{"id":1000007667,"date":"2024-09-14T08:24:34","date_gmt":"2024-09-14T11:24:34","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000007667"},"modified":"2024-09-14T08:24:36","modified_gmt":"2024-09-14T11:24:36","slug":"antonio-izzo-in-astratto-in-mostra-alla-casina-dei-mosaici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000007667","title":{"rendered":"Antonio Izzo in Astratto in mostra alla Casina dei Mosaici"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Villa Favorita Ercolano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 18 Settembre 2024 si potr\u00e0 ammirare presso la Casina dei Mosaici Parco sul Mare Villa Favorita Ercolano \u2013 Napoli la mostra Antologica Astratto di Antonio Izzo . Come afferma Luigi Paolo Finizio : Antonio Izzo, nei primi anni Settanta, ha esordito attraverso l\u2019esperienza dell\u2019informale. Per chi s\u2019orienta verso la pratica creativa del non figurativo, specialmente a Napoli, la poetica incondizionata dell\u2019informale, delle sue trasparenti e materiche tessiture attraverso l\u2019invisibile costituisce un viatico inevitabile. Al suo interno la condotta del segno, come del trascinamento di spunti e citazioni dal mondo esterno, costituiva, una pratica idonea al registro pi\u00f9 ampio e libero verso il mondo interiore e di quello fatto di realt\u00e0 fisiche e appariscenti nel mondo esterno. Ci\u00f2 che distingue il dettato d\u2019immagine nelle prime composizioni informali di Izzo si mostra subito consonante con la filigrana costruttiva, di tenuta logica caratterizzante l\u2019impianto di fondo delle sue opere. Una chiave compositiva che fa sentire la generativa incidenza e costanza proprio attraverso il tessuto sconnesso delle compagini di pittura informale. Forse ci\u00f2 che rende specifico il verso poetico di Izzo \u00e8 proprio questa congiunzione stretta con cui si lega il segno corsivo, a volte fatto di materia, di rilievi e scavi, e la trama logica dei campi pittorici. Congiunzione che porta in immagine un flusso intimo di sensazioni e visioni e il registro diretto verso forme e oggetti, spesso ricalcati o prelevati, dal mondo sociale. La sua dimensione lirica non si chiude nella soggettivit\u00e0 ma si fa sguardo di orditi costruttivi, di osservazione oggettiva e prensile verso le cose circostanti. Sta all\u2019interno di tale relazione vissuta tra privato e pubblico, tra lirismo e sociale, la disponibilit\u00e0 con cui Izzo si dedica negli anni Settanta attraverso i condivisi intenti espressivi del&nbsp;<strong>Gruppo Arti Visive<\/strong>. Un modo di fare arte in un campo diretto di relazioni con la comunicazione e i comportamenti del mondo pubblico. In anni, quali furono i Settanta e non solo da noi, di grande successo delle forme di produzione moltiplicativa e seriale Izzo, portato a coltivare e sedimentare per il suo fare in pittura ogni segno espressivo di tecniche e pratiche artistiche, personific\u00f2 all\u2019interno del&nbsp;<strong>Gruppo Arti Visive<\/strong>&nbsp;la mano fattiva. Quella del suo atelier, il telaio serigrafico che divenne lo strumento operativo per il messaggio che il gruppo mise in atto verso le realt\u00e0 sociali e comunicative del proprio tempo\u201d.&nbsp; Essendo legato all\u2019artista Antonio Izzo non solo dal linguaggio dell\u2019arte, \u00e8 stato il mio insegnate in quello che fu il glorioso Istituto D\u2019Arte di Torre del Greco , io penso che negli anni la pratica dell\u2019arte ha oggi una particolare necessit\u00e0 nella societ\u00e0 contemporanea poich\u00e9 \u00e8 proprio l\u2019arte che riesce a rendere l\u2019esistenza pi\u00f9 ampia di quanto non appaia comunemente, rendendo percepibili occulte visioni. Analizzando le opere di Antonio Izzo posso affermare che nelle sue opere cerca la verit\u00e0, ovvero l\u2019ideale di una prospettiva che ti permette di entrare in sintonia con le sue opere. Le suggestioni delle sue opere si dilatano in ricercate atmosfere, divenendo flebili respiri, tensioni verso l\u2019immanenza, nella scintillante immediatezza della pura sperimentazione. Il colore si libera dalla forma, sublima verso realt\u00e0 concrete donando allo spazio nuove e articolate visioni. Uno spazio di luce si dirama oltre i limiti conosciuti della forma trasformando ogni esperienza onirico astratta in una catalogazione cosmica dell\u2019animo. Strutturazioni coeve e sequenziali assemblano razionalmente inediti linguaggi, intercalando piani e frammenti tonali. Dalle opere di Antonio Izzo affiorano innumerevoli realt\u00e0 parallele oltre le convenzioni del visibile e dell\u2019agire, generando corrispondenze e analogie tra creazione e genesi. Sentimenti dell\u2019animo si fanno luce e approdano verso arcani arcipelaghi prospettici attraverso flebili e illusorie sinuosit\u00e0 narrative.