{"id":1000009380,"date":"2024-10-30T11:31:23","date_gmt":"2024-10-30T14:31:23","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009380"},"modified":"2024-10-30T11:31:26","modified_gmt":"2024-10-30T14:31:26","slug":"a-torino-in-mostra-mimmo-jodice-oasi-un-viaggio-per-raccontare-la-poetica-metafisica-di-uno-dei-grandi-maestri-della-fotografia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009380","title":{"rendered":"A Torino in mostra Mimmo Jodice. Oasi Un Viaggio per raccontare la poetica metafisica di uno dei Grandi Maestri della fotografia italiana"},"content":{"rendered":"\n<p>Giovanni Cardone<br>Fino il 2 Febbraio 2025 si potr\u00e0 ammarare presso CAMERA \u2013 Centro Italiano per la Fotografia di Torino la mostra dedicata a Mimmo Jodice &#8211; Mimmo Jodice. Oasi a cura di Walter Guadagnini e Barbara Bergaglio. L\u2019esposizione realizzata in collaborazione con la Fondazione Zegna. Mimmo Jodice attivo sin dagli anni Sessanta, \u00e8 uno dei protagonisti assoluti della fotografia italiana e internazionale a cavallo tra XX e XXI secolo. Dalle sperimentazioni degli esordi alla fotografia di impronta sociale degli anni Settanta, fino all\u2019attenzione nei confronti del paesaggio, la sua arte si \u00e8 evoluta con straordinaria coerenza e profondit\u00e0 di pensiero e visione. Presenta per la prima volta 40 immagini appartenenti alla pi\u00f9 ampia serie realizzata dal fotografo napoletano tra il 2007 e il 2008 per una committenza ricevuta da Fondazione Zegna: uno straordinario corpus all\u2019interno del quale \u00e8 possibile ritrovare tutta la poetica di Jodice, la sua capacit\u00e0 di trasformare la realt\u00e0 naturale o artificiale in una visione metafisica, sospesa nel tempo e nello spazio. Jodice ha fotografato tre luoghi chiave di quest\u2019area: lo stabilimento del Lanificio Ermenegildo Zegna, la villa del fondatore dell\u2019impresa e la grande Oasi naturalistica. I grandi e modernissimi macchinari industriali si alternano dunque agli arredi classici della villa, le montagne ai tetti degli edifici, in un gioco continuo di tempi, spazi e forme. In particolare, meritano di essere segnalate le fotografie dove appare la neve, una rarit\u00e0 nella produzione di Jodice, riconosciuta soprattutto per le visioni mediterranee. Una mia ricerca storiografica e scientifica sulla Fotografia Contemporanea e sulla figura di Mimmo Jodice apro il mio saggio dicendo : Quando conobbi il maestro e sua moglie mi mise al proprio agio sembravamo amici non so da quanti anni parlammo della mostra e infine della sua fotografia dove Napoli e il linguaggio magmatico ti raccontavano una citt\u00e0 dai mille volti che dagli anni Settanta ad oggi si \u00e8 molta trasformata. Posso dire che al centro della propria ricerca c\u2019\u00e8 la riflessione sulle grandi trasformazioni che hanno investito il paesaggio contemporaneo e sulla mutata condizione sociale che ne consegue. Si tratta di un\u2019esperienza che merita grande attenzione anche perch\u00e9 ha inciso sugli sviluppi e sulla maturazione non solo della cultura visiva, ma anche urbanistica e letteraria. L\u2019attenzione che Mimmo Jodice ha dedicato al rapporto tra uomo e ambiente non ha soltanto avuto un preciso significato di tipo topografico, di misurazione e di descrizione dei luoghi, ma ha anche contribuito con i numerosi progetti oramai storicizzabili dedicati alle citt\u00e0, e ad ogni aspetto del paesaggio antropizzato e continua a contribuire alla non facile definizione della identit\u00e0 culturale italiana in relazione al suo paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"907\" data-attachment-id=\"1000009383\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000009383\" 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\/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p> La stagione che faccio riferimento \u00e8 quella che ha portato alla fioritura, in particolare tra gli anni \u201880 e \u201890, di quella che \u00e8 stata chiamata scuola italiana, un fronte culturale composto da un gran numero di fotografi. Tra di loro vi erano quelli che