{"id":1000009464,"date":"2024-11-06T07:01:07","date_gmt":"2024-11-06T10:01:07","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009464"},"modified":"2024-11-06T07:01:09","modified_gmt":"2024-11-06T10:01:09","slug":"la-santa-del-trentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009464","title":{"rendered":"LA SANTA DEL TRENTINO"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Suor Amabile Visintainer<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di Generoso D\u2019Agnese<\/p>\n\n\n\n<p>Si chiamava Nuova Trento, in onore della citt\u00e0 che aveva visto partire i suoi figli verso il Brasile, la cittadina in cui arriv\u00f2 nel 1875 la famiglia Visintainer. Pap\u00e0 Napoleone e mamma Anna Pianezzer erano scesi dai porti della costa e avevano raggiunto l\u2019angolo dello Stato di Santa Catarina, non lontano da Florianopolis (nel sudest del Brasile), per condividere insieme alle altre centinaia di famiglie trentine la speranza di un futuro meno disperato. Erano fuggiti dalla fame di Vigolo Vattaro, piccolo paese allora ancora sotto il vessillo austroungarico, anche per sfuggire alle imposizioni dello Stato che nelle etnie non tedesche vedeva soltanto problemi da eliminare. E avevano scelto il Brasile per le sue grandi possibilit\u00e0 e per un regime monarchico di grandi vedute (ironia della storia) liberali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Amabile era nata nel piccolo paese il 16 dicembre di dieci anni prima e quando giunse nelle foreste tropicali del Brasile si adatt\u00f2 rapidamente alle difficilissime condizioni di vita. Quella che gli italiani trovarono nel Sudest del Brasile non era certamente la terra promessa e lastricata di facili successi. Trovarono invece una natura ostile che falcidi\u00f2 numerose famiglie strappandole alla loro sete di miglioramento e una popolazione locale equamente divisa tra sfruttatori di origine portoghese, indigeni incattiviti dalle privazioni e schiavi in cerca di libert\u00e0. La ragazza pass\u00f2 gli anni della sua giovinezza e della sua adolescenza adoperandosi nei lavori di campo alternandoli a una assidua frequentazione della chiesa. All\u2019et\u00e0 di dodici anni, ricevuta la prima comunione la futura religiosa inizi\u00f2 a dedicarsi attivamente alla vita parrocchiale, contribuendo anche fisicamente alla realizzazione di un luogo di culto per i fedeli emigrati dal Trentino.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"394\" height=\"493\" data-attachment-id=\"1000009467\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000009467\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MadrePaolinaVisintainer.jpg?fit=394%2C493&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"394,493\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"MadrePaolinaVisintainer\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MadrePaolinaVisintainer.jpg?fit=240%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MadrePaolinaVisintainer.jpg?fit=394%2C493&amp;ssl=1\" data-id=\"1000009467\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MadrePaolinaVisintainer.jpg?resize=394%2C493&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000009467\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MadrePaolinaVisintainer.jpg?w=394&amp;ssl=1 394w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MadrePaolinaVisintainer.jpg?resize=240%2C300&amp;ssl=1 240w\" sizes=\"(max-width: 394px) 100vw, 394px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"463\" height=\"727\" data-attachment-id=\"1000009466\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000009466\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Paolina-Visintainer.jpg?fit=463%2C727&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"463,727\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Paolina-Visintainer\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Paolina-Visintainer.jpg?fit=191%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Paolina-Visintainer.jpg?fit=463%2C727&amp;ssl=1\" data-id=\"1000009466\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Paolina-Visintainer.jpg?resize=463%2C727&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000009466\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Paolina-Visintainer.jpg?w=463&amp;ssl=1 463w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Paolina-Visintainer.jpg?resize=191%2C300&amp;ssl=1 191w\" sizes=\"(max-width: 463px) 100vw, 463px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>La vita di Amabile cambi\u00f2 radicalmente il 12 luglio del 1890. Quel giorno l\u2019amica&nbsp; Virginia Rosa Nicolodi le present\u00f2 una donna ammalata in fase terminale. Le due ragazze decisero di prestare soccorso alla sfortunata donna e di costruire un ricovero per permetterle di vivere gli ultimi giorni della sua vita in modo decoroso. Nacque cos\u00ec la Congregazione delle Piccole Suore dell\u2019Immacolata Concezione, destinata a diventare un punto di riferimento per tutti gli sfortunati di quell\u2019angolo del Sudamerica.<\/p>\n\n\n\n<p>Approvata dal vescovo di Curitiba, Dom Jos\u00e9 de Camargo Barros il 25 agosto del 1895 il nuovo ordine trov\u00f2 pronte le due giovani che nel dicembre dello stesso anno presero i voti religiosi insieme a Teresa Anna Maule. Amabile aveva atteso che il padre, rimasto vedovo, si risposasse con Maria Zamboni, per dare corpo al suo grande desiderio spirituale e dopo aver professato la propria scelta divenne per la chiesa Irma Paulina del Cuore agonizzante di Ges\u00f9, per tutti Suor Paulina.