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"920\" data-attachment-id=\"1000007669\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000007669\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?fit=2048%2C1839&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2048,1839\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2024-09-11 ore 15.05.11_31b668a1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?fit=300%2C269&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?fit=1024%2C920&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?resize=1024%2C920&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000007669\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?resize=1024%2C920&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?resize=300%2C269&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?resize=768%2C690&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?resize=1536%2C1379&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?resize=450%2C404&amp;ssl=1 450w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?resize=780%2C700&amp;ssl=1 780w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?resize=1600%2C1437&amp;ssl=1 1600w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_31b668a1.jpg?w=2048&amp;ssl=1 2048w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Si assiste, ad uno scontro epocale tra linearit\u00e0 del tratto e dinamicit\u00e0 fluttuante della composizione, ora rotante, ora integrata tra dogmatiche sovrapposizioni orizzontali e verticali. La dimensione plastica della materia si dirama nello spazio alternando realt\u00e0 trascendenti a lampi di luce abbagliante e infinita. L\u2019essenziale incontra l\u2019effimero, eros e thanatos dell\u2019immaginario, alla ricerca dell\u2019inedita forma, esiziale paradigma di un\u2019ancestrale solitudine, muta testimone di continue sperimentazioni, sinuosit\u00e0 tattili, simmetrie sussultorie. Perfezione ed essenzialit\u00e0, germinali sequenze, sottesi intrecci, fluttuano liberi nelle lontane rimembranze segniche per divenire essenze di transiti e rivelazioni di idee organico primigenie. Segmenti iridescenti si sovrappongono, ordinati nello spazio, rimodellando atmosfere, entit\u00e0 fenomeniche di sapienti sussurri, variabili astrali di cristalline scansioni luminose, meditate modulazioni. Colore e Luce vibrano sensibilissimi sul substrato generando un armonico e affascinante equilibrio, quieto limite di arcane aspirazioni sensoriali, mitici destini, tensioni sacrali. Dopo l\u2019approdo, ecco l\u2019abbandono, ovvero il desiderio di nuovi orizzonti articolati da linee spezzate e filiformi che si incuneano in mirabili frammentazioni ideative, sintomo di smarrimento esistenziale e deciso allontanamento da una realt\u00e0 ormai aliena. Come lame percettive, simboliche linearit\u00e0 complesse s\u2019insinuano sul substrato trasfigurando le essenziali casualit\u00e0 tonali delle composizioni in analitiche volont\u00e0 rappresentative. Vibratili strutture appaiono come affascinanti tensioni di cristallina innocenza espressiva sospese tra una fenomenologia evocativa e una sintetica esperienza visiva. Oltre il rapporto spazio-tempo Antonio Izzo medita sull\u2019irrevocabilit\u00e0 del frammento, sulle tracce armoniche delle forme geometriche che reggono l\u2019universo alla ricerca delle primordiali temporalit\u00e0 oggettive. Il frammento, lontano dal suo contesto naturalistico, estende la sua presenza tra sovrapposizioni e integrazioni di materia pittorica generando un affascinante intreccio ritmico. Il ritmo del continuo mutare del tempo genera cangianti armonie delle tonalit\u00e0 ma decreta un nuova visione creando, un modulo tra sperimentazione e innovazione del pensiero. La razionale schematizzazione non mira a ricomporre una visione plastica e geometrica dello spazio ma a definire nuove possibilit\u00e0 della superficie pittorica. La scomposizione e ricomposizione del substrato crea un reticolo continuo di nuove