oggi sono i maestri riconosciuti della fotografia contemporanea, non solo italiana, tutti nati nella prima met\u00e0 degli anni 40. La fotografia di Mimmo Jodice \u00e8 diretta ma non pi\u00f9 di tipo reportagistico, bens\u00ec di semplice osservazione dei luoghi, fa coincidere la lettura fotografica del paesaggio in mutamento, nel momento in cui si predispone il passaggio dall\u2019economia industriale a quella postindustriale, con una riflessione sul mondo e sulla propria individualit\u00e0. Il Fotografo diviene un intellettuale che si interroga sulla frattura tra l\u2019uomo contemporaneo e il mondo da lui stesso costruito, il fotografo mette in discussione, intreccia relazioni con scrittori ed architetti, lavorano collettivamente in ripetuti progetti di committenza pubblica spesso dando al loro lavoro un respiro non solo di carattere artistico, ma anche civile. \u00c8 una fotografia del quotidiano, attenta agli aspetti minori e mediocri del paesaggio antropizzato, che esprime il disagio del momento storico in cui, dopo le tensioni utopistiche degli anni \u201960 e \u201970, la societ\u00e0 e la cultura italiana si avviano verso quella che \u00e8 stata definita la \u201cmorte delle ideologie\u201d. \u00c8 il tempo in cui si affacciano i terrains vagues, i vuoti lasciati dalle nuove urbanizzazioni; cos\u00ec quello che i fotografi tentano \u00e8 la \u201crappresentazione\u201d di questi paesaggi intermedi. Come sottolinea Roberta Valtorta, Roberto Signorini ha collegato questa fotografia alle teorie del pensiero debole, istanza filosofica sviluppata proprio in quegli anni da Pier Aldo Rovatti e Gianni Vattimo. Secondo Vattimo, poich\u00e9 la progettualit\u00e0 non costituisce pi\u00f9 il carattere peculiare dell\u2019uomo libero, le grandi trasformazioni del mondo vengono percepite come prodotto degli automatismi. Mentre nell\u2019Italia del Sud sia Mimmo Jodice che Cesare De Seta nella Napoli del dopo terremoto del 1980 collaborano a un vasto e ambizioso progetto, promosso dall\u2019Azienda autonoma di soggiorno, volto a rinnovare l\u2019immagine ancora anacronistica e folcloristica della citt\u00e0. La prima mostra del ciclo \u00e8 Napoli \u201981. Sette fotografi per una nuova immagine; a questa seguono altre quattro mostre e altrettanti libri fino al 1985 quando, purtroppo, il progetto si ferm\u00f2, probabilmente per questioni economiche o per i cambiamenti ai vertici dell\u2019Azienda. Furono chiamati a partecipare sia fotografi italiani quasi tutti gli stessi di Viaggi in Italia che internazionali (Claude Nori, Lee Friedlander, Joan Foncuberta e altri) e le loro foto furono le prime a gettare le basi per un dialogo inedito tra la citt\u00e0 e la pratica fotografica. Intanto questa sorta di disagio, di incertezza che l\u2019uomo ha di fronte al paesaggio da lui stesso creato avr\u00e0 dei influssi anche in campo legislativo. Come si sa, \u00e8 del 1985 la Legge Galasso sulla tutela del territorio, che introduce i piani paesistici regionali. Si inizia cos\u00ec a preparare il terreno per un\u2019attenzione verso lo stato del paesaggio da parte di enti pubblici e istituzionali, un\u2019attenzione che ha sempre pi\u00f9 spinto verso progetti di committenza pubblica rivolti ai fotografi, per indagare le citt\u00e0, le periferie, le aree degradate. Stagione che caratterizzer\u00e0 gli anni Ottanta e Novanta. La dimensione intermedia tra locale e globale, il valore del piccolo e poco costoso, il ruolo dello spazio politico e della rappresentanza sociale sono i temi pi\u00f9 urgenti per la progettazione della citt\u00e0. E poi c\u2019\u00e8 il tema del temporaneo, visto come una delle strade che riesce meglio a tenere insieme tutte queste necessit\u00e0. \u00c8 partecipato, \u00e8 poco costoso, \u00e8 flessibile. La fotografia in questo panorama pu\u00f2 mostrare questi aspetti del vivere quotidiano, dell\u2019autorganizzazione dei cittadini, dei conflitti sociali e pu\u00f2 tornare a farci riflettere ancora su cosa significa oggi abitare la citt\u00e0. Nel suo percorso incontra non solo gli spazi urbani e costruiti ma anche