{"id":1000009353,"date":"2024-10-26T11:39:08","date_gmt":"2024-10-26T14:39:08","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009353"},"modified":"2024-10-26T11:39:10","modified_gmt":"2024-10-26T14:39:10","slug":"la-tammurriata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009353","title":{"rendered":"La Tammurriata"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019et\u00e0 di venticinquenni ho partecipato alle feste tradizionali, ma dal 1998 ho intensificato ancora di pi\u00f9 la mia presenza, ideando insieme all\u2019 amico Giovanni Vitiello un gruppo folk \u201cLi Senza Tiempo\u201d per me era solo un modo per registrare gli eventi. Ho partecipato a tantissimi convegni sui riti e i rituali che mi ha permesso di conoscere il filosofo, simbolista, psicologo ed autore Rai Lorenzo Ostuni riporto con gioia una sua riflessione. Attraverso i reperti archeologici, oggetti, rappresentazioni figurate e le fonti letterarie d\u2019epoca, sono stati identificati gli strumenti musicali impiegati dagli antichi romani, ma anche le combinazioni tra i diversi strumenti, le descrizioni sulle tecniche strumentali, sulla musica, sulla funzione e le occasioni in cui la si ascoltava. Gli antichi romani come gli altri popoli dell\u2019antichit\u00e0 non impegnavano, come norma la scrittura della musica, era considerata un\u2019arte a tradizione orale spesso colta e segreta che si trasmetteva direttamente da maestro ad allievo, tipico dei culti dei misteri e delle tradizioni popolari nelle quali sono tuttora usati alcuni strumenti musicali, cos\u00ec come alcune tecniche e modi per suonarli. Le composizioni musicali sono caratterizzate dallo strumento impiegato, dalle sue possibilit\u00e0 espressive- sonore, melodiche e ritmiche impiegati \u201cmodi musicali archetipi\u201d tipici dell\u2019area italica e mediterranea, considerando anche che nella Roma imperiale, a cui s\u2019ispirano e confluiscono culture e strumenti musicali da tutte le parti dell\u2019impero e oltre. Lo strumento che veniva usato era il Timpanum esso veniva costruito e suonato, dallo stesso suonatore come capita per la Tammorra, uno dei maggiori suonatori del Timpanum Romeo Mangino di Pompei, questo lo si evidenzia da un bassorilievo. In un altro bassorilievo si raffigura il suonatore di Cornu uno dei maggiori fu Gaetano Delfini, oggi questa raffigurazione si pu\u00f2 ammirare al Museo Altemps di Roma. Anche per la danza abbiamo proceduto utilizzando i medesimi criteri, accostando l\u2019antico al presente, considerando anche che molti gesti e suoni hanno perso la loro devozione divina per un cambio di valori e credenze. La musica come la danza esprimeva direttamente la spiritualit\u00e0 e l\u2019incanto ed erano vissute pi\u00f9 come un fenomeno psicoacustico, motorio ed estatico e le ultime ricerche sulle funzioni dell\u2019ascolto confermano \u201cIl potere dei suoni degli antichi strumenti musicali\u201d. I brani musicali erano ispirati ai personaggi mitologici delle rappresentazioni di carattere arcaici preistorici, quali Fauno- Pan e le Ninfe che esprimono il mondo della foresta, dell\u2019incanto e delle forze della natura, i diversi culti legati Magna Mater, ella era patrona Mermnadi di Lidia, nel mito greco fu assimilata a Rea e associata a Demetra e venerata ovunque, in genere sotto l\u2019appellativo di Grande Madre degli dei. La Magna Mater non \u00e8 altro che Cybele ovvero \u201cLa venere del corno\u201d, simbolo della Fortuna della fertilit\u00e0 e dell\u2019abbondanza. Cybele con i suoi cymabali e il suo tamburo, i romani lo hanno portato in giro per tutta Europa, in Egitto Cybele viene raffigurato come Isis o Iside. Ma il vero portatore della cultura delle arti primordiali era Bacco- Dioniso che si manifestava attraverso gli strumenti a fiato e a percussione. Dioniso nella cultura greca rappresentava la forza vitale del mondo vegetale e animale, chi