{"id":1000010478,"date":"2024-12-19T11:30:36","date_gmt":"2024-12-19T14:30:36","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010478"},"modified":"2024-12-19T11:30:37","modified_gmt":"2024-12-19T14:30:37","slug":"innamorati-di-milei-quando-i-giornalisti-si-inventano-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010478","title":{"rendered":"Innamorati di Milei: quando i giornalisti si inventano la storia"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abCent&#8217;anni di socialismo\u00bb in Argentina? Ma come dimenticare i sette anni di feroce dittatura militare che dal 1976 al 1983? Lo sanno bene le coraggiose madri di Plaza de Mayo<\/p>\n\n\n\n<p>Vero che l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0 offusca la memoria, ma quando per glorificare il proprio eroe di oggi si dimenticano anni atroci, di sangue, tortura e vergogna, anche per il nostro Paese, si fa peccato mortale, non si pu\u00f2 tacere. Niente nomi, soltanto fare attenzione a quello che sta diventando un pericoloso andazzo: la Storia? La scrivo da me, e i colpevoli sono sempre e solo i miei nemici (attuali). Parliamo dell&#8217;Argentina e del suo nuovo Presidente, l&#8217;anarco liberista Javier Milei, di recente in visita in Italia dove ha ottenuto anche la cittadinanza. In un editoriale su un quotidiano nazionale, dopo elogi e frasi di vero innamoramento, ad un certo punto, per sottolineare la straordinaria novit\u00e0 politica del Presidente argentino, si arriva a scrivere: &#8216;&#8230; Milei crede nella virt\u00f9 del mercato, considera lo Stato come una pesante sovrastruttura che imprigiona l&#8217;energia creativa, ha applicato una politica radicale che nel suo Paese, devastato da cent&#8217;anni di socialismo&#8230; oggi rappresenta il valore della differenza tra un uomo libero e un prigioniero&#8217;. Lasciando stare Milei, cent&#8217;anni di socialismo? Come si fa a dimenticare sette anni di feroce dittatura militare che dal 1976 al 1983, non cent&#8217;anni fa, imprigion\u00f2, tortur\u00f2 e uccise pi\u00f9 di 30mila argentini, la gran parte giovani? Invito tutti i lettori a guardare il documentario realizzato in passato dalla Rai, con le testimonianze dirette di chi quegli anni, quel terrore e quelle torture li visse sulla propria pelle. Come le coraggiose madri di Plaza de Mayo, loro s\u00ec donne libere, che per anni sono scese in piazza a protestare, senza paura e non temendo la repressione, per chiedere giustizia per i propri figli e figlie assassinati dagli aguzzini militari. Persone torturate e uccise, i cui corpi venivano poi caricati sugli aerei e gettati nell&#8217;oceano. Anche l&#8217;Italia in Argentina si macchi\u00f2 l&#8217;onore. Il nostro ambasciatore si schier\u00f2 con la dittatura militare, fece &#8216;murare&#8217; gli accessi all&#8217;ambasciata per impedire che qualcuno trovasse un rifugio. Una pagina di vergogna, rispetto a quella gloriosa della nostra ambasciata in Cile che tre anni prima, durante il colpo di stato del generale Pinochet, diede rifugio a migliaia di persone fatte poi espatriare in Italia grazie al visto diplomatico. Per quanto riguarda la vittoria del Presidente motosega Milei questa \u00e8 avvenuta grazie alla saldatura del voto del 30% dei ceti medio alti con quella parte di ceti medio bassi che da decenni hanno vissuto da precari e nell&#8217;insicurezza.&nbsp; Questo voto pi\u00f9 popolare di chi sta ai margini, pu\u00f2 essere interpretato come una sorta di punizione nei confronti di tutto il vecchio ceto politico e di quelli considerati dei privilegiati. Che accadr\u00e0 quando capiranno che la politica liberista di certo non si cura di loro? Altri studiosi del voto argentino hanno sottolineato che nel trionfo di Milei c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;intercettazione di un certo rancore sociale maschile, fascia d&#8217;et\u00e0 20-40 anni, che ha voglia di tornare indietro, quando i maschi dominavano in tutti i settori e che in questi ultimi decenni sono stati costretti a cedere potere di fronte alla formidabile avanzata del femminismo. Occorrer\u00e0 fare i conti con questo cambio di modello, che non riguarda solo Milei ma anche i rappresentanti di una destra che non cerca di imporsi con la violenza ma puntando a rompere qualsiasi consenso sociale, a stravolgere ogni regola del potere democraticamente costituito. Dietro alla libert\u00e0 che loro reclamano, alla fine, l&#8217;individuo rimane solo con le sue paure e non pi\u00f9 in relazione con gli altri che vivono la stessa condizione. Da solo, quindi pi\u00f9 facile da controllare, prigionieri sottomessi ai bisogni di &#8216;lor signori&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Nico Perrone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCent&#8217;anni di socialismo\u00bb in Argentina? Ma come dimenticare i sette anni di feroce dittatura militare che dal 1976 al 1983? 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