{"id":1000008811,"date":"2024-10-16T21:00:17","date_gmt":"2024-10-17T00:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000008811"},"modified":"2024-10-16T21:00:19","modified_gmt":"2024-10-17T00:00:19","slug":"raimondo-di-sangro-principe-di-san-severo-tra-ritualita-e-magia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000008811","title":{"rendered":"Raimondo di Sangro Principe di San Severo: Tra Ritualit\u00e0 e Magia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre visitato la Cappella di San Severo da quando avevo venti nel tempo ho provato sempre la stessa emozione, perch\u00e9 io penso che sia un luogo pieno di mistero che ti rapisce e al tempo stesso ti affascina come la citt\u00e0 di Napoli quel vivere tra luci ed ombre. Raimondo di Sangro Principe di San Severo fu alchimista, letterato, pittore, dalle idee rivoluzionarie, il VII principe di San Severo, duca di Torremaggiore, marchese di Castelnuovo, principe di Castelfranco, signore di molte citt\u00e0, Grande di Spagna di prima classe, gentiluomo di corte di sua Maest\u00e0 Carlo di Borbone re di Napoli e Sicilia, comandante dell\u2019Ordine Equestre di San Gennaro, nato a Torremaggiore &#8211; Foggia nel 1710, discendente da stirpe Carolingia, figlio di don Antonio e di Cecilia Caetani d\u2019Aragona, questi era Raimondo de Sangro, personaggio indissolubilmente legato alla Cappella Sansevero. Infatti \u00e8 impossibile parlare dell\u2019uno senza parlare dell\u2019altra. Per comprendere il messaggio storico-artistico, spirituale, filosofico della Cappella Sansevero, \u00e8 necessario conoscere la vicenda biografica del suo mecenate, Raimondo di Sangro Principe di Sansevero. La fonte principale per la ricostruzione di gran parte della sua vita \u00e8, per ricchezza e minuzia di informazioni, il secondo volume dell\u2019Istoria dello Studio di Napoli (1754) di Giangiuseppe Origlia; fondamentali sono anche l\u2019anonima Breve nota di quel che si vede in casa del Principe di Sansevero (la prima edizione, del 1766, fu corretta e ampliata nel 1767) e le opere pubblicate dallo stesso di Sangro, nonch\u00e9 la sterminata messe di notizie contenute in guide e resoconti di viaggiatori settecenteschi, epistolari, testi letterari e documenti d\u2019archivio nazionali e internazionali. Egli fu affidato alle cure del nonno Paolo, sesto principe di Sansevero e cavaliere del Toson d\u2019Oro, a un anno Raimondo fu trasferito a Napoli, allora capitale del Viceregno austriaco, ove i suoi antenati avevano fissato la propria dimora in un imponente palazzo in largo San Domenico Maggiore. A Napoli egli ricevette la prima educazione e fu avviato allo studio di letteratura, geografia e arti cavalleresche. Ben presto, per\u00f2, si comprese che la sua era una mente eccezionalmente dotata. Racconta infatti l\u2019Origlia che \u201cla soverchia vivacit\u00e0 del suo spirito, e la troppa prontezza\u201d indussero il nonno e il padre tornato da Vienna intorno al 1720 a inviarlo a Roma presso il Collegio dei Gesuiti, la scuola pi\u00f9 prestigiosa dell\u2019epoca. Sotto la direzione di insigni maestri, Raimondo si dedic\u00f2 con sorprendente profitto alla filosofia e alle lingue (arriver\u00e0 a padroneggiarne almeno otto), alla pirotecnica e alle scienze naturali, all\u2019idrostatica e all\u2019architettura militare. Su quest\u2019ultima materia compose, ancora giovanissimo, un trattato rimasto inedito. Nel seminario romano ebbe modo di conoscere anche le opere e il museo naturalistico di Athanasius Kircher, celebre scienziato ed egittologo seicentesco, i cui testi erano fitti di rimandi alla tradizione ermetica. Il 1729 segn\u00f2 il suo sbalorditivo esordio da inventore: dando prova del suo \u201cmeraviglioso intelletto\u201d, egli progett\u00f2, in occasione di una rappresentazione teatrale, un ingegnoso palco ripieghevole, che dest\u00f2 lo stupore perfino di Nicola Michetti, ingegnere dello zar Pietro il Grande. Intanto, morto il nonno paterno, era stato Raimondo a ereditarne nel 1726 il titolo e il patrimonio, grazie alla rinuncia del padre: si era venuto cos\u00ec a trovare, a soli sedici anni, alla guida di una delle pi\u00f9 potenti famiglie del Regno. Terminati gli studi nel 1730, egli visse tra Napoli e Torremaggiore fino al 1737, anno in cui si stabil\u00ec definitivamente in Palazzo Sansevero, nel cuore del centro antico di Napoli, che nel 1734 era divenuta capitale del nuovo Regno guidato da Carlo di Borbone. Quando il principe convol\u00f2 a nozze con la cugina Carlotta Gaetani dell\u2019Aquila d\u2019Aragona, ereditiera di molti feudi nelle Fiandre, Giambattista Vico dedic\u00f2 loro un sonetto e Giambattista Pergolesi music\u00f2 la prima parte di un preludio scenico in onore degli