forme, proporzionali tra loro, tese a dilatarsi cercando sensoriali linee curve, inattese percezioni, distinte rivelazioni casualmente interrotte. Tracce di arcane funzioni della materia pittorica trovano un nuovo tempo, un\u2019improvvisa neo oggettivit\u00e0. La realt\u00e0 pittorica in Antonio Izzo \u00e8 rappresentata per frammenti, integrazioni, assetti compositivi, alla assidua ricerca della ancestrale espressione visiva dell\u2019esperienza collocata nell\u2019eterna trasfigurazione percettiva dell\u2019universo. Oltre la concezione convenzionale del dipinto l\u2019artista supera l\u2019aspetto sentimentale ed emotivo della composizione per donare a quest\u2019ultima un aspetto eroico, sospeso in una dimensione sovra sensoriale e infinita. Le tonalit\u00e0 di Antonio Izzo , sempre omogenee e cangianti, vivono una realt\u00e0 bidimensionale, irrevocabilmente illimitata, generando inedite corrispondenze tra interpretazione e rappresentazione, dinamicit\u00e0 e immobilit\u00e0. Acquisite sublimazioni emozionali attraversano velocemente lo spazio pittorico generando realt\u00e0 complesse scomposte e immediatamente ricomposte tramite variabili modularit\u00e0. Miti e accadimenti si susseguono ordinati all\u2019interno di un luogo perfettamente delimitato, sensibilissimo e mutabile. La giustapposta sovrapposizione delle tonalit\u00e0 abolisce le tenebre, l\u2019oscurit\u00e0, la finitezza strutturale. La luce \u00e8 totale e totalizzante, supera le angosce del vivere e dell\u2019esistere, l\u2019abbagliante essenza di un ininterrotto fregio classico continuo. Il rapporto tra materia e forma si dilata, evoca profondit\u00e0 lineari e sottesi segmenti in un ambiente volutamente differenziato e avulso da secolari e contemporanee contaminazioni. Ogni frammento \u00e8 immediatamente materia pittorica, risonanza, omogeneit\u00e0 d\u2019intenti in un continuo sovrapporsi di forme, strati, ritmicit\u00e0. Meta racconti, variazioni, accordi tonali, inondazioni di luce accelerano moti rotanti e inquieti. Rarefatte atmosfere si vaporizzano alla presenza di un flebile respiro che diviene unico testimone di profonde sofferenze.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"812\" height=\"1024\" data-attachment-id=\"1000007670\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000007670\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?fit=1623%2C2048&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1623,2048\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2024-09-11 ore 15.05.11_21bf9d61\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?fit=238%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?fit=812%2C1024&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?resize=812%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000007670\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?resize=812%2C1024&amp;ssl=1 812w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?resize=238%2C300&amp;ssl=1 238w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?resize=768%2C969&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?resize=1217%2C1536&amp;ssl=1 1217w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?resize=450%2C568&amp;ssl=1 450w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?resize=780%2C984&amp;ssl=1 780w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?resize=1600%2C2019&amp;ssl=1 1600w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_21bf9d61.jpg?w=1623&amp;ssl=1 1623w\" sizes=\"(max-width: 812px) 100vw, 812px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Quali mondi qui vivono, quali accadimenti si diramano in questo spazio apparentemente asettico. Tutto \u00e8 come sospeso, bloccato, cristallizzato da figurazioni che appaiono come irrevocabilmente silenti. La verit\u00e0 \u00e8 nascosta, mimetizzata, giustificata da evocazioni allusive alla ricerca di un luogo, un\u2019oasi di pace, un destino. Un\u2019impalpabile sensazione di solitudine aleggia drammatica, avanza minacciosa e inestricabile tra gli animi e i desideri di libert\u00e0 e di vita. Oltre la tragica gravit\u00e0 dell\u2019esistenza, la forma sublima in un inconsapevole mito di effimera speranza, sottesa in un\u2019instabile atmosfera nell\u2019immensa, irrevocabile caducit\u00e0 della materia. Un complesso irradiarsi nello spazio di strutturati piani costruttivi diviene significativo istante ideativo, autentico