venerava il dio acquisiva il \u201cfurore\u201d non inteso come follia bens\u00ec come stato d\u2019invasamento divino. Una condizione vicina alla ubriacatura da vino, e per questo il suo nome viene spesso accostato alla vite ed all\u2019uva. Le sacerdotesse di Dioniso erano le \u201cMenadi Danzanti\u201d, mentre egli viene sempre raffigurato insieme ai Satiri, divinit\u00e0 che simboleggia i boschi e le forze fecondatrici della natura. Ritornando alla Tammurriata essa \u00e8 un ballo, un canto, un suono una delle maggiori espressione musicale e sociale della tradizione della Campania. Essa si \u00e8 sempre realizzata, sin dalla notte dei tempi, questo fenomeno della Tammurriata \u00e8 legato soprattutto a momenti ritualizzanti della collettivit\u00e0 e della sacralit\u00e0 devozionale, lo riesce descrivere in maniera eloquente, Erich Fromm il quale diceva: \u201c\u00c8 necessario far rivivere nella loro interezza rituali ed arte collettivi nei quali l\u2019uomo ritrova se stesso liberato dal delitto, dalla nevrosi e dallo squilibrio. Indubbiamente un villaggio relativamente primitivo nel quale vi siano ancora delle vere feste, manifestazioni artistiche comuni e condivise e che abbia un analfabetismo totale, \u00e8 culturalmente pi\u00f9 progredito e mentalmente pi\u00f9 sano della nostra cultura di istruiti lettori di giornali e radioascoltatori. Nessuna societ\u00e0 sana pu\u00f2 essere costruita sulla conoscenza puramente intellettuale e sull\u2019assenza quasi completa di esperienza artistica condivisa\u201d. La Tammurriata prende vita spontaneamente attraverso l\u2019indipendenza del ballo, del suono e del canto, mediata sempre dal vino e dallo spazio sacro. La Tammuriata \u00e8 un rito legato alla terra e alla quotidianit\u00e0, in molte feste popolari della Campania vengono festeggiate tra il mese di marzo e quello di aprile cio\u00e8 nel periodo della primavera dove l\u2019uomo si sveglia dal torpore dell\u2019inverno, e dove il contadino inizia ad arare la terra ed infine il famoso raccolto. Le ultime occasioni per vedere ballare e suonare le tammurriate sono la festa di Sant\u2019Anna a Lettere che viene festeggiata il 26 luglio, oppure a Materdomini il 14 Agosto. Un tempo, per festeggiare le Madonne benefattrici, i pellegrini giungevano dalle campagne limitrofe al luogo del culto, a piedi sullo sciaraballo,un enorme carro trainato un tempo dai cavalli o buoi, oggi invece dai moderni trattori. Sciaraballo \u00e8 un termine campano mutato dal francese char a bal che significa appunto carro da ballo, infatti su di esso cominciavano, e tutt\u2019ora cominciano, le esecuzioni delle tammurriate durante il tragitto che conduceva sul luogo della festa. Questa macchina da festa veniva addobbata con estrema cura dalla popolazione del paese ,con fronde di palma, fiori, frutti, di stagione e con l\u2019aggiunta di salami, caciocavalli e altri prodotti contadini, inoltre non pu\u00f2 mancare il vino per abbeverare i vari cantori, gli sfrenati ballatori e sonatori. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"566\" height=\"791\" data-attachment-id=\"1000009356\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000009356\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Cibele.jpg?fit=566%2C791&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"566,791\" data-comments-opened=\"0\" 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Questa libert\u00e0 si esprime con il ballo fonte del movimento \u00e8 l\u2019anima e l\u2019arte della danza che nella tammurriata si esprime in un modo rituale e magico, essa \u00e8 legata a tutti quei valori antichi che uniscono quel trascendente che ancora tutt\u2019oggi riesce ad unire la piazza al sagrato di una chiesa della Madonna o Santo festeggiato. La tammurriata \u00e8 una danza a coppia, eseguita da un uomo e una donna, o da due uomini, o da due donne, senza alcuni limiti di