sposi. In virt\u00f9 del suo prestigio e della intimit\u00e0 con il giovane sovrano, Raimondo fu nominato gentiluomo di camera con esercizio di Sua Maest\u00e0 e, nel 1740, fu insignito del titolo di cavaliere dell\u2019Ordine di San Gennaro, onorificenza riservata a una ristretta \u00e9lite prescelta dalla Corona borbonica. Con l\u2019animo sempre \u201capplicato a nuove scoperte\u201d, egli si distingueva intanto per le sue invenzioni: gi\u00e0 nel 1739 aveva infatti realizzato un\u2019innovativa macchina idraulica e un archibugio in grado di sparare sia a polvere che ad aria compressa, di cui fece dono a Carlo di Borbone. Come per ogni buon \u201cmago\u201d che si rispetti, anche sulla morte del principe Raimodo di Sangro, c\u2019\u00e8 un alone di mistero leggendario: si crede che abbia voluto sfuggire alla morte. Infatti con l\u2019aiuto della chimica e delle forze del male, come narra la leggenda, egli dispose tutto in modo di poter resuscitare dopo qualche mese dalla morte. Volle restare solo per preparare il suo incantesimo e fece allontanare la sua famiglia, mandandola presso le sue tenute in Sansevero. La sua morte sarebbe dovuta durare nove mesi, facendo credere a tutti che era partito da Napoli, lasciando le istruzioni al suo aiutante, uno schiavo moro, il quale seguendo le sue indicazioni lo tagli\u00f2 a pezzi e lo mise in una cassa dalla quale sarebbe poi uscito integro, da solo, senza ausilio alcuno, a tempo prestabilito, resuscitato ed immortale. Ma, come in ogni cosa, c\u2019\u00e8 sempre un imprevisto: il Principe non aveva messo in conto il fatto che la famiglia si fosse insospettita dall\u2019aver ricevuto sue lettere, nelle quali rispondeva a domande che essi non avevano posto. I congiunti costrinsero allora il servo a svelare il segreto, si precipitarono quindi sulla cassa in cui era rinchiuso il cadavere e la scoperchiarono, prima del tempo in modo da far fallire l\u2019incantesimo! il Principe fece in tempo ad uscire, ma cadde definitivamente morto, non avendo rispettato i tempi del sortilegio. Ma dal Principe ci si poteva aspettare di tutto: il suo corpo non si \u00e8 mai trovato; ancora oggi a Napoli si sostiene che nel vicolo dove \u00e8 ubicato il palazzo del principe di Sangro, di notte si odono passi e i tintinnii di speroni, rumori notturni, del frastuono degli zoccoli dei cavalli della carrozza del principe, lungo la via Francesco de Sanctis, nelle notti di luna nera. Mentre nella notte di Natale si intravedono le fiammelle delle candele dai finestroni della Cappella Sansevero e si sente musica sacra proveniente da un organo. L\u2019alone di mistero intorno allo scienziato, alla sua dimora, alla sua cappella esercita ancor oggi un fascino morboso e suggestivo che mai si estinguer\u00e0. Raimondo di Sangro Principe di San Severo fu anche Gran Maestro della Massoneria Napoletana nella descrizione fatta dall\u2019illuminista Antonio Genovesi il quale dice: \u201cSignore di corta statura, di gran capo, di bello e gioviale aspetto, filosofo di spirito, molto dedito nelle meccaniche, di amabilissimo e dolcissimo costume, studioso e ritirato, amante la conversazione di uomini di lettere\u201d. Entra in scena e subito la domina: i vicoli si animano,mille occhi curiosi furtivamente scrutano dalle finestre, da dietro i carretti, dai crocchi, dalla chiesa e dall\u2019osteria. Tutta la massa del popolo che si assiepa intorno al suo palazzo rispetta e riverisce \u201csua Eccellenza \u2018O Principe\u201d ma anche lo teme. \u201cSsst jesce \u2018o Principe\u201d. Dai bassi e dalle botteghe sguardi indagatori seguono, senza darlo a vedere la carrozza con i valletti intento di scoprire la destinazione del Principe. \u00c8 un personaggio strano, come il suo palazzo, e quella sua chiesetta che ha riempito di statue strane che non si capisce che hanno a che fare con la religione: Come quella donna \u201cche da sotto un velo di marmo trasparentissimo ti sbatte in faccia due zizze belle tonde e che lui ha chiamato La Pudicizia\u201d, o quel \u201cpovero cristo di pescatore finito nella sua stessa rete e che si dibatte per liberarsi e che ha chiamato il Disinganno\u201d. Il popolo rispetta e teme il Principe,ma non lo capisce. E come potrebbe? Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, \u00e8 senza dubbio uno dei personaggi pi\u00f9 affascinanti e misteriosi del Settecento napoletano. Non si pu\u00f2 comprenderne appieno la figura, o capire l\u2019essenza delle sue opere se non si considerano le sue origini ed il contesto storico in cui visse. Fu scrittore arguto e brillante, intellettuale illuminato dall\u2019ingegno vivacissimo e dai molteplici interessi, dedito a studi e ricerche spesso discutibili. La sua conoscenza del pensiero dell\u2019epoca, \u00e8 dimostrata dalla sua biblioteca: 1600 volumi circa con opere autografe di Pierre Bayle, Denis Diderot, Montesquieu, Voltaire, Condillac, Rousseau, e tanti altri. Innumerevoli le opere a carattere tecnico-scientifico. L\u2019unico testo di carattere cabalistico era Il Conte di Gabalis, scritto dall\u2019abate francese Villars de Mountfau\u00e7on, che il Principe aveva nell\u2019edizione originale francese del 1742 e che aveva tradotta in Italiano e pubblicata nel 1752. Esponente di primo piano della nobilt\u00e0 del Regno,fu tuttavia aperto alla borghesia del tempo,considerando nobili \u201ccoloro che mostrano ingegno virt\u00f9 ed onest\u00e0\u201d, Gran Maestro della Massoneria napoletana dalla personalit\u00e0 anticonformista e poliedrica, dopo aver suscitato l\u2019ammirazione e la curiosit\u00e0 dei contemporanei, ma anche forti ed irriducibili opposizioni, ha continuato ad esercitare, nel corso dei secoli, un fascino del tutto particolare, assumendo talvolta gli inquietanti tratti di uno stregone, dell\u2019iniziato e dell\u2019alchimista, dell\u2019inventore, sempre, tuttavia, quelli di un personaggio quanto mai enigmatico. Sar\u00e0 per tutte queste caratteristiche, per l\u2019enfasi un po\u2019 guascona con cui presentava se stesso e ogni sua creazione, che tra gli animi pi\u00f9 avvedutiun\u2019aura di maldicenza ne accompagna la memoria. \u201cO principe \u00e8 \u2018nu riavulo\u201d, ripete ancora e sempre la voce del vicolo; consufficienza e una punta di fastidio, la casta dei sapienti precisa: \u201cil principe \u00e8 solo un ciarlatano, credulo nelle antiche fandonie sulla magia alchimistica\u201d. E lui rivendicava la magia quale scienza di ci\u00f2 che \u00e8 ancora ignoto in grembo alla Natura. Magia pervasa dal soffio del divino. In questo senso si voleva Mago. Ma la vita del Principe de Sangro \u00e8 un insieme di simbologie alchemiche, magiche, massoniche ed ermetiche, in accordo con l\u2019originariadottrina egizia, secondo la quale, per ottenere l\u2019illuminazione bisogna operare un cammino che prevede di tagliare simbolicamente a pezzi il proprio corpo ed aspettare che esso attraversi la sua fase di putrefazione affinch\u00e9 risorga a nuova vita, una vita dominata dallo spirito. \u00c8 la trasposizione del mito della morte e resurrezione di Osiride che, posto all\u2019interno di un sarcofago delle sue dimensioni e fatto a pezzi dal fratello Seth, verr\u00e0 ricomposto da Iside per dare alla luce il figlio Horus, lo spirito splendente d\u2019oro. \u00c8 ormai noto che la societ\u00e0 dei Liberi Muratori in Europa ebbe il suo primo embrione in Calabria con la scuola Pitagorica, denominata per antonomasia Scuola-Italica, ed i misteri di Iside ed Osiride, coi rispettivi rituali delle iniziazioni arcane e misteriose. Dato che si vuole che lo stesso Numa Pompilio sia stato iniziato a questa Scuola misterica, possiamo dire che Scuola Pitagorica, Scuola Italica e Massoneria Italiana sono da sempre legate da un unico filo che parte dall\u2019Egitto, ed in ossequio alle loro origini, i liberi muratori del Grande Oriente di Napoli si mostrarono sempre gelosi nel custodire le dottrine dell\u2019Ordine ed, a fronte di qualunque ostacolo, ne propagandarono i principi che sono pervenuti sino a noi attraverso molti secoli, I Figli del Sebeto mostrarono sempre coraggio e virt\u00f9 nell\u2019affrontare arditamente i patiboli e col \u201cnon far di berretto o inchinarsi giammai all\u2019odiatissimo dispotismo\u201d. Fu per effetto di questi principi che si proclam\u00f2 in Napoli il Regime Repubblicano e la Repubblica Partenopea, che costava al popolo tanti sacrifici, non cos\u00ec facilmente si sarebbe spenta se non fosse stata stroncata dal fanatismo religioso appoggiato il dispotismo. Nel napoletano il secolo dei lumi si caratterizza come un momento di fervente attivit\u00e0 in ogni campo. \u00c8 un periodo storico, che lascia una traccia profonda nella storia del Mezzogiorno d\u2019Italia, sia sotto l\u2019aspetto culturale che per gli avvenimenti di carattere socio-economico che ebbero a verificarsi. Pu\u00f2 ben dirsi, per le iniziative di varia natura che vi si presero, che questo secolo contribu\u00ec notevolmente a creare una Napoli proiettata nel futuro. Il suo apporto ad uomini illuminati come e non fece mancare il suo contributo in questo secolo particolare alle donne. Fu appunto questa notevole ripresa culturale della Napoli settecentesca che, assieme all\u2019incrementato scambio con altri paesi, dette quello che poi venne definito: \u00abl\u2019Illuminismo napoletano\u00bb che anche sul piano socio-politico, doveva porre i presupposti per quella grande pagina di storia che fu la Rivolta e la gloriosa Repubblica Partenopea. Grande posizione assume in questo quadro, appena accennato, il fenomeno Massonico, per gli uomini che ne furono i propulsori ma anche per la tenace azione da essa assolta nella storia di questo secolo. Fu infatti dalla Massoneria Napoletana che si manifestarono importanti componenti ideali che troveranno poi la loro identificazione pi\u00f9 evidente, nei paesi pi\u00f9 liberali. Nel luglio del 1750 viene iniziato Libero Muratore Raimondo di Sangro Principe di Sansevero, il quale l\u2019anno successivo assume il titolo di gran maestro. