{"id":1000007745,"date":"2024-09-17T11:01:27","date_gmt":"2024-09-17T14:01:27","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000007745"},"modified":"2024-09-17T11:01:29","modified_gmt":"2024-09-17T14:01:29","slug":"il-vulcano-dei-campi-flegrei-ha-mostrato-segni-di-un-progressivo-accumulo-di-magma-a-profondita-relativamente-superficiali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000007745","title":{"rendered":"Il vulcano dei Campi Flegrei ha mostrato segni di un progressivo accumulo di magma a profondit\u00e0 relativamente superficiali."},"content":{"rendered":"\n<p>Gli esperti avvertono che, sebbene al momento non ci siano segnali di eruzione imminente, tuttavia il possibile continuo accumulo di magma e l&#8217;aumento della pressione nel sottosuolo rappresentano un rischio che deve continuare ad essere monitorato e gestito con grande attenzione. Comprendere se l&#8217;attivit\u00e0 sismica, la deformazione del suolo e l&#8217;emissione di gas, fenomeni che dal 2007 sono progressivamente aumentati per il bradisismo in corso nel vulcano Campi Flegrei, coinvolgano il movimento o un accumulo di magma in profondit\u00e0 e, quindi, tracciarne l&#8217;evoluzione nel tempo. Questi gli obiettivi raggiunti da un team internazionale di ricercatori guidato dall&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in collaborazione con l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi Roma Tre e l&#8217;Universit\u00e9 de Gen\u00e8ve, nell&#8217;ambito del progetto \u00abLOVE-CF\u00bb finanziato dall&#8217;Ingv per l&#8217;indagine multidisciplinare dei Campi Flegrei. I risultati dello studio sono riportati nell&#8217;articolo \u00abTracking the 2007-2023 magma-driven unrest at Campi Flegrei caldera (Italy)\u00bb, recentemente pubblicato sulla rivista Nature \u2013 Communications of Earth and Environment, che affronta questi aspetti importanti per definire la dinamica e lo stato attuale di un vulcano in un&#8217;area ad elevata densit\u00e0 di popolazione. Da anni, gli scienziati monitorano con attenzione l&#8217;attivit\u00e0 dei Campi Flegrei, la vasta caldera vulcanica situata a ovest di Napoli, il vulcano noto negli ultimi decenni per le crisi bradisismiche. Utilizzando tecniche avanzate, come la geodesia, le simulazioni numeriche e la petrologia, i ricercatori sono riusciti a mappare il movimento del magma nelle profondit\u00e0 della caldera nell&#8217;arco di 16 anni, dal 2007 al 2023, ossia dall&#8217;inizio della nuova fase bradisismica del vulcano che dura ancora oggi. L&#8217;analisi evidenzia che l&#8217;ascesa del magma a profondit\u00e0 inferiori a 8 chilometri \u00e8 il motore principale dell&#8217;attivit\u00e0 in corso, caratterizzata da un lento e costante sollevamento del suolo, che ha raggiunto circa 1,3 metri al Rione Terra di Pozzuoli dal 2006 a oggi. Considerando diversi scenari, i ricercatori hanno dedotto che la sorgente di deformazione risulta negli anni progressivamente pi\u00f9 superficiale, da circa 6 km fino ad arrivare a circa 4 km di profondit\u00e0. Tale sorgente costituisce il risultato della risalita di magma e gas magmatici dalla zona di accumulo principale, a 8 km di profondit\u00e0, a profondit\u00e0 inferiori. Inoltre, la risalita del magma e dei gas magmatici ha contribuito all&#8217;intensificazione dell&#8217;attivit\u00e0 sismica e all&#8217;incremento dei fenomeni di emissione di gas, in particolare nell&#8217;area della Solfatara, che rappresenta iconograficamente una delle principali manifestazioni vulcaniche della caldera. \u00ab\u00c8 fondamentale monitorare costantemente il comportamento di questo vulcano, soprattutto considerando che si trova in una delle aree pi\u00f9 densamente popolate d&#8217;Europa\u00bb, dichiara Elisa Trasatti, ricercatrice dell&#8217;Osservatorio Nazionale Terremoti dell&#8217;Ingv e coordinatrice del gruppo di ricerca. \u00abNegli ultimi decenni la rete di misura delle deformazioni del suolo tramite Gnss ha raggiunto un altissimo livello di sviluppo tecnologico per il numero di stazioni in tutta l&#8217;area vulcanica, e per l&#8217;affidabilit\u00e0 dell&#8217;elaborazione del