et\u00e0, questa danza campana esprime rappresentazioni rituali che riguardano mai il quotidiano, quanto piuttosto ci\u00f2 che il quotidiano nega e reprime. Non deve essere associata alla tradizionale forma di danza d\u2019amore o comunque all\u2019idilliaco gioco coreutico tra uomo e una donna, cosa che invece pu\u00f2 essere rappresentato nella tarantella, il ballo r\u2019 \u2018e campagnole, ossia il ballo dei contadini, \u00e8 costituito da una gestualit\u00e0 tutta ritualizzata che nel momento collettivo, assume un significato simbolico e magico. I suoi gesti possono essere spontanei, derivati che si effettuano durante il duro lavoro quotidiano dei campi o in casa, come setacciare la farina o spezzare i maccheroni, zappare la terra, raccogliere i frutti, vendemmiare, ecc.., o imitazione degli atteggiamenti degli animali, come voli di uccelli e gestualit\u00e0 tipiche dei gallinacei. Quando la musica comincia a scandire il suo tempo, tra i potenziali ballatori, attraverso un gioco di sguardi avviene la ricerca del partner, poi l\u2019incontro dei due e infine la formazione della coppia di ballerini. Nella prima fase del ballo sembra che i due danzatori cerchino la giusta tra loro e assaporino bene il ritmo della tammorra, sul quale poggia anche il canto, e ballando cominciano anche a saggiare il loro rapporto con lo spazio. In questo momento di ricerca, i due esprimono la volont\u00e0 psicologica di possedere uno spazio proprio entro cui agire protetti sia dalla barriera che si \u00e8 venuta a creare tra la coppia, sia da quella formata dagli astanti, i quali, a loro volta, sono sempre dei potenziali partecipanti alla danza stessa, visto che potrebbero intervenire in ogni istante. Infatti, durante l\u2019esecuzione di una tammurriata non esistono attori e spettatori, non vi sono barriere fra i partecipanti alla festa, n\u00e9 esistono palcoscenici, ma si formano spontaneamente dei cerchi con tutti i presenti, all\u2019interno dei quali si fondono, in tutt\u2019uno, suonatori, cantori, ballatori e spettatori. Il cerchio simboleggia la volont\u00e0 umana di sfuggire al tempo canonico, si tenta attraverso di esso di fermarlo, almeno per quel momento di festa donato alle divinit\u00e0. Il duro vivere quotidiano viene cos\u00ec dimenticato ed esorcizzato. Il cerchio formato dagli aspetti serve a potenziare le energia umane dei partecipanti alla tammurriata; nel suo interno la danza si svolge regolarmente sempre sulla ritma dello schioccare delle castagnette, tenute in mano un po\u2019 da tutti, e tra gli sguardi e reciproci dei ballatori. In alcuni momenti di spontaneo eccitamento per\u00f2, la frase musicale, che segue la scansione ritmica dei versi del cantatore, tende a stringere gli accenti; in questo momento, uno dei due danzatori comincia da assumere un aggressivo, di evidente avvicendamento amoroso o di sfida, assecondato o scacciato dall\u2019altro. Quest\u2019 ultimo pu\u00f2 solo indietreggiare, perch\u00e9 incalzano dal compagno o compagna, oppure di decidere di accettare il corteggiamento o il duello, questo gesto pu\u00f2 assumere nel contempo una valenza o di debolezza o di paura, questo lo si pu\u00f2 esprimere attraverso la mimica facciale ed in particolar modo attraverso gli sguardi dei due danzatori. Possiamo dire che questa fase del ballo \u00e8 la pi\u00f9 coinvolgente e frenetica ed \u00e8 chiamata rotella o vutata, che \u00e8 il simbolo della sfida o dell\u2019accoppiamento, perch\u00e9 vi pu\u00f2 essere un rifiuto da parte della donna o un rifiuto da parte dell\u2019uomo che sta corteggiando, la coppia allora si pu\u00f2 spezzare dato che in quel momento pu\u00f2 entrare una nuova coppia oppure un altro corteggiatore. Possiamo notare una cosa fondamentale, in questa fase anche la ritmica musicale e la parte cantata; infatti la tammorra batte in uno, il cantante canta su una sola nota molto prolungata, modo tecnicamente