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"439\" height=\"523\" data-attachment-id=\"1000008816\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000008816\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/172936-f99113f5171d199810f97805b5ea2773-1574330729.jpg?fit=439%2C523&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"439,523\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"172936-f99113f5171d199810f97805b5ea2773-1574330729\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/172936-f99113f5171d199810f97805b5ea2773-1574330729.jpg?fit=252%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/172936-f99113f5171d199810f97805b5ea2773-1574330729.jpg?fit=439%2C523&amp;ssl=1\" data-id=\"1000008816\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/172936-f99113f5171d199810f97805b5ea2773-1574330729.jpg?resize=439%2C523&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000008816\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/172936-f99113f5171d199810f97805b5ea2773-1574330729.jpg?w=439&amp;ssl=1 439w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/172936-f99113f5171d199810f97805b5ea2773-1574330729.jpg?resize=252%2C300&amp;ssl=1 252w\" sizes=\"(max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"684\" height=\"1024\" data-attachment-id=\"1000008813\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000008813\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/soffitto-con-affresco-cappella-sansepolcro-napoli.jpg?fit=784%2C1174&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"784,1174\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"soffitto-con-affresco-cappella-sansepolcro-napoli\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/soffitto-con-affresco-cappella-sansepolcro-napoli.jpg?fit=200%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/soffitto-con-affresco-cappella-sansepolcro-napoli.jpg?fit=684%2C1024&amp;ssl=1\" data-id=\"1000008813\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/soffitto-con-affresco-cappella-sansepolcro-napoli.jpg?resize=684%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000008813\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/soffitto-con-affresco-cappella-sansepolcro-napoli.jpg?resize=684%2C1024&amp;ssl=1 684w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/soffitto-con-affresco-cappella-sansepolcro-napoli.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/soffitto-con-affresco-cappella-sansepolcro-napoli.jpg?resize=768%2C1150&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/soffitto-con-affresco-cappella-sansepolcro-napoli.jpg?resize=750%2C1123&amp;ssl=1 750w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/soffitto-con-affresco-cappella-sansepolcro-napoli.jpg?w=784&amp;ssl=1 784w\" sizes=\"(max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Questo aprirsi di Raimondo alla borghesia, questo considerare \u00abnobili\u00bb coloro i quali mostrano ingegno, virt\u00f9, ed onest\u00e0, \u00e8 di certo dovuto all\u2019evolversi del suo pensiero massonico. Tale attivit\u00e0 la mantenne fino al 1751 anno in cui, Carlo III di Borbone dovette con un editto cancellare le logge napoletane e bandire la massoneria dal regno. Comunque la Napoli di quegli anni \u00e8 da considerarsi un vero crogiuolo di attivit\u00e0 esoteriche, di sodalizi iniziatici di diversa matrice, che, amalgamatisi gradatamente fra loro, originarono un complesso regime esoterico di natura sincretica, dalla prevalente e spiccata matrice italico-egizia-caldaica. \u00c8 proprio a Napoli che nacque e prosper\u00f2 quel centro tradizionale che, secondo Brunelli, \u201cdi volta in volta diede manifestazioni di s\u00e9 attraverso l\u2019ispirazione di fratellanze esoteriche di particolare importanza\u201d a noi noti come \u201cRito di Misraim, Alta Massoneria, Ordine della Stella Fiammeggiante\u201d; strutture iniziatiche che, come osserva il Kremmerz, \u201coriginatesi dalle scuole magiche osiride e, propriamente di origini italiche, e passate insospettate fino alla seconda met\u00e0 del secolo XVIII, (sono) ritornate poi nell\u2019ombra della storia, tanto che ora non si sa dove stiano e se ancora esistano\u201d. Ad ogni