{"id":1000006994,"date":"2024-07-28T12:05:43","date_gmt":"2024-07-28T15:05:43","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006994"},"modified":"2024-07-28T12:05:45","modified_gmt":"2024-07-28T15:05:45","slug":"la-storia-di-atlante-il-capodoglio-dalla-coda-sfregiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006994","title":{"rendered":"La storia di Atlante, il capodoglio dalla coda sfregiata"},"content":{"rendered":"\n<p>La vicenda della balenottera ferita intrappolata nel porto di Talamone (GR) non \u00e8, purtroppo, un caso isolato. Il maestoso gigante del mare era ferito e aveva poche possibilit\u00e0 di sopravvivere, per questo motivo \u00e8 stato sedato e si \u00e8 ricorso all&#8217;eutanasia. Lo scorso mercoled\u00ec, la Guardia Costiera aveva tentato di trainare verso il largo la balenottera che, in stato confusionale, \u00e8 tornata dentro il porto. Con molta probabilit\u00e0, la balenottera di Talamone, lunga undici metri e pesante circa nove tonnellate, \u00e8 la stessa che era stata avvistata a Porto Santo Stefano. Ora il gruppo Cert (Cetacean strandings Emergency Response Team) di Padova, guidato dal professor Sandro Mazzariol del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Padova, dovr\u00e0 procedere all&#8217;analisi necroscopica per cercare di far luce sulle cause che hanno determinato il fatale disorientamento del cetaceo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOltre alle collisioni con le grandi navi, gi\u00e0 un problema drammatico, oggi preoccupano anche le barche a motore da diporto, che in Mediterraneo stanno avendo una enorme crescita\u00bb commenta Maddalena Jahoda, ricercatrice e divulgatrice scientifica dell&#8217;Istituto Tethys Onlus, l&#8217;organizzazione senza fini di lucro dedicata alla conservazione dell&#8217;ambiente marino attraverso la ricerca scientifica e la sensibilizzazione del pubblico. La vicenda della balenottera di Talamone fa tornare alla mente il caso del capodoglio avvistato il 20 luglio e poi nuovamente il 23 dai biologi e partecipanti a bordo della barca da ricerca \u00abPelagos\u00bb: il cetaceo, chiamato Atlante, a cui manca complessivamente circa un terzo della coda. Nei cetacei (balene e delfini), la coda \u00e8 organo di propulsione; nei capodogli, emerge sopra la superficie al momento dell&#8217;immersione, permettendo ai ricercatori di distinguere gli individui. \u00abDifficile non pensare subito all&#8217;elica di un&#8217;imbarcazione come causa delle impressionanti cicatrici di Atlante\u00bb\u00bbspiega Maddalena Jahoda.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Mediterraneo vivono probabilmente meno di 2500 capodogli maturi e la popolazione \u00e8 in diminuzione, classificata a rischio di estinzione nella Lista Rossa della IUCN. \u00abLe collisioni tra cetacei e imbarcazioni, compresi i motoscafi da diporto, possono uccidere degli animali, ma anche lasciarli con gravi danni che possono compromettere le loro funzioni essenziali, come la capacit\u00e0 di alimentarsi, rappresentando di fatto una seria minaccia alla sopravvivenza della popolazione\u00bb dice Caterina Lanfredi vicedirettore del progetto CSR. Atlante era stato avvistato per la prima volta nell&#8217;ottobre 2021; negli anni successivi \u00e8 stato rivisto con una certa regolarit\u00e0 sia nel Santuario Pelagos che nelle acque di Ischia. \u00abLe cicatrici sulla sua coda potrebbero essere provocate non necessariamente dall&#8217;elica di una grande nave, ma da quella di un&#8217;imbarcazione di dimensioni minori. La sua particolarit\u00e0 \u00e8 che si lascia avvicinare dalle barche senza dare segni di insofferenza e questo lo rende ancora pi\u00f9 vulnerabile\u00bb commenta Roberto Raineri, comandante dell&#8217;imbarcazione \u00abPelagos\u00bb. Per fortuna Atlante sembra relativamente in buona salute. Attraverso l&#8217;idrofono, un microfono subacqueo in uso per la ricerca, i biologi di Tethys hanno potuto scoprire di pi\u00f9 su di lui: dalle sue vocalizzazioni si \u00e8 potuto evincere che si stava alimentando e anche che era in contatto acustico con altri capodogli presenti nell&#8217;area.<\/p>\n\n\n\n<p>Mirella Casadei<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda della balenottera ferita intrappolata nel porto di Talamone (GR) non \u00e8, purtroppo, un caso isolato. Il maestoso gigante del mare era ferito e aveva poche possibilit\u00e0 di sopravvivere, per questo motivo \u00e8 stato sedato e si \u00e8 ricorso all&#8217;eutanasia. 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