{"id":1000007029,"date":"2024-07-29T12:26:00","date_gmt":"2024-07-29T15:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000007029"},"modified":"2024-07-29T12:26:02","modified_gmt":"2024-07-29T15:26:02","slug":"pericolo-bronchiolite-anche-a-distanza-di-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000007029","title":{"rendered":"Pericolo bronchiolite, anche a distanza di tempo"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abQuando si comunica ai genitori &#8216;Vostro figlio ha una bronchiolite&#8217;, anche se lieve, si induce grande ansia. La bronchiolite fa paura, prevenire \u00e8 un dovere. Il Virus Respiratorio Sincinziale (RSV) lascia il segno, non deve entrare in contatto con i nostri lattantini\u00bb. Giuseppe Di Mauro, presidente della Societ\u00e0 Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), torna a sensibilizzare famiglie e istituzioni su questo virus che colpisce tanti neonati e rappresenta un pericolo per la loro crescita. Pu\u00f2 causare bronchioliti e polmoniti nel breve termine, o wheezing e infiammazioni croniche nel lungo termine. L&#8217;impegno della SIPPS nella prevenzione dall&#8217;RSV non \u00e8 nuovo. Gi\u00e0 durante il XXXVI Congresso Nazionale della Societ\u00e0 scientifica, che si \u00e8 svolto dal 5 al 7 luglio a Firenze, la professoressa di Igiene e Medicina preventiva dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, Caterina Rizzo, ha parlato del grave burden del Virus Respiratorio Sinciziale e della possibile prevenzione con gli anticorpi monoclonali. \u00abL&#8217;RSV fu scoperto a Napoli circa 50 anni fa- racconta Di Mauro- veniva chiamato il &#8216;male oscuro&#8217; perch\u00e9 si connotava come un&#8217;infezione virale respiratoria polmonare non ancora isolata. \u00c8 un virus abbastanza recente, caratterizzato da un&#8217;attivit\u00e0 interstiziale che agisce proprio come il Covid. Per questo motivo l&#8217;RSV deve essere prevenuto, poich\u00e9 una volta entrato in contatto con un bambino \u2013 che in genere \u00e8 un lattante \u2013 pu\u00f2 causare delle complicazioni anche a distanza di tempo dall&#8217;episodio acuto, proprio come accade con tutti gli esiti post-Covid\u00bb. \u00abLa bronchiolite \u00e8 tipica dei primi mesi di vita, ma pu\u00f2 essere contratta nei primi due anni di vita del bambino. Il 60% dei lattanti \u00e8 a rischio contagio. Se prendiamo come riferimento il 2024, su 400mila nati circa 80mila bambini hanno richiesto assistenza medica ambulatoriale, circa 16mila sono stati ricoverati e 16 sono stati i decessi solo nei primi sei mesi di quest&#8217;anno. Non sono pochi casi per una infezione virale, in un solo anno, \u00e8 un rischio che non possiamo accettare\u00bb. Le stagioni in cui \u00e8 pi\u00f9 facile contrarre l&#8217;RSV sono autunno, inverno e primavera. \u00abIn questi periodi proliferano sia i virus gastrointestinali che respiratori. Bisogna fare attenzione\u00bb, precisa il pediatra. \u00abEsistono dei test rapidi che si possono fare per individuare il Virus Respiratorio Sincinziale, ma \u00e8 di fondamentale importanza la diagnosi clinica. Finch\u00e9 il bambino\/lattante riesce ad alimentarsi e ad interagire bene con i genitori- sottolinea il presidente della SIPPS- questi, sempre in contatto con il loro pediatra di famiglia, potranno tenere sotto controllo l&#8217;evoluzione delle condizioni di salute del figlio. Se invece l&#8217;equilibrio del piccolo salta e le sue condizioni di salute si aggravano, anche a distanza di poche ore dalla visita dal pediatra, allora \u00e8 meglio ricorrere a un ricovero. Ricordo che, con qualunque infezione, nei lattantini le condizioni cliniche possono peggiorare rapidamente\u00bb. Non esiste una terapia risolutiva. \u00abOltre a controllare l&#8217;idratazione, dare ossigeno al bambino, ci sono poche cose che si possono fare. Gli antibiotici non vanno somministrati- rimarca- nessun antibiotico al mondo pu\u00f2 ammazzare o colpire un virus\u00bb. Fortunatamente esiste una prevenzione che agisce come un vaccino. \u00abDa oltre sei anni vengono condotti studi e ricerche sugli anticorpi monoclonali- chiarisce Di Mauro- che sono uno strumento di prevenzione primaria. I pediatri di famiglia sono impegnati nell&#8217;informare i genitori che i loro figli vivono in una Regione che d\u00e0 l&#8217;opportunit\u00e0 di proteggerli dall&#8217;RSV. Adesso abbiamo gli anticorpi monoclonali a lunga durata d&#8217;azione: grazie ad una sola iniezione l&#8217;anno, con costi accettabili, possiamo fare una prevenzione efficacissima che permette ai piccoli di non contrarre la malattia. Quindi, tutti i nati del 2024 dovranno essere \u00abvaccinati\u00bb il prossimo ottobre. Sarebbe utile offrire questa somministrazione anche alle donne in gravidanza\u2013 suggerisce il pediatra- per coprire il neonato nei primi mesi di vita, quando non ha ancora ricevuto questa protezione, come si fa per la pertosse\u00bb. Le Regioni si stanno attrezzando per la somministrazione di questi anticorpi monoclonali ma la situazione \u00e8 ancora a macchia di leopardo. \u00abDa meno di un anno solo la Valle d&#8217;Aosta \u00e8 riuscita a fare prevenzione nel 2023 (e lo ripeter\u00e0 anche nella prossima stagione), ad ottobre 2024 ci riusciranno altre Regioni tra cui Veneto, Trento, Bolzano, Lombardia, Toscana, Sicilia e Campania, augurandomi che tutte le altre Regioni mancanti inizino la campagna di immunizzazione. Da presidente della Societ\u00e0 Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, da pediatra di famiglia, da padre e da nonno, non vorrei che si determinasse una grande disuguaglianza in Italia nell&#8217;offrire quest&#8217;opportunit\u00e0 di prevenzione primaria, che non \u00e8 un lusso. Si tratta di sicurezza del lattantino e della sua famiglia. La prevenzione \u00e8 la migliore arma che abbiamo a disposizione per proteggere i nostri bambini da questo virus cos\u00ec pericoloso\u00bb. Da qui l&#8217;appello di Di Mauro alle Regioni: \u00abEvitiamo differenze e operiamo tutti insieme in un&#8217;ottica di prevenzione primaria. Prevenire \u00e8 un dovere\u00bb. Oltre a tutti gli interventi medici di prevenzione, non dimentichiamo mai l&#8217;altro importante strumento di protezione. \u00abL&#8217;allattamento al seno \u00e8 un&#8217;arma fortissima di prevenzione primaria dalle infezioni respiratorie, gastrointestinali e dal sovrappeso\u00bb, fa sapere il pediatra. In pi\u00f9, in estate, \u00abmare, sole e aria aperta sono ottimi alleati- conclude Di Mauro- mentre in inverno bisogna lavare spesso le mani e usare le mascherine, soprattutto con i neonati e i nati pretermine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Rachele Bombace<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abQuando si comunica ai genitori &#8216;Vostro figlio ha una bronchiolite&#8217;, anche se lieve, si induce grande ansia. La bronchiolite fa paura, prevenire \u00e8 un dovere. Il Virus Respiratorio Sincinziale (RSV) lascia il segno, non deve entrare in contatto con i nostri lattantini\u00bb. 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