modo, ancora oscuri e scarsamente documentati appaiono i primi indizi dell\u2019ermetismo di ispirazione egizia nel pensiero del secolo dei \u201clumi\u201d che, nella Massoneria, troveranno i \u201csegni\u201d pi\u00f9 incisivi della loro riscoperta. La fondazione di una loggia con connotazioni egizie, anche se non sicuramente documentata sembra risalire al tempo del viceregno austriaco in Napoli, ma dati pi\u00f9 certi si hanno per la met\u00e0 del XVIII secolo. La notizia \u00e8 in buona parte confermata da un ms. compilato appena dopo il 1750 da un anonimo Curioso dilettante di novit\u00e0. La particolarit\u00e0 dell\u2019officina napoletana della Perfetta Unione che, come vedremo, assumer\u00e0 la denominazione di \u201cPrimaria Loggia\u201d,era quella di far uso di un sigillo caratterizzata da una piramide sormontata dal sole raggiante, davanti alla quale vi era la sfinge, e la rappresentazione della luna crescente. Dalla \u201cLettera Apologetica\u201d si rileva la profonda erudizione del di Sangro relativamente agli Egizi e alle loro conoscenze delle costellazioni, del ritrovamento del Corpus di conoscenze metafisiche di Adamo e delle opere di Ermete Trismegisto. Inoltre, da profondo conoscitore della lingua ebraica, il Sansevero era in grado di consultare gli antichi testi cabalistici nella loro stesura originale, anche se per evitare gli strali della censura ecclesiastica,fu costretto ad attribuire l\u2019origine del geroglifico, e quindi la nascita dell\u2019intelligenza dell\u2019umanit\u00e0, ad Adamo e alla \u201cebraica nazione\u201d. In questo modo, usando un linguaggio ironico, sembrava accettare la generale impostazione della chiesa che la conoscenza divina passi dalla sapienza ebraica a quella dell\u2019Egitto e che questa sia stata trasmessa da Misraim, nipote di Cham. Questa affermazione apparentemente non eretica viene ribadita dal termine Memphis-Misraim con il quale pi\u00f9 che far precedere una tradizione all\u2019altra si tende a far comprendere che esse si trovano entrambe ad oriente del nostro mondo. Dopo il \u201ctradimento\u201d del principe e la fuga del barone Tschudy, la Primaria Loggia o della Perfetta Unione, presumibilmente, venne \u201cassonnata\u201d. Tale gesto da alcuni fu interpretato come atto di vigliaccheria, da altri come unico atto possibile per salvare i fratelli, disciogliendo l\u2019ordine. Il progetto del di Sangro era di far risorgere la nobilt\u00e0 napoletana, spesso accusata di essere dedita solo alla vita di corte, alla caccia, e di essere legata solo ai propri privilegi feudali. Riscattarla quindi dal letargo per aprirla ai fermenti innovatori che in Europa si facevano sentire. Dopo i fatti del 1751,la repressione,la scomunica ed il tentativo a vuoto dell\u2019Inquisizione di tradurlo a Castel Sant\u2019Angelo, Raimondo si vede costretto a chiudere la tipografia in cui stampava i manoscritti da lui stesso tradotti, a volte sotto pseudonimo. Due gesuiti, in particolare, tallonavano da presso il Principe: Innocenzo Molinari e Francesco Pepe che riferivano ai responsabili superiori dei \u00abservizi\u00bb vaticani circa le opere e le iniziative del Principe. Soprattutto si scagliavano, nei loro rapporti, contro le opere \u00abpericolosamente scientifiche\u00bb che Raimondo stampava e divulgava. Costretto al silenzio, Raimondo di Sangro non trov\u00f2 altra maniera di dialogare con il mondo intelligente che quello di scrivere il proprio testamento spirituale nella Cappella, da lasciare a quella parte di mondo che, animata dalla sete della conoscenza, avrebbe profuso sforzi ed energia per interpretarlo. Mancano notizie certe fino al 1768, data di una petizione da parte di Jean Rodolphe Passavant alla Grand Lodge of England per essere autorizzato a ricostituire in Napoli la loggia regolare La Perfetta Unione, portandola, successivamente, alla dignit\u00e0 di Gran Loggia Provinciale. In seguito Raimondo di Sangro Principe di San Severo riusc\u00ec ad avere un grande successo che coinvolse la borghesia di tutta Europa ma questo per\u00f2 port\u00f2 l\u2019invidia del clero locale che costrinse per la prima volta nel suo regno era il 1751 Carlo III di Borbone eman\u00f2 un editto che condannava e proibiva la Massoneria nel Regno. Dopo la sua rinuncia all\u2019appartenenza all\u2019Ordine Massonico,deluso ed amareggiato, il Principe si concentra sui lavori della sua Cappella e sulle sue amate ricerche: \u201cabbandonando ogni altro intrapreso suo studio nello stesso anno 1751, pens\u00f2 di darsi del tuffo allo studio della Fisica sperimentale come la pi\u00f9 profittevole per l\u2019umana societ\u00e0, con animo di tentar nuove esperienze, e illustrar con nuove scoperte una si famosa, e necessaria Scienza\u201d. Intraprende quindi delle nuove esperienze fisiche e fa costruire in un sotterraneo del suo palazzo una fornace, sul tipo di quelle adoperate dai vetrai\u201dma di una particolare costruttura\u201d, aggiungendovi diversi altri forni \u201ca fuoco di riverbero\u201d; poi, in un altro locale, fece installare un \u201cLaboratorio Chimico con ogni sorta di fornelli, di Vasellami, o di ordigni per qualunque operazione\u201d. