{"id":1000009648,"date":"2024-11-10T11:37:55","date_gmt":"2024-11-10T14:37:55","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009648"},"modified":"2024-11-10T11:37:57","modified_gmt":"2024-11-10T14:37:57","slug":"dalloms-una-banca-dati-globale-per-monitorare-la-salute-dei-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009648","title":{"rendered":"Dall&#8217;Oms una banca dati globale per monitorare la salute dei bambini"},"content":{"rendered":"\n<p>Una banca dati, un software gestionale globale con cui monitorare i progressi che, nel corso degli ultimi anni, i vari Paesi nel mondo hanno compiuto nell&#8217;ambito della salute dei bambini. In particolare, di quei fattori da cui questa dipende. Si chiama \u00abChild Health and Well Being Dashboard\u00bb e l&#8217;ha lanciata l&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms) con l&#8217;obiettivo di aiutare istituzioni politiche e sanitarie a controllare e, se possibile, agire concretamente sul tema. Ad oggi, infatti, ogni anno muoiono circa 4,9 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni, di cui quasi la met\u00e0 entro il primo mese di vita, uno scenario che porter\u00e0 59 Paesi a non raggiungere l&#8217;Obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) n. 3 indicato dalle Nazioni Unite. Da qui la necessit\u00e0 di incrementare le azioni volte a migliorare la salute e la sopravvivenza materna e infantile. L&#8217;idea di creare un vero e proprio \u00abpannello di controllo\u00bb \u00e8 nata per consentire ai singoli Paesi di individuare immediatamente quale sia la situazione pi\u00f9 critica e studiare cos\u00ec gli interventi pi\u00f9 efficaci da mettere in campo per risolverla. Diverse le tipologie di indicatori presenti all&#8217;interno: da quelli di sopravvivenza a quelli di sviluppo, passando per gli indicatori di protezione, partecipazione e quelli contestuali e politici. In base a tali valori, ogni Paese (i filtri sono facilmente selezionabili dalla parte alta della tabella) pu\u00f2 rendersi conto, quasi in tempo reale, del livello, ad esempio, dei tassi di allattamento o dei primi anni di sviluppo fisico ed emotivo di un bambino. Oppure dell&#8217;eventuale esposizione alla violenza e al lavoro minorile, della ricerca delle cure, delle registrazioni di nascita e della frequenza con cui viene completato il ciclo scolastico. Sono 196 le aree del mondo i cui dati sono raccolti in questa dashboard che, allo stesso tempo, consente anche di analizzare i fattori che influenzano la salute dei pi\u00f9 piccoli. In particolare, l&#8217;indicatore con cui la maggior parte dei Paesi sta avendo a che fare riguarda la protezione della maternit\u00e0, elemento imprescindibile per garantire la salute, sia fisica che mentale, delle donne e dei bambini durante la gravidanza e, poi, nella fase post parto. Rendere disponibili questi dati significa dare una possibilit\u00e0 concreta di crescita e di vita a tanti bambini, e infatti Oms, Children in All Policies (Cap 2030) e Unicef hanno sviluppato un simile prodotto per fornire a tutti uno strumento concreto di intervento. In virt\u00f9, anche, di un altro dato fornito proprio dall&#8217;Unicef, secondo cui sono circa 2 milioni i bambini che rischiano di morire per la mancanza di alimenti terapeutici. Troppe volte ci si dimentica che, quando si parla di salute, un ruolo di primo piano lo ricopre l&#8217;alimentazione. I livelli di malnutrizione acuta grave tra i piccoli al di sotto dei 5 anni sono molto alti in diverse aree del mondo caratterizzate da conflitti, shock economici ed emergenza climatica. Secondo l&#8217;Unicef, milioni di bambini rischiano di non ricevere cure salvavita a causa della mancanza di fondi per l&#8217;Alimento terapeutico pronto all&#8217;uso (Rutf): cibo in pasta a base di burro di arachidi e biscotti dall&#8217;alto valore nutritivo arricchito con proteine e sostanze energetiche, estremamente preziose per la crescita dei pi\u00f9 piccoli. Mali, Nigeria, Niger e Ciad stanno gi\u00e0 affrontando o stanno per affrontare l&#8217;esaurimento delle scorte di Rutf, mentre Camerun, Pakistan, Sudan, Madagascar, Sud Sudan, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Uganda potrebbero finirle gi\u00e0 entro la met\u00e0 del prossimo anno. E anche qui il climate change fa la sua parte. In Africa nella regione del Sahel, ad esempio, la carenza di scorte alimentari \u00e8 accentuata da siccit\u00e0 prolungata, inondazioni e piogge irregolari che portano a cibo scarso con prezzi elevati e altrettanto elevati livelli di deperimento. In Mali la previsione \u00e8 che il 2024 si chiuda con oltre 300mila bambini sotto i 5 anni in condizione di malnutrizione grave, mentre in Ciad la quota potrebbe raggiungere i 500mila. Per fare fronte a questo fenomeno, attraverso l&#8217;appello \u00abNo Time to Waste 2024 Update and Call to Urgent Action\u00bb, l&#8217;Unicef chiede 165 milioni di dollari per finanziare l&#8217;alimentazione terapeutica, le cure e l&#8217;assistenza ai 2 milioni di bambini a rischio di morte a causa della carenza critica di Rutf.<\/p>\n\n\n\n<p>Emiliano Magistri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una banca dati, un software gestionale globale con cui monitorare i progressi che, nel corso degli ultimi anni, i vari Paesi nel mondo hanno compiuto nell&#8217;ambito della salute dei bambini. In particolare, di quei fattori da cui questa dipende. 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