chiamato melismatico, o aggiungere dei versi pi\u00f9 brevi per seguire i due danzatori che girano su loro stessi, quasi incatenati. In questo momento della vutata, nei danzatori soprattutto, si assiste alla totale liberazione e allo sblocco di tutte le tensioni muscolari, mentre nella girata l\u2019andamento della danza, nella maggior parte dei casi, \u00e8 antiorario, come se lo sforzo dell\u2019uomo fosse quello di arrivare alla sospensione- appropriazione sia dello spazio che del tempo, \u00e8 in questo istante che si attende una teofania, poich\u00e9 del resto \u00e8 proprio nella sospensione spazio- tempo che si manifesta il dio, Lorenzo Ostuni filosofo e Simbolista dice: \u201cIl sangue \u00e8 il tempo che scorre nutrendo nello spazio corporeo, mentre l\u2019anima \u00e8 lo specchio, dove spazio e tempo si riflettono perpetuamente. Il Simbolo \u00e8 il crocevia dove spazio e tempo si capovolgano nell\u2019eterno, l\u2019universo e il tempo fusi eternamente nella luce, Dio, \u00e8 Dea dell\u2019amore, ovvero colui o colei che genera perpetui universi viventi nell\u2019infinit\u00e0 e intimit\u00e0 dell\u2019essere\u201d. La danza certamente a un\u2019infinit\u00e0 di corteggiamenti che sono basati sulla forza e sull\u2019energia interiore dell\u2019uomo e nel contempo mette a nudola sensualit\u00e0 della coppia. Certamente il ballo non \u00e8 soltanto frenesia oppure perdita della coscienza, l\u2019acme ovvero il dischiudersi di nuovi orizzonti, questo momento si manifesta nell\u2019entusiasmo che esisteva nella danza estatica della menadi greche, tanto sembra il loro sforzo per perdere, a tutti livelli il contatto con essa. L\u2019estasi non altro che l\u2019estrinsecarsi dell\u2019essere umano, ovvero quella sublimazione dell\u2019animo che porta ad essere simile a Dio, anzi diventi come Dio stesso. Questo momenti di estasi viene messo in evidenza da Lorenzo Ostuni il quale ci racconta: \u201cChe il tempo \u00e8 lo spazio che attraversa i nostri corpi diventavano tutt\u2019uno. Il corpo \u00e8 lo spazio che cattura il tempo, mentre la mente \u00e8 colei che si libera dello spazio, mentre il sogno \u00e8 il punto dove lo spazio prende il tempo. Infine l\u2019immagine \u00e8 l\u2019occasione dove il tempo prende lo spazio, e il sesso \u00e8 la soglia dove spazio e tempo si baciano\u201d. Non esiste scuola per imparare questo ballo, ma solamente iniziazione; quando si \u00e8 ragazzi si comincia a ballare con gli anziani e in questo bisogna solo seguire i passi e imitare senza mai prendere l\u2019iniziativa, seguire con lo sguardo colui che ti guida per essere perfettamente in sintonia. La tammurriata,come abbiamo cercato di mettere in evidenza, ha delle caratteristiche ben precise ma \u00e8 necessario parlare a questo riguardo di alcune distinzioni coreutiche che interessano certi paesi della Campania. \u00a0Questa diversit\u00e0 viene messa in evidenza nella diversit\u00e0 e complessit\u00e0 dei paesi e citt\u00e0, per capirci meglio; la tammurriata scafatese \u00e8 certamente la pi\u00f9 ballata ovunque, grazie ai suoi atteggiamenti basati essenzialmente sulla sensualit\u00e0. Il suo fine \u00e8 il corteggiamento, reso pi\u00f9 evidente dall\u2019ondeggiamento morbido e fluente di due corpi in movimento. Essa appartiene a tutta la zona dell\u2019Agro-nocerino-Sarnese, in particolare a Pagani, a Scafati, a Marra di Scafati e tutta la provincia di Salerno. La paganese \u00e8 una danza pi\u00f9 saltellante rispetto a quella precedentemente osservata; i ballerini presentano minori momenti di attaccamento e la stessa vutata mantiene i suoi protagonisti distaccati. Le nacchere qui ritmano un doppio battito che guida la danza con un movimento alternato in basso e in alto. In questo tipo di tammurriata il corteggiamento sembra lasciare il posto a una sorta di sfida tra ballatori, un terzo tipo di tammurriata lo chiameremo