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"500\" data-attachment-id=\"1000008815\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000008815\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Cappella-Sansevero-42886.jpg?fit=1000%2C500&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1000,500\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1456306179&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Cappella-Sansevero-42886\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Cappella-Sansevero-42886.jpg?fit=300%2C150&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Cappella-Sansevero-42886.jpg?fit=1000%2C500&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Cappella-Sansevero-42886.jpg?resize=1000%2C500&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000008815\" style=\"width:1190px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Cappella-Sansevero-42886.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Cappella-Sansevero-42886.jpg?resize=300%2C150&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Cappella-Sansevero-42886.jpg?resize=768%2C384&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Cappella-Sansevero-42886.jpg?resize=360%2C180&amp;ssl=1 360w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Cappella-Sansevero-42886.jpg?resize=750%2C375&amp;ssl=1 750w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Realizza dei cristalli e delle pietre dure artificiali e riprende a fare degli esperimenti, gi\u00e0 precedentemente tentati, sulla rigenerazione della vita dei granchi e sulla formazione del sangue dal cibo, facendo \u201caltre belle scoperte&#8230; alcune delle quali sembrano fuori dell\u2019ordine della Natura\u201d. Fra queste va ricordato soprattutto il cosiddetto Lume Eterno, ampiamente descritto nelle Lettere indirizzate al Cavaliere fiorentino Giovanni Giraldi ed all\u2019Abate Nollet dell\u2019Accademia Reale delle Scienze di Parigi. Nell\u2019orazione del Principe di Sansevero riportata nell\u2019opera di H.T. Tschudy che dice: \u201cSono molto lusingato di potervi dare questo titolo, e di poter col tempo rivelarvi tutte le gloriose prerogative che esso comporta. Accettati, per il vostro medesimo desiderio e per un suffragio che vi assicurano le vostre qualit\u00e0 personali, nella nostra rispettabile societ\u00e0, dopo aver sfidato i pregiudizi del secolo, le opinioni del profano, dopo aver superato con costanza precisa le prove differenti che vi hanno condotto nell\u2019augusto santuario della massoneria, \u00e8 infine giusto che vi metta a parte della luce che avete cercato con tanta cura, e non contento di aver colpito i vostri occhi con il vivo fulgore dei suoi raggi, che io vi riscaldi il cuore, lo animi, illumini la vostra anima e il vostro spirito, svelandovi i misteri delle nostre logge, facendovi conoscere il vero oggetto dei lavori, lo scopo vero della nostra associazione, le regole per la nostra condotta ed i principi della nostra morale. Tutto ci\u00f2 che facciamo \u00e8 relativo alla virt\u00f9, \u00e8 il suo tempio che noi costruiamo, e i semplici e grossolani strumenti di cui facciamo uso non sono che i simboli dell\u2019architettura spirituale di cui ci occupiamo. Voi vedrete, fratelli, avanzando nei gradi dell\u2019Ordine, cosa che il vostro zelo meriter\u00e0 senza dubbio, fino a che punto l\u2019allegoria ne sia sottilmente sostenuta: io posso, per adesso, rivelarvi solo quei segreti ai quali lo stato di apprendista vi permette di essere iniziati: non traccer\u00f2 la storia della nostra origine; consultate i libri santi, voi la troverete all\u2019epoca della sublime costruzione che consacr\u00f2 con la saggezza del pi\u00f9 grande dei re, un magnifico monumento alla gloria e al culto dell\u2019Eterno. Questa breve spiegazione, fratelli, dissipa il prestigio che vi ha potuto preoccupare prima di conoscervi&#8230; noi non ci lasciamo ingannare n\u00e9 dai nostri principi, n\u00e9 dai nostri sentimenti: riuniti dallo stesso zelo noi siamo fratelli e ne facciamo gloria&#8230; Opere simili di una stessa provvidenza, siamo tutti uguali, la nascita, i ranghi, la fortuna non ci fanno uscire da questo giusto livello&#8230; Uomini semplici, modesti nei piaceri, essenziali nelle amicizie, fermi negli impegni, puntuali nei doveri, sinceri nelle promesse.