alberi, piante, giardini e boschi, segni di una naturalit\u00e0 spontanea e indomabile che ugualmente esiste accanto a noi. In una serie di \u201cquadri\u201d straordinari e preziosi, l\u2019autore osserva questi elementi e riconosce in loro il silenzio di cui si nutrono, indispensabile per vivere come la luce, come l\u2019aria. Alla capacit\u00e0 unica di Mimmo Jodice di mostrarci la realt\u00e0 vista attraverso il filtro di un tempo diverso e sospeso, e cos\u00ec interpretata, \u00e8 dedicata, in sintesi, la mostra. La grande forza del lavoro di Mimmo Jodice, che si staglia come unico e irripetibile nel panorama internazionale, risiede proprio in questa sua straordinaria capacit\u00e0 di scavalcare ogni contingenza temporale per donarci immagini di una consistenza diversa da quella che fatti e foto di cronaca potrebbero avere. Proprio il tempo, la capacit\u00e0 di ribaltarne il senso e di non farsi assoggettare alle sue regole, \u00e8 forse la materia che pi\u00f9 di tutte Jodice riesce a manovrare con grande sapienza, rifiutando le leggi della realizzazione e del consumo rapido di immagini magari prese al volo, con il cronometro dell\u2019immediatezza in mano. Il suo, invece, \u00e8 il tempo lungo della comprensione, della sintonia profonda con ci\u00f2 che ha davanti; \u00e8 il tempo della camera oscura in cui, di nuovo, a contatto diretto con le sue immagini e le sue visioni riesce, alla fine, a creare opere che ci appaiono come reperti di un mondo noto eppure sconosciuto, tracce di un universo magnifico, poetico, straniante e appunto, atemporale. Il percorso espositivo prosegue a Trivero (Biella), dove negli spazi del Lanificio Ermenegildo Zegna e di Casa Zegna sar\u00e0 esposta una selezione di quattro stampe di grandi dimensioni della stessa serie.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"896\" data-attachment-id=\"1000009384\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000009384\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10.jpg?fit=900%2C896&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"900,896\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1718870537&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10.jpg?fit=900%2C896&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10.jpg?resize=900%2C896&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000009384\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10.jpg?resize=768%2C765&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10.jpg?resize=75%2C75&amp;ssl=1 75w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-10.jpg?resize=750%2C747&amp;ssl=1 750w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Nel catalogo una testimonianza di Anna Zegna, presidente di Fondazione Zegna, un saggio del curatore Walter Guadagnini e un testo di Ilaria Bonacossa accompagnano la riproduzione di tutte le opere esposte. Questa mostra unica \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.<br>Biografia di Mimmo Jodice<br>Nato a Napoli, dove tuttora vive, nel 1934. Fotografo di avanguardia fin dagli anni Sessanta, \u00e8 stato protagonista instancabile nel dibattito culturale che ha portato alla crescita e successivamente all\u2019affermazione e al riconoscimento della fotografia italiana anche in campo internazionale. Negli anni Cinquanta, spinto dalla passione per l\u2019arte, il teatro e la musica, si dedica da autodidatta al disegno e alla pittura. Nei primi anni Sessanta scopre la fotografia. Inizia allora una serie di sperimentazioni, usando il mezzo non come strumento descrittivo, ma creativo, realizzando lavori di matrice concettuale. Tra anni Sessanta e Settanta, Jodice incontra e fotografa \u2013 nelle gallerie napoletane come la Modern Art Agency di Lucio Amelio, lo Studio Trisorio, lo Studio Morra, Lia Rumma \u2013 i pi\u00f9 importanti artisti delle neoavanguardie, da Warhol a Beuys, da De Dominicis a Paolini, Kosuth, LeWitt, Kounellis, Nitsch e tanti altri ancora. Negli stessi anni, si impegna in un\u2019indagine socio-antropologica sulla ritualit\u00e0, che sfocer\u00e0 nel 1974 nella realizzazione del