{"id":1000010458,"date":"2024-12-19T11:21:20","date_gmt":"2024-12-19T14:21:20","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010458"},"modified":"2024-12-19T11:21:21","modified_gmt":"2024-12-19T14:21:21","slug":"e-se-linsalata-russa-fosse-italiana-ecco-lorigine-e-la-ricetta-dellantipasto-delle-festivita-natalizie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000010458","title":{"rendered":"E se l&#8217;insalata russa fosse italiana? Ecco l&#8217;origine e la ricetta dell&#8217;antipasto delle festivit\u00e0 natalizie"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 l&#8217;antipasto immancabile sulle tavole delle feste natalizie e in particolar modo durante il pranzo del primo dell&#8217;anno: l&#8217;insalata russa. Esistono tantissime varianti e ogni famiglia ha la sua versione. Gli ingredienti da poter utilizzare, infatti, sono patate, carote, giardiniera, uova e la preparazione \u00e8 semplicissima, ci vuole solo tantissima pazienza ad affettare tutto a piccoli cubetti e a lessare gli ingredienti. \u00ab\u00c8 uno di quei piatti che durante l&#8217;infanzia non assaggi neanche e guardi con disprezzo, poi crescendo arriva un Natale in cui decidi di assaggiarla e finalmente comprendi cosa ti sei perso in tutti quegli anni\u00bb, dice Nilufar Addati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma che origini ha questo piatto? E perch\u00e9 si chiama &#8216;insalata russa&#8217;? \u00abLa cosa particolarmente strana- spiega il Gambero Rosso- \u00e8 che cambia nome e ingredienti a seconda del paese. In Germania e Danimarca si chiama &#8216;insalata italiana&#8217;, in Lituania &#8216;insalata bianca&#8217;, mentre in Spagna, sotto il regime franchista, divenne &#8216;insalata castigliana&#8217; per evitare riferimenti ai bolscevichi. E in Russia? Qui \u00e8 conosciuta come salat Oliv&#8217;e (tradotto in italiano come insalata Olivier), un omaggio al suo presunto inventore belga. Ma non tutti concordano: gi\u00e0 nel 1845 Charles Elm\u00e9 Francatelli, chef anglo-italiano, descriveva una russian salad a base di astice, gamberi, olive e capperi, condita con maionese\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBisogna partire da Mosca, negli anni Sessanta del XIX secolo, quando un talentuoso chef belga, Lucien Olivier, serviva i pi\u00f9 grandi esponenti della societ\u00e0 zarista nel suo ristorante di lusso, l&#8217;Hermitage. Proprio qui, per stupire i suoi ospiti, Olivier ide\u00f2 uno sfarzoso e consistente piatto freddo composto da petti di pernice, quaglie, gamberi e tartufi, il tutto coperto da gelatina e condita con maionese (quest&#8217;ultima al tempo era ancora poco conosciuta in Russia). Si narra che uno dei commensali, non comprendendo l&#8217;estetica del piatto, mescol\u00f2 gli ingredienti nel proprio piatto. Fu un successo straordinario, ma destinato a subire profonde trasformazioni. Dopo la morte dello chef, e con la Rivoluzione russa del 1917, gli ingredienti di lusso come il caviale, i tartufi e le pernici vennero sostituiti con alternative pi\u00f9 accessibili: patate, carote, piselli in scatola e pollo. Il risultato? Lo &#8216;stolichny salat&#8217; (insalata della capitale), che divenne uno dei piatti simbolo della cucina sovietica, presente sulle tavole di Capodanno accompagnato da spumante locale e mandarini marocchini\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE se l&#8217;insalata russa fosse nata altrove? In Italia, ad esempio\u2013 riporta il Gambero Rosso- circolano diverse teorie che rivendicano la paternit\u00e0 di questo piatto. In Piemonte, gi\u00e0 nell&#8217;Ottocento si preparava un&#8217;insalata rusa (rossa) con barbabietole e panna, servita per celebrare la visita dello zar Nicola II nel 1909. Secondo questa versione, fu proprio lo zar a portare la ricetta in Russia, dove si sarebbe evoluta con l&#8217;aggiunta della maionese e la sostituzione delle barbabietole con le patate. Un&#8217;altra teoria collega l&#8217;insalata russa alla tradizione culinaria di Caterina de&#8217; Medici, che introdusse in Francia alcune ricette italiane nel Cinquecento, diffondendo un piatto freddo a base di verdure miste e panna, evolutosi poi nell&#8217;attuale insalata con abbondante maionese. Curiosa anche la leggenda che la lega a Bona Sforza, figlia del duca di Milano e regina di Polonia, i cui cuochi di corte avrebbero creato un&#8217;insalata di verdure, successivamente arricchita con la maionese\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella &#8216;ricetta furba&#8217; dell&#8217;insalata russa di Benedetta Rossi \u00absono presenti i piselli (freschi o surgelati), le carote e le patate, ingredienti immancabili di questo piatto della tradizione, oltre naturalmente alla maionese. Ho poi aggiunto cetriolini sottaceto per dare ulteriore sapore. Dovremo solo lessare le verdure in acqua salata, nella stessa pentola, poi metterle in una ciotola e farle raffreddare. Dopodich\u00e9 aggiungeremo i cetriolini a pezzetti e condiremo con olio, aceto e abbondante maionese. Insomma, un&#8217;insalata russa veloce ma saporita e appetitosa come quella classica. La cosa importante \u00e8 far riposare la nostra insalata in frigo per un paio d&#8217;ore prima di servirla. In questo modo diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 buona e gustosa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Serena Tropea<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 l&#8217;antipasto immancabile sulle tavole delle feste natalizie e in particolar modo durante il pranzo del primo dell&#8217;anno: l&#8217;insalata russa. Esistono tantissime varianti e ogni famiglia ha la sua versione. Gli ingredienti da poter utilizzare, infatti, sono patate, carote, giardiniera, uova e la preparazione \u00e8 semplicissima, ci vuole solo tantissima pazienza ad affettare tutto a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000010459,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[255],"tags":[256],"class_list":{"0":"post-1000010458","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-sociales","8":"tag-sociales"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/FOTO-SINGOLA-SITO-72-1024x576-1.jpg?fit=1024%2C576&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000010458","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000010458"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000010458\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000010460,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000010458\/revisions\/1000010460"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000010459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000010458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000010458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000010458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}