo seguirono le \u201cFiglie di Maria Ausiliatrice\u201d, sei ragazza dalla forte tempra guidate da Suor Angela Vallese. Dopo altri due anni nel 1879, il sogno di Don Bosco per le terre patagoniche inizi\u00f2 a trasformarsi in realt\u00e0, con la costruzione del primo nucleo della missione di Carmen de Patagones, destinata a uno sviluppo straordinario, seppur nata in una terra di grandi disagi. Dopo Carmen arrivarono le missioni di Viedma, Bahia Blanca, Junin de los Andes, Chos Malal, Rio Gallegos, Stefenelli, Bernal, Fortin Mercedes, Luis Beltran, General Roca a testimoniare una perseveranza e una energia che negli anni avrebbero caratterizzato l\u2019opera missionaria dei salesiani e delle \u201cAusliatrici\u201d Gi\u00e0 nel 1883 la Terra del Fuoco venne insignita della Prefettura apostolica dalla Santa Sede, divenendo un punto di riferimento per le popolazioni native degli Ona, Alafaluf e Yamana. Punta Arenas, Porvenir, Puerto Natales ( in terra cilena) e Rio Grande e Ushuaia in (Argentina) avrebbero rappresentato le punte di diamante dell\u2019evangelizzazione salesiana &nbsp;&nbsp;&nbsp;in Terra del Fuoco iscrivendo nel grande libro della storia missionaria le straordinarie figure di&nbsp; &nbsp;Domenico Milanesio, &nbsp;Giuseppe Vespignani, &nbsp;&nbsp;Jos\u00e9 De Beauvoir, &nbsp;&nbsp;Angelo Savio, &nbsp;Pietro Bonacina, &nbsp;Alessandro de Stefenelli, &nbsp;Zaccaria Genghini, &nbsp;&nbsp;Alberto De Agostini,&nbsp; &nbsp;&nbsp;Evasio Garrone, &nbsp;&nbsp;Giovanni Aliberti, Mons. Nicola Esandi, &nbsp;Carlo Baruffaldi, e suor&nbsp; Giovanna Borgna. In questo angolo d\u2019America crebbero forti le esperienze di Artemide Zatti, dei giovani Laura Vicu\u00f1a (beati)&nbsp; e del giovane indigeno Cefirino Namuncur\u00e0 (venerabile), la cui testimonianza di santit\u00e0 \u00e8 stata riconosciuto dalla Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le tante vite spese nel nome di Dio e di Don Bosco, quella di Angela Vallese, rimarr\u00e0 tuttavia un vero punto fermo della storia americana. Nata a Lu Monferrato (Alessandria) l&#8217;8 gennaio 1854 in un famiglia di agricoltori provata dalla povert\u00e0 e ricca di figli e di amore, Angela part\u00ec il 18 agosto 1875, &nbsp;&nbsp;&nbsp;per Mornese (Alessandria), il luogo di origine dell&#8217;Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice fondato da san Giovanni Bosco solo tre anni prima (il 5 agosto 1872). Angela fu accolta nella comunit\u00e0 e inizi\u00f2 il suo percorso religioso in ambito salesiano, riuscendo in pochissimo tempo a far conoscere la sua grande determinazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;Angela prese i primi voti religiosi il 29 agosto 1876 Angela e nel novembre del 1877 si dimostr\u00f2 gi\u00e0 pronta per guidare la prima spedizione missionaria delle \u201cFMA\u201d in quella che si sarebbe dimostrata essere una terra molto ostica, nell\u2019estremo Sud del continente americano. Angela Vallese guid\u00f2, a soli 23 anni, un manipolo di vere e proprie esploratrici della fede.&nbsp; Suor Giovanna Borgna, 17 anni; suor Angela Cassulo, 25 anni; suor Angela Denegri, 17 anni; suor Teresa Gedda, 25 anni; suor Teresa Mazzarello, 17 anni si imbarcarono al seguito della terza spedizione dei Salesiani, accompagnate da &nbsp;don Giacomo Costamagna .<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il viaggio, le \u201cinesperte naviganti\u201d soffrirono tutte il mal di mare che suor Angela decise di contrastare imponendo sulla nave \u00abSavoia\u00bb il ritmo di lavoro e di preghiera che avevano a Mornese, dedicando una particolare cura agli altri passeggeri, sia che fossero della prima o dell\u2019 ultima classe, senza differenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di arrivare alla prima meta del loro viaggio (a Montevideo &#8211; Uruguay) le &nbsp;&nbsp;missionarie dovettero sostare in \u201cquarantena\u201d nell\u2019Isola di Flores, perch\u00e9, in precedenza, avevano fatto scalo a Rio de Janeiro dove impazzava la febbre gialla. Giunte finalmente a destinazione, vennero ospitate per un mese dalle suore della Visitazione, in attesa che la costruzione della loro prima casa e di un\u2019avventura che le avrebbe viste protagoniste straordinarie. Man mano che procedevano verso Sud, le missionarie si adoperarono con la catechesi e realizzarono&nbsp; con pochissimi mezzi, &nbsp;oratori, collegi, scuole, laboratori, per insegnare l\u2019educazione alla preghiera, soprattutto liturgica, in ambienti dove tutto questo poteva apparire impossibile. Il gruppo lavor\u00f2 con straordinario affiatamento insieme ai salesiani trovando soprattutto in &nbsp;monsignor Giuseppe Fagnano un vero caposaldo del progetto organizzativo. Le suore potevano avvicinare con pi\u00f9 facilit\u00e0 donne e bambini dei Nativi per guadagnarsi attraverso loro la fiducia dell\u2019intera popolazione, profondamente diffidente a causa delle terribili esperienze avvenute antecedentemente con i colonizzatori bianchi. Le \u201cfiglie di Maria Ausiliatrice\u201d fecero enormi sacrifici e superarono numerose delusioni apostoliche a causa del clima di sospetto che ammantava tutte le popolazioni della Patagonia e della Terra del Fuoco. Le suore superarono con coraggio anche l\u2019odio causato dalle epidemie che distrussero intere etnie. Suor Angela Vallese visse&nbsp; per venticinque anni, dal&nbsp; 1888 al 1913 &nbsp;a Punta Arenas. Nel 1893 venne nominata Superiora Visitatrice delle Case aperte dalle Figlie di Maria Ausiliatrice nella Patagonia meridionale e nelle Terre Magellaniche.