paradigma di fondamentale rigenerazione plastica. Segmenti iridescenti si sovrappongono ordinati generando affascinanti diaframmi sequenziali sospesi da un\u2019elegiaca melodia, colta e vibrante, diffusa flebilmente nello spazio. Tracce di purissime linee si ricompongono libere sopra cangianti superfici, ampie e mutevoli, simili ad infinite citt\u00e0 cinetiche e spazi urbani modulati dove il colore, libero dalle naturali funzioni, acquisisce maggiore autonomia interpretativa espandendosi in correlate emulsioni sensitive. Le forme strutturate evocano una trasognante omogeneit\u00e0 di sensi rispettando perfettamente i limiti del perimetro formale. Sintesi, azione, regola e sequenza s\u2019inerpicano oltre le consuete simbologie generando corrispondenze con l\u2019antico, la mitologia, i quattro elementi della creazione. Antonio Izzo \u00e8 alla ricerca della forma archetipica, ignoto e ineccepibile tassello della struttura universale, mito e unicum dell\u2019essere oltre l\u2019agire, riflesso concreto di un mondo lineare astratto. La scomposizione dell\u2019oggetto geometrico non perde o nasconde la forma primordiale ma la evidenzia seguendo la legge dei contrasti simultanei, delle dinamicit\u00e0 cromatiche, delle diffuse e animate sovrapposizioni . La scelta di Antonio Izzo pone, in parallela antitesi, armonia e dilatazione, staticit\u00e0 e direzionalit\u00e0 d\u2019intenti alla ricerca di altre integrazioni temporali, altre irrevocabili ubiquit\u00e0. Essere di un luogo e non esserlo, viverlo, per osservarlo in lontananza, evidenzia tensione, sofferenza, inquietudine, accostamento e disgregazione della forma. La primordiale geometria assoluta, volutamente si sfalda e fluisce quasi liquida sul substrato per poi ritornare, repentinamente concreta, nella comune volont\u00e0 di ridefinire una base integrata e congruente. Divergenze e contrasti interiori dell\u2019artista lo vedono repentinamente abbandonarle per un\u2019effimera dissidenza compositiva, riscoprendo un elegiaco e rigenerativo ritorno all\u2019ordine. Suggestioni e intrecci, frammenti di realistiche figurazioni si sovrappongono a lamine astratte, disvelatrici d\u2019inedite sperimentazioni che veleggiano nello spazio libere da logiche naturalistiche. La sua visione plastica suffragata da reciproci incontri di linee verticali e orizzontali pone in evidenza il drammatico confronto tra individuo e spazio, sperimentazione e sintesi, spiritualit\u00e0 e destino. L\u2019assoluta essenzialit\u00e0, sfiora le intenzionalit\u00e0 concettuali di messaggi codificati trasfigurandoli in frame velocissimi e immediati. Una lirica contemplazione dell\u2019universo \u00e8 sapientemente evidenziata dalle straordinarie trame cromatiche che aleggiano nello spazio come angeliche presenze esperite tra stati emozionali e dilatazioni di luce. Variabili astrali appaiono come cristalline scansioni luminose, ali percettive di iperbolici voli trasfigurati da una successione dinamica di meditate modulazioni. Iridescenti superfici determinano continue vibrazioni cinetiche provocate da un ipotetico sisma primordiale della materia cromatica, delimitata da una dogmatica linea di contorno, incline a trasmigrare, al di fuori di un collaudato perimetro. Nella pura estasi contemplativa Antonio Izzo inserisce nei dipinti forme semplici, cromaticamente omogenee, provenienti da una personale gamma di tonalit\u00e0, straripante espressione di un io profondo e occulto. Colore e Luce vibrano sensibilissimi sul substrato generando una costante e continua meditazione sullo spazio, le forme primordiali, le corrette proporzioni. Silenti corpi geometrici interagiscono tra loro creando un armonico e affascinante equilibrio, quieto limite di arcane aspirazioni sensoriali. Delicatissime sovrapposizioni tonali assumono l\u2019identit\u00e0 di accumuli di memoria, eclatanti rimandi di sottili essenze floreali, organicamente disposte per scansioni, assonanze, razionali emotivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"671\" height=\"1024\" data-attachment-id=\"1000007671\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000007671\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?fit=1342%2C2048&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1342,2048\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2024-09-11 ore 