{"id":1000009525,"date":"2024-11-07T11:18:34","date_gmt":"2024-11-07T14:18:34","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009525"},"modified":"2024-11-07T11:18:35","modified_gmt":"2024-11-07T14:18:35","slug":"vespe-orientalis-nella-capitale-e-allarme-stanno-sterminando-le-api-romane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009525","title":{"rendered":"Vespe orientalis, nella Capitale \u00e8 allarme: stanno sterminando le api romane"},"content":{"rendered":"\n<p>Le api di Roma sterminate a migliaia dalle vespe orientalis. \u00c8 un vero e proprio allarme ecologico quello lanciato oggi dalla commissione capitolina Ambiente, riunita per fare il punto sulla presenza di questo insetto che, dopo la prima segnalazione nel 2022, sta letteralmente invadendo il territorio di Roma. Una presenza cos\u00ec invasiva che ora potrebbe scattare un monitoraggio per cercare di contenere il problema. A rendere chiaro il quadro della situazione \u00e8 stata Rita Di Domenicantonio, responsabile specie animali problematici del dipartimento Ambiente di Roma Capitale. \u00abPer prima cosa- ha detto Di Domenicantonio- va spiegata la differenza tra la vespa comune e la vespa orientalis: quest&#8217;ultima \u00e8 pi\u00f9 grande della prima e ha una colorazione rossiccia con bande di colore giallo. La vespa orientalis \u00e8 un calabrone autoctono che a sua volta non deve confondersi con la vespa verutina, che \u00e8 un calabrone asiatico ancora pi\u00f9 grande\u00bb, ma dal colore tipico giallo e nero (presente in Italia da una decina di anni), n\u00e9 con la vespa mandarina, detta anche calabrone gigante giapponese, una vespa che pu\u00f2 addirittura arrivare a 5 centimetri di lunghezza ma che per fortuna non \u00e8 mai stata segnalata in Europa. \u00abQuesta vespa- ha spiegato Di Domenicantonio- \u00e8 sempre stata presente al sud, ma a seguito delle alte temperature degli ultimi anni ha ampliato il suo areale di diffusione. Non possiamo eradicarla, ma possiamo controllare la sua espansione. Va anche detto che questa vespa non \u00e8 pi\u00f9 aggressiva di altre, lo diventa solo se ci si avvicina al nido\u00bb. Una sua puntura \u00e8 per\u00f2 molto pi\u00f9 dolorosa e tre punture insieme possono creare danni molti seri in soggetti fragili o predisposti. Le vespe orientalis sono molto attratte da cibo e rifiuti, come anche dai croccantini degli animali domestici. Fanno i nidi nelle cavit\u00e0 degli alberi e nelle fessure strette edifici e il loro ciclo vitale va da marzo, quando si si sviluppano, all&#8217;autunno, quando muore la regina e poi le operaie. \u00c8 importante quindi intervenire durante l&#8217;inverno. Ma cosa si deve fare quando ci si imbatte in un nido? \u00abLe segnalazioni dei cittadini- ha concluso Di Domenicantonio- devono essere inviate all&#8217;ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Roma. Se si tratta di privati deve essere l&#8217;amministratore a chiamare le ditte specializzate, evitando il fai da te. Se il nido si trova su suolo pubblico allora il Comune pu\u00f2 intervenire. Per le segnalazioni nelle scuole c&#8217;\u00e8 una delibera che affida la competenza dell&#8217;intervento ai Municipi. Solo in caso di imminente pericolo si pu\u00f2 chimare il numero dei Vigili del fuoco\u00bb. Fin qui la questione del rapporto uomo-vespe. Ma questi insetti, pi\u00f9 che prendere di mira le persone, come detto stano decimando le api romane, un animale fondamentale per l&#8217;equilibrio dei vari ecosistemi. Solo per fare un esempio: al bioparco della Capitale su quattro alveari di api tre sono stati distrutti dalle vespe. Nella rete degli orti urbani capitolini \u00e8 rimasta in vita solo la popolazione di un&#8217;arnia sulle 34 presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Emiliano Pretto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le api di Roma sterminate a migliaia dalle vespe orientalis. \u00c8 un vero e proprio allarme ecologico quello lanciato oggi dalla commissione capitolina Ambiente, riunita per fare il punto sulla presenza di questo insetto che, dopo la prima segnalazione nel 2022, sta letteralmente invadendo il territorio di Roma. 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