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-slideshow aligncenter\" data-autoplay=\"true\" data-delay=\"3\" data-effect=\"fade\"><div class=\"wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container\"><ul class=\"wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper\"><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"450\" height=\"319\" alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-1000010675\" data-id=\"1000010675\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/201502-Suor-Angela-Vallese.jpg?resize=450%2C319&#038;ssl=1\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/201502-Suor-Angela-Vallese.jpg?w=450&amp;ssl=1 450w, 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in un ambiente che offriva pi\u00f9 spine che rose. &nbsp;La povert\u00e0 provata da piccola &nbsp;l\u2019aiut\u00f2 a capire i bisogni altrui e a superare ogni prova. Infatti, molte volte aveva chiesto aiuto alle famiglie pi\u00f9 ricche di Lu, perch\u00e9 i soldi che guadagnava come sartina non erano sufficienti a contribuire al magro bilancio di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abSono sempre pi\u00f9 contenta \u2013 scrisse in una lettera &#8211; &nbsp;un giorno pi\u00f9 che l\u2019altro, di essermi fatta Suora di Maria Ausiliatrice, e tanto pi\u00f9 che mi \u00e8 toccata la sorte di essere venuta in America! Vi dico schietto che non cambierei la mia sorte neppure colla Regina pi\u00f9 fortunata del mondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La missionaria affront\u00f2 con coraggio e grande senso pratico i disagi creati dal &nbsp;clima rigidissimo, i rischi frequentissimi di naufragio&nbsp; &nbsp;nelle traversate dello Stretto di Magellano per andare a visitare le missioni fondate &nbsp;&nbsp;nella Terra del Fuoco, nell&#8217;Isola Dawson e nelle Isole Malvinas. Super\u00f2 indenne anche le ostilit\u00e0 di alcuni governi nei confronti dell&#8217;opera salesiana,<\/p>\n\n\n\n<p>Sul finire &nbsp;del 1881, una violenta epidemia di tifo vide &nbsp;le suore in prima linea nell\u2019assistenza ai malati e ai moribondi. Anche Suor Angela Vallese fu costretta a letto per attacchi di febbre altissima ma appena in grado di reggersi in piedi, riprese la sua infaticabile attivit\u00e0 di cura&nbsp; e assistenza per gli altri ammalati e le consorelle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1896, la missione della Candelaria (Cabo de Pe\u00f1as), costruita immensi sacrifici, venne &nbsp;distrutto da un incendio ma anche in questa occasione le suore superarono con la loro tempra e con perfetta organizzazione il difficilissimo momento. Si &nbsp;adattarono a dormire per terra in due piccole stanze mezze bruciate e senza tetto, risparmiate dall\u2019incendio, che nel rigidissimo inverno australe non offrivano sufficiente riparo al freddo. Le consorelle dormivano &nbsp;con una temperatura tra i dieci e i quindici gradi sotto zero trovando al mattino sulla loro coperta un sottile strato di ghiaccio. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua prima lettera ai genitori dall&#8217;Uruguay (nel 1878), suor Angela nel 1878 esprimeva la sua ferma convinzione: \u00ab<em>Noi non siamo n\u00e9 d&#8217;America n\u00e9 d&#8217;Italia, la nostra casa si trova dappertutto<\/em>\u00ab. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiamata dalla gente fueghina, soprattutto dalle bambine e donne con cui era a contatto, \u201cMadre buona\u201d, suor Angela termin\u00f2 la sua vita missionaria con un ultimo pesantissimo sacrificio: dopo la partecipazione al VII Capitolo Generale dell&#8217;Istituto nel 1913, a Nizza Monferrato, le tocc\u00f2 infatti obbedire alle Superiori e fermarsi per preservare &nbsp;le forze fisiche ormai logorate da tantissimi sforzi al limite della resistenza. &nbsp;La morte la colse l&#8217;anno seguente all&#8217;et\u00e0 di 60 anni il 17 agosto 1914. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La pioniera delle missioni in America&nbsp; &nbsp;moriva paradossalmente lontana dalla sua terra del cuore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA \u201cMADRE BUONA\u201d DELLA TERRA DEL FUOCO di Generoso D\u2019Agnese Il primo fu Giovanni&nbsp; Cagliero. 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