{"id":1000006853,"date":"2024-07-23T16:16:34","date_gmt":"2024-07-23T19:16:34","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006853"},"modified":"2024-07-23T16:19:13","modified_gmt":"2024-07-23T19:19:13","slug":"in-parentesisi-di-sergio-e-fabio-spataro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000006853","title":{"rendered":"In ParentesiSi di Sergio e Fabio Spataro"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>in Mostra alla Casina Vavitellina di Bacoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 1 Settembre 2024 si potr\u00e0 ammirare presso la Casina Vanvitelliana di Bacoli Napoli a cura di Alessandra Maisto la mostra bi-personale In ParenteSI di Sergio e Fabio Spataro Presentazione Critica di Mino Iorio sotto l&#8217;egida del Centro Ittico Campano. L\u2019esposizione vuole evidenziare il rapporto di parentela (padre \u2013 figlio). Sergio presenter\u00e0, in versione pi\u00f9 ampliata,&nbsp; la mostra \u201cOcchi innamorati\u201d,&nbsp; gi\u00e0 esposta di recente allo Spazio Prosperity di Napoli, con se sue visioni altamente liriche ed esoteriche&nbsp; e i suoi intriganti assemblaggi materici. Mentre Fabio esporr\u00e0 opere sulla falsa riga di quelle presentate alla mostra da lui tenuta oltre un anno fa al The Spark di Napoli, con le sue fantasmagoriche urla interiori o di denuncia ed i suoi pi\u00f9 recenti assemblaggi minimali dove l\u2019acquerello e l\u2019acrilico dialogano con oro e raffinati innesti. Come afferma Francesco Abbate : La produzione artistica di Sergio Spataro \u00e8 come uno di quei mobili molto articolati (non proprio un secraitere, perch\u00e9 niente c\u2019\u00e8 da nascondere) dove apri un cassetto e dietro ne spunta un altro e poi un altro ancora.. O, se si preferisce, questa produzione \u00e8 come un big bang che d\u00e0 luogo a una materia che pare ordinata, ma \u00e8 una materia che non ama stare in pace con se stessa troppo a lungo e d\u00e0 vita a un nuovo big bang e cos\u00ec via. Rovistando in quei cassetti ne escono di cose da aggiungere alle tante che ormai mi sono note del catalogo di Spataro e delle quali ho discusso in un altro catalogo in preparazione, relativo al \u201cmuseo in cammino\u201d di Laurito nel Cilento. Compaiono allora quei minuti, poetici dipinti della dimensione di un foglio, quasi fogli di un diario intimo e sommesso. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" data-attachment-id=\"1000006856\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000006856\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_a2bfb03f.jpg?fit=1200%2C1600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,1600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2024-07-19 ore 12.57.17_a2bfb03f\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_a2bfb03f.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_a2bfb03f.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_a2bfb03f.jpg?resize=768%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000006856\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_a2bfb03f.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_a2bfb03f.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_a2bfb03f.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_a2bfb03f.jpg?resize=450%2C600&amp;ssl=1 450w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_a2bfb03f.jpg?resize=780%2C1040&amp;ssl=1 780w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_a2bfb03f.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>A pensare quanto appare, e non di rado, perentoria ma anche sofferta tanta sua produzione ci sarebbe da stupirsi se non conoscessimo quanto caleidoscopico sia quel suo \u201ccaos\u201d che minaccia tempesta ma poi \u201cpartorisce\u201d un suo formicolante arcobaleno. Va da s\u00e9 che sempre affiora quel sottofondo di ironia, che a prima vista appare dissacrante; ma, a grattare quella crosta pi\u00f9 o meno consistente (perch\u00e9 variabile a seconda dei diversi impulsi mentali ed emozionali senza i quali Sergio Spataro non sarebbe Sergio Spataro) ricompare una partecipata bonariet\u00e0 tutta partenopea. E qui vale non tanto lo ius soli (palermitano solo per pochi anni dopo la nascita) ma lo ius culturae. Intimi e sommessi, si \u00e8 detto, quei poetici colloqui con se stesso e con i piccoli, quasi insignificanti scarti quotidiani, che scarti non lo sono davvero per l\u2019artista. Caduti dai tavoli o portati nella stanza (le foglie di luna, per esempio) da un refolo di vento, quegli scarti si incontrano a revocare il passato, nella nostalgia delle care \u201cpiccole cose\u201d, che sono state cose invece grandi nella fantasia dell\u2019infanzia. Oppure si squadrano da lontano, sospettosi e distanti come bambini al loro primo incontro, e neppure sanno se riusciranno mai ad incontrarsi. Una poesia sottile, dunque, di piccole, grandi cose, di piccoli, grandi pensieri pensati sotto voce, di comuni situazioni piene di incanto o di nostalgia. