{"id":1000010485,"date":"2024-12-20T11:25:52","date_gmt":"2024-12-20T14:25:52","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010485"},"modified":"2024-12-20T11:25:54","modified_gmt":"2024-12-20T14:25:54","slug":"gli-urbanisti-della-terra-del-fuoco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010485","title":{"rendered":"GLI URBANISTI\u00a0 DELLA TERRA DEL FUOCO"},"content":{"rendered":"\n<p>di Generoso D&#8217;Agnese<\/p>\n\n\n\n<p>Ushuaia. In fondo al Continente Americano. In fondo alla Terra del Fuoco, in fondo alla civilizzazione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Era questo il pensiero che attraversava gli italiani che agli inizi del Novecento sbarcarono su questo estremo lembo del Nuovo Mondo per valutare la loro scommessa per il futuro. Una terra a prima vista ostica e fredda, attraversata da venti provenienti dall\u2019Antartico e riscaldata da un tiepido sole. Il primo ad arrivarci, nel 1869, \u00e8 stato il pastore Thomas Bridge, impegnato nell\u2019evangelizzazione degli indiani Yamanas. Il reverendo costru\u00ec il primo insediamento e chiese il permesso di prenderne possesso in nome dell\u2019Argentina, in un\u2019epoca nella quale Cile e Argentina stavano lottando per la supremazia degli ultimi territori inesplorati del Continente. Divenuto ultimo avamposto per il salto nell\u2019Antartico, il piccolo insediamento si arrocc\u00f2 intorno al faro e al porto ma rimase pressocch\u00e8 immutato fino al 1902 quando nella zona si pens\u00f2 di costruire un carcere per i soggetti pi\u00f9 pericolosi. La struttura penitenziaria richiam\u00f2 forza lavoro che diede ulteriore sviluppo al piccolo paese affacciato sul canale di Beagle ma nel 1947 la stessa viene chiusa da Per\u00f2n. Fu proprio questa scelta a portare Carlo Borsari nell\u2019ultimo avamposto delle Americhe. Per evitare l\u2019abbandono dell\u2019insediamento, il governo peronista stanzi\u00f2 infatti fondi per le imprese edili disposte a costruire nella baia in capo al Mondo e il primo a raccogliere l\u2019invito fu Carlo Borsari, un imprenditore di Bologna. Tra il 1948 e il 1949 oltre duemila italiani sbarcarono a Ushuaia che divenne il primo esempio di immigrazione razionalmente organizzata. Carlo Borsari seppe infatti infondere al progetto un pragmatismo di grande efficienza e in sei mesi raccolse macchinari, materiali, adesioni da nuclei familiari e riemp\u00ec la nave GENOVA con 650 conterranei. Il trasferimento avvenne senza problemi con l\u2019Oceano. L\u2019organizzazione di Borsari pens\u00f2 anche a un\u2019orchestrina che mantenne alto il morale degli italiani man mano che questi si avvicinarono alla punta pi\u00f9 meridionale del continente americano. Sulla nave venne attivata anche una scuola di spagnolo e i viveri vennero distribuiti con puntuale efficienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo lo sbarco, avvenuto il 28 ottobre del 1948, Carlo Borsari cur\u00f2 personalmente tutti gli aspetti tecnici non tralasciando nessun particolare. Insiema al suo staff tecnico lavor\u00f2 sempre a contatto con i suoi operai infondendo loro coraggio, in una terra che iniziava a disilludere diversi conterranei. Per alcuni infatti la futura citt\u00e0 nasceva in una conca contornata da alte montagne, ricordando l\u2019orografia del Trentino Alto Adige e del Friuli, per altri invece questa citt\u00e0 nasceva solo in una landa spazzata dai venti antartici e lontano da qualsiasi collegamento con la vita civile.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-slideshow aligncenter\" data-autoplay=\"true\" data-delay=\"3\" data-effect=\"fade\"><div class=\"wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container\"><ul class=\"wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper\"><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"420\" height=\"317\" alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-1000010488\" data-id=\"1000010488\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/genova.jpg?resize=420%2C317&#038;ssl=1\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/genova.jpg?w=420&amp;ssl=1 420w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/genova.jpg?resize=300%2C226&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"309\" height=\"377\" alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-1000010489\" data-id=\"1000010489\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/310px-Ushuaia_-b.jpg?resize=309%2C377&#038;ssl=1\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/310px-Ushuaia_-b.jpg?w=309&amp;ssl=1 309w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/310px-Ushuaia_-b.jpg?resize=246%2C300&amp;ssl=1 246w\" sizes=\"(max-width: 309px) 100vw, 309px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"420\" height=\"345\" alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-1000010490\" data-id=\"1000010490\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/f.1w.jpg?resize=420%2C345&#038;ssl=1\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/f.1w.jpg?w=420&amp;ssl=1 420w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/f.1w.jpg?resize=300%2C246&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><a class=\"wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white\" role=\"button\"><\/a><a class=\"wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white\" role=\"button\"><\/a><a aria-label=\"Pause Slideshow\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_button-pause\" role=\"button\"><\/a><div class=\"wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white\"><\/div><\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Rimontati tutti i macchinari trasportati via mare, gli operai di Borsari predispsero infrastrutture come strade e opere idrauliche (deviarono perfino un fiume), l\u2019impianto di potabilizzazione e una diga, per poi passare alle costruzioni in muratura. I lavori furono eseguiti con materiali di qualit\u00e0 e furono talmente solide da resistere ancora oggi alle intemperie. Vissuti come una vera e propria sfida i lavori impegnarono gli italiani anche nel rigido clima invernale, privi di elettricit\u00e0 e di altre comodit\u00e0. La chiesa venne costruita con il materiale gratuito messo a disposizione da Borsari e con la manodopera gratuita prestata dai lavoratori nel tempo libero. Nel difficile clima subantartico gli italiani usarono tutte i loro potere di adattamento per superare le varie difficolt\u00e0 e per alcuni Ushuaia inizi\u00f2 a diventare pi\u00f9 di un semplice posto in cui lavorare e intascare buoni soldi, ma anche dove programmare un futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un anno giunsero nella citt\u00e0 in costruzione anche le famiglie degli operai. Un motivo in pi\u00f9 per onorare al meglio l\u2019impegno assunto con Carlo Borsari, sempre in prima linea accanto ai suoi operai. Dopo due anni di febbrile (ma razionale) lavoro la citt\u00e0 venne consegnata e per tanti italiani arriv\u00f2 il momento di scegliere. Diversi tornarono in Italia e&nbsp; con la paga accumulata in due anni di duro lavoro pot\u00e8 permettersi la nuova automobili o altri beni per la propria casa. Altri scelsero di trasferirsi a Buenos Aires per \u201critornare\u201d a un clima pi\u00f9 mite. Diversi italiani invece decisero di rimanere, ormai avvezzi al clima e intezionati a sfruttare la possibilit\u00e0 di costruire praticamente da zero le loro opportunit\u00e0. Grazie a Borsari e ai suoi italiani, Ushuaia divenne un centro turistico e una citt\u00e0 viva<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Generoso D&#8217;Agnese Ushuaia. In fondo al Continente Americano. In fondo alla Terra del Fuoco, in fondo alla civilizzazione europea. 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