dato, che \u00e8 acquisito in continuo e processato giornalmente. Inoltre \u2013 prosegue la ricercatrice \u2013 il dato satellitare ha permesso una ricostruzione con grande copertura areale. Grazie all&#8217;alta qualit\u00e0 dei dati, \u00e8 stato possibile sviluppare modelli avanzati per individuare la causa delle deformazioni monitorate. Questo ha permesso di effettuare un passo ulteriore nella determinazione dell&#8217;origine dell&#8217;attivit\u00e0 dei Campi Flegrei\u00bb. Mauro Antonio Di Vito, direttore dell&#8217;Osservatorio Vesuviano dell&#8217;Ingv e coautore dello studio, spiega: \u00abQualsiasi affermazione che riguarda l&#8217;attivit\u00e0 dei Campi Flegrei deve essere ponderata con attenzione. Sebbene non sia possibile definire con certezza la presenza di magma a circa 4 km di profondit\u00e0, lo studio stabilisce per la prima volta che il magma, in risalita dagli 8 km, \u00e8 il motore principale dell&#8217;attivit\u00e0 in corso ai Campi Flegrei. Sebbene al momento non ci siano segnali imminenti di eruzione, il continuo accumulo di magma e l&#8217;aumento della pressione nel sottosuolo rappresentano un rischio che non deve essere ignorato\u00bb. Valerio Acocella, professore dell&#8217;Universit\u00e0 Roma Tre, associato di ricerca all&#8217;Ingv e coautore dello studio, evidenzia: \u00abQuesto studio fornisce importanti elementi per comprendere meglio e vincolare lo stato attuale del sistema magmatico dei Campi Flegrei\u00bb. Sottolinea, inoltre, l&#8217;importanza della collaborazione internazionale: \u00abLo studio dimostra anche quanto sia importante integrare diverse discipline ed utilizzare le competenze di istituzioni diverse per affrontare problemi complessi come quello dei Campi Flegrei. Solo attraverso un approccio multidisciplinare possiamo sperare di comprendere pienamente la dinamica dei vulcani\u00bb. Gli scienziati ricordano che il vulcano \u00e8 costantemente monitorato attraverso una fitta rete multiparametrica che consente di rilevare anche i minimi cambiamenti nella caldera. \u00abI dati pi\u00f9 recenti, dal 2023 a oggi, mostrano similitudini con quanto osservato nei precedenti 16 anni, con una lieve intensificazione delle manifestazioni. Quindi \u2013 conclude Di Vito \u2013 al momento non ci sono ragioni per ritenere che l&#8217;attivit\u00e0 magmatica non stia ancora proseguendo come definito nello studio. Siamo costantemente in contatto con la Protezione civile per garantire che ogni pi\u00f9 piccolo sviluppo venga seguito con la massima attenzione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Marisa Caputo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli esperti avvertono che, sebbene al momento non ci siano segnali di eruzione imminente, tuttavia il possibile continuo accumulo di magma e l&#8217;aumento della pressione nel sottosuolo rappresentano un rischio che deve continuare ad essere monitorato e gestito con grande attenzione. Comprendere se l&#8217;attivit\u00e0 sismica, la deformazione del suolo e l&#8217;emissione di gas, fenomeni che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000007746,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":[],"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[46,255],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000007745","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"category-sociales"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/solfatara-pozzuoli-campi-flegrei-canva-1024x858-1.jpg?fit=1024%2C858&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000007745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000007745"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000007745\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000007747,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000007745\/revisions\/1000007747"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000007746"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000007745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000007745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000007745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}