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"902\" height=\"1024\" data-attachment-id=\"1000006857\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000006857\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?fit=1384%2C1572&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1384,1572\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2024-07-19 ore 12.57.17_0ece12c2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?fit=264%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?fit=902%2C1024&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?resize=902%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000006857\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?resize=902%2C1024&amp;ssl=1 902w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?resize=264%2C300&amp;ssl=1 264w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?resize=768%2C872&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?resize=1352%2C1536&amp;ssl=1 1352w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?resize=450%2C511&amp;ssl=1 450w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?resize=780%2C886&amp;ssl=1 780w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_0ece12c2.jpg?w=1384&amp;ssl=1 1384w\" sizes=\"(max-width: 902px) 100vw, 902px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 qualche pensiero che vola e se ne va ma ne resta appesa un po\u2019 di nostalgia; un altro si \u00e8 staccato del tutto (anzi vola via in coppia) incurante di chi si sporge a richiamarlo. Apriamo un altro cassetto e spuntano tante pettegole capozzelle che non sanno stare zitte, ma se anche tacciono eccole beffarde, magari perplesse, sicuramente insolenti, un po\u2019 per sfottere, un po\u2019 per gioco, un po\u2019 malinconiche per una certa atavica tristezza che portano nel cuore. Come si dice, un po\u2019 per ridere, un po\u2019 per non morire: ma non per una situazione determinata nel tempo ma perch\u00e9 \u00e8 nella loro situazione esistenziale. Come le comari del vicolo si riuniscono, si interrogano, si scontrano, si alleano, competono, si studiano. Tanti gesti, tanti discorsi, tante sceneggiate: tutto per nascondere il dolore dell\u2019esistenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"275\" data-attachment-id=\"1000006854\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000006854\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.16_45690c39.jpg?fit=1391%2C373&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1391,373\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2024-07-19 ore 12.57.16_45690c39\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.16_45690c39.jpg?fit=300%2C80&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.16_45690c39.jpg?fit=1024%2C275&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.16_45690c39.jpg?resize=1024%2C275&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000006854\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.16_45690c39.jpg?resize=1024%2C275&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.16_45690c39.jpg?resize=300%2C80&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.16_45690c39.jpg?resize=768%2C206&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.16_45690c39.jpg?resize=450%2C121&amp;ssl=1 450w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.16_45690c39.jpg?resize=780%2C209&amp;ssl=1 780w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.16_45690c39.jpg?w=1391&amp;ssl=1 1391w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Dal quell\u2019armadio-caos (l\u2019armadio, si sa, \u00e8 uno dei tanti motivi cari a Spataro) a un certo punto bisogna pure uscire, e quale mezzo migliore che una barca, naturalmente sempre una barca della fantasia, costruita con la fantasia della composizione e degli accostamenti, e di conseguenza con la pi\u00f9 consumata abilit\u00e0 tecnica. Naturalmente una barca che non riesce a fuggire sul serio, sempre colma di nostalgia. Barca solitaria, fiera della sua bellezza, si avventura, audace e ardita a sfiorare gli scogli. Ma poi vince la nostalgia e finisce spiaggiata. In un mio saggio scritto su Fabio Spataro affermo : Il Novecento si \u00e8 confrontato con questa dimensione proponendo non solo nuovi oggetti interartistici, ma anche nuovi possibili criteri interpretativi, che alimentano quella