{"id":1000009454,"date":"2024-11-04T13:05:56","date_gmt":"2024-11-04T16:05:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009454"},"modified":"2024-11-04T13:05:58","modified_gmt":"2024-11-04T16:05:58","slug":"i-cibi-dimenticati-dellafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009454","title":{"rendered":"I cibi dimenticati dell&#8217;Africa"},"content":{"rendered":"\n<p>La capitale del Kenya, Nairobi, ha accolto aspiranti e affermati scienziati botanici provenienti da tutta l&#8217;Africa per un workshop volto a fare il punto sui risultati raggiunti finora dall&#8217;African Orphan Crops Consortium (AOCC \u2013 Consorzio per le colture orfane dell&#8217;Africa). In 10 anni di attivit\u00e0, l&#8217;AOCC ha permesso a pi\u00f9 di 172 scienziati, di cui quasi il 40% donne, provenienti da 28 Paesi africani, di utilizzare approcci genomici assistiti per il miglioramento delle colture locali. Questa metodologia agronoma di precisione permette di selezionare piante in cui \u00e8 stato modificato uno specifico gene, senza la presenza di DNA esogeno, mantenendo, quindi, inalterate le caratteristiche distintive della variet\u00e0. A differenza delle colture OGM, la mutazione indotta \u00e8, in tutto e per tutto, equivalente a una mutazione naturale, che costituisce la base biologica della biodiversit\u00e0. Il workshop \u00e8 stato co-sponsorizzato dall&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Alimentazione e l&#8217;Agricoltura (FAO). \u00abL&#8217;Africa ospita una ricca variet\u00e0 di colture sottoutilizzate, spesso definite \u00abcolture orfane\u00bb\u00bb ha detto il Direttore Generale della FAO QU Dongyu in un video messaggio. Queste \u00abcolture orfane\u00bb, che comprendono prodotti locali di base come il miglio e frutti esotici come il mangostano, hanno svolto a lungo un ruolo vitale nelle diete locali, nel patrimonio culturale e negli ecosistemi, ma sono rimaste trascurate nella ricerca, negli investimenti e nelle discussioni politiche. Ridurre la fame e garantire la produzione sostenibile di alimenti pi\u00f9 nutrienti per assicurare diete sane \u00e8 una sfida particolarmente impegnativa in Africa. Dalla sua costituzione nel 2011, l&#8217;AOCC, in collaborazione con l&#8217;African Plant Breeding Academy (AfPBA), ha sviluppato nuovi strumenti e sequenziato i genomi di 75 delle 101 colture e alberi target. Una volta sequenziati, i ricercatori analizzeranno il pannello di germoplasma di ciascuna coltura, rendendo le informazioni di pubblico dominio per l&#8217;uso da parte di selezionatori di piante e altri scienziati delle colture, con l&#8217;obiettivo di catalizzare lo sviluppo di variet\u00e0 e cultivar migliorate da distribuire agli agricoltori. \u00abL&#8217;attenzione alle colture orfane africane non riguarda solo la sicurezza alimentare. Si tratta di mettere le comunit\u00e0 in condizione di coltivare colture che siano resilienti, nutrienti e adattate localmente\u00bb ha detto Qu. \u00abDobbiamo produrre di pi\u00f9 con meno, utilizzando soluzioni dall&#8217;Africa, per l&#8217;Africa\u00bb ha detto il Direttore Generale della FAO. In questa direzione va anche l&#8217;iniziativa della FAO \u00abOne Country One Priority Product (OCOP)\u00bb. Qu ha sottolineato l&#8217;importanza di assicurarsi che le tecnologie e le innovazioni per il miglioramento delle colture siano accessibili a tutti e di sviluppare le capacit\u00e0 locali nelle competenze scientifiche necessarie. Il lavoro della FAO comprende la recente pubblicazione del \u00abCompendio dei cibi dimenticati in Africa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Fausto Canzanelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La capitale del Kenya, Nairobi, ha accolto aspiranti e affermati scienziati botanici provenienti da tutta l&#8217;Africa per un workshop volto a fare il punto sui risultati raggiunti finora dall&#8217;African Orphan Crops Consortium (AOCC \u2013 Consorzio per le colture orfane dell&#8217;Africa). 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