{"id":1000008328,"date":"2024-09-28T20:10:23","date_gmt":"2024-09-28T23:10:23","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000008328"},"modified":"2024-09-28T20:10:24","modified_gmt":"2024-09-28T23:10:24","slug":"caldo-record-e-siccita-crolla-del-32-lolio-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000008328","title":{"rendered":"Caldo record e siccit\u00e0, crolla del 32% l&#8217;olio made in Italy"},"content":{"rendered":"\n<p>La siccit\u00e0 fa crollare la produzione dell&#8217;olio d&#8217;oliva italiano con un calo atteso di circa il 32%. a causa della mancanza di pioggia e del caldo record che al Sud hanno colpito le maggiori regioni produttrici come la Puglia e la Sicilia. A lanciare l&#8217;allarme sono Coldiretti, Unaprol e Ismea, che hanno presentato al G7 dell&#8217;Agricoltura a Siracusa le stime 2024 per l&#8217;Uliveto Italia, in occasione del via alla raccolta scattata proprio in Sicilia con un anticipo di 15\/20 giorni, principalmente a causa del caldo record che ha accelerato la maturazione, portando di fatto a fine settembre il primo olio nuovo sulle tavole degli italiani. Presenti all&#8217;incontro David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente Unaprol, Maria Chiara Zaganelli, direttore generale di Ismea, e Nicola Di Noia, direttore di Unaprol. La produzione di olio d&#8217;oliva dovrebbe attestarsi quest&#8217;anno intorno ai 224 milioni di chili, una quantit\u00e0 che fa scendere l&#8217;Italia al quinto posto nella classifica dei principali Paesi produttori, secondo Coldiretti, Unaprol e Ismea. A pesare sulla campagna \u00e8 soprattutto il dato pugliese dove si stima un raccolto praticamente dimezzato rispetto allo scorso anno. Nella regione, che da sola rappresenta circa un terzo degli uliveti nazionali, la fioritura e l&#8217;allegagione si sono mostrate abbastanza ridotte quest&#8217;anno, con le piante andate in stress idrico a causa delle poche piogge estive e delle alte temperature. Situazione analoga in Calabria e Sicilia dove si stimano perdite che al momento, comunque, sembrano pi\u00f9 contenute rispetto a quelle della Puglia. In Calabria, altra forte regione produttrice, la prolungata assenza di precipitazioni ha accentuato lo stress idrico delle piante, al quale si \u00e8 aggiunta una caduta precoce delle olive, soprattutto nei frutteti pi\u00f9 giovani o meno vigorosi. In Sicilia la fioritura e l&#8217;allegagione sono state buone ma una parte della produzione si \u00e8 persa per il fenomeno della cascola dei frutticini nel mese di giugno e parte di luglio. La siccit\u00e0 di agosto ha ridotto ulteriormente le aspettative, anche se i primi dati sulle rese in olio sembrano piuttosto buoni secondo Coldiretti, Unaprol e Ismea. Al crollo della produzione al Sud si contrappone l&#8217;aumento record fatto registrare nelle regioni del Nord, con un +75%, e del Centro (+70%) rispetto a un 2023 molto deficitario. Buone notizie arrivano anche sul fronte della qualit\u00e0 che si annuncia ottima, grazie all&#8217;impegno delle circa 400 mila aziende agricole nazionali nel garantire un prodotto dagli standard elevatissimi, regalando all&#8217;Italia la leadership in Europa per il maggior numero di olio extravergine a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp) con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 variet\u00e0 di olive, il pi\u00f9 vasto tesoro di biodiversit\u00e0 del mondo, sulla base dell&#8217;analisi Coldiretti. \u00abNon \u00e8 un caso che lo scorso anno l&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva 100% Made in Italy italiano sia stato l&#8217;unico a crescere nei consumi dimostrando come i consumatori italiani abbiano premiato la qualit\u00e0 di un prodotto dalle caratteristiche organolettiche immediatamente percepibili- sottolinea David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, l&#8217;associazione dei produttori olivicoli- Un risultato che evidenzia come il nostro Evo non debba essere considerato pi\u00f9 una commodity legata alla logica del prezzo, ma un vero e proprio alimento, che peraltro innumerevoli studi indicano come prezioso elisir di lunga vita, oltre che caposaldo della Dieta Mediterranea. Da qui la necessit\u00e0 di tenere alta la guardia contro ogni tentativo di speculazione che possono trovare terreno fertile nella scarsit\u00e0 di prodotto a livello mondiale, nell&#8217;inevitabile incremento delle quotazioni e nella riduzione del differenziale di prezzo tra l&#8217;olio extravergine italiano e quello dei principali paesi produttori\u00bb. Tra l&#8217;altro Unaprol e Coldiretti portano avanti una politica di contrasto alle frodi, sempre pi\u00f9 crescenti per la scarsit\u00e0 di prodotto, proponendo in tutti i tavoli istituzionali, nazionali ed internazionali, la proposta del restringimento dei parametri relativi al livello di acidit\u00e0 dell&#8217;olio Evo, da 0,8% a 0,5%. Importante in tale ottica l&#8217;arrivo del nuovo decreto, fortemente voluto da Coldiretti e Unaprol e in fase di pubblicazione, sulle modalit\u00e0 di registrazione delle olive acquistate dai commercianti di olive, con specifiche funzionalit\u00e0 previste sul Sian, che assicurer\u00e0 maggiore trasparenza e tracciabilit\u00e0. Necessario anche rafforzare la disciplina sui condimenti, che dovrebbero avere l&#8217;indicazione dettagliata in etichetta della percentuale di olio extravergine d&#8217;oliva presente in miscele che utilizzano prevalentemente oli raffinati e devono essere nettamente separati sugli scaffali dall&#8217;olio Evo, per non ingenerare confusione nei consumatori e consentire manovre ingannevoli. Ma l&#8217;impegno della filiera olivicola italiana con Unaprol e Coldiretti guarda anche ai cambiamenti climatici chiedendo di accelerare sulla realizzazione del piano di invasi con pompaggi e cambiare passo per una gestione della risorsa idrica programmata, senza la quale anche l&#8217;olivicoltura italiana non pu\u00f2 pi\u00f9 garantire una produzione costante e di qualit\u00e0 per gli effetti sempre pi\u00f9 violenti dei cambiamenti climatici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La siccit\u00e0 fa crollare la produzione dell&#8217;olio d&#8217;oliva italiano con un calo atteso di circa il 32%. a causa della mancanza di pioggia e del caldo record che al Sud hanno colpito le maggiori regioni produttrici come la Puglia e la Sicilia. 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