giuglianese, dove la caratteristica principale \u00e8 costituita dalla presenza, nel gruppo musicale di un doppio flauto, del tamburello e dello scacciapensieri, se ascoltiamo bene ci accorgiamo che il ritmo musicale \u00e8 pi\u00f9 veloce e nel contempo pi\u00f9 ossessivo, in particolar modo nel ballo il quale diventa saltellante e le braccia dei danzatori sono tenute stese e il senso di sfida si fa sempre pi\u00f9 accentuato. Nella vutata, poi, uno dei ballatori stende la gamba tra quelle del partner il quale la accetta dato che si forma il numero quattro il quale numero simboleggia l\u2019erotico femmineo. La giuglianese appartiene soprattutto al folclore di Giugliano (Napoli ) e a quello di Villa di Briano . L\u2019ultimo modo di ballare la tammurriata \u00e8 quello dell\u2019avvocata in onore della Madonna Avvocata, la sua caratteristica fondamentale \u00e8 la presenza di un numero elevato di tammorre, suonate contemporaneamente, dove possono arrivare sino a dieci. C\u2019\u00e8 una tammorra principale che guida il tempo e insieme alla voce d\u00e0 il numero dei colpi della vutata secondo il testo delle barzellette intonate, possiamo osservare che la musica e i movimenti sono dei veri e propri richiami guerreschi, incitamento agli uomini nei momenti di combattimento. Oltre al ballo la tammurriata e supportata dalla grande magia del canto dove l\u2019uomo si rispecchia e dove il suo animo si eleva spiritualmente. Il canto della tammurriata poggia su una struttura tutto particolare dato che ogni sillabazione che il cantore canta viene supportato da una ritmica. I versi cantati appartengono al tradizionale repertorio dei canti popolari campani che sono formati per la maggior parte da strambotti endecasillabici, quali vengono articolati per lo pi\u00f9 a due versi per volta e la struttura musicale segue questa articolazione chiudendosi alla fine di ogni distico. La scansione metrica subisce molte modifiche a seconda delle canzoni e dei cantanti, inoltre bisogna considerare che gli uomini cantano in toni molto acuti e gli attacchi del loro canto avvengono in battere mentre le donne cominciano spesso in levare. I versi degli strambotti possono essere cantati di seguito, uno dopo l\u2019altro, oppure ripetendo due volte ogni verso, o ancora ripetendo due volte un verso e il seguente, o i seguenti, no. Come possiamo vedere che la forma \u00e8 pi\u00f9 complessa dato che il distico d\u00e0 luogo a momenti diversi e a pronunzie diverse, visto che nel canto vengono inseriti espressioni funzionali che foneticamente sono importanti e le pi\u00f9 usate e sono: e cc\u00f2re, e bb\u00e0, e nnella, ecc.. Questi versi ottonari hanno generazione delle filastrocche ottonarie indipendenti, chiamati da tutti i cantatori barzellette. Esse sono costituite soprattutto da versi faceti e a volte spinti che fanno sorridere il pubblico. Tutto questo appartiene al lazzo del cantore e dalle fonti orali che essi hanno appreso certamente possiamo dire che il cantore \u00e8 colui che rispetta a pieno la tradizione per\u00f2 la modifica attraverso elementi fonetici e gestuali ripercorrendo un canovaccio gi\u00e0 scritto dove l\u2019esecutore sembra strano diventa una maschera della Commedia dell\u2019Arte. Con il novecento si sono cambiati i canoni grazie agli studi condotti da grandi pionieri tra cui ricordiamo Ernesto De Martino il quale \u00e8 stato uno dei primi studiosi della tradizione popolare, l\u2019altro grande e stato Roberto De Simone il quale studiando e nobilitando la musica popolare facendola divenire opera in musica con La Gatta Cenerentola. Certamente in questa sede non possiamo dimenticare i vecchi cantori o cantatori-contadini come Giovanni del Sorbo, Antonio Torre, Vincenzo Pepe, erano agricoltori di Scafati in provincia di Salerno, essi spesso inaugurano i famosi carri in festa della Madonna dei Bagni dove ogni cantore esprime la fatica della terra