{"id":1000007319,"date":"2024-08-21T16:24:11","date_gmt":"2024-08-21T19:24:11","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000007319"},"modified":"2024-08-21T16:24:13","modified_gmt":"2024-08-21T19:24:13","slug":"cosi-la-luna-diventera-larca-di-salvezza-dellumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000007319","title":{"rendered":"Cos\u00ec la Luna diventer\u00e0 l&#8217;arca di salvezza dell&#8217;umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>La biodiversit\u00e0 \u00e8 a rischio, come poche volte nella storia del nostro pianeta. Il tasso con cui ogni anno si estinguono nuove specie, infatti, \u00e8 in crescita costante da anni, ed \u00e8 probabilmente destinato ad aumentare ulteriormente in futuro per effetto dei cambiamenti climatici. Che fare? Se non si possono salvare tutte le specie a rischio c&#8217;\u00e8 chi propone, quanto meno, di catalogarle: raccogliere campioni del maggior numero di specie animali possibile e crioconservarli, per non perderne traccia e, perch\u00e9 no, avere la possibilit\u00e0 di riportarle in vita se mai ce ne fosse bisogno. Un enorme catalogo della biodiversit\u00e0 terrestre, insomma, che a detta di un gruppo di scienziati guidato dai ricercatori dello Smithsonian&#8217;s National Zoo and Conservation Biology Institute non andrebbe costruito qui sulla Terra, ma bens\u00ec sulla Luna. &nbsp;La proposta \u00e8 contenuta in un articolo pubblicato di recente sulla rivista BioScience, e dettaglia tutte le fasi del progetto, dalla raccolta dei campioni, fino alla costruzione del deposito lunare. L&#8217;ispirazione \u00e8 il Global Seed Vault costruito presso le isole Svalbard, in Norvegia, dove sono custoditi i semi di oltre quattromila differenti specie vegetali (principalmente di interesse alimentare) per preservare la diversit\u00e0 delle colture del mondo, in caso di malattie o catastrofi. La banca dei semi norvegese sorge a oltre 120 metri di profondit\u00e0 in una zona dalle temperature rigide (dista appena 1.200 chilometri dal Polo Nord) che permette di mantenere i campioni sotto i -20 gradi centigradi con un dispendio minimo di energia. Accorgimenti perfetti per custodire i semi anche decine di migliaia di anni. Ma che non sarebbero invece sufficienti nel caso dei tessuti animali. &nbsp;Per criopreservare le cellule animali \u2013 si legge nello studio \u2013 servono temperature inferiori ai 196 gradi centigradi. E sulla Terra, si possono ottenere unicamente utilizzando azoto liquido, elettricit\u00e0, e manodopera umana. Elementi costosi e suscettibili a guasti e incidenti. Per questo motivo, il luogo ideale per il deposito della biodiversit\u00e0 terrestre andrebbe cercato altrove, al di fuori del nostro pianeta. E in questo caso, la Luna \u00e8 il candidato ideale. &nbsp;Nelle regioni polari del satellite, infatti, esistono crateri che per profondit\u00e0 e orientamento non sono mai illuminati dalla luce del Sole. E questo significa temperature che raggiungono i -246 gradi, pi\u00f9 che sufficienti per conservare i campioni biologici crioconservati senza ricorrere ad alcuna forma di energia. Le radiazioni solari potrebbero rappresentare un problema, ma posizionando il magazzino all&#8217;interno di qualche caverna (\u00e8 stato appena dimostrato che ve ne sono molte sulla superficie della Luna) o costruendo una struttura di roccia direttamente in sede, sarebbe facile proteggere i campioni dagli effetti genotossici dei raggi solari. &nbsp;Il programma dettagliato nello studio punta a raccogliere un tipo di cellule presente nella pelle conosciute come fibroblasti, pi\u00f9 facili da ottenere e da conservare rispetto a spermatozoi, ovociti e embrioni, e comunque capaci di tornare allo stadio di staminali totipotenti (le cellule che possono differenziarsi in tutti i tessuti del corpo) con le dovute procedure di laboratorio. Il piano prevede una fase di test, da effettuare sulla Terra e anche sulla Stazione Spaziale Internazionale, per verificare che la criopreservazione e la permanenza nello spazio non danneggino i tessuti animali. E quindi l&#8217;inizio della raccolta di campioni della biodiversit\u00e0 terrestre. &nbsp;\u00abInizialmente, un biodeposito lunare avrebbe come obbiettivo le specie attualmente pi\u00f9 a rischio sulla Terra, ma a lungo termine lo scopo sarebbe quello di criopreservare la maggior parte delle specie che abitano il nostro pianeta\u00bb, spiega Mary Hagedorn, esperta di criobiologia dello Smithsonian&#8217;s National Zoo and Conservation Biology Institute, tra gli autori dello studio. \u00abSperiamo che condividendo la nostra visione, il nostro gruppo trover\u00e0 nuovi partner per espandere la conversazione, discutere i problemi e le opportunit\u00e0 che ci si pongono di fronte, ed effettuare le ricerche e i test necessari per trasformare questo biodeposito in realt\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Simone Valesini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La biodiversit\u00e0 \u00e8 a rischio, come poche volte nella storia del nostro pianeta. 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