{"id":1000006878,"date":"2024-07-23T23:14:41","date_gmt":"2024-07-24T02:14:41","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006878"},"modified":"2024-07-23T23:14:43","modified_gmt":"2024-07-24T02:14:43","slug":"epatiti-queste-sconosciute-agli-italiani-quasi-uno-su-tre-ne-sa-poco-o-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006878","title":{"rendered":"Epatiti, queste sconosciute agli italiani: quasi uno su tre ne sa \u00abpoco o niente\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Quasi 1 italiano su 3 (32,1%) afferma di sapere poco o niente delle epatiti. Tra coloro che dichiarano di conoscere almeno qualcosa sulle epatiti, oltre 1 su 2 non sa esattamente come ci si pu\u00f2 ammalare (57,3%), 6 su 10 non conoscono i vari tipi di epatite, n\u00e9 gli effetti sulla salute o le condizioni di vita di un paziente. Solo 7 su 10 sanno che i virus possono essere causa delle epatiti (il 58,7% indica i batteri, il 41,5% i parassiti). Meno di 3 su 10, infine, sono informati sulle possibilit\u00e0 di trattamento e cura. Questo il quadro delineato dall&#8217;indagine demoscopica \u00abItaliani ed epatiti\u00bb condotta da AstraRicerche per Gilead Sciences su un campione di 1000 italiani i cui risultati vengono divulgati oggi in vista delle Giornata Mondiale delle Epatiti che si celebra ogni anno il 28 luglio. Dati che evidenziano la necessit\u00e0 di una pi\u00f9 capillare informazione sul tema.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per questo che riparte \u00abEpatite C. Mettiamoci un punto\u00bb, la campagna multicanale che ha inaugurato il suo viaggio a Milano con il Tram della sensibilizzazione, in concomitanza con il Congresso EASL, e che arriva a Roma in questi giorni, sugli schermi dei principali snodi ferroviari della capitale, con l&#8217;obiettivo di diffondere una maggiore conoscenza dell&#8217;epatite C e delle sue modalit\u00e0 di trasmissione, invitando la popolazione a eseguire il test di screening.<\/p>\n\n\n\n<p>La campagna accende i riflettori su un problema di salute pubblica che coinvolge migliaia di persone che convivono con il virus HCV, responsabile dell&#8217;epatite C, e non lo sanno, trattandosi di una malattia che pu\u00f2 rimanere silente anche per molti anni. Un&#8217;attivit\u00e0 che si inserisce in un pi\u00f9 ambizioso progetto di lotta alle epatiti virali, per contribuire al raggiungimento degli obiettivi OMS 2030 di eradicazione delle epatiti. In particolare, a partire dal 2015: ridurre del 90% le nuove infezioni di epatite B e C; ridurre del 65% i decessi correlati all&#8217;epatite per cirrosi epatica e cancro; garantire che almeno il 90% delle persone con virus dell&#8217;Epatite B e C venga diagnosticato; e che almeno l&#8217;80% degli eleggibili al trattamento, lo riceva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEpatite C. Mettiamoci un punto\u00bb \u00e8 promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di 7 Associazioni pazienti \u2013 Anlaids Sezione Lombarda ETS, Anlaids Onlus, EpaC \u2013 ETS, Associazione Milano Check Point, Cooperativa Sociale Open Group Bologna, Plus Roma, Fondazione Villa Maraini \u2013 CRI, di 3 Societ\u00e0 Scientifiche \u2013 AISF (Associazione Italiana Studio del Fegato), SIMG (Societ\u00e0 Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie), SIMIT (Societ\u00e0 Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) e della Citt\u00e0 Metropolitana di Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene il livello generale di conoscenza evidenziato sia piuttosto basso, \u00e8 chiaro agli intervistati (coloro che affermano di conoscere almeno qualcosa delle epatiti) che si tratta di infezioni potenzialmente gravi: per 8 su 10 (79,4%) possono avere come conseguenza l&#8217;insufficienza epatica, per il 72,2% la cirrosi, per il 69,1% la morte prematura, e per il 67,5% il tumore al fegato. Accanto a questa conoscenza persiste per\u00f2 una falsa credenza: per 7 Italiani su 10 le epatiti danno sintomi visibili; solo poco pi\u00f9 di 1 su 10 sa che l&#8217;epatite C pu\u00f2 essere silente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL&#8217;infezione da HCV pu\u00f2 rimanere silente anche per molti anni, danneggiando