{"id":1000007000,"date":"2024-07-28T12:15:08","date_gmt":"2024-07-28T15:15:08","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000007000"},"modified":"2024-07-28T12:15:10","modified_gmt":"2024-07-28T15:15:10","slug":"repubblica-centrafricana-torture-e-abusi-nelle-sovraffollate-carceri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000007000","title":{"rendered":"Repubblica Centrafricana, torture e abusi nelle sovraffollate carceri"},"content":{"rendered":"\n<p>Torture, maltrattamenti, detenzioni illegali e arbitrarie sono all&#8217;ordine del giorno nelle sovraffollate carceri della Repubblica Centrafricana. La denuncia contenuta in un rapporto delle Nazioni Unite, arriva a pochi giorni dalla segnalazione dell&#8217;Unicef secondo cui oltre dieci anni di conflitto protratto e di instabilit\u00e0 \u00abmettono a rischio ogni singolo bambino\u00bb del Centrafrica. Due distinti rapporti internazionali che, oltre tornare sulla piaga della grave situazione socio-politica nel Paese, mettono in luce un&#8217;altra dolorosa realt\u00e0 per i bambini. Perch\u00e9 anche i minori sono direttamente interessati dai contenuti del rapporto dell&#8217;Onu sullo stato delle prigioni. \u00abSebbene la Repubblica Centrafricana abbia firmato una Convenzione internazionale per non mettere i bambini in carcere, rimane il problema dell&#8217;assenza di un carcere minorile nel Paese\u00bb, spiega al telefono de \u00abL&#8217;Osservatore Romano\u00bb, suor Elvira Tutolo, religiosa delle Suore di Santa Giovanna Antida Thouret originaria di Termoli: \u00abCos\u00ec i ragazzini che commettono piccoli o grandi crimini, cosa non inusuale a causa delle condizioni di povert\u00e0 estrema, vengono sbattuti in celle sovraffollate insieme agli adulti. Senza diritti\u00bb. \u00abSiamo entrati in questa problematica in maniera molto diretta \u2013 ricorda suor Elvira -. Nella localit\u00e0 di Berberati stavamo a pochi passi dalla prigione e una volta abbiamo sentito delle grida: siamo rimasti scioccati nello scoprire che erano quelle di un ragazzo di soli 12 anni\u00bb. Dopo circa 25 anni di missione a Berberati, al confine per il Camerun, la religiosa italiana vive oggi nella capitale Bangui dove ha \u00abpi\u00f9 voce\u00bb e dirige l&#8217;ong Kizito. Nel pieno della guerra civile il recupero dei bambini soldato era al centro della sua attivit\u00e0 missionaria, mentre oggi l&#8217;attenzione \u00e8 sempre pi\u00f9 rivolta al reinserimento sociale dei minori carcerati. Decine di migliaia di persone in Centrafrica, bambini compresi, sono detenuti in condizioni disumane. A cominciare dalla &#8216;famigerata&#8217; prigione Ngaragba di Bangui. Il sovraffollamento delle carceri porta una diffusa malnutrizione, fa proliferare le malattie e priva i detenuti di un&#8217;effettiva possibilit\u00e0 di riscatto. Il rapporto dell&#8217;Onu esorta le autorit\u00e0 centrafricane ad adottare misure urgenti e concrete per porre rimedio a queste \u00abviolazioni dei diritti umani\u00bb; mentre denuncia che, alla fine del 2023, 1.749 detenuti erano ancora in attesa di processo, alcuni da quasi sei anni, in flagrante violazione del diritto a un processo equo. Spazi di cambiamento potrebbero esserci con la riforma carceraria in cantiere. \u00abMa c&#8217;\u00e8 un grave problema legato ai finanziamenti\u00bb, spiega suor Elvira, portando la sua testimonianza diretta. \u00abCome ong Kisito, insieme a Unicef, siamo dentro una Commissione internazionale per risolvere la questione dell&#8217;assenza di un carcere minorile\u00bb, afferma la religiosa. Ad affidarle tale compito sono state le stesse autorit\u00e0 del Centrafrica, sulla scia di quanto fatto a Berberati dove ha salvato circa 150 minori tra quelli reclutati dalle milizie S\u00e9l\u00e9ka e quelli finiti in carcere. &#8216;Ragazzi senza famiglia&#8217; (Kizito nella lingua locale) che vengono tolti dalla strada, dalla foresta e da un futuro di criminalit\u00e0 per essere reinseriti su percorsi positivi grazie a una &#8216;nuova&#8217; vita in comunit\u00e0 dove si impegnano in attivit\u00e0 produttive, dagli orti comunitari alla scuola di falegnameria. \u00abCirca tre mesi fa il governo ci ha concesso gratuitamente un terreno alla periferia di Bangui per replicare quanto fatto a Berberati\u00bb, dichiara suor Elvira, spiegando di avere regolari incontri con al ministero della Giustizia, con i diplomatici e con le altre ong nell&#8217;area: \u00abMa mancano i soldi per costruire questo centro\u00bb. Dalla guerra civile, esplosa alla fine del 2012, la Repubblica Centrafricana non si \u00e8 mai del tutto ripresa. Nell&#8217;ottobre 2021 il presidente, Faustin Archange Touad\u00e9ra, aveva dichiarato un cessate-il-fuoco unilaterale con l&#8217;obiettivo di facilitare il dialogo nazionale, ma gran parte del Paese \u2014 ricco di diamanti, uranio e oro \u2014 continua a essere oggetto degli attacchi delle varie milizie. Tra molte difficolt\u00e0 il lavoro dell&#8217;ong Kizito prosegue; mentre risuona ancora l&#8217;appello di Papa Francesco che, aprendo la Porta Santa del Giubileo della Misericordia a Bangui nel 2015, esort\u00f2 i centrafricani a superare \u00abdiffidenza\u00bb, \u00abviolenza\u00bb e istinto di \u00abdistruzione\u00bb per essere artigiani \u00abdel rinnovamento umano e spirituale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Valerio Palombaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torture, maltrattamenti, detenzioni illegali e arbitrarie sono all&#8217;ordine del giorno nelle sovraffollate carceri della Repubblica Centrafricana. La denuncia contenuta in un rapporto delle Nazioni Unite, arriva a pochi giorni dalla segnalazione dell&#8217;Unicef secondo cui oltre dieci anni di conflitto protratto e di instabilit\u00e0 \u00abmettono a rischio ogni singolo bambino\u00bb del Centrafrica. 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