{"id":1000008625,"date":"2024-10-10T09:38:06","date_gmt":"2024-10-10T12:38:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000008625"},"modified":"2024-10-10T09:38:08","modified_gmt":"2024-10-10T12:38:08","slug":"meloni-e-schlein-la-solitudine-dei-numeri-uno-di-oggi-e-la-lezione-di-antonio-gramsci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000008625","title":{"rendered":"Meloni e Schlein: la solitudine dei numeri Uno di oggi e la lezione di Antonio Gramsci"},"content":{"rendered":"\n<p>Da una parte c&#8217;\u00e8 Giorgia Meloni, premier di Governo e leader di Fratelli d&#8217;Italia, che ogni giorno non solo deve tenere a bada i suoi alleati litigiosi ma pure preoccuparsi che i suoi parlamentari eseguano i suoi ordini senza defezioni. Dall&#8217;altra c&#8217;\u00e8 Elly Schlein, leader del Pd, il maggior partito di opposizione, costretta ogni giorno a ingoiare rospi per non accapigliarsi col M5S di Giuseppe Conte e il resto dell&#8217;armata brancaleone dell&#8217;opposizione che ogni giorno ne inventa una per marcare l&#8217;ennesima differenza rispetto ai loro (im-possibili?) alleati. La leader Dem e la premier di Governo, di fatto, costrette a sentirsi sole, una solitudine per forza di cose: sono due giovani donne al comando, con attorno un esercito di maschietti fino a ieri imperanti, ora spodestati, che non vedono l&#8217;ora di tornarci loro ai posti di comando. In una fase come l&#8217;attuale, dove non solo la gente comune pensa di essere Superman o Superwoman ma anche l&#8217;ultimo dei politici pensa di essere pronto per fare il Capo dello Stato, ecco, &#8216;dirigere&#8217; una simile orchestra alla fine pu\u00f2 risultare non solo problematico ma assai difficile. Per quanto riguarda la premier Meloni lo si \u00e8 visto in Parlamento convocato per eleggere un membro della Corte Costituzionale. Meloni voleva il suo consigliere giuridico, ma nonostante il suo partito sia il pi\u00f9 forte di tutti, nonostante sia appoggiata dalla sua maggioranza parlamentare, questo non \u00e8 bastato, alla fine non aveva i voti necessari ed \u00e8 stata costretta a ripiegare. Ci prover\u00e0 di nuovo? Sull&#8217;altra sponda c&#8217;\u00e8 la leader del Pd, arrivata a conquistare la segreteria nazionale perch\u00e9 tutti i vecchi marpioni non l&#8217;avevano vista arrivare, adesso si ritrova a dirigere una combriccola dove ogni giorno c&#8217;\u00e8 da preoccuparsi. E non importa se la segretaria \u00e8 riuscita a spedire lontano da lei, con incarichi e candidature, tanti vecchi leader. Non \u00e8 bastato, perch\u00e9 ogni giorno spunta un nuovo capetto che vuol dire la sua e poi ci sono tanti DEM che governano nei loro territori che reclamano spazio politico e vogliono manovrare in pace. Tutto ci\u00f2 accresce la solitudine della leader Dem che in molti ormai dipingono stretta alla sua piccola cerchia di fedeli collaboratori che mai e poi mai la tradirebbero. Attorno ai leader, in situazioni come queste, di solito c&#8217;\u00e8 un silenzio assordante. Nessuno parla, ma i pensieri viaggiano alla velocit\u00e0 del suono. Aspettano. In un caso, la battuta d&#8217;arresto sulla nomina del membro della Corte Costituzionale, con la speranza che la premier accetti di trattare e cedere. Dall&#8217;altra il risultato delle prossime elezioni regionali in Emilia-Romgna, Liguria e Umbria. Per il Pd, che in tutte ha piazzato un suo candidato alla presidenza, fino a poco tempo fa sembrava essere una passeggiata, che alla fine la partita sarebbe finita tre a zero, con Liguria e Umbria tolte al Centrodestra. Adesso qualcosa \u00e8 cambiato. C&#8217;\u00e8 timore, i sondaggi in Liguria, si mormora tra i DEm, non sono proprio incoraggianti, il