che James Heffernan ha definito un\u2019enorme \u201cindustria intellettuale\u201d. Anche le sperimentazioni pratiche di oggetti intermediali sono oggi quanto mai attuali. Basti pensare alla produzione e alla riproduzione di forme composte pittorico-verbali, come film, immagini televisive, poster, fumetti, testi illustrati, riviste e giornali, che sebbene tradiscano una svolta, dagli addetti ai lavori definita <em>pictorial turn<\/em>, rimangono a testimonianza di un sodalizio artistico ancora molto stimolante che si adatta camaleonticamente alle esigenze dell\u2019epoca. La ripresa oggi del dibattito sull\u2019interscambio fra letteratura e arti del visuale \u00e8 da attribuire anche e soprattutto all\u2019importanza che le immagini occupano non solo al livello pi\u00f9 \u201cbasso\u201d della comunicazione di massa \u2013 che non riesce ormai a fare a meno di strumentazioni del visuale \u2013 ma anche a quello pi\u00f9 \u201calto\u201d del sistema letterario <em>tout court<\/em>. E se i linguisti, i filosofi del linguaggio e gli stessi critici della letteratura della prima met\u00e0 del secolo scorso sono stati responsabili del predominio della lingua in un panorama culturale votato alla distinzione tra le discipline, oggi la comparatistica internazionale e le stesse filologie nazionali fanno della dimensione interartistica e intermediale precipuo oggetto di studio. Gli studi di <em>visual culture<\/em> contemporanei \u2013 eredi per molti versi della storia dell\u2019arte e allo stesso tempo attenti alle altre dimensioni disciplinari, tra cui la letteratura \u2013 rifiutano, ad esempio, la tendenza logocentrica e rivolgono l\u2019attenzione allo studio contestuale delle immagini e della loro ricezione. Alla luce di questa nuova tendenza vanno anche letti tutti i pi\u00f9 recenti contributi teorici votati allo studio non semplicemente dell\u2019immagine e delle arti del visuale, ma anche della loro ricaduta nel sistema altrettanto complesso della letteratura. Si pensi ai recenti lavori dedicati all\u2019analisi di una particolare forma interartistica, l\u2019<em>\u00e9kphrasis <\/em>\u2013 centrale in questo studio \u2013 come quelli di James Heffernan e Thomas Mitchell, e nel panorama italiano allo studio di Michele Cometa, il quale, nella sua opera <em>Parole che dipingono<\/em>, invita ancora una volta a riflettere sulla questione sempre aperta dell\u2019appropriazione delle immagini da parte della scrittura, di cui, come lui stesso osserva, \u00e8 difficile riassumerne le complesse modalit\u00e0: Pi\u00f9 di recente Cometa ha proposto il termine \u201ccatalogo\u201d per contenere alcune di questi modi di interazione fra letteratura ed arti figurative. Nel catalogo Cometa fa rientrare le tipologie della <em>Doppelbegabung<\/em>, dell\u2019<em>\u00e9kphrasis<\/em>, delle forme miste e di quelle che definisce omolgie, precisando comunque di non volere esaurire e semplificare con questo sistema tassonomico la ricchezza di un campo di indagine cos\u00ec vasto. Per questa ragione definisce il suo catalogo \u00abuna strategia comunque parziale e precaria, un <em>colligere <\/em>che si dispiega secondo un ordine sempre revocabile e che ha la funzione&nbsp; di collocare nello spazio i vari oggetti di cui si occupa\u00bb. William John Thomas Mitchell, uno dei \u201cpadri\u201d e dei maggiori teorici contemporanei della cultura visuale, fa alcune considerazioni sulle modalit\u00e0 d\u2019analisi che il nostro secolo ha pi\u00f9 spesso adottato di fronte al problema della relazione fra le due arti. Mitchell parla del metodo comparativo come di quello pi\u00f9 tradizionale pur tuttavia lo studioso americano rintraccia, pi\u00f9 avanti, i limiti di questo stesso approccio, caratterizzato da presupposti di uniformit\u00e0 e omogenit\u00e0 e da strategie di sistematiche differenziazioni e comparazioni che talvolta ignorano altre forme di relazione pi\u00f9 subdole e meno negoziabili. Per Mitchell si tratta di un approccio, quello comparativo, che spesso rimane incastrato in uno \u201cstoricismo ritualistico\u201d che si limita a ripercorrere canoniche linee narrative ereditate dal passato, quasi fosse incapace di registrare pratiche e storie alternative.