libro Chi \u00e8 devoto. La sua prima mostra viene allestita al Palazzo Ducale di Urbino nel 1968; nel 1969 presenta alla Libreria Deperro la sua ricerca sul ritratto, intitolata Persona, mentre nel 1970 tiene una mostra dal titolo Nudi dentro cartelle ermetiche alla Galleria Il Diaframma di Milano. Nello stesso anno \u00e8 invitato a tenere corsi sperimentali all\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli, dove poi insegner\u00e0 fotografia fino al 1994. Il decennio settanta \u00e8 segnato da un forte impegno sociale e politico, che si manifesta in una fotografia documentaria capace di raccontare drammi, tensioni e speranze della citt\u00e0 partenopea e dei suoi abitanti. Nel 1980, abbandonata la fotografia sociale, pubblica Vedute di Napoli, una nuova indagine sulla realt\u00e0 degli spazi urbani e del paesaggio attraverso una visione non documentaria ma sottilmente visionaria, di ascendenza metafisica, alla quale da questo momento rester\u00e0 sempre fedele. Nel 1985 inizia una lunga ricerca sul mito del Mediterraneo, che sfocer\u00e0 nel volume Mediterraneo, pubblicato da Aperture nel 1995, e in una mostra al Philadelphia Museum of Art, che diventer\u00e0 poi itinerante in vari musei del mondo, tra cui il Castello di Rivoli. Nel 2001 alcuni suoi lavori sono installati nella fermata Museo della metropolitana di Napoli. Tra i libri e le mostre a cavallo tra i due secoli si citano Eden con un testo di Germano Celant del 1998 e le antologiche Mimmo Jodice. Retrospettiva 1965-2000 del 2001 alla GAM di Torino e Mimmo Jodice. Perdersi a guardare alla Fondazione Forma di Milano nel 2007. Nel 2011 espone al museo del Louvre con Les yeux du Louvre. Nel 2016 il Museo Madre di Napoli lo consacra con una retrospettiva, la pi\u00f9 completa a lui dedicata, seguita da un\u2019esaustiva monografia dal titolo Mimmo Jodice. Attesa \/ Waiting (dal \/ from 1960). Nel 2017 la Fondazione MAST di Bologna inaugura la mostra Gli anni militanti e nel 2018 \u00e8 presentato al museo Eretz di Tel Aviv il lavoro Mediterraneo, esposto poi in numerose capitali dell\u2019Africa del Nord. Sempre nel 2018 espone alla Biennale della fotografia di Mosca. Nel 2022 partecipa alla mostra Renverser ses yeux al Jeu de Paume e a Le Bal di Parigi (poi alla Triennale di Milano) e nel 2023 tiene la personale Senza tempo alle Gallerie d\u2019Italia a Torino (poi Villa Bardini a Firenze), confermando la sua centralit\u00e0 nella fotografia italiana degli ultimi cinquant\u2019anni. Tra le numerose e prestigiose onorificenze ricevute si ricordano il Premio Antonio Feltrinelli dell\u2019Accademia Nazionale dei Lincei, conferito nel 2003 per la prima volta a un fotografo, la laurea honoris causa in architettura ricevuta nel 2006 dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi Federico II di Napoli e la nomina nel 2011 a Chevalier de l\u2019Ordre des Arts et des Lettres conferitagli dal Ministero della Cultura francese. Nel 2023 \u00e8 pubblicato da Contrasto il racconto autobiografico Saldamente sulle nuvole.<br>CAMERA \u2013 Centro Italiano per la Fotografia di Torino<br>Mimmo Jodice. Oasi<br>dal 16 Ottobre 2024 al 2 Febbraio 2025<br>dal Luned\u00ec alla Domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.00<br>Gioved\u00ec dalle ore 11.00 alle ore 21.00<\/p>\n\n\n\n<p>Mimmo-Jodice-Oasi-Zegna-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna<br>Mimmo-Jodice-Lanificio-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna<br>Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-esterni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-<br>Mimmo-Jodice-Villa-del-fondatore-Ermenegildo-Zegna-interni-2008-Fondazione-Ermenegildo-Zegna-<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni CardoneFino il 2 Febbraio 2025 si potr\u00e0 ammarare presso CAMERA \u2013 Centro Italiano per la Fotografia di Torino la mostra dedicata a Mimmo Jodice &#8211; Mimmo Jodice. Oasi a cura di Walter Guadagnini e Barbara Bergaglio. L\u2019esposizione realizzata in collaborazione con la Fondazione Zegna. 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