candidato Bucci del Centrodestra \u00e8 ben piazzato altro che in caduta. Pure in Umbria, soprattutto tra la sinistra sinistra, hanno da ridire sulla &#8216;cattolicissima&#8217; sindaca di Assisi scelta per togliere la presidenza oggi in mano alla Lega. Metti caso che alla fine ai Dem resti solo la scontata Emilia-Romagna, ecco in quel caso in molti scommettono che i sussurri di oggi si trasformeranno in grida. E visto che sia a destra che a sinistra si torna a parlare di Antonio Gramsci, forse qualche riga tratta dai suoi quaderni, scritti in solitudine nel carcere dove lo avevano rinchiuso i fascisti, potr\u00e0 aiutare chi ha compiti dirigenti a non commettere gli stessi eterni errori. \u00ab&#8230; come si pu\u00f2 dirigere nel modo pi\u00f9 efficace (dati certi fini) e come pertanto preparare nel modo migliore i dirigenti (e in questo pi\u00f9 precisamente consiste la prima sezione della scienza e dell&#8217;arte politica), e come d&#8217;altra parte si conoscono le linee di minore resistenza o razionali per avere l&#8217;obbedienza dei diretti o governati. Nel formare i dirigenti \u00e8 fondamentale la premessa: si vuole che ci siano sempre governati e governanti oppure si vogliono creare le condizioni in cui la necessit\u00e0 dell&#8217;esistenza di questa divisione sparisca? Cio\u00e8 si parte dalla premessa della perpetua divisione del genere umano o si crede che essa sia solo un fatto storico, rispondente a certe condizioni? Occorre tener chiaro tuttavia che la divisione di governati e governanti, seppure in ultima analisi risalga a una divisione di gruppi sociali, tuttavia esiste, date le cose cos\u00ec come sono, anche nel seno dello stesso gruppo, anche socialmente omogeneo&#8230; Dato che anche nello stesso gruppo esiste la divisione tra governanti e governati, occorre fissare alcuni principii inderogabili, ed \u00e8 anzi su questo terreno che avvengono gli \u00aberrori\u00bb pi\u00f9 gravi, che cio\u00e8 si manifestano le incapacit\u00e0 pi\u00f9 criminali, ma pi\u00f9 difficili a raddrizzare. Si crede che essendo posto il principio dallo stesso gruppo, debba avvenire senza bisogno di una dimostrazione di \u00abnecessit\u00e0\u00bb e razionalit\u00e0 non solo, ma sia indiscutibile (qualcuno pensa e, ci\u00f2 che \u00e8 peggio, opera secondo questo pensiero, che l&#8217;obbedienza \u00abverr\u00e0\u00bb senza essere domandata, senza che la via da seguire sia indicata). Cos\u00ec \u00e8 difficile estirpare dai dirigenti il \u00abcadornismo\u00bb, cio\u00e8 la persuasione che la cosa sar\u00e0 fatta perch\u00e9 il dirigente ritiene giusto e razionale che sia fatta: se non viene fatta, \u00abla colpa\u00bb viene riversata su chi \u00abavrebbe dovuto\u00bb ecc&#8230; Posto il principio che esistono diretti e dirigenti, governati e governanti, \u00e8 vero che i partiti sono finora il modo pi\u00f9 adeguato per elaborare i dirigenti e la capacit\u00e0 di direzione (i \u00abpartiti\u00bb possono presentarsi sotto i nomi pi\u00f9 diversi, anche quello di anti-partito e di \u00abnegazione dei partiti\u00bb; in realt\u00e0 anche i cos\u00ec detti \u00abindividualisti\u00bb sono uomini di partito, solo che vorrebbero essere \u00abcapipartito\u00bb per grazia di dio o dell&#8217;imbecillit\u00e0 di chi li segue)&#8230;\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nico Perrone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da una parte c&#8217;\u00e8 Giorgia Meloni, premier di Governo e leader di Fratelli d&#8217;Italia, che ogni giorno non solo deve tenere a bada i suoi alleati litigiosi ma pure preoccuparsi che i suoi parlamentari eseguano i suoi ordini senza defezioni. 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