15.05.11_630e5a06\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?fit=197%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?fit=671%2C1024&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?resize=671%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000007671\" style=\"width:795px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?resize=671%2C1024&amp;ssl=1 671w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?resize=197%2C300&amp;ssl=1 197w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?resize=768%2C1172&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?resize=1007%2C1536&amp;ssl=1 1007w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?resize=450%2C687&amp;ssl=1 450w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?resize=780%2C1190&amp;ssl=1 780w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_630e5a06.jpg?w=1342&amp;ssl=1 1342w\" sizes=\"(max-width: 671px) 100vw, 671px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La vitalit\u00e0 sensibile si dilata nello spazio percettivo divenendo terapia poetica parallelamente strutturata ad una corroborante ricerca sperimentativa. Mutevoli condizioni sensitive generano nuovi flussi temporali, inediti concetti geometrici, innovative idealit\u00e0 progettuali. Un rigore metodologico di grande intensit\u00e0 ideativa, genera un sottile lirismo poetico modulato tramite delineate scansioni compositive. La forza dei segni si amalgama idealmente alla magia suadente dei colori in una dimensione eterea e silente dove le geometrie trovano il loro manifestarsi nel cielo,nel moto degli astri, nel ritmo segreto dei tempi. Forme sintetiche trovano il loro spazio sotteso da rigorosi e costanti equilibri congiunti da linee accidentali e perpendicolari in simbiosi con la luce. La sua autonomia pittorica lo vede librarsi oltre i confini del visibile e ascendere in una dimensione atemporale dove le velocit\u00e0 dinamiche si acquietano proiettando la luce in un contesto astratto. La rigorosa corrispondenza tra forma e colore esalta il sogno aereo delle suggestioni tonali dove il frammento \u00e8 piegato da un volere astrale, curvato nella dimensione spazio temporale, strutturato con le medesime assonanze del primigenio elaborato. Le profondit\u00e0 pi\u00f9 nascoste dell\u2019animo virano verso impercettibili vibrazioni divenendo unici testimoni di brevi istanti dell\u2019esistenza. Contorsioni strutturali partecipano a una nuova visione dello spazio ricreato da cosmiche deflagrazioni mediatrici di un ritrovato equilibrio. Iperboli sensitive defluiscono in liquide memorie, essenze rivelatrici di suadenti emanazioni dell\u2019anima tese a una assoluta trascendenza. Fluide cromie, di incomparabile finezza, plasmano il silenzio, disegnano nel vuoto un leggero movimento, diffondendo nell\u2019aere uno stato di ebbrezza, un anelito di libert\u00e0 che diviene incantata melodia animata da una forza invisibile, da una ritmicit\u00e0 concitata, sconvolta da un vento fortissimo, che soffia senza tregua sui destini del creato. Nascoste simbologie di verit\u00e0 sottese si espandono sul substrato intime dissolvenze, presagi compositivi, dissoluzioni percettive che impongono, con il loro divenire, un senso di sconcertante irrevocabilit\u00e0. Tracce connotative di un distacco sensoriale diventano incontrastate icone di germinali visioni simultanee, flash di intrecci multimediali, sensitivi messaggi subliminali. Vertigini dirompenti trovano la loro forza espressiva nell\u2019energia del gesto, ricostruendo un paradisiaco universo estetico tra interrelazioni di forma e onirici paradigmi tonali. Gesto e poesia si fanno forma vibratile e ricercata figurazione che si diramano attraverso ideali stratificazioni dell\u2019interiorit\u00e0, carichi di accese tonalit\u00e0 dalle raffinate tridimensionalit\u00e0 tattili. Lontani orizzonti dell\u2019anima, sentieri della memoria, vie inesplorate ai confini di un universo indefinito, aleggiano sopra ipotetici, assolati deserti inseguendo il silenzio, appena velato da una tenue e opaca luce. Forme irregolari ricostruiscono lontani accadimenti, fili imperscrutabili di lontane esistenze, ponti virtuali tra memoria e realt\u00e0 sintetica sottese tra enigmatiche emozioni e indefinite atmosfere. Un\u2019inquieta idealit\u00e0 s\u2019insinua tra le effimere e mutevoli sovrapposizioni sequenziali evocando arcane metamorfosi oltre un onirico limite, dove folgoranti e intense cromie