{"id":1000009798,"date":"2024-11-15T09:45:54","date_gmt":"2024-11-15T12:45:54","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009798"},"modified":"2024-11-15T09:45:56","modified_gmt":"2024-11-15T12:45:56","slug":"moby-dick-la-frode-carosello-e-gli-interessi-di-mafia-e-camorra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009798","title":{"rendered":"&#8216;Moby Dick&#8217;, la frode carosello e gli interessi di mafia e camorra"},"content":{"rendered":"\n<p>Merce acquistata da paesi comunitari ad un prezzo agevolato dal fatto che non veniva applicata l&#8217;Iva e poi rivenduta a una impresa italiana sottocosto, e con l&#8217;applicazione consueta dell&#8217;Imposta sul valore aggiunto che per\u00f2 non veniva versata all&#8217;Erario. Questo il meccanismo della cosiddetta &#8216;frode carosello&#8217; che veniva messo in atto dai coinvolti nella mega evasione fiscale scoperta dalla Procura europea (Eppo) e che ha portato a 43 arresti. L&#8217;indagine ha fatto emergere anche il coinvolgimento di alcuni esponenti della mafia e della camorra che erano entrati nel business delle frodi carosello riciclando cos\u00ec il denaro proveniente da altre attivit\u00e0 illecite. La merce, secondo quanto descritto dagli inquirenti, veniva acquistata da una societ\u00e0 &#8216;cartiera&#8217; dal fornitore comunitario e poi rivenduta in Italia. La societ\u00e0 &#8216;cartiera&#8217;, per\u00f2, invece di vendere ad un prezzo maggiorato per fatturare utile e versare l&#8217;Iva, cedeva la merce sottocosto e senza versare nulla allo Stato. La societ\u00e0, sprovvista di strutture operative e di dipendenti, e di norma gestita da prestanome, emetteva quindi fatture false e non versava l&#8217;imposta all&#8217;Erario. Dopo due anni veniva quindi chiusa e sostituita da un&#8217;altra azienda con le stesse caratteristiche. Uno schema fraudolento che, secondo gli inquirenti, consentiva di immettere sul mercato nazionale beni a prezzi molto concorrenziali e che prevedeva anche diversi passaggi con continue cessioni dei prodotti ad altre aziende inserite nel circuito \u00abcon l&#8217;esclusiva finalit\u00e0 \u2013 sottolineano dalla Procura europea \u2013 di rendere pi\u00f9 difficile l&#8217;identificazione dello schema e dei suoi beneficiari finali\u00bb rappresentati dalle societ\u00e0 broker. Queste erano imprese effettivamente operative che, acquistando i prodotti con l&#8217;applicazione dell&#8217;Iva, vantavano cos\u00ec nei confronti dell&#8217;erario dei crediti Iva. In alcuni casi il &#8216;carosello&#8217; ricominciava dal momento che la stessa merce veniva rivenduta alle aziende comunitarie che avevano dato origine alla catena commerciale. Il volume complessivo delle fatture false emesse tra il 2020 e il 2023 \u00e8 pari a 1,3 miliardi di euro.<\/p>\n\n\n\n<p>Salvo Cataldo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Merce acquistata da paesi comunitari ad un prezzo agevolato dal fatto che non veniva applicata l&#8217;Iva e poi rivenduta a una impresa italiana sottocosto, e con l&#8217;applicazione consueta dell&#8217;Imposta sul valore aggiunto che per\u00f2 non veniva versata all&#8217;Erario. 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