e del raccolto. Oggi con l\u2019evoluzione della tammurriata essa \u00e8 divenuta metropolitana cio\u00e8 appartenete non pi\u00f9 alla terra ma alla citt\u00e0, dove per\u00f2 in parte si tende di mantenere il sapore della tradizione. Gli strumenti usati nella tammurriata sono molteplici e spesso variano a seconda dei luoghi, lo strumento principale della tradizione \u00e8 la tammorra o tammurro. Esso \u00e8 formato da una fascia di legno circolare, ricoperta da una pelle di capra ben tesa, del diametro che varia dal trentacinque ai sessanta centimetri. La fascia presenta, in tutta la sua circonferenza, delle aperture rettangolari dove vengono collocati dei singoli ricavati da vecchie scatole di latta che prendono il nome di \u2018e cicerre oppure \u2018e cimbale (i cimbali) o i cincioli. Esiste anche una tammorra muta cio\u00e8 senza cincioli, usata in particolare nei paesi montagnosi della Campania, la tammorra campana \u00e8 strettamente imperniata al bendir arabo e la sua origine si perde nella notte dei tempi vista la moltitudine di testimonianze che vanno dalla civilt\u00e0 araba a quella greco- latina. La tecnica per suonare questo strumento \u00e8 abbastanza complessa e richiede soprattutto un ottimo intuito musicale e ritmico, oltre una notevole resistenza fisica da parte del tammorraro\/a, visto che lo strumento viene suonato interrottamente per giornate intere, lo strumento viene impugnato in basso dalla mano sinistra e viene percossa la pelle con la mano destra, tale modo di suonare la tammorra viene detto maschile, mentre l\u2019impugnatura con la destra viene detta femminile. Attualmente la tammorra \u00e8 suonata come dono della Madre Terra e non mancano suonatrici femminili tra cui vogliamo ricordare la grande Concetta Matrone di Marra di Scafati madre di Antonio Matrone detto \u2018lione grande costruttore di tammorre e suonatore ancora legato alla tradizione contadina. Egli ci spiega come viene costruita una tammorra durante le feste, la tensione della pelle dove il calore tende quindi rende la pelle pi\u00f9 dura dove il suonatore pi\u00f9 suonare senza inibizioni mentre l\u2019umidit\u00e0 rende pi\u00f9 molle e quindi il suonatore deve attendere che la pelle si indurisca prima di suonare. Altri strumenti importanti nella tammurriata sono le nacchere o castagnette esse non fanno altro che scandire il tempo con un movimento circolare del polso, c\u2019\u00e8 tutta una simbologia sulle castagnette le quali se sono legate a un significato di omosessualit\u00e0 poich\u00e9 la tradizione un paio detto maschio e l\u2019altro detto fammina, evidentemente impugnandole nelle due mani, chi balla \u00e8 contemporaneamente maschio e femmina, questo simboleggia un\u2019antica raffigurazione ermafrodite e in molte immagini di Madonne meridionali che hanno nell\u2019iconografia il sole sempre collocato a destra e la luna collocata a sinistra. Le castagnette sono composte da due a parti concave di legno di ulivo o di limone oppure di arancio, vengono abbellite nella loro parte esterna, dal disegno di un cuore rovesciato, le due parti sono unite da uno spago che ne attraversa quella superiore. Questo cordoncino che le regge insieme viene infiltrato tra uno o due dita, indice e anulare, per permetterne il battito, anche per quanto riguarda le due parti concave si fa una differenza fra la parte maschio e quella femmina. In questo connubio fortemente legato tra l\u2019uomo e la donna si evidenzia sempre la pratica erotico-sessuale che fa parte della gestualit\u00e0 dei ballatori i quali tendevano ad infuocare la danza, il fuoco che veniva prodotto dallo sfregamento del legno, faceva s\u00ec che nascesse la relazione con la sfera magica delle emozioni soprattutto di tipo sentimentale e sessuale. Un altro strumento che veniva usato nelle tammurriate \u00e8 il putip\u00f9 \u2018o caccavella o ancora cupe-cupe, una sorte di tamburo a