accendono trasognate trascendenze. Sospesi nel vuoto, ipotetici assemblaggi polimaterici si diramano nello spazio costellato da dinamiche silhouette danzanti che raccontano, con discreta e sapiente essenzialit\u00e0, il dramma umano della solitudine e dell\u2019incomunicabilit\u00e0. Sensibilit\u00e0 materica, sublimazione emozionale, tensione plastica rappresentano gli aspetti pi\u00f9 significativi del fare artistico di Antonio Izzo , da sempre impegnato nella istintiva e sapiente ricerca di una trasfigurata rappresentazione percettiva. Alternanze cosmiche ed emblematici rimandi incontrano sinuose estroflessioni ideative, simili a onde infinite, scrigno segreto di astri e stelle,luogo incantato dove svelare la bellezza irripetibile dell\u2019universo. Le opere di Antonio Izzo suscitano numerosi interrogativi sulle pulsioni che la materia dona alla forma. Richiamandosi a un gioco di riflessi, ai confini tra surrealt\u00e0 e sogno, vivono nell\u2019apeiron ideativo dell\u2019anima generato, oltre il frammento di un attimo, da realt\u00e0 evocate e tangibili memorie. Spazialit\u00e0 lineari, forme ellittiche e ovoidali sublimano a tenui ricordi, sonorit\u00e0 soffuse, dilatate campiture che appaiono come \u201cimpronte remote\u201d dinnanzi alle \u201ceterne porte dell\u2019infinito\u201d. La luce di un tempo irreale, fluttua in una dimensione parallela, vaga come un viandante verso le origini del cosmo, divenendo icona rivelatrice di un cammino ormai tracciato. Le composizioni veleggiano tra un idealizzato confine terreno e un evocato orizzonte celeste, sotteso tra indefinite voci e irraggiungibili echi. Un\u2019impalpabile gravit\u00e0 sensoriale accende le gradazioni tonali risaltando l\u2019effetto luce di attraenti vibrazioni, sublimate in un seducente fluido multicolore. Come luoghi trasfigurati dall\u2019immaginazione, oltre una realt\u00e0 oggettiva, specialmente in questa opera di Antonio Izzo che ci invita ad una silente contemplazione che sono lontano dagli accadimenti della quotidianit\u00e0, lo spazio diviene armonia e struttura sensibile. L\u2019elegante sequenza tonale appare come un affascinante viaggio nei simboli arcaici testimoni di astratte meditazioni sulla materia e sulla forma dalle quali si eleva una indefinita atmosfera dalle futuribili, affascinanti valenze espressive. La raffinata intimit\u00e0 tonale diviene sensibile sollecitazione di idealit\u00e0, fugace e fuggevole presenza, immediatamente dissolta da turbinii incontrollati oltre la sfera dell\u2019immaterialit\u00e0. La sintetica ricerca di assoluto, unita a un\u2019inedita e personale sensibilit\u00e0, grafico-compositiva, delinea impercettibili tracce che sublimano a un\u2019aurorale, sincretica nuova vita. Frammenti disegnati interrogano passato e presente tramite meditate scomposizioni e cangianti ricomposizioni tonali. Un fluido, pulsante e impetuoso, scorre sotterraneo nei meandri percettivi dell\u2019artista alimentando un luogo incantato, evocato come fenomeno di luce e colore, verit\u00e0 e vita oltre la vita. L\u2019invisibile sentire di una realt\u00e0, al di l\u00e0 dalla mimesi, diviene esercizio spirituale, aspetto emozionale della pittura destinato ad esplorare il mondo, alla ricerca del progetto ideale. Declinazioni dell\u2019immaginario animano la profonda sensibilit\u00e0 dell\u2019artista nell\u2019intento di conservare e proteggere dall\u2019oblio, oggetti lontani, essenze del vissuto, lievissime sensazioni. Equilibrate trasparenze cromatiche si aggregano in liquide e sensuali modulazioni segniche, si espandono nello spazio attuando una sintetica rigenerazione tonale. Inedite incandescenze cromatiche accentuano la convulsa aggregazione delle tonalit\u00e0 dando origine ad una magmatica cascata di energia dalle sublimi valenze espressive. Intuizioni premonitrici mutano le forme occupando spazi paralleli non pi\u00f9 definiti da una realt\u00e0 precostituita ma luoghi senza memoria, dove la materia trova la sua nuova vocazione. Imperscrutabili equivalenze appaiono come estroflessioni parallele di un logos universale, sintesi tra emozione e materia, anima e spazio. Una fine spiritualit\u00e0 veleggia sul substrato, divenendo entit\u00e0 rivelatrici d\u2019inesplorati rimandi, irrefrenabili tensioni verso l\u2019assoluto, vibrazioni cosmiche tra terra e cielo, tracce indissolubili ma tra espressione ed evento, tra