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"271\" data-attachment-id=\"1000006855\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000006855\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_dc34b06a.jpg?fit=1389%2C368&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1389,368\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2024-07-19 ore 12.57.17_dc34b06a\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_dc34b06a.jpg?fit=300%2C79&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_dc34b06a.jpg?fit=1024%2C271&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_dc34b06a.jpg?resize=1024%2C271&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000006855\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_dc34b06a.jpg?resize=1024%2C271&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_dc34b06a.jpg?resize=300%2C79&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_dc34b06a.jpg?resize=768%2C203&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_dc34b06a.jpg?resize=450%2C119&amp;ssl=1 450w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_dc34b06a.jpg?resize=780%2C207&amp;ssl=1 780w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Immagine-WhatsApp-2024-07-19-ore-12.57.17_dc34b06a.jpg?w=1389&amp;ssl=1 1389w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Non per questo egli trova pi\u00f9 esatto l\u2019approccio semiotico europeo che finisce per sostituire, in modo talvolta brutale, lo <em>scientism <\/em>all\u2019<em>artiness <\/em>nell\u2019analisi del confronto interartistico. Lo studioso parte piuttosto dall\u2019assunto che il problema dell\u2019immagine\/testo (sia che lo si intenda come forma sintetica, composta, o come differenza di rappresentazione) \u00e8 proprio il sintomo dell\u2019impossibilit\u00e0 di giungere ad una \u201cteoria di immagini\u201d o ad una \u201cscienza della rappresentazione\u201d. Penso al testo&nbsp;Estetica relazionale di Nicolas Bourriaud che sottolinea la necessit\u00e0 di un nuovo approccio all\u2019arte contemporanea proponendo di vedere in essa un\u2019attivatrice di interazioni sociali. Secondo il critico francese non si tratta tanto di preoccuparsi della partecipazione del pubblico, o dell\u2019interattivit\u00e0 dell\u2019opera, quanto piuttosto di proporsi come orizzonte teorico dell\u2019arte la sfera delle interazioni umane e il suo contesto sociale. L\u2019arte relazionale deve pertanto essere intesa come \u201cun attivatore di rapporti sociali; essa \u00e8 una spina nel fianco del sistema di produzione, che trova in quest\u2019arte uno specchio deformante, una mimesi che persegue fini opposti e allo stesso tempo un sabotaggio radicale. Un\u2019arte comunitaria per definizione, anche se non per forza comunitaristica o interattiva; una pratica immune dal regime dello Spettacolo che abbatta almeno per un tempo limitato i confini tra arte e mondo, portando al massimo grado alcune istanze dell\u2019arte dalle Avanguardie storiche in poi\u201d. L\u2019autore sottolinea ripetutamente la necessit\u00e0 della&nbsp;revisionabilit\u00e0&nbsp;di ogni pratica teorica e artistica al fine di essere sempre un passo avanti rispetto al sistema che tenta di appropriarsi di ogni nuova proposta neutralizzandone il portato critico autentico. E quello che fa Fabio Spataro con la sua arte da sempre dando al suo linguaggio una dimensione umana. Nel contempo posso dire che Fabio Spataro \u00e8 un artista dal linguaggio dove si incontrano e si scontrano gesto, forma e sentesi dove ricerca e sperimentazione sono alla base dei suoi lavori, dove viene fuori nel contempo una rinnovata mitologia dell\u2019opera fatta da pulsioni e di sentimenti . Egli tende a un dialogo interno della propria arte o con cui rapportare la personale e individuale emozione, l\u2019opera sembra voler raccogliere una molteciplit\u00e0 di eredit\u00e0 anche colte, alte che tutto il fine secolo scorso ha disseminato e forse dissipato nel suo tumultuoso processo di affrancamento dell\u2019oggetto artistico, nei confronti della letteratura, della sociologia, di quella propensione al racconto. Attraverso l\u2019espressionismo e all\u2019informale Fabio Spataro vuole valorizzazione l\u2019emozione che viene direttamente dalla materia e dalla pittura, tuttavia e necessario distinguere le diverse prospettive. Spataro parte dalla pittura espressionistica e informale nella quale spesso i termini espressivi del pigmento si coniugano con la scelta del supporto, con il sedimentarsi di differenti tracce, come se, da subito, la sola pittura risultasse povera, poco significativa, incapace di dare conto della complessit\u00e0 del reale. In quelle grandi stesure iconiche, che segnano la pittura di Fabio Spataro \u00e8 caratterizzata fortemente dalla sperimentazione e dalla ricerca, sarebbe tuttavia limitante restringere l\u2019impatto espressivo di Spataro che si coniuga bene con un linguaggio informale che gli permette una condotta di ricerca artistica e allargando lo sguardo a raggera, il suo linguaggio lo spinge verso una tensione &nbsp;espressiva che emerge dalle sue opere . Il suo \u00e8 universo linguistico ampio \u00e8 attraversato dalla sperimentazione ed legato alla ricerca, che riemerge attraverso la materia e la valorizzazione linguistica dei supporti. L\u2019opera di Fabio Spataro non \u00e8 dunque un evento isolato, ma ha matrici specifiche nella sua terra di riferimento, l\u2019uso dei materiali che presto compaiono come supporto ineliminabile diventano un sostrato espressivo della sua immagine esse sono soluzioni linguistiche specifiche grazie al suo percorso interiore che da anni egli porta avanti. L\u2019uso dei materiali come oggetto della narrazione, e della duplice scansione&nbsp; appare come il segnale di una ricerca che vuole scardinare l\u2019ordine della narrazione e della pittura. E il processo di dissolvimento della raffigurazione evocativa quasi metafora di un processo in cui Fabio Spataro trova forse una sua verit\u00e0 espressiva che diviene una continua ricerca del proprio \u201cIo\u201d, pi\u00f9 profondo. Nelle sue ultime opere ho visto una sua evoluzione &nbsp;che diviene volano per la \u2018maturazione\u2019 effettiva della sua arte come essenza pura. L\u2019attivit\u00e0 artistica di Fabio Spataro pare dunque compendiarsi in tre differenti momenti espressivi, complementari e autonomi, con quel modello duplice che abbiamo visto, dall\u2019inizio, essere carattere specifico dell\u2019opera dell\u2019artista da una parte le opere fortemente di ricerca attraverso il gesto e il segno l\u2019altra la dissoluzione delle forme. La ricerca di Spataro \u00e8 rappresentata dalla creazione totale della sua arte attraverso l\u2019assemblaggio di materiali di scarto . Le opere dell\u2019artista traducono la tensione, la misura, intese come valore etico che&nbsp;sembrano trascrivere nello spazio un equilibrio, da valorizzare e scardinare ad un tempo. Fabio Spataro attraverso le sue opere ci narra infine della metafora della vita, con le sue pulsioni e i suoi sogni, le sue tensioni e i suoi approdi dell\u2019animo. Che si rinnova di continuo in quella diversa, pi\u00f9 lineare, ma non meno eloquente, costituita dall\u2019insieme di numerose opere che trovano la loro verit\u00e0 espressiva attraverso l\u2019accostamento che costituisce la trascrizione emotiva di una geografia dello spazio, una geometria della mente, una scansione lirica dei movimenti del cuore. \u00c8 la concretezza dell\u2019opera di Spataro. Quella stessa che si manifesta nella creazione del singolo pezzo, e si traduce e sembra trascrivere un processo lento di crescita attraverso la riappropriazione culturale dei materiali utilizzati. Come se Spataro volesse sottolineare la duplice dimensione di rapidit\u00e0 nel consumo, di rapida obsolescenza dell\u2019oggetto stesso e di una differente persistenza nella memoria . Fabio Spataro cerca nelle sue opere la giusta dimensione dove l\u2019umano pensiero possa trascrivere se stessa e la nostra presenza nella mente degli uomini, l\u2019opera come vicenda umana si concretizza attraverso il segno il gesto la forma la sperimentazione che divengono il senso pi\u00f9 alto del nostro esistere. I richiami alla poetica espressionista &nbsp;a quella informale con il ricorso costante all\u2019emozione della materia, costituiscono l\u2019essenza stessa della dimensione espressiva dell\u2019artista. La tensione che nelle opere realizzate da Fabio Spataro attraverso il contrasto tra le forme e tra le cromie si definiscono in termini essenziali, dove il linguaggio permette al fruitore di carpire l\u2019animo dell\u2019artista . Fabio Spataro \u00e8 all\u2019eterna ricerca della tensione espressiva nel contempo recupera l\u2019immediatezza del gesto, del segno che gli permettono di dialogare sapendo raccontare attraverso le sue opere la precariet\u00e0 che in parte il misurato equilibrio esprime con la sua apparente forma con la fragilit\u00e0 dell\u2019essere \u2018Artista\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Casina Vanvitellina di Bacoli<\/p>\n\n\n\n<p>ParentesiSi&nbsp; di Sergio e Fabio Spataro<\/p>\n\n\n\n<p>dal 18 Luglio 2024 al 1 Settembre 2024<\/p>\n\n\n\n<p>dal Venerd\u00ec alla Domenica dalle ore 17.00 alle ore 23.00<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>in Mostra alla Casina Vavitellina di Bacoli Giovanni Cardone Fino al 1 Settembre 2024 si potr\u00e0 ammirare presso la Casina Vanvitelliana di Bacoli Napoli a cura di Alessandra Maisto la mostra bi-personale In ParenteSI di Sergio e Fabio Spataro Presentazione Critica di Mino Iorio sotto l&#8217;egida del Centro Ittico Campano. 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