{"id":1000010610,"date":"2024-12-26T12:37:10","date_gmt":"2024-12-26T15:37:10","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010610"},"modified":"2024-12-26T12:37:12","modified_gmt":"2024-12-26T15:37:12","slug":"il-cuore-della-luna-io-di-giove-e-solido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010610","title":{"rendered":"Il cuore della luna Io di Giove \u00e8 solido"},"content":{"rendered":"\n<p>Il satellite Io \u00e8 unico nel sistema di Giove, per la sua intensa attivit\u00e0 vulcanica che lo rende l&#8217;oggetto geologicamente pi\u00f9 attivo del sistema solare. Per. questo motivo, per decenni, si \u00e8 creduto che l&#8217;enorme attrazione gravitazionale di Giove fosse sufficiente a creare un oceano di magma sotto la sua superficie, che alimentasse i suoi vulcani. Anche le misure di induzione magnetica condotte dalla sonda Galileo avevano suggerito la presenza di magma sotto la superficie di questa luna di Giove. Questo scenario \u00e8 stato per\u00f2 rivisto a seguito delle nuove osservazioni realizzate da Juno, la sonda che dal 2016 sta esplorando Giove e, pi\u00f9 recentemente, le sue lune. Un nuovo studio basato sui dati di gravit\u00e0 raccolti dalla sonda Juno della NASA durante dei sorvoli della luna Io di Giove esclude la presenza di un oceano di magma sotto la sua superficie. Juno ha sorvolato per due volte Io a circa 1.500 chilometri di quota, raccogliendo dati del campo gravitazionale della luna molto accurati. Sotto la superficie del satellite Galileiano pi\u00f9 vicino a Giove, c&#8217;\u00e8 un mantello solido. A rivelarlo \u00e8 lo studio \u00abIo&#8217;s tidal response precludes a shallow magma ocean\u00bb pubblicato su Nature, realizzato anche grazie al lavoro di diversi ricercatori della Sapienza Universit\u00e0 di Roma e dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna. La ricerca, coordinata da Ryan Park del Jet Propulsion Laboratory della NASA (JPL), ha sfruttato i dati collezionati dalla sonda Juno durante due recenti sorvoli ravvicinati della luna confrontati con i dati storici della missione Galileo, la sonda della NASA che tra il 1995 e il 2003 ha esplorato il sistema di Giove. \u00abLa combinazione dei dati ha permesso di migliorare la stima della risposta mareale di Io, che fornisce indicazioni dirette della deformabilit\u00e0 della struttura interna della luna\u00bb spiega Daniele Durante, ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale della Sapienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il satellite Io \u00e8 unico nel sistema di Giove, per la sua intensa attivit\u00e0 vulcanica che lo rende l&#8217;oggetto geologicamente pi\u00f9 attivo del sistema solare. 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