progressivamente le funzionalit\u00e0 del fegato, senza che se ne abbia consapevolezza. Diffondere una corretta informazione sulle epatiti \u00e8 parte integrante del piano per il raggiungimento degli obiettivi OMS 2030, tra i quali si inserisce l&#8217;eradicazione dell&#8217;epatite C, patologia oggi curabile per la quale c&#8217;\u00e8 ancora un&#8217;importante quota di sommerso\u00bb. Lo sottolinea Stefano Fagiuoli, Direttore Unit\u00e0 Complessa di Gastroenterologia, Epatologia e Trapiantologia ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo; Gastroenterologia, Dipartimento di Medicina Universit\u00e0 Milano Bicocca. \u00abAumentare la consapevolezza sulle modalit\u00e0 di trasmissione dei virus \u00e8 una strategia di successo per favorire l&#8217;accesso ai test di screening e promuovere un percorso di diagnosi e trattamento pi\u00f9 precoci. Un risparmio in termini sanitari ed economici, con evidenti ricadute sulla salute\u00bb. Su un punto gli intervistati per la ricerca \u00abItaliani ed epatiti\u00bb sono (quasi tutti) d&#8217;accordo: le analisi del sangue sono il modo per accertare l&#8217;epatite (83,3%). Con l&#8217;obiettivo di far emergere il \u00absommerso\u00bb, in Italia \u00e8 attivo un programma nazionale di screening gratuito dell&#8217;epatite C per i nati tra il 1969 e il 1989 e per alcune categorie di persone considerate \u00aba rischio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abInformazione, consapevolezza e azione \u2013 spiega Roberta D&#8217;Ambrosio, Specialista in Gastroenterologia; Epatologa presso la Fondazione IRCCS Ca&#8217; Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano\u2013 sono le parole chiave per una strategia di successo di eradicazione delle epatiti. Mettere un punto alle epatiti e fermare il contagio \u00e8 un obiettivo comune, che riguarda tutti. Per questo \u00e8 importante conoscere le modalit\u00e0 di trasmissione delle epatiti, essere consapevoli dell&#8217;importanza di fare il test anche in assenza di sintomi o di comportamenti definiti \u00aba rischio\u00bb. Basti pensare che l&#8217;esposizione a procedure medico-chirurgiche prima degli anni Novanta \u2013 quando il virus ancora non era stato scoperto \u2013 rappresenta il pi\u00f9 importante fattore di rischio per l&#8217;infezione da HCV\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;infezione che non \u00e8 dunque confinata a categorie particolari di persone, nonostante le epatiti siano ancora avvolte dallo stigma: circa un italiano su 10 (10,8% di chi conosce le epatiti) afferma che sono da evitare i contatti con persone che vivono con le infezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abConoscenza e sensibilizzazione \u2013 afferma Ivan Gardini, Presidente di EpaC ETS \u2013 sono azioni necessarie per combattere stigma e falsi miti, ancora diffusi tra gli italiani, oltre che per fermare il contagio. In occasione della Giornata Mondiale delle Epatiti sottolineo l&#8217;importanza di informarsi e accedere allo screening nazionale dell&#8217;epatite C, gratuito per le persone 35-55enni, un&#8217;opportunit\u00e0 non ancora colta pienamente da tutte le Regioni che viaggia a differenti velocit\u00e0 lungo l&#8217;Italia. Eppure, fare un semplice test \u00e8 il primo passo verso la cura, ed evitare cirrosi, tumore del fegato e trapianto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>A promuovere una corretta informazione sul tema, veicolando i messaggi della campagna di sensibilizzazione \u00abEpatite C. Mettiamoci un punto\u00bb ci sono anche due influencer: Diego Passoni, conduttore radiofonico, e Luca Trapanese, scrittore, attivista e fondatore dell&#8217;Associazione \u00abA ruota libera\u00bb. \u00c8 inoltre online www.epatitecmettiamociunpunto.it, un sito per conoscere l&#8217;epatite C e le sue modalit\u00e0 di trasmissione a partire da quattro storie di persone comuni che grazie al test hanno scoperto e curato l&#8217;infezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Anzalone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quasi 1 italiano su 3 (32,1%) afferma di sapere poco o niente delle epatiti. 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