destino e avventura, tra poesia interiore e silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Biografia di Antonio Izzo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Izzo \u00e8 nato a Torre del Greco (NA) dove vive e lavora. \u00c8 stato docente di Disegno professionale e di Progettazione presso l\u2019Istituto statale d\u2019Arte di Torre del Greco. Espone dal 1970 a oggi, in mostre personali e collettive. Nei primi anni \u201970, con E. Ferrigno, N. Cuciniello, A. Gallinaro, L. Fogliamanzillo, form\u00f2 il gruppo \u201cArti visive\u201d esponendo in mostre dove, attraverso le loro opere, trattavano temi sociali. \u00c8 presente nell\u2019Enciclopedia dell\u2019Arte italiana del \u2019900, in \u201cGenerazione anni \u201940\u201d di G. Di Genova e in numerose riviste e libri d\u2019arte. Alcune opere in terracotta sono collocate sulla parete esterna del palazzo comunale della citt\u00e0 di Diamante in Calabria e sulle pareti del salone del ristorante storico \u201cCasa rossa\u201d di Torre del Greco. Si sono interessati al suo lavoro: A. Calabrese, E. Battarra, S. Di Bartolomeo, E. Crispolti, U. Piscopo, G. Di Genova, M. Vitiello, T. Cossignani, M. Venturoli, V. Corbi, L.P. Finizio, M. Bignardi, A. Gasbarrini, G. Romano, A. Pepe, L. Rea, A. Nigro.<\/p>\n\n\n\n<p>Casina dei Mosaici Villa Favorita Ercolano \u2013 Napoli<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Izzo Astratto<\/p>\n\n\n\n<p>dal 7 Settembre al 18 Settembre 2024<\/p>\n\n\n\n<p>Dal Luned\u00ec alla Domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.30<\/p>\n\n\n\n<p>1) A passeggio con la nonna<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2024<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 132&#215;88 cm<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tecnica mista<\/p>\n\n\n\n<p>4)&nbsp; Africa<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2022<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 75&#215;59 cm<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tecnica mista<\/p>\n\n\n\n<p>2)&nbsp; Carro che trasporta colori nella costellazione di Venere<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1990<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 200&#215;180 cm<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tecnica mista<\/p>\n\n\n\n<p>3)&nbsp; Presenza nella stanza del pittore<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2017<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 100&#215;82 cm<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tecnica mista<\/p>\n\n\n\n<p>5) Ritratto di un bagnino al tramonto a Rimini<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2023<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 150&#215;100 cm<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tecnica mista<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Villa Favorita Ercolano Giovanni Cardone Fino al 18 Settembre 2024 si potr\u00e0 ammirare presso la Casina dei Mosaici Parco sul Mare Villa Favorita Ercolano \u2013 Napoli la mostra Antologica Astratto di Antonio Izzo . Come afferma Luigi Paolo Finizio : Antonio Izzo, nei primi anni Settanta, ha esordito attraverso l\u2019esperienza dell\u2019informale. Per chi s\u2019orienta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000007668,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":[],"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3,5,46],"tags":[47,48],"class_list":{"0":"post-1000007667","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte","8":"category-giovanni-cardone","9":"category-italia","10":"tag-arte","11":"tag-giovanni-cardone"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine-WhatsApp-2024-09-11-ore-15.05.11_2909202f.jpg?fit=2048%2C1617&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000007667","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000007667"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000007667\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000007672,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000007667\/revisions\/1000007672"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000007668"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000007667"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000007667"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000007667"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}