frizione, costituito da un recipiente di terracotta o da una vecchia scatola di latta, su cui \u00e8 tesa una pelle che porta infissa e legata al centro una canna. Il suono ritmico \u00e8 simile a una pernacchia, \u00e8 uno sberleffo, un gesto di scherno questo viene prodotto inumidendo una spugnetta che viene che viene fatta scivolare lungo la canna. l tricchebballacche o triccabballacche \u00e8 composto da tre martelletti di legno fissati in basso nella scanalatura di una base di legno, il martello centrale \u00e8 fisso mentre i due laterali sono mobili e vengono impugnati nelle due mani per batterli contro quello centrale, producendo un particolare suono anch\u2019esso uguale a uno scoppiettio. Lo scacciapensieri, morza in Campania meglio conosciuto come tromba degli zingari, \u00e8 uno strumento idiofono formato da una sbarretta curva a forma di spallina militare su cui \u00e8 fissata una linguetta, entrambe di metallo. \u00a0Tenendola tra i denti, si sollecita la linguetta pizzicandola con un dito si ottiene in questo modo una caratteristica vibrazione amplificata della cavit\u00e0 orale che funge da cassa di risonanza. Il fiato emesso ritmicamente e con forza contro la linguetta, consente di elevare l\u2019intensit\u00e0 del suono e di produrre effetti di staccato, terzine, acciaccature altri abbellimenti. Lo scacciapensieri, strumento appartenente a tutta l\u2019area mediterranea, \u00e8 presente in molte tammurriate. Mentre lo scitavaiasse invece \u00e8 uno strumento tipico della Campania e della Puglia, si tratta di una specie di raschiatoio ricavato da un\u2019asse di legno con un bordo intagliato a denti di sega, con o senza una serie di piattini metallici applicati sulla faccia pi\u00f9 larga. Un bastone viene fatto scorrere ritmicamente sui denti provocando l\u2019emissione del suono, anch\u2019esso senza intonazione. Il flauto nella versione campana \u00e8 una canna tagliata su cui vengono praticati dei fori digitali ed \u00e8 chiamato sisco, cio\u00e8 il fischio. Il doppio flauto anch\u2019esso presente durante l\u2019esecuzione di tammurriate in alcuni paesi \u00e8 uno strumento antichissimo rappresentano numerose pitture e sculture di epoca greco-romana. Oggi questo strumento \u00e8 quasi del tutto dalla tradizione campana e lo si ritrova soltanto a Somma Vesuviana in provincia di Napoli e in alcuni centri dell\u2019avellinese. Esso \u00e8 composto da due canne delle quali una \u00e8 detta maschio, con quattro buchi e l\u2019altra femmina con tre buchi, il doppio flauto si suona soffiando contemporaneamente nelle due canne e impugnando la canna maschio a destra e quella femmina a sinistra. Anche il suono di questo strumento ha un\u2019intonazione melodica e il suo uso a seconda dei luoghi e del sonatore. La chitarra battente, quasi del tutto scomparsa dalla musica popolare campana, presenta una struttura costituita da una cassa che si trova pi\u00f9 alto rispetto alla chitarra normale, da un fondo non piatto ma convesso e il piano armonico inclinato all\u2019altezza del ponticello non incollato; inoltre le corde metalliche sono ancorate alla fascia inferiore relativamente poco tese e accordate senza bassi , allo scopo di produrre esclusivamente suoni acuti. Raccontare della tammurriata dei suoi luoghi per me \u00e8 stato un momento importante, capire la sua importanza sociologica e antropologica che mette a nudo l\u2019identit\u00e0 di popolo che ancora, dopo secoli si rispecchia nella tradizione come momento collettivo e di comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Cardone Dall\u2019et\u00e0 di venticinquenni ho partecipato alle feste tradizionali, ma dal 1998 ho intensificato ancora di pi\u00f9 la mia presenza, ideando insieme all\u2019 amico Giovanni Vitiello un gruppo folk \u201cLi Senza Tiempo\u201d per me era solo un modo per registrare gli eventi. 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