{"id":1000009222,"date":"2024-10-23T09:40:46","date_gmt":"2024-10-23T12:40:46","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009222"},"modified":"2024-10-23T09:40:48","modified_gmt":"2024-10-23T12:40:48","slug":"il-falsario-di-caltagirone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000009222","title":{"rendered":"IL FALSARIO DI CALTAGIRONE"},"content":{"rendered":"\n<p>Cento anni fa a Catania si celebrava il processo al \u00abfalsario gentiluomo\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La storia di Paolo Ciulla, alla quale il Premio Nobel Dario Fo ha dedicato una pi\u00e8ce teatrale e la grande scrittrice calatina Maria Attanasio un bellissimo romanzo, avrebbe tutti gli ingredienti per diventare un film da Oscar. Nonostante siano trascorsi quasi cento anni dalla sua morte e cento esatti dal processo che lo coinvolse, la vicenda di questo uomo \u00e8 attualissima per i molteplici aspetti che hanno caratterizzato la sua vita di artista, politico e \u2013 appunto \u2013 falsario.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciulla nasce nel 1867 a Caltagirone, la bellissima cittadina barocca della Sicilia orientale famosa per le sue ceramiche artistiche, da una famiglia benestante. Il suo spirito \u00e8 curioso e irrequieto e fin da giovane lo porta ad abbracciare la causa dei pi\u00f9 umili; anarchico e socialista, parteciper\u00e0 nel 1889 alla \u00abprimavera calatina\u00bb dell&#8217;amministrazione liberale dell&#8217;avvocato Mario Milazzo, una breve parentesi destinata a soccombere a causa dell&#8217;accanita opposizione di nobili e ricchi commercianti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella vita, frenetica per quei tempi, del giovane artista omosessuale di Caltagirone vanno ricordati i periodi trascorsi a Roma e Napoli, ma anche le esperienze all&#8217;estero a Parigi prima e a Buenos Aires poi, dove arriva dopo un viaggio che da Napoli lo porter\u00e0 fino in Brasile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 il suo ultimo periodo \u00abcatanese\u00bb a consegnare questo personaggio eclettico e geniale alla storia del nostro Paese; Ciulla infatti perfezioner\u00e0 in maniera esemplare il suo talento nella realizzazione di banconote false, arrivando a stampare almeno centomila biglietti da 500 lire dell&#8217;epoca (circa 500 euro di oggi), per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro attuali. Fu scoperto a causa della sua&#8230; bont\u00e0! S\u00ec, proprio cos\u00ec: la generosit\u00e0 del \u00abfalsario gentiluomo\u00bb lo portava infatti a trattenere per s\u00e9 stesso solo una minima parte della sua \u00abproduzione\u00bb, destinando invece alle persone e famiglie meno abbienti e in palesi difficolt\u00e0 economiche la grande parte delle banconote false.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 insospett\u00ec la polizia che lo fece pedinare, fino all&#8217;arresto in flagranza di reato avvenuto il 17 ottobre del 1922. Il processo inizier\u00e0 a Catania nel novembre del 1923; sar\u00e0 il primo processo mediatico della storia italiana, con la partecipazione di centinaia di persone e dei corrispondenti dei maggiori giornali italiani e stranieri. La maggiore soddisfazione per Paolo Ciulla arriver\u00e0 proprio dall&#8217;aula del Tribunale, dove i tre esperti della Banca d&#8217;Italia dichiareranno che \u00able 500 lire falsificate sono perfette sotto tutti i punti di vista e sono assai difficilmente riconoscibili come non buone anche da chi, come i cassieri di una banca, sono abituati a maneggiarne da mattina a sera.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il processo si concluder\u00e0 nel 1924 con la condanna di Ciulla, che sar\u00e0 confermata in maniera definitiva dalla Corte d&#8217;Appello nel 1925. Il \u00abfalsario gentiluomo\u00bb, ormai povero e sempre pi\u00f9 solo, verr\u00e0 liberato per buona condotta e ritorner\u00e0 nella sua Caltagirone dove morir\u00e0 il primo aprile del 1931 in un ospizio gestito dalle suore.<\/p>\n\n\n\n<p>In un articolo pubblicato una decina di anni fa su \u00abHuffington Post\u00bb, Giuseppe Fantasia esordiva cos\u00ec: \u00abTutti i pi\u00f9 grandi falsari sono spesso dei validi artisti: ci\u00f2 che vogliono fare \u00e8 sfidare le istituzioni e l&#8217;ordine costituito per dimostrare a s\u00e9 stessi e agli altri il proprio talento e la propria bravura, come se volessero in qualche modo avere una rivincita nei confronti di quella societ\u00e0 che non ne ha saputo riconoscere il valore.\u00bb Forse quella rivincita Paolo Ciulla l&#8217;ha avuta un secolo dopo, grazie a giornalisti, scrittori e premi Nobel che ne hanno riconosciuto l&#8217;originalit\u00e0 geniale e, per quell&#8217;epoca, quasi rivoluzionaria.<\/p>\n\n\n\n<p>On. Fabio Porta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cento anni fa a Catania si celebrava il processo al \u00abfalsario gentiluomo\u00bb La storia di Paolo Ciulla, alla quale il Premio Nobel Dario Fo ha dedicato una pi\u00e8ce teatrale e la grande scrittrice calatina Maria Attanasio un bellissimo romanzo, avrebbe tutti gli ingredienti per diventare un film da Oscar. 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