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli che seguirono furono anni di completa dedizione alla causa degli ultimi. Le gesta e la forza di volont\u00e0 di Suor Paulina rappresentavano il simbolo stesso della comunit\u00e0 di Vigolo. Santa Catarina divenne il raggio di azione di una congregazione che raccoglieva intorno a se ogni giorno nuove vocazioni. Nel piccolo convento presero i voti ragazze immigrate e native americane, donne africane appena liberate dalla schiavit\u00f9 e figlie della borghesia locale. Tutte unite dal carisma della religiosa trentina, cui la forza fisica non<\/p>\n\n\n\n<p>faceva difetto al pari di quella spirituale. La congregazione accolse moribondi, senzatetto, reietti e criminali pentiti, usando per ognuno la carit\u00e0 cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Madre Paolina costru\u00ec la sua spiritualit\u00e0 sui pilastri dell\u2019eucarestia e del culto per la Madonna e San Giuseppe. Illuminata da sogni premonitori, la sua fede si estrinsec\u00f2 con grandi opere missionarie e con una particolare attenzione nei confronti di San Giuseppe. In ogni cappella delle \u201cIrmazinhas\u201d (questo il nome con il quale le religiose della congregazione erano chiamate dai fedeli) veniva infatti esposta alla venerazione l\u2019immagine \u201cdo nosso bom Pai Sao Jos\u00e9\u201d. Le opere caritatevoli di Amabile Visintainer non si fermarono per\u00f2 alla sfera esclusiva della religiosit\u00e0. Grazie alla sua energia vennero costruiti numerosi luoghi di culto e ricoveri per l\u2019assistenza ai diseredati.&nbsp; Donna dalla tipica tempra tirolese, Suor Paola era attiva, decisa e senza paura dell\u2019imprevisto. Nella sua azione missionaria veniva realizzata con impulsi e tendenze vivaci e con temperamento sanguigno ma era improntata sempre all\u2019amore assoluto verso il povero.\u00bbLa presenza di \u00ab<em>Dio &#8211; <\/em>confess\u00f2 al proprio padre spirituale<em> &#8211; mi \u00e8 cos\u00ec intima che parmi impossibile perderla; e questa presenza d\u00e0, nell\u2019anima mia, una gioia che non posso spiegarla\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Seppur dotata di cultura limitata, madre Paolina riusc\u00ec sempre a essere all\u2019altezza delle situazioni pi\u00f9 intricate, unendo la propria religiosit\u00e0 a un pragmatismo degno del miglior imprenditore, ma dopo venti anni di intensa attivit\u00e0 pastorale dovette piegarsi alla volont\u00e0 della Chiesa e accettare nel 1918 l\u2019incarico offertogli da Don Duarte. Divenne infatti&nbsp; Superiora Generale della \u201cCasa Madre\u201d di Ipiranga, un convento di clausura molto lontano dai canoni di vita condotta fino ad allora. Amabile Visintainer accett\u00f2 a malincuore e solo per rispettare il volere di Madre Vincenza Teodora, che l\u2019aveva proposta come sua erede spirituale. Si adatt\u00f2 pian piano alla vita di clausura, cercando per\u00f2 sempre di portare conforto alle donne che cercavano riparo all\u2019interno del suo convento. Il suo alone mistic\u00f2 crebbe negli anni, nonostante divenisse per i pi\u00f9 un fantasma vivente e solo nel 1933 il suo volto riappar\u00ec brevemente nella vita pubblica in occasione del cinquantenario della fondazione del proprio ordine. Considerata a tutti gli effetti la madre fondatrice della congregazione delle \u201cIrmazinhas\u201d, Madre Paola rifiut\u00f2 tutti gli onori e continuo nella sua azione missionaria, seppur relegata tra le mura della clausura. Nel 1938 inizi\u00f2 per\u00f2 a soffrire dei primi disturbi di diabete, un male che le avrebbe portato via prima alcune dita della mano, poi il braccio sinistro e infine la vita stessa. La religiosa accolse gli ultimi istanti della sua vita, flagellata dalla cangrena, con \u201csia fatta la volont\u00e0 di Dio\u201d. Mor\u00ec il 9 luglio del 1942, lasciando dietro di se un ordine formato da 600 suore, votate interamente ai poveri e bisognosi. Alimentato dalla spiritualit\u00e0 di S.Ignazio di Loyola, l\u2019ordine vive in semplicit\u00e0 e umilt\u00e0 e opera attivamente, ancora oggi nel Ciad, nel Cile, nel Nicaragua e in Argentina, oltre che in Brasile e in Italia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per la instancabile missionaria della fede il ringraziamento pi\u00f9 importante arriv\u00f2 nel 1991. Papa Giovanni Paolo II, nella tappa di Florianopolis del suo viaggio in Brasile, proclam\u00f2 infatti Amabile Visintainer \u201cbeata\u201d, dando il via al percorso di santificazione, arrivato a conclusione pochi mesi fa. La religiosa emigrata dal piccolo paese del Trentino, \u00e8 diventata la prima santa italobrasiliana, aggiungendo il nome di Suor Paola a quella di Madre Cabrini nell\u2019olimpo delle anime pie italiane nel continente americano.<\/p>\n\n\n\n<p>.<br><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Suor Amabile Visintainer di Generoso D\u2019Agnese Si chiamava Nuova Trento, in onore della citt\u00e0 che aveva visto partire i suoi figli verso il Brasile, la cittadina in cui arriv\u00f2 nel 1875 la famiglia Visintainer. 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