\u201d Le sue scoperte scientifiche divennero anche nel contempo tacciate di alchimia e magia tant\u2019\u00e8 vero che i riti usati da Raimondo di Sangro furono: \u201cIl Rito egizio di Misraim, era un alchimista che attraverso lo studio della cabala e dell\u2019ermetismo, si era avvicinato all\u2019Ordine Rosacrociano, divenendone un adepto, come dimostrano i suoi studi, le sue scoperte, la stessa simbologia che volle dare ai gruppi simbolici della Cappella di Sansevero. Fu uno di quelle guide dell\u2019umanit\u00e0 che solo periodicamente compaiono su questa terra, per essere di esempio, con l\u2019azione e con il servizio che all\u2019umanit\u00e0 stessa rendono. Raimondo di Sangro, che pur essendo vissuto nell\u2019Era dei Pesci, era nato sotto il segno astrologico dell\u2019Acquario, seppe essere, con l\u2019azione di tutta la sua vita operosa, uno spirito puro proiettato nell\u2019Era Nuova, ad indicare ai suoi simili, come facendo fiorire la rosa sulla sua Croce, dovr\u00e0 essere l\u2019Uomo dalla mente concreta dell\u2019Era dell\u2019Acquario. Il Principe voleva a tutti i costi essere padrone di quella sottile linea di confine che passa tra la vita e la morte,ossia la soluzione della immortalit\u00e0 terrena. Si racconta, che uccise sette cardinali e che con le loro ossa realizz\u00f2 sette seggiole, ricoprendone il fondo con la loro pelle. Si narra che, quando sent\u00ec avvicinarsi la morte, provvide ad organizzare la sua resurrezione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-attachment-id=\"1000008812\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000008812\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/raim-1-1024x683-1.jpg?fit=1024%2C683&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1024,683\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 100&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 100&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 100\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 100&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/raim-1-1024x683-1.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/raim-1-1024x683-1.jpg?fit=1024%2C683&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/raim-1-1024x683-1.jpg?resize=1024%2C683&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000008812\" style=\"width:1188px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/raim-1-1024x683-1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/raim-1-1024x683-1.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/raim-1-1024x683-1.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/raim-1-1024x683-1.jpg?resize=750%2C500&amp;ssl=1 750w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 100<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p> L\u2019ambizioso progetto era quello di creare un luogo magico,dove chi avesse la conoscenza dell\u2019Arte Regia (l\u2019Alchimia) e delle regole della Massoneria, avrebbe poi decifrato il messaggio nascosto dal Principe nelle sue opere. Un messaggio tra il sacro e profano, tra mitologia e teologia, tra il naturale ed il sovrannaturale, il tutto coronato dalla sua ossessione verso il simbolismo e verso quella sapienza che deriva dagli antichi Egizi. Non pi\u00f9 scrivendolo nei libri ma criptandolo nelle opere raccolte nella sua,la cappella costruita su un luogo dove anticamente vi era un tempio dedicato alla dea Iside. Un messaggio non ancora svelato ma, come le sue opere, semplicemente \u201cvelato\u201d da un simbolismo allegorico. Quel \u201cvelo\u201d sotto il quale s\u2019intravede la vera realt\u00e0 dell\u2019esistenza umana. Solo l\u2019occhio attento di colui che ha intrapreso il cammino dell\u2019iniziato riuscir\u00e0 a carpirne il vero significato. Un significato che non ha pi\u00f9 nulla di arcano se la conoscenza ha donato le chiavi. In tal modo si spiega anche l\u2019uccisione dei sette cardinali e sette \u00e8 il numero dell\u2019Illuminazione e corrisponde alle sette chiese dell\u2019Apocalisse o ai \u201cSette Saggi\u201d dei libri della fondazione egizia, iscritti sulle pareti del tempio di Horus a Edfu. Si tratta, della forza del serpente che si snoda lungo la colonna vertebrale dell\u2019uomo e che, attivando tutti i sette centri energetici, dona illuminazione e vita eterna. Un simbolismo che si ritrova nel caduceo del dio Mercurio, presente all\u2019interno della cappella nelle mani della statua della \u201cSincerit\u00e0\u201d. Il simbolismo che impieg\u00f2 il de Sangro, probabilmente volontariamente \u201cmitizzato\u201d dai suoi \u201cdiscepoli\u201d, \u00e8 riscontrabile proprio sull\u2019altare della cappella, dove \u00e8 visibile un volto dorato di chiara ispirazione sindonica. Gli alchimisti, eredi