{"id":1000009561,"date":"2024-11-07T11:54:52","date_gmt":"2024-11-07T14:54:52","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009561"},"modified":"2024-11-07T11:54:54","modified_gmt":"2024-11-07T14:54:54","slug":"leave-space-for-god-leredita-musicale-del-maestro-quincy-jones","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009561","title":{"rendered":"\u00abLeave space for God\u00bb, l&#8217;eredit\u00e0 musicale del maestro Quincy Jones"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abLeave space for God to walk through the room\u00bb (Lascia sempre un po&#8217; di spazio a Dio, perch\u00e9 possa entrare nella stanza). La frase, secondo una leggenda, appariva su un cartello appeso in uno studio di registrazione. A scriverla, uno dei pi\u00f9 grandi musicisti, compositori, arrangiatori e produttori musicali del XX secolo, Quincy Delight Jones Jr., morto il 3 novembre 2024, a 91 anni a Los Angeles. Con questo monito Quincy, artista che in settant&#8217;anni di carriera ha attraversato tutta la storia della black music &#8211; dal blues, al jazz, al R&amp;B al pop, fino al rap &#8211; si riferiva al fatto che se Dio \u00e8 convinto che il brano che stai incidendo funzioni allora entrer\u00e0 in punta di piedi e ti dar\u00e0 un aiuto invisibile. Non certo la dichiarazione di un credente praticante, ma una concezione poetica, quasi spirituale, dell&#8217;ispirazione artistica che, nel suo caso, si accompagnava a un talento, una preparazione tecnica e una capacit\u00e0 di lavoro fuori dalla norma.&nbsp; L&#8217;uomo che nel &#8216;900 ha prodotto l&#8217;album pi\u00f9 venduto nella storia della musica, \u00abThriller\u00bb di Michael Jackson (1982), pi\u00f9 di 100 milioni di copie vendute, e quindi, da afroamericano, ha trasformato il pop in un business globale, era convinto che chi fa musica solo per interesse, seguendo ricette preconfezionate, non produrr\u00e0 mai niente di buono. In un&#8217;intervista del 2018, in cui spar\u00f2 a zero sulla musica pop moderna &#8211; \u00absolo loop, beat, rime e ganci\u00bb &#8211; l&#8217;artista che aveva arrangiato musica per Count Basie, Ray Charles, Ella Fitzgerald, Frank Sinatra, Aretha Franklin e Miles Davis, registrando 2.900 canzoni e pi\u00f9 di&nbsp; 3.000 album e componendo la colonna sonora di quasi 40 film, afferm\u00f2 di non aver mai fatto musica per i soldi o per la fama: \u00abNon c&#8217;\u00e8 modo, Dio esce dalla stanza quando stai pensando ai soldi\u00bb. &nbsp;Primo nero a imporsi negli anni &#8217;60 nell&#8217;industria discografica americana, a lui si deve la contaminazione del pop statunitense degli anni &#8217;80 con le radici pi\u00f9 colte del blues e del bebop. L&#8217;originalit\u00e0 e la qualit\u00e0 delle sue produzioni hanno dimostrato come i dischi di musica leggera possono diventare dei classici senza tempo e come anche per produrre una hit di qualit\u00e0 serva una profonda cultura musicale. Pur avendo ricevuto 28 Grammy (su 80 nomination) e una stella col suo nome sulla \u00abHollywood Walk of Fame\u00bb, Quincy Jones era ben consapevole del rischio nascosto dietro la fama e il successo. Sapeva che per fare buona musica serviva \u00ablasciare un po&#8217; di spazio a Dio\u00bb ma anche saper fare un passo indietro. Nel documentario \u00abWe Are the World: la notte che ha cambiato il pop\u00bb, che racconta il dietro le quinte della registrazione del singolo inciso nel gennaio 1985 a scopo di beneficenza da un supergruppo di cantanti statunitensi, si narra che avesse affisso un altro cartello sulla porta della sala di registrazione: \u00abCheck your ego at the door\u00bb (Lascia il tuo ego fuori dalla porta). Un bel consiglio di vita per i musicisti del XXI secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fabio Colagrande<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLeave space for God to walk through the room\u00bb (Lascia sempre un po&#8217; di spazio a Dio, perch\u00e9 possa entrare nella stanza). La frase, secondo una leggenda, appariva su un cartello appeso in uno studio di registrazione. 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