di una tradizione antica, consideravano la Sindone quale\u201dveste del corpo di gloria\u201d del risorto, cio\u00e8 il raggiungimento della Pietra Filosofale. Questo spiega anche perch\u00e9 il Principe volle nella sua cappella la statua di un Cristo \u201cvelato\u201d dalla Sindone in quanto essa era simbolo di quell\u2019immortalit\u00e0 dalla quale era tanto ossessionato. Il principe se ne andava in un giorno di primavera. Il 22 marzo 1771, Sessantun anni appena compiuti. Un uomo relativamente ancora giovane. Che da tempo, per\u00f2, avvertiva dolori, soffriva. Aspettava, da un giorno all\u2019altro, che la sua compagna di sempre, la morte, lo chiamasse a s\u00e9 per l\u2019ultima e definitiva volta, e serenamente era spirato, in pace con se stesso e con la Chiesa come attesta l\u2019atto di morte: \u201cA\u2019 22 Marzo 1771.L\u2019eccellentissimo Signor don Raimondo de\u2019 Sangro, marito della eccellentissima signora donna Carlotta Caietani d\u2019Aragona, Principe di Sansevero, abitante nel proprio palazzo, ricevuti i Santissimi Sacramenti, mor\u00ec in Comunione di Santa Chiesa, a di detto, e fu seppellito nella propria Cappella pubblica; era dell\u2019et\u00e0 sessantadue anni circa\u201d . Destino curioso. Morto lui, si perde ogni traccia delle sue mirabolanti invenzioni. Ne resta una descrizione non sempre chiara, negli scritti di suo pugno o da lui ispirati, nulla pi\u00f9. Volatili, pura intenzione, restano una serie di opere spesso annunciate mai tradotte nero su bianco. I funerali furono solenni, fastosi, come si addiceva a un nobile del suo rango. Tra velluti, ori, argenti, la pompa, e anche questo era da mettere in conto, prese il sopravvento sulla tristezza, che solo si poteva leggere nei tratti tirati di Carlotta Gaetani e nello sguardo compunto di qualche amico. La primavera aveva fatto il suo ingresso proprio il giorno precedente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Cardone Ho sempre visitato la Cappella di San Severo da quando avevo venti nel tempo ho provato sempre la stessa emozione, perch\u00e9 io penso che sia un luogo pieno di mistero che ti rapisce e al tempo stesso ti affascina come la citt\u00e0 di Napoli quel vivere tra luci ed ombre. Raimondo di Sangro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000008814,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"subtitle":"","format":"standard","video":"","gallery":"","source_name":"","source_url":"","via_name":"","via_url":"","override_template":"0","override":[{"template":"2","single_blog_custom":"","parallax":"1","fullscreen":"1","layout":"right-sidebar","sidebar":"default-sidebar","second_sidebar":"default-sidebar","sticky_sidebar":"1","share_position":"top","share_float_style":"share-monocrhome","show_share_counter":"1","show_view_counter":"1","show_featured":"1","show_post_meta":"1","show_post_author":"1","show_post_author_image":"0","show_post_date":"1","post_date_format":"default","post_date_format_custom":"Y\/m\/d","show_post_category":"1","show_post_reading_time":"0","post_reading_time_wpm":"300","show_zoom_button":"0","zoom_button_out_step":"2","zoom_button_in_step":"3","show_post_tag":"1","show_prev_next_post":"0","show_popup_post":"1","number_popup_post":"1","show_author_box":"1","show_post_related":"0","show_inline_post_related":"0"}],"override_image_size":"0","image_override":[{"single_post_thumbnail_size":"crop-500","single_post_gallery_size":"crop-500"}],"trending_post":"0","trending_post_position":"meta","trending_post_label":"Trending","sponsored_post":"0","sponsored_post_label":"Sponsored by","sponsored_post_name":"","sponsored_post_url":"","sponsored_post_logo_enable":"0","sponsored_post_logo":"","sponsored_post_desc":"","disable_ad":"0"},"jnews_primary_category":{"id":"","hide":""},"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3,5,46],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000008811","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte","8":"category-giovanni-cardone","9":"category-italia"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/RAF2699-HDR.jpg?fit=2048%2C1366&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000008811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000008811"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000008811\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000008817,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000008811\/